TT’s SCHOOL OF ROCK XIV: Rolling Stones

2 Gen

Quattordicesima School of Rock quella del solstizio d’inverno del 2025 e dunque – qui faccio il solito  copia incolla – ritrovo modello “dopolavoro” nei locali della azienda per cui lavoro. Sospinto dalla volontà del nostro dirigente GLB eccomi di nuovo davanti al gruppo dei fedelissimi e affezionati colleghi che con dedizione e passione si assiepano – dopo l’orario di lavoro appunto – nella (mia amatissima) Sala Blues (where the dreams come blue), la grande sala informale dell’azienda dotata di un vero e proprio impianto hi-fi. Stasera si parla dei Rolling Stones, gruppo che non ha certo bisogno di presentazioni, le cui figure principali — Mick Jagger e, soprattutto, Keith Richards — rappresentano luci guida per tutti gli appassionati di vera musica rock.
Mi soffermo in particolare sui brani meno conosciuti, perché, al di là di Satisfaction, Jumpin’ Jack Flash, Brown Sugar, Miss You e compagnia, esistono perle di rara, rarissima bellezza, imprescindibili per ogni donna e uomo di blues in questo dicembre 2025.

Mi prendo una mezz’oretta prima dell’inizio per raccogliere i pensieri, immergermi nella silenziosa sala vuota e preparare ellepì e cd.

Sala Blues – 2025 foto Tim Tirelli

Tim Tirelli’s School Of Rock Rolling Stones dicembre 2025

Apro la serata con una delle mie solite introduzioni spiegando ai miei amati colleghi che a volte volte mi chiedo se valga la pena tenere ancora queste lezioncine, questi incontri e confronti musicali Rock, quando puntualmente mi arriva qualche segnale che mi dà la spinta necessaria.

Qualcuno degli adepti mi invia via email un messaggino:
La School Of Rock: una delle ragioni per essere rimasti, voglio un posto riservato :) Sei un grande. Tuo Tom

Un altro via whatsapp mi scrive: 
My dear friend, so che oramai la musica si ascolta su supporti digitali con lo schermo nero, e non in quei magnifici dischi che spesso ci mostri, ed é un peccato. Però così va il mondo, e il vero uomo di blues ne é consapevole. Oggi Spotify ha fatto come ogni anno il wrap up sulla musica ascoltata durante l’anno.
Questo il risultato …YOUR LISTENING AGE: 75 – YOU WERE INTO MUSIC OF THE LATE 60s, YOU’RE AN OLD SOUL.
Things to be proud of. An old blues soul. Ci vediamo presto my friend. Tuo SimoSca.

Entrambi hanno poco più di trent’anni, e questo dice tutto sulla importanza che la vera Musica Rock ha sulle vite di certe persone. Con determinazione spiego ai colleghi-amici il motivo per cui ci troviamo di nuovo riuniti nella sala Blues, l’una accanto all’altro, tutti insieme a celebrare una delle attività
umane – la musica – che più ci suggestiona, lo stratagemma forse più bello che noi umani abbiamo creato per non farci tramortire dal pensiero di essere scimmie evolute che gironzolano su una roccia persa nel buco del culo dell’universo.
Sì, perché la School Of Rock la facciamo insieme – io e loro – per sentirci vivi e non solo utili o produttivi, per essere noi stessi e non solo soldatini che fanno la fila per tre, rispondono sempre di sì e si
comportano da persone civili!
Ringrazio dunque il gruppo di volenterosi e volenterose, di impavidi eroi ed eroine che ho davanti. Stasera mi soffermerò meno sulla storia del gruppo per poter dare maggior spazio alle canzoni e parto raccontando un po’ di fatti dell’epoca.

I dischi di blues che arrivano nei porti britannici iniziano ad irretire i giovani del Regno Unito, dopo che il Rock And Roll li aveva spinti verso una vibrazione primordiale. Capiscono che il Rock And Roll non era nient’altro che blues veloce cantato (anche) dai bianchi, mentre il Blues rimaneva una musica genuina e schietta nata dalle popolazioni nere del sud est degli Stati Uniti. Il Blues colpisce perché non è mainstream, perché puro, grezzo, passionale, vitale.

