Vele bianche all’orizzonte (Down by the seaside blues)

25 Ago 20160816_111633

Come milioni di italiani sono costretto per lavoro a prendermi le due settimane centrali di agosto di ferie e, per una serie di motivi, in quei quindici giorni non posso allontanarmi troppo dal campo base della Domus Saurea. Quest’anno proviamo le Marche anziché la riviera romagnola. La scelta sin da subito non si rivela felicissima: mare bello e spiaggia tranquilla (le file di ombrelloni sono solo cinque) ma il resto lascia a desiderare.

L’albergo, la cui reclame strepita “miglior Hotel a tre stelle della zona”, non mantiene affatto le promesse. Non ha l’eleganza blues di certi alberghi un po’ dimessi ma ricchi di fascino, qui siamo proprio sul lofi andante. Servizio mezza pensione, a pranzo mi piace stare a ridosso della spiaggia, succube come sono dei ricordi degli anni sessanta/settanta; ogni tanto mia madre preparava qualcosa al sacco e mangiavamo in spiaggia, sotto l’ombrellone…una panino, un toast, una bibita, pesche e uva, le vele bianche all’orizzonte…un tema che da sempre mi porto nel cuore.

E’ il primo giorno, non avendo ancora esplorato in giro, io e la groupie ci sediamo nel primo bar/semi-ristorantino che troviamo sulla spiaggia. Niente servizio al tavolo, tavoli sporchi, peggior piadine mai assaggiate. Lì fuori un uomo di una certa età è alle prese con un aquilone; ad un certo punto per evitare che l’oggetto volante venga fatto prigioniero dall’albero di Charlie Brown, l’uomo di arrampica su di un muretto, ma non ha il physique du role e per poco non si scrocia a terra.

L'uomo con l'aquilone - foto TT

L’uomo con l’aquilone – foto TT

Allibito, continuo a mangiucchiare la pessima piadina, quando entra Peppa Pig…

Peppa Pig - foto di TT

Peppa Pig – foto di TT

Cerco di distrarmi sfogliando il quotidiano Il Corriere Dell’Adriatico che trovo su di un tavolo, addento la piadina quando incappo in una pubblicità particolare…

Pagina pubblicitaria del Corriere dell'Adriatico - foto TT

Pagina pubblicitaria del Corriere dell’Adriatico – foto TT

Ritorno in spiaggia e cerco di dimenticare. Ceno in hotel; non vorrei apparire per uno a cui non va mai bene nulla, però tutto è cosi lofi che inizio ad innervosirmi. Il cibo, l’atteggiamento del personale di sala, la costante assenza di qualcuno alla reception, la gestione del parcheggio interno, il rumore delle lavatrici che centrifugano tutto il giorno al piano sopra al nostro, il rumore dell’ascensore che sale e che scende tra i muri della camera…dopo essere stato qualche anno fa in Sardinia la prima settimana di giugno con i punti della Coop nulla mi spaventa, ma rimpiango l’efficienza emiliano-romagnola.

La sera non sai dove farti un giretto a piedi, c’è un lungomare che dovrebbero ribattezzare lungoilnulla.

L’indomani cerco di adattarmi, non voglio rovinarmi i pochi giorni di mare che ho a disposizione e faccio di tutto per entrare in modalità Stonebridge (Pontesasso insomma).

Dopo una frugale e spartana colazione (l’hotel non offre di meglio), di buon mattino in spiaggia con la Gazzetta dello Sport e La Repubblica. Faccio due chiacchiere col bagnino, o meglio con colui che è il responsabile della spiaggia, la sera prima è andato a vedere i Chemical Brothers a Pescara. Gli chiedo come è stato, “Un po’ peso” mi dice.

Mi sparo la Gazza con molto gusto, l’arrivo di Frankie H Nrg (Frank De Boer insomma) sulla panchina dell’Inter mi ha infiammato l’animo. Il mare stamattina è piuttosto mosso, osservo un uomo che prima di entrare in acqua si fa il segno della croce. Poco dopo lo seguo, ma io, prima di tuffarmi tra le onde, mi faccio il segno di Crowley…

aleister_crowley-creepy

Il segno di Crowley

Il segno di Crowley

Il segno di Crowley

Troviamo una piadineria sul mare dove torna un po’ di normalità.

View From Piadineria - foto TT

View From Piadineria – foto TT

Una piadina come di deve, una Corona ghiacciata, le vele bianche all’orizzonte…inizio a rilassarmi.

