Solstizio d’estate appena passato, immerso nel caldo torrido di questo gran pezzo dell’Emilia mi getto a capofitto nelle inevitabili riflessioni che nascono nella maruga dell’uomo di blues che sono. A bordo del treno che mi porta da un capo all’altro della mia vita, dal finestrino osservo la mia esistenza e tutto quello che la circonda passare via velocemente nonostante abbia l’impressione che tutto ristagni.
Già, il tempo scorre a velocità supersonica, lascia senza fiato, irretisce ed inibisce i sensi.
I campi di grano nei pomeriggi estivi riportano alla mente immagini tratte da sussidiari di una infanzia ormai lontanissima.
i giorni si susseguono ad un speditezza ragguardevole, in un battibaleno il sole nasce e quindi affonda dietro l’orlo del mondo, la sera cala e in essa ricerco refrigerio ricordando distanti notti d’estate della fanciullezza idealizzando il paesino in cui sono nato e dandone una versione certamente edulcorata.
La mia fitta rete di amicizie si sta sfilacciando, per un motivo o per l’altro la frequentazione dei mie blues brothers si è attenuata, è colpa mia? Mi sto isolando dal mondo come d’altra parte sta facendo la mia amica Yesterday Frig, alias Copper Leg Girl (gamba ramata insomma)?
L’unico amico dal quale non mi disconnetto mai è (quel gran figo di) Polbi, quest’anno festeggiamo i trent’anni di amicizia assoluta, mi basta guardare una sua foto per sentirmi meno solo e al sicuro (un po’ come accade quando guardo immagini di Keith Richards), e dire che siamo esattamente agli antipodi dello stivale, io nella Regium Lepidi, lui nella Regium Calabriae, eppure la distanza ci fa un baffo.
Lo sferragliare del treno della mia vita dà il ritmo al traffico di pensieri, nessuno di essi dà la precedenza, sfrecciano tutti in maniera casuale:
_la tendenza che ho ad usare il termine “iperbole” anche al plurale, visto che “iperboli” proprio non mi piace.
_i nuovi gruppi di classic Rock che non fanno altro che fotocopiare la musica e l’estetica dei grandi gruppi del passato, nessuna pericolosità reale, nessun sbuffo creativo degno di nota, solo riproposizioni audiovisive sterili del bel tempo che fu.
_Lucien Bullock che riempie una volta di più il Campo Volo (va beh, la RCF Arena) qui a Regium Lepidi …
_la tipa a cui chiesi anni fa “ma che musica ti piace? Hai qualche artista preferito?” e impiegò un giorno e mezzo a rispondere.
_la brutalità in senso lato delle persone, degli amici, dei colleghi, dei semplici conoscenti, degli sconosciuti; la si contempla nelle azioni e nei discorsi di ogni giorno e descrive lo scollamento profondo tra ciò che si dice o scrive e il comportamento messo in atto. Immagino di essere un tipo parecchio sensibile (but I’m not the only one … whaddayathink Lady Moon?) e magari per stare al mondo serve una corazza che anestetizzi i sentimenti, ma la brutalità appunto, anche inconscia e involontaria, proprio non la reggo. Gente che sì a malapena conosci ma che frequenti tutti i giorni che nemmeno saluta, gente che ammicca e poi sparisce, gente che liquida faccende che ti coinvolgono con poche parole e senza tante spiegazioni, … ma allora sono tutte frottole quelle che raccontano, tutti quei bei discorsi che vengono fatti nei workshop di formazione ed incontri simili sulla importanza del quoziente emotivo, dell’empatia, sul “prima di assumerti mi interessa sapere chi sei, conoscerti, le competenze si possono anche acquisire in un secondo momento” come mi ha riportato recentemente una mia nuova amica. Che il profitto e il denaro (dunque il potere) siano l’unico scopo della società umana oggi è chiaro, ma perlomeno che non ci si prenda per i fondelli. Troppi leader senza leadership, troppe autorità senza autorevolezza, tropp* scriteriat* mess* a governare aziende, nazioni, continenti, mondi.
