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Waiting for the derby: un sabato emiliano

2 Apr

Sveglia alle 06,30, primo pensiero: DERBY!

Ore 7,45 in viale Storchi davanti a quell’accidenti del Sacro Cuore mi guardo in giro per vedere se vedo Liso ma penso al DERBY.

Mattina: in centro a  Modena e rifletto sul Derby / al bar a Nonantola col vecchio Brian, pasta, caffè e lettura della Gazza che parla del Derby/ discussione con Pirèin amico di Brian su chi farà giocare Leonardo a centrocampo / rientro a Reggio e ripenso al Derby.

Ore 13,15 ristorante cine-giappo Nuova HongKong e vedo il personale asiatico  con un unica faccia, quella di Nagatomo.

Ore 14,15 Coop, e davanti allo scaffale delle bevande vedo i succhi di frutta Derby.

Ore 15,15 crollo sul divano arancione, mi viene in mente la nazionale olandese, quindi Wesley Sneijder, quindi l’Inter, quindi il Derby.

Ore 18 imbambii damànt un tooc (imbambito come un tacchino) mi sveglio stanco ed esausto come se avessi già assisto al Derby.

Ore 18,30 son lì che guardo tra i miei demotape, mi capitano in mano quelli registrati con Tommy, la cui madre aveva negli anni ottanta una macchina della Volkswagen modello Derby.

Ore 19 mi ascolto il LIVE AT NASSAU COLISEUM ’78 degli EMERSON LAKE AND PALMER appena uscito, e mentre son lì che mi sento il dischetto mi sovviene che Carl Palmer suona anche negli ASIA il cui bassista cantante è JOHN WETTON nato il 12 giugno 1949 a Derby – Inghilterra.

Ore 19,47: pianto tutto,  per distrarmi esco a prendere una boccata d’aria ma ho sempre in mente quella cosa lì e penso e ripenso allo striscione che i supporter nerazzurri espongo in curva, così stringo i pugni, faccio un gesto d’incoraggiamento ed esclamo a voce alta: LEONARDO DAI VINCI!

I gatti, il fagiano Gustavo e Vezzosi che sta sistemando la sua casa lì dopo la curva, mi prendono per matto.

Sorteggi Champions League: Inter-Schalke

18 Mar

Picca mi manda questa foto e commenta: del maiale non si butta via niente.

CLOSE TO THE EDGE: Bayern 2 – Inter 3

16 Mar

Vivo l’attesa con una certa ansia indifferente, so che Doc vedrà la partita in un locale insieme ai suoi amici… è spavaldo e lo invidio, io invece sono un po’ rinchiuso in me stesso, anni di figure barbine hanno fiaccato il mio ottimismo, ma sono deciso ad affrontare il nemico crucco a viso aperto. Dennis preferisce non soffrire e se ne va a giocare a calcetto.

Mario arriva alle 20,30, pasticcini in una mano e Ferrari Perlé nell’altra, lo stesso nettare con cui brindammo l’anno passato dopo la vittoria esterna col Chelsea.

Ore 20,51 sms di Picca: Gol! (Eto’o all’improvviso segna, e io e Mario quasi non ce ne accorgiamo).

Ore 20,52 mio sms a Picca: Io amo Eto’o…

Ore 21,23 sms di Picca: Non si mette benissimo. (I crucchi hanno segnato due goal, il primo su erroraccio di Julio C.)

Ore 21,35 mio sms a Picca: Siamo in bambola, ma che cazzo succede? (Io e Mario siamo due stracci buttati sul divano. Stramalediciamo Pandev, sembra un povero lavavetri appena arrivato in una grande città, spaesato, non prende un pallone, la difesa è a tratti imbarazzante… Un pallone ballonzola incredibilmente sulla riga della nostra porta e finisce sul palo, non ci credo non è entrata e Mario esclama “Vecchio, questo è un segno, la vinciamo questa partita!.

Ore 21,36 sms di Picca: Non so, non avendo Sky sto guardando i cartoni con mio figlio.

Ore 21,37 mio sms a Picca: Non hai idea, loro dovrebbero essere a 5 goal, sembriamo drogati. La difesa è inguardabile e Pandev non andrebbe bene nemmeno per la Reggiana…sono basito…

Ore 21,41 sms di Picca: Siamo tornati l’Inter di Tardelli.

Ore 22,38 sms di Picca: Godo (qualche mezzora di sofferenza dopo, Wesley segna il 2 a 2 e Goran Pandev a due minuti dalla fine segna il 3 a 2 per noi).

Ore 22,39 mio sms a Picca:…io sono in autoambulanza verso il policlinico…

Ore 22,40 sms di picca: non ho sofferto, credevo servissero due goal di scarto…

Ore 22,43 sms di Doc: Pandeeeevvvv…Ever onward!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Minchia sono sfigurato…

Ore 22,46 mio sms a Doc: Milano siamo noi, l’Italia siamo noi.