La sera porto la Saura a correre sui kart. Guarda caso c’è un piccolo kartodromo lì vicino; è un anno esatto che la motorhead girl non corre ma dopo un paio di giri di riscaldamento ha già fatta sua la pista. Partecipa ad una gara con altri sciammanati. Inutile dire che è lei a vincere. Sono di fianco ad appassionati che commentano la gara; i loro commenti sono tutti rivolti al kart n14 che sta iniziando a doppiare alcuni concorrenti. Non riesco a resistere, mi intrometto “E pensate che è una donna” dico loro. “Cosa? Una donna? “ e iniziano a ridere divertiti. Quando la gara termina e Saura si toglie il casco un mini boato di approvazione la investe.

Saura on Kart - foto TT

Saura on Kart – foto TT

In spiaggia passano musica a tratti passabile. Certo, arriva anche la spazzatura latino-americana commerciale, quel cavolo di reggaeton e bachata, ma a sorpresa si sentono anche il Vasco del 1982, Rod Stewart versione cantante confidenziale e i Black Sabbath di Paranoid. Però!

E’ domenica, il mare si è calmato, prima di guardare sul tablet la corsa della MotoGP (quando corre Valentino per la groupie tutto passa in secondo piano) proviamo un ristorantino sul mare. Di nuovo il mio sguardo è fisso sul mare alla ricerca di vele bianche all’orizzonte. Pranzare d’estate a bordo mare mentre mi perdo ad osservare le barche a vela in lontananza mi dà sollievo, una pace malinconica e nostalgica che mi calza a pennello. Canticchio SAIL ON dei FREE, guardo la groupie….chissà cosa pensa di me e delle mie 50 sfumature di blu(es).

Freetto Misto - foto TT

Groupie e Freetto Misto – foto TT

La sera arriviamo a  piedi fino a Mala Rupta, tra andata e ritorno quasi sei km. Mica male. C’è un hotel dismesso ormai preda delle piante rampicanti e con le porte d’entrata murate. Sarebbe location ideale per film dell’orrore.

Hotel Terrore - foto TT

Hotel Terrore – foto TT

Sento comunque che riesco a quietare il mio animo. Svegliarmi al mattino e scrutare il mare è appagante.

20160815_082634

Stone Bridge beach – Foto TT

In spiaggia mi attacco al tablet e al lettore di Amazon Music. Metto la riproduzione casuale e di nuovo inizia il dolce naufragare; le vele bianche che scivolano sulla lama dell’orizzonte, il mare calmo, la presenza rassicurante della groupie e gli WHO di MELANCHOLIA. 100% Tim Tirelli.

Arriva poi la sera in cui mi tocca portare la groupie a Tavullia. Stavolta arriviamo da sud e Saura ha modo di osservare nella vallata il mitologico Ranch, la pista personale di Valentino. Presa dall’emozione di essere nell’hometown dello speed king, lascia tutta felice più di cento euro allo Store VR46. Abbiamo un rendez vous con il nostro amico Floro, Wakehead marchigiano, che ci raggiunge con Francesca e Clelia. Dopo Londra per lo Stone Free Festival è buffo ritrovarci a Tavullia. Dopo cena Floro mi chiede “Ti va una moretta?”. Chiedo lumi. Trattasi di specialità della zona: nel bicchiere un letto a tre strati di rum, anice e sambuca e sopra il caffè con una scorza di limone. Squisita.

Da Rossi - Foto Floro B.

Da Rossi – Foto Floro B.

In spiaggia mentre osservo gli aquiloni mi torna in mente un pezzo che scrissi insieme a TOMMY TOGNI, my favourite rambler…

20160816_111633

Aquiloni – foto TT

 

◊ ◊ ◊

FILE AUDIO:

Tim Tirelli & Tommy Togni “AQUILONE”

– demo 1995 (Tirelli-Togni – Siae 1991) –

◊ ◊ ◊

Riporto Saura al kartodromo. La guardo prepararsi, infilarsi il casco diligentemente portato da casa e  i guanti, nella sua J.Page T-shirt ha già lo sguardo dello squalo…poveretti quelli che dovranno gareggiare con lei.

20160818_214336

The Killer (speed) Queen – foto TT

Ogni volta che faccio questo tipo di post lo scrivo sempre ma magari qualcuno pensa che io esageri, così stavolta pubblico anche i risultati di fine corsa. Altre due gare, e altre due volte prima. E chi andava più piano e non la faceva passare, bum, lo spingeva fuori pista Mai vista una ragazza del genere prima di conoscere lei. Uno dei responsabili della pista viene a congratularsi “Oh, girare in 28 e 00 non è da tutti, soprattutto se è la prima volta che giri su questo circuito. Sei davvero brava. Complimenti”.

SAURA - kartodromo Torretta 2016

 

SAURA - kartodromo Torretta 2016 022

In macchina mentre torniamo si appisola. E’ stremata e indolenzita, come detto è un anno che non corre, e quando lo fa dà tutta se stessa, ma il sorriso e il petto gonfio d’orgoglio la dicono lunga. “Brava Valentina” le dico.