Difficile districarsi tra questi rovi spinosi, difficile uscire indenni, tutt* che vogliono dimostrare di essere maschi o femmine alfa, quando l’importante sarebbe imparare a vivere nel branco con po’ di decenza.
Ecco che allora mi perdo nella ucronia, nei futuri che non sono stati e che non saranno, nei presenti diversi da quelli che abito.
Sempre troppo facile per me smarrirsi in un fiume di pensieri e allora meglio abbandonarsi nelle braccia di una donna, reale o immaginaria che sia, e nella musica, la musa per eccellenza, l’unica che sa dare sollievo al mio animo inquieto ed irrequieto, nonostante ci sia il divieto all’allitterazione.
Già, devo ricordare che un bacio è sempre un bacio, un sospiro è solo un sospiro, e che le cose fondamentali valgono sempre col passare del tempo …
You must remember this:
A kiss is still a kiss,
A sigh is just a sigh.
The fundamental things apply
As time goes by.
SERIE TV
_Dept. Q (UK/USA 2025) – TTTT
Serie televisiva thriller poliziesca scozzese creata da Scott Frank e Chandni Lakhani, basata sulla serie di romanzi dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen.
FILM
_ La Vedova Nera (Spagna 2025) – TTT½
PLAYLIST
_Acqua Fragile ” Morning Comes” 1973
_Tom Waits “San Diego Serenade” 1974
_Miles Davis “Flamenco Sketches” 1959
_The Impressions “People Get Ready” 1965
_The Beach Boys “The Nearest Faraway Place” 1969
◊ ◊ ◊
E allora, se ci penso, alla fine mi basta poco, quella fettina di pianura su cui vivo, uno dei miei dischi obliqui preferiti, le ristampe con nuove traduzioni di Philip Roth e Franz Kafka, le gioie e i dolori legate alla mia squadra del cuore, certi film di Sydney Pollack e Walter Hill, qualche vecchio blues del Delta e il non rinunciare a darmi una mossa …
You got to move
You got to move, child
You got to move
Oh, when the Lord get ready
You got to move
You may be high
You may be low
You may be rich, child
You may be poor
But when the Lord get ready
You got to move
You see that woman
Who walks the street
You see that police
Upon his beat
But then the Lord get ready
You got to move
You got to move





Bellissimo Post, Tim.In merito all’ipocrisia ti ho scritto in privato. Qui invece salto in altre righe del tuo post, quindi in altri sentimenti, per scrivere che non penso che ci si possa “sfilacciare” dai fratelli di blues.Anche dopo tanto tempo le tinte bluastre restano salde. Se ci pensi, sono le tonalità vermiglie che sbiadiscono velocemente al sole, restando poco interessanti.Nei rapporti veri credo che vi sia più una scomodità legata allo spazio, sempre complicato da gestire. Il tempo invece può essere allungato o accorciato attraverso le sensazioni e i flussi mentali. Può essere perfino fermato a tempo indefinito. Parole un po’ contorte, da domenica mattina, per esprimere che alcune cose sono veramente per sempre.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Nel posto dove lavoro lavoro non esiste alcun tipo di legame tra colleghi, giusto qualche parola di circostanza. Fuori da quel contesto non potrei mai frequentarli. In passato ho lavorato per grosse aziende che si proponevano in questo modo “americano”, amichevoli, solidali etc. Cazzate. Questi automi fanno dei corsi e vengono “addestrati ” per mantenere un certo tipo di comportamento che probabilmente a loro è del tutto estraneo nella vita reale. E lo vedo. Faccio fatica a stare dietro a certe amicizie, alcune di lunga data, che con il passare del tempo si sono fatte sempre più superficiali. Spesso si tratta di persone capaci di ferirti con due parole e poco tatto. Non ho mai avuto problemi a stare per conto mio, con la mia famiglia, la mia compagna e ammetto che intrattenere certi rapporti lo trovo un “impegno” del quale preferisco fare a meno.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Fratello mio …
"Mi piace""Mi piace"