Inizio la narrazione vera e propria sui Rolling Stones:
Prima che diventassero la più grande rock’n’roll band del mondo, Mick Jagger e Keith Richards erano solo due ragazzini del Kent, compagni di scuola nel 1950, che ancora non potevano immaginare quanto la loro amicizia avrebbe cambiato la storia della musica. Anni dopo, nel 1961, sarebbe bastato un incontro casuale sul binario due della stazione di Dartford e qualche disco di Chuck Berry e Muddy Waters sotto il braccio per far scattare la connessione definitiva: il blues come lingua comune, la musica come destino.
A metà degli anni ’50 Jagger aveva già provato a sporcarsi le mani con il rhythm and blues grazie a una garage band messa su con Dick Taylor, suonando i giganti afroamericani che presto avrebbero plasmato l’identità dei futuri Rolling Stones. Richards, incuriosito da quegli stessi dischi che Jagger portava sempre con sé, capì subito di aver trovato un complice musicale.

Il primo seme della band prese forma sotto il nome Blues Boys, un quintetto composto da Jagger, Richards, Taylor, Alan Etherington e Bob Beckwith. Erano giovani, affamati, e il loro mondo ruotava attorno al blues più autentico. La svolta arrivò nel marzo 1962, quando scoprirono l’Ealing Jazz Club sulle pagine di Jazz News. Il club era la casa degli Alexis Korner’s Blues Incorporated, una sorta di università non ufficiale del rhythm and blues inglese. Fu lì che i Blues Boys incontrarono Brian Jones, Ian Stewart e Charlie Watts — tre musicisti che avrebbero segnato la storia del gruppo e dell’intero rock britannico. Korner rimase colpito dal loro materiale e invitò Jagger e Richards a suonare con la sua band: un passaggio fondamentale che affinò il loro stile e li introdusse nella scena musicale londinese. 

Nel maggio 1962 Brian Jones decise di creare il suo gruppo e pubblicò un annuncio su Jazz News. Stewart fu tra i primi ad aderire, seguito da Jagger, Richards e Taylor, pronti a lasciare i Blues Incorporated per seguire la nuova visione di Jones. Il nome Rolling Stones nacque quasi per caso, durante una
telefonata con un giornalista. Alla domanda “Come si chiama la band?”, Jones guardò un LP di Muddy Waters sul pavimento. Una traccia spiccava: Rollin’ Stone. Bastò quello.
Una scelta istintiva, destinata a entrare nella mitologia del Rock.
Prima che Jagger e Richards diventassero il cuore compositivo del gruppo, Brian Jones era il leader
indiscusso. Fu lui a definire l’identità musicale iniziale della band, a radunare i membri, a scegliere il nome e a guidare le prime scelte artistiche. Il suo talento visionario e il suo amore profondo per il blues furono fondamentali per trasformare un gruppo di giovani musicisti in una forza creativa irresistibile.

Cerco di stringere i tempi, raccontare e far ascoltare i RS in poco più di un ora è impresa pressoché impossibile

Nel 1966 i Rolling Stones avevano già alle spalle più di un album e molti singoli di successo ma con l’uscita di Aftermath spostarono definitivamente l’asticella: fu il loro primo LP composto da brani originali di Mick Jagger e Keith Richards, segnando l’inizio di un’era di creatività e sperimentazione.
Da lì in avanti, la band attraversò una fase cruciale: il passaggio dal rock/blues-rock degli inizi a sonorità più complesse, psichedeliche, roots e – negli anni ’70 – a un rock maturo, spesso con sfumature blues, country e soul. Questo periodo è comunemente considerato l’apogeo artistico e commerciale degli Stones.

Aggiungo, finendo il discorso generale, che secondo stime aggiornate, i Rolling Stones
hanno venduto oltre 200 milioni di dischi su scala mondiale — un dato enorme che li colloca tra gli artisti
più venduti di sempre. Solo negli USA le vendite superano i 59 milioni di album.

