Un tempo perduto, oltre il ricordo

7 Apr

Per ricordarmi chi sono, torno al Museo Cervi di Campegine, in piena campagna reggiana. Accompagno la mia amica Taras uagnedda, e sua figlia Mari, che considero mia nipote, insieme ad alcuni loro amici. Entrambe sono desiderose di toccare con mano la storia di questa famiglia, simbolo dell’Emilia e dell’Italia intera.
Come ogni volta, ripercorrere la storia di questa famiglia e riviverne i luoghi è profondamente toccante.

Museo Casa Cervi – marzo 2026 – foto Tim Tirelli

Verso sera ritorniamo a Regium Lepidi per una capatina al Piccolo Teatro dell’Orologio, un teatro off della città, dove stasera va in scena Ilva Football Club.
Progetto vincitore del Bando CURA 2022, lo spettacolo racconta la storia di una città sacrificabile — oggi Taranto, ma domani potrebbe essere un’altra — attraverso la metafora sportiva, la poesia delle immagini e la verità delle testimonianze. Un modo per mostrare che tutto questo ci riguarda molto più di quanto immaginiamo.

Uno spettacolo incredibilmente coinvolgente, con attori davvero bravi: da non perdere.

ILVA-FOOTBALL-CLUB (Pietro-Pingitore)

 

Teatro Piccolo Orologio RE – Ilva Football Club – 28-03-2026 – foto Tim Tirelli

 

DALLA FINESTRA

23 marzo 2026

Nel pomeriggio diventa chiaro il risultato del referendum sulla giustizia: il NO raggiunge quasi il 54%, segnando una vittoria netta della coalizione d’opposizione.
Sento Lucia, 85enne figlia dell’Emilia rossa di un tempo — e madre della “Yamaha Girl” — esclamare in dialetto stretto: «Stasìra a tir fòra al bròd e a fàg i caplèt»…
Questa sera tiro fuori il brodo e faccio i cappelletti. Vamolà.


Honky Tonk Train Blues: the young woman blues

Un giorno qualunque in treno. Dietro al mio posto ci sono una madre e una figlia — quest’ultima deve essere una millennial — che discutono. Non vorrei farmi i fatti degli altri, ma, pur parlando a sottovoce, il tono mi arriva distintamente.

Da quello che riesco a cogliere, la figlia è irrequieta: ha qualche grillo per la testa, mette in dubbio il suo mondo attuale, la sua vita, e cerca comprensione nella madre. Quest’ultima sembra non capire — o forse sceglie di non farlo — e le dice: «Devi tenere duro, devi investire sulla tua famiglia… ma cosa vuoi di più? Hai un marito, una figlia (o un figlio, non colgo bene), un buon lavoro».

La figlia ribatte, prova a spiegarsi. Sembra una che guarda lontano, oltre le colline, una che non vuole lasciarsi addomesticare. Poi però desiste, di fronte all’incomprensione della madre.

Il treno intanto arriva a Mutina. Mi alzo; loro restano sedute e proseguono verso Bononia. Mentre mi aggiusto la messenger e mi infilo lo zaino, do una fugace occhiata: entrambe guardano in silenzio fuori dal finestrino. La figlia, per un istante, incrocia il mio sguardo… ha lunghi capelli scuri, bei lineamenti e un trucco deciso che qualcuno potrebbe trovare irresistibile. Sembra sapere il fatto suo, ma probabilmente è attraversata da inquietudini.

Mi verrebbe da dirle: “Hold on tight, baby, and believe… though the course may change sometimes, rivers always reach the sea”. Ma ovviamente me ne guardo bene. Accenno a un sorriso; lei, in qualche modo, ricambia.

Sì, ormai ne sono certo: dev’essere una donna di blues.

foto ardalan hamedani (unspash)

Playlist

Mi accorgo che la playlist preferita del mio giovane collega e amico TG è costruita attorno alla selezione, accuratamente organizzata, dei brani musicali che di volta in volta pubblico qui sul blog. Ha persino inserito una mia foto a corredo.

Rimango stupito; tuttavia, a ben pensarci, ho anche altri colleghi e amici — come Steve Crickets, Franci Flakes e Marcy Tin — che pretendono che ogni giorno io dia loro la “canzone del giorno” da aggiungere alle rispettive playlist.

Ormai sono un influencer.

LA MUSICA ROCK

I Taxology sono un gruppo le cui colonne, Andrea Rizzi e Giuseppe Bitonte, hanno appena 19 anni, eppur sono capaci di esordire con un singolo come questo … orchestrazioni, psichedelia, strumenti veri … sono colpito. Le influenze sono chiarissime, ma i due giovani musicisto riescono a metterci del loro (o dell’oro). Ne riparleremo quando uscirà l’album.

