La famigliola Bonham (siamo circa nel 1973) si diverte in casa a favore di telecamara (alcuni secondi saranno usati nel film THE SONG REMAINS THE SAME).
Dr. John “Right Place Wrong Time” / Gary Glitter, “I’m the Leader of the Gang (I Am) / Tina Turner ‘Nutbush City Limits’ / Elvis “You are so square”…mica male la musica che si ascoltava in casa Bonham.
Il nome di questa nuova rubrichetta viene da una frase di ROBERT PLANT tratta dal testo di LIKE I’VE NEVER BEEN GONE (1982), il sapore della primavera sulle tue labbra di cui canta il biondo di Birmingham è una faccenda poetica, mentre questa invece serve solo ad introdurre e a segnalare video clip presi da youtube in cui noi del blog incappiamo. Video clip in un modo o nell’altro particolari, interessanti, con un certo senso.
Iniziamo con una segnalazione giunta da Beppe Riva:
“mastro Tim, guardati questo…anni fa su Rockerilla recensii il debut-album; il brano inoltrato mi sembra abbastanza Zeppelinesco e Black Croweggiante da destare il tuo interesse, se già non lo conosci…Il video, specie nel finale, fa venire in mente “old hippy-country stuff”…Giudica tu.”
I BLACK MOUNTAIN me li fece conoscere Polbi. Non ho mai approfondito. Di solito i pezzi che fanno il verso ai LZ non mi piacciono molto, ma questo mi pare fighissimo.
Scrive RIFF: “La nebbia a circondare le nostre giornate e figure rarefatte a confondere le cose a noi conosciute…le nostre case come un approdo sicuro. Accendo lo stereo…Etta James e la sua grande voce, la sua grande anima. AT LAST è la prima canzone che il mio blues cerca, il pensiero di lei ormai là coi nostri miti è troppo forte. Non posso impedire alle lacrime di scendere. Grazie Jamesetta”
Risponde l’esperto: “La deriva poetica, il naufragare verso certi sentimenti sono inevitabili quando una come Etta James se ne va. 73 anni, una vita che già parte obliqua, una vita da ragazzaccia, droghe, amori balordi e quella capacità di cantare il blues in modo così viscerale. Se la è spesa tutta la sua vita e, nel bene o nel male, questa è una gran cosa. Sì, grazie Giacometta.”
Scrive RIFF: “Zio porc! Mi stai attaccando la febbre ELP. Sono costretto a chiederti WORKS Volume 1 e 2. Sob. I’m sorry. Gavassa…goodnight!”
Risponde l’esperto: “Vieni confratello, cadi definitivamente nella rete anche tu, lascia che impressioni, fughe, piano improvisations, melodie di altri universi e arditi passaggi strumentali riempiano i tuoi sogni, affinché l’animo stremato si arrenda definitivamente a quell’aria sonora che è il nostro piacere massimo.Come cantava il piccolo Roberto Antonio “let the music beyour master”. ELP o muerte”
Scrive JAYPEE: “Stamattina, verso Montese, la neve che vela i monti e luccica al timido sole, strade deserte e THE WINTER ALBUM 2011 come soundtrack…un trionfo”
Risponde l’Esperto:”Quando il WINTER ALBUM tocca le corde Ernie Ball Super Slinky dell’anima di qualche amico, mi sento a posto con il mondo”
Mezzanotte passata, sullo stereo EMERSON PLAYS EMERSON …. verso CLOSE TO HOME e HONKY TONK TRAIN BLUES con OSCAR PETERSON…
non so come mai ma mi viene in mente il quadernone con i ritagli musicali che raccoglievo da ragazzo, fine settanta inizio ottanta…vado nel sottotetto, cerco tra le mie cose e lo trovo subito…ah…
Vecchio quadernone Quanto tempo è passato Quante illusioni Fai rivivere tu Quante canzoni Sul tuo passo ho cantato Che non scordo più
I Referendum dei Lettori del MELODY MAKER erano una cosa seria allora, se ne discuteva per settimane…
(Il Quadernone dalla copertina fine anni settanta)
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