Tim Tirelli’s School Of Rock Rolling Stones dicembre 2025 foto di Marcya P

La fase 1968 –1972 è probabilmente quella più significativa per la reputazione artistica dei Rolling
Stones. Con Beggars Banquet, Let It Bleed, Sticky Fingers ed Exile on Main St. la band consolidò il proprio suono: dal rock/blues originario a un mix ricco di influenze — roots, country, gospel, soul, rock. Molti considerano questi come i loro “anni d’oro”. Tuttavia anche dal 1973 e sino al 1981 i loro dischi sono bellissimi benché a volte paiano album da fase di transizione: la produzione infatti è influenzata da cambiamenti interni (line-up, abitudini, stili di vita), ma anche da un contesto musicale in evoluzione — nuovi generi, nuove mode. Nonostante ciò, la loro capacità di reinventarsi — senza perdere l’identità rock/blues-rock — li mantiene rilevanti e popolari anche nel decennio seguente. La longevità, in questo caso, è accompagnata da coerenza.

Concludendo, dal 1966 al 1981 i Rolling Stones attraversano la fase più intensa, creativa, e turbolenta della loro carriera. Passano da una band giovane che cerca di emanciparsi dal modello dei primi anni a un monumento del rock mondiale, capace di reinventarsi, contaminarsi di stili e restare rilevante per decenni.

Due note tecniche sugli album e (da Let it Bleed in poi) finalmente un po’ di canzoni da ascoltare:

1966 – Aftermath
Aspetti salienti: Primo album composto interamente da Jagger/Richards. Segna l’inizio della maturità artistica della band.
Classifiche:
 UK: #1 (8 settimane)
 USA: #2
 Italia: n/d (non esisteva classifica album)
Vendite / certificazioni:
 USA: Platinum (RIAA)
 UK: Silver (BPI, certificato retroattivo)
 Italia: n/d
Tracklist UK
Mother’s Little Helper • Stupid Girl • Lady Jane • Under My
Thumb • Doncha Bother Me • Goin’ Home • Flight 505 •
High and Dry • Out of Time • It’s Not Easy • I Am Waiting •
Take It or Leave It • Think • What to Do

1967 – Between the Buttons
Album pop barocco/psichedelico, ponte verso un suono più sofisticato.
Classifiche:
 UK: #3
 USA: #2
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: Gold
 UK: nessuna certificazione ufficiale (pre-BPI)
 Italia: n/d
Tracklist UK
Yesterday’s Papers • My Obsession • Back Street Girl •
Connection • She Smiled Sweetly • Cool, Calm & Collected •
All Sold Out • Please Go Home • Who’s Been Sleeping
Here? • Complicated • Miss Amanda Jones • Something
Happened to Me Yesterday
Tracklist USA (differente)
Let’s Spend the Night Together • Ruby Tuesday + 10 brani
UK (senza Back Street Girl, Please Go Home)

1967 – Their Satanic Majesties Request
Album psichedelico, esperimento unico nel catalogo Stones.
Classifiche:
 UK: #3
 USA: #2
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: Gold
 UK: n/d
 Italia: n/d
Tracklist
Sing This All Together • Citadel • In Another Land • 2000
Man • Sing This All Together (See What Happens) • She’s a
Rainbow • The Lantern • Gomper • 2000 Light Years from
Home • On with the Show

1968 – Beggars Banquet
Considerato uno dei capolavori: ritorno al roots-rock e blues.
Classifiche:
 UK: #3
 USA: #5
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: Platinum

 UK: Platinum (certificazione retroattiva)
 Italia: n/d
Tracklist
Sympathy for the Devil • No Expectations • Dear Doctor •
Parachute Woman • Jigsaw Puzzle • Street Fighting Man •
Prodigal Son • Stray Cat Blues • Factory Girl • Salt of the
Earth

1969 – Let It Bleed
Album ponte tra fine era Brian Jones e ingresso definitivo di Mick Taylor.
Classifiche:
 UK: #1
 USA: #3
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: 2×Platinum
 UK: Platinum
 Italia: n/d
Tracklist
Gimme Shelter • Love in Vain • Country Honk • Live with Me
• Let It Bleed • Midnight Rambler • You Got the Silver •
Monkey Man • You Can’t Always Get What You Want

 