PLAYLIST

Zevon nel 1976

Jay Buchanan (cantante dei Rival Sons) e la sua bellissima Tumbleweeds dal suo album solista del 2026

Inedito dal cofanetto del primo album degli Aerosmith uscito da poco

Dal box set appena uscito di Queen II – live al Rainbow di Londra marzo 1974 …pezzo di Brian May.

Solo Monk 1965

 

FINALE

In pausa pranzo vagabondo per Mutina alla ricerca di anfratti che suggestionino il mio animo. Sarà per questo che finisco spesso per battere via Fosse, che prende il nome dalle antiche strutture difensive della città, in particolare dai canali e dai fossati che un tempo circondavano le mura medievali.

Quest’area riflette la complessa rete di acque che caratterizzava la Modena ducale, fondamentale sia per la difesa sia per le attività artigianali, poi interrate o trasformate in strade nel corso dei secoli.

Ne colgo, ovviamente, gli aspetti più blues e così mi preparo alla Pasqua.

Mutina via Fosse marzo 2026 foto Tim Tirelli


Pasqua Blues

Parlo ovviamente di una Pasqua laica, giusto: la Pasqua cade in primavera, periodo in cui la natura “rinasce”. In una lettura laica rappresenta i nuovi inizi, il cambiamento e il lasciare il passato alle spalle. È un momento ideale per riflettere su cosa vogliamo far rinascere nella nostra vita…

E io vorrei far rinascere il giorno in cui sono andato dalla Pina al Disco Club — storico negozio di dischi di Modena che ho frequentato fin da bambino — e ho chiesto il primo dei Bad Company. Avevo preso da poco Straight Shooter (il miglior album hard rock dopo Physical Graffiti!) e non vedevo l’ora di approfondire.

In quel momento i Bad Company erano tutto per me: altro che la pheega… il Rock, i Bad Company, cazzo!

Hmm, hmmI live my life the way that I chooseI’m satisfied nothing to lose
I don’t ask no favorI don’t know the reason whyIf I don’t ask no questionsI, I don’t get no liesI don’t get no lies
 

Sarà anche una Pasqua blues, ma davanti alle lasagne, ai cappelletti, agli arrosti (sì, lo so: dovremmo mangiare meno carne) e alla zuppa inglese preparata da Lucia — madre dell’umana con cui vivo — mi ringalluzzisco non poco. L’Emilia corre sempre in soccorso.

L’Emilia… ogni volta che la penso, rifletto su quanto mi dice Polbi: questa fetta di pianura in cui spendo la vita è per me ciò che Providence è stata per Howard Phillips Lovecraft. Il “Solitario di Providence” ha vissuto e lavorato quasi interamente nella sua città natale, nel Rhode Island, traendone un immaginario potentissimo: strade, architetture e memorie urbane diventano lo sfondo cupo dei suoi racconti, alimentando atmosfere gotiche, storiche e profondamente inquietanti.

Pasquetta, invece, la passo in compagnia del mio pard chitarristico, l’amico e guitar player extraordinaire Lorenz Mocali. Danelectro, Gibson, Marshall Bluesbreaker… musica celestiale per le nostre anime.

Lorenz alla Domus – aprile 2026 – Foto Tim Tirelli

Quando il sole comincia a pensare di chiudere la sua giornata, contemplo le lunghe ombre dei frassini della Domus…

Frassini – Domus Saura aprile 2026 – foto Tim Tirelli

…e il placido sonno del gatto Honecker che, dopo una giornata passata a perlustrare i suoi territori, cade come una pera cotta tra le braccia di Morfeo.

Il sonno dei giusti – il gatto Honecker aprile 2026 – foto Tim Tirelli

L’umore non è male: giorni piuttosto sereni, questi ultimi tre. Tuttavia mi viene naturale riflettere ancora una volta sulla vita, sul mondo, sui colori pastello del mio animo irrequieto. E allora non posso fare a meno di allinearmi ai sentimenti di Guardiaparco Lupo… va beh, Varenne Zivotofsky — insomma, Warren Zevon — perché è proprio così: i giorni che scivolano via, tutti noi che sospiriamo “avrei dovuto, avrei dovuto…” e io, che mai avrei creduto di restare così solo, dopo un tempo così lungo, interminabile… un tempo perduto, oltre il ricordo.

ACCIDENTALLY LIKE A MARTYR
words and music Warren Zevon

The days slide by
Should have done, should have done, we all sigh
Never thought I’d ever be so lonely
After such a long, long time
Time out of mind

 

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