Ha segnato il goal della vittoria a due minuti dal novantesimo Pandev, dopo una prestazione (e due stagioni) fino a quel momento irritante… io e Mario non sappiamo dove stare, dopo essere stati lì  a un passo dal precipizio ci troviamo di nuovo sulla cima…e ha segnato Pandev.  Cristo, il calcio è bellissimo.

PS: Samuel Eto’o miglior giocatore al mondo, non ci sono cazzi!

PS2: apprendiamo poi che Josè Mourinho ha telefonato al Presidente per complimentarsi. Quanto amore che c’è in circolo stasera.

(Nella foto: gli effetti del Ferrari Perlé e dei goal di Goran Pandev)

Milan 1 – Bari 1

13 Mar

Già da venerdì sera, dopo l’1 a 1 tra Brescia e Inter, mi sentivo che il Bari a San Siro oggi non avrebbe perso.

Vedevo Dennis disperarsi convinto che ci saremmo trovati a -7, lo sentivo dire “dove siete tenebre consolatrici“, ma continuavo a tenere un profilo basso.

Oggi, benché piova a dirotto, è rispuntato un po’ di sole dunque, la corsa non è ancora finita.

PS – sms di Picca: mi sto reinteressando al campionato italiano.

BRESCIA 1 – INTER 1

11 Mar

Sms di Picca:

Tifo Real. Il campionato italiano mi ha rotto il cazzo.

INTER 5 – GENOA 2: IL GIAPPONE HA UN NUOVO IMPERATORE

6 Mar

Al goal del Genoa a fine primo tempo Dennis si alza imprecando, bestemmia, maledice Pazzini che non combina nulla e va fuori a fumare. Io affondo ancora di più sul divano. Al 5′ del secondo tempo Pazzina segna, Dennis urla che è il miglior giocatore del mondo. Passa un minuto ed  Eto’o raddoppia,  passa qualche altro momento ed Eto’o fa il terzo, un goal dei suoi, bello, elegante, magnifico. Allora esplodo, salto sul divano, bacio lo stemma dell’Inter sulla maglietta che indosso che mi ha regalato Jaypee.  Veloce scambio di sms con Doc che è a San Siro:

Doc: Poesia in movimento, dalla culla dell’umanità.

Tim: Pura magia. Eto’o miglior giocatore di tutti i tempi.

Doc: Amen

Pandev finalmente si sblocca grazie al regalo che gli fa Wesley Sneijder, e sono quattro. Da poco è entrato il nuovo idolo dei supporter nerazzurri, il giapponese YUTO NAGATOMO, ex Cesena.  Schizza veloce sulla fascia, si fionda in area del Genoa, riceve palla, la difende da 4 difensori avversari -lui Yuto non può che essere minuto –  e scocca un tiro micidiale, e sono cinque. YUTO NUOVO IMPERATORE DEL GIAPPONE.

La partita finisce, allentiamo la tensione. La bassista preferita ci prepara la cioccolata in tazza, mastica amaro, pensava di essere lei Milano, e invece siamo noi. Forza ragazzi, fino alla vittoria, sempre.

Siamo la Coppa più bella del mondo

2 Mar

Tra un preventivo e l’altro mi è tornata alla mente la vittoria della Champions League dello scorso anno .. .when giants walked the earth per dirla alla Mick Wall.  La Champions, abbiamo vinto la Champions dopo 45 lunghi e freddi anni.  Mamma mia, se ci penso mi vengono le lacrime agli occhi ancora oggi. Che gioia.  Che bei pensieri che sono questi. Ah.

SAMPDORIA 0 – INTER 2

28 Feb

Partita non certo memorabile, io e Dennis abbiamo sofferto come al solito mentre seguivamo la telecronaca della partita su SKY con il commento di Scarpini, ma mi chiedo se si può dir brutta una partita con due goal così belli, soprattutto il primo. A me la punizione di Wesley fa passare tutte le paturnie, mi scioglie l’anima da tutte le tensioni. Avanti così ragazzi…fino alla vittoria, sempre. W l’Inter.

FC INTERNAZIONALE 0 STURMTRUPPEN 1

23 Feb

Quando loro hanno fatto goal, mi sono alzato dal divano, ho spento la tv e mi sono buttato sotto la doccia. Sotto lo scroscio dell’acqua mi sono concesso cinque buoni minuti di nostalgia, quella che ti attanaglia il cuore, quella che “oh Josè, perché te ne sei andato? Ritorna, ti amiamo ancora”.  Ho sospirato, ho dato del milanista a Leonardo, ma solo per un minuto e poi ho cercato di riprendere il controllo. Stasera non c’era neanche Dennis a vedere la partita con me, chissà dov’era.

Adesso sono qui con una tisana rilassante tra le mani e so già che prima di riuscire a prendere sonno dovrò leggermi tutto Martin Mystère, poi almeno 50 pagine de Il Libro Delle Anime di Cooper,  respirare profondamente, pensare ad altro tipo ai tempi di batteria di Simon Kirke della Bad Company, mettermi in posizione fetale e pregare il padre dei quattro venti che riempia le nostre vela nella partita di ritorno contro i crucchi.

Ah, che vita (black and) blues.