1971 – Sticky Fingers
Primo album su Rolling Stones Records. Capolavoro assoluto del periodo Taylor.
Classifiche:
 UK: #1
 USA: #1
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: 3×Platinum
 UK: Platinum
 Italia: n/d (stima: forte successo ma senza dati ufficiali)
Tracklist
Brown Sugar • Sway • Wild Horses • Can’t You Hear Me
Knocking • You Gotta Move • Bitch • I Got the Blues • Sister
Morphine • Dead Flowers • Moonlight Mile

 

1972 – Exile on Main St. (doppio)
Considerato uno dei migliori album degli Stones e uno dei migliori del rock.
Classifiche:
 UK: #1
 USA: #1
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: 2×Platinum
 UK: Platinum
 Italia: n/d
Tracklist
Lato 1: Rocks Off • Rip This Joint • Shake Your Hips •
Casino Boogie • Tumbling Dice
Lato 2: Sweet Virginia • Torn and Frayed • Sweet Black
Angel • Loving Cup
Lato 3: Happy • Turd on the Run • Ventilator Blues • I Just
Want to See His Face • Let It Loose
Lato 4: All Down the Line • Stop Breaking Down • Shine a
Light • Soul Survivor

Tim Tirelli’s School Of Rock – Rolling Stones dicembre 2025 – foto Marcya P

1973 – Goats Head Soup
Sonorità morbide e soul-blues unite al solido Rock sound del gruppo.
Classifiche:
 UK: #1
 USA: #1
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: Platinum
 UK: Gold
 Italia: n/d
Tracklist
Dancing with Mr. D • 100 Years Ago • Coming Down Again •
Doo Doo Doo Doo Doo • Angie • Silver Train • Hide Your
Love • Winter • Can You Hear the Music • Star Star

Il tempo fugge via, devo saltare l’album del 1974 e passare a Black and Blue e purtroppo terminare l’incontro.

1974 – It’s Only Rock ’n Roll
Transizione verso un suono più moderno anni ’70.
Classifiche:
 UK: #2
 USA: #1
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: Platinum
 UK: Gold
 Italia: n/d
Tracklist
If You Can't Rock Me • Ain’t Too Proud to Beg • It’s Only
Rock ’n Roll • Till the Next Goodbye • Time Waits for No
One • Luxury • Dance Little Sister • If You Really Want to Be
My Friend • Short and Curlies • Fingerprint File

1976 – Black and Blue
Album di ricerca sonora (funk, reggae, soul), album di transizione, album obliquo, album per me bellissimo.
Classifiche:
 UK: #2
 USA: #1
 Italia: n/d
Vendite / certificazioni:
 USA: Platinum
 UK: Gold
 Italia: n/d
Tracklist
Hot Stuff • Hand of Fate • Cherry Oh Baby • Memory Motel •
Hey Negrita • Melody • Fool to Cry • Crazy

Prima di far ascoltare Memory Motel leggo la traduzione del testo, per far arrivare agli amici il senso di questo pezzo meraviglioso:

Memory Motel — Traduzione in Italiano

Hannah, tesoro, era una ragazza tutta pesca e miele
Gli occhi color nocciola
E il naso un po’ storto
Abbiamo passato una notte solitaria al Memory Motel
È sull’oceano, immagino che tu lo conosca bene


Ci volle una notte piena di stelle per togliermi il fiato
Giù sul lungomare
I suoi capelli tutti bagnati dagli spruzzi
Hannah, piccola, era davvero una dolce ragazza
Gli occhi color nocciola
E i denti un po’ storti
Prese la mia chitarra e iniziò a suonare
Mi cantò una canzone
Che mi è rimasta piantata in testa


Sei solo un ricordo d’un amore
Che era stato
Sei solo un ricordo d’un amore
Che un tempo significava così tanto per me


Lei ha una testa tutta sua
E la sa usare, oh sì
È una ragazza unica
Con una testa tutta sua
E la sa usare maledettamente bene


Guidava un pick-up
Dipinto di verde e blu
Le gomme erano lisce
S’era fatta un bel po’ di miglia
Quando le chiesi dove stava andando

“Torno su a Boston, canto in un bar”
Io invece devo volare oggi giù a Baton Rouge
I nervi sono già a pezzi
E la strada non è poi così comoda
Là in Texas c’è la rosa di San Antone
E io continuo a sentire quel morso nelle ossa


Sei solo un ricordo d’un amore
Che voleva dire così tanto per me
Sei solo un ricordo, ragazza
Sei solo un dolce ricordo
E un tempo contava così tanto per me
Sha la la la la…
Sei solo un ricordo d’un amore
Che voleva dire così tanto per me


Lei ha una testa tutta sua
E la sa usare, oh sì
Maledettamente bene
Perché è una ragazza unica
Una testa tutta sua
E la sa usare bene


Il settimo giorno avevo gli occhi tutti velati
Abbiamo percorso diecimila miglia
Attraversato quindici stati
Ogni donna sembrava svanire dalla mia mente
Mi sono buttato sulla bottiglia, sul letto, e ho pianto
Cos’è tutto questo ridere al ventiduesimo piano?
Sono solo un paio di amici

Stanno buttando giù la porta
È stata un’altra notte solitaria al Memory Motel


Sei solo un ricordo, ragazza, solo un ricordo
E un tempo voleva dire così tanto per me
Sei solo un ricordo, ragazza, solo un ricordo
E un tempo voleva dire così tanto per me
Sei solo un ricordo, ragazza, un vecchio dolce ricordo
E un tempo voleva dire così tanto per me
Sei solo un ricordo d’un amore
Che un tempo voleva dire così tanto per me
Lei ha una testa tutta sua
E la sa usare, oh sì
Perché è una ragazza unica

 

Anche per Fool To Cry vado sul profondo, traduco alla bene meglio la strofa che più sento mia…

FOOL TO CRY – traduzione in Italiano.
Sai, io ho una donna

(“Papà, sei uno sciocco…”)
E vive in una parte povera della città
E a volte vado a trovarla
E facciamo l’amore, così dolcemente
Appoggio la testa sulla sua spalla
Lei dice: “Raccontami tutti i tuoi problemi.”
Sai cosa mi ha detto? Mi ha detto:
“Papà, sei uno sciocco a piangere
Sei uno sciocco a piangere
E questo mi fa chiedere perché.”

Tim Tirelli’s School Of Rock – Rolling Stones dicembre 2025 – foto Marcy Tin

Siamo già oltre l’orario stabilito, devo fermarmi qui, al 1976, ringrazio tutti e sul finire ci scateniamo sul ritmo dei Rolling Stone… 

Thank you Sant’Orsola it’s been great. New York, goodnight! W i Rolling Stones, W l’amore, W … (qualcos’altro)

Riguardando quei pochi spezzoni video che qualche anima gentile ha filmato mi rendo conto che la serata è stata condotta da ITTOD, uno dei tre uomini che sono, quello guidato dal furore iconoclasta e che pertanto sono andato parecchio sopra le righe, un po’ mi imbarazzo, ma probabilmente è l’atteggiamento congruo per affrontare e raccontare la Musica Rock, perché in definitiva non mi importa nulla di insegnare qualcosa a qualcuno, una volta di più faccio mia la frase che disse quella che un tempo era la mia luce guida musicale: “ma che tecnica e tecnica, io mi occupo di emozioni!”

Video filmato da Marcya P. e Marcy Tin

◊ ◊ ◊

RP New York Goodnight

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la School Of Rock sul blog:

XIII

TT’s SCHOOL OF ROCK XIII: Van Halen

XII

TT’s SCHOOL OF ROCK XII: The Who

XI

TT’s SCHOOL OF ROCK XI: Queen

X

TT’s SCHOOL OF ROCK X: Santana

IX

TT’s School Of Rock Episodio IX PFM è contenuta all’interno di:

When the blues is in league with the freeway

VIII

TT’s SCHOOL OF ROCK VIII: Free & Bad Co

VII

TT’s SCHOOL OF ROCK VII: Led Zeppelin

VI

TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

V

TT’s SCHOOL OF ROCK V: Eric Clapton

IV

TT’s SCHOOL OF ROCK: Emerson Lake & Palmer

III

– TT’s School Of Rock Episodio 3 GENESIS è contenuta all’interno di:

https://timtirelli.com/2022/07/29/il-terrore-del-sabato-mattina-e-altri-blues-assortiti/

II

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

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