L’ultima sera la passiamo a Pisaurum dove Floro mi fa assaggiare una moretta da sballo… che bella scoperta.

20160819_215521

Moretta in Pisaurum – foto TT

Finita la settimana si riparte. La A1 è trafficata, a Imola usciamo e ci facciamo in santa pace un lungo tratto tra le campagne bolognesi, modenesi e reggiane. Passiamo anche per Nonantulae a recuperare Palmiro. Saura non sta più nelle pelle, il diavoletto nero della Tasmania reggiana è la sua ragione di vita. Arriviamo nel posto in riva al mondo, Palmir annusa l’aria, riprende confidenza con i suoi possedimenti quindi va ad esplorare i campi di malghetti.

Palmiro nei malghetti - foto di TT

Palmiro nei malghetti – foto di TT

Anche per quest’anno ferie terminate,  cerco di non abbattermi pensando ad un paio di concerti che andrò a vedere tra settembre e ottobre (WHO a Bologna e BAD COMPANY a Glasgow) e alla prossima volta che potrò tornare down by the seaside, see the boats go sailin’…

Cambiar Macchina blues

21 Ago Automobil blues.jpeg

Arriva il momento di dare l’addio alla blues mobile (la Terry), quasi 10 anni, più di 286.000 km, meglio non rischiare…

20160727_083854

Terry’s dashboard – foto TT

Essendo un uomo di blues fatico più del normale a staccarmi dalle persone, dai luoghi e persino dalle cose inanimate. Ho l’anima in pena dunque mentre mi accingo a salire sulla Terry per l’ultima volta. Guardo i suoi occhioni scrutarmi, la sento vibrare tra le mie mani, la accarezzo e le sussurro “cara vecchia Terry, quante ne abbiamo passate insieme”.

20160727_083700

Bye bye Terry – Foto TT

Ha accompagnato 10 anni della mia vita, ha attraversato con me momenti duri, come quando ci siamo trovati alle 23,45 di un vigilia di natale su una tangenziale di campagna nel bel mezzo del guado del fiume del cambiamento. Ero un uomo alla deriva ma lei con fermezza e dolcezza seppe tenermi a galla, seppe guidarmi attraverso strade lunghe e tortuose. E’ stata anche la macchina che ha trasportato il vecchio Brian nei suoi ultimi anni…tutti quei giri a Locus Nonantulae per portare il mio vecchio, ormai caduto nelle paludi dell’alzheimer, a prendere un caffè nei bar in cui era solito frequentare. Brian aveva anche preso a riconoscerla, non una cosa automatica per un vecchio alle prese con disturbi cognitivi e ogni volta aggiungeva “dio bon sl’è bela…dio bono come è bella!”.

Malgrado fosse una Fiat è, o meglio era, una macchina di un certo livello quando la presi, la mia prima automobile di classe medio-alta. Top di gamma, 1900, full optional, tettuccio apribile e panoramico, cambio automatico, car stereo con otto casse, etc etc…

L’ ho sempre trattata bene, un paio di tagliandi ogni anno, dal meccanico al primo problemino, svezzata col miglior Rock in circolazione, foto di Recoba nel cassetto-ripostiglio e alla sera prima di metterla in garage le leggevo pagine delle biografie di Guevara, Allende, Garibaldi e Robert Kennedy. Quando faceva i capricci le dicevo “guarda che arriva Aleister Crowley…“. Ah, cara Terry, quanto amore…e ora guardala lì, diversi mesi che non la lavo e in procinto di essere data in permuta ad una concessionaria. Esco dalla agenzia di pratiche auto e l’ abbraccio, prima di farle fare gli ultimi km e portarla alla concessionaria.

20160727_152754

I’m in love with my car – foto La Kerla

Arrivato, le do un pacca sul cruscotto e le dico “grazie di tutto Terry” poi mi guardo in giro e, visto che nessuno mi guarda, le do un bacio sul cruscotto. Scendo. Non mi volto a guardarla. Sono turbato. Ma poi cedo, torno indietro per un ultima carezza. Mi accorgo che Saura ha scritto sulla portiera “Ciao Terry”.  E’ un oggetto inanimato, sciocco commuoversi così. Chissà a chi andrà in mano.

Automobil blues.jpeg

Entro in concessionaria, sbrigo le pratiche e ritiro la nuova blues mobile che a dir la verità più che blues è una Aor mobile. Mai avrei pensato di prendere un Suv, mai piaciuti, eppure una sera venne Mario a vedere una partita dell’Inter, aveva cambiato macchina da poco; a fine serata lo accompagnai giù in cortile, era un notte buia e tempestosa, ci salutammo in fretta, la mia attenzione era tutta rivolta al tempo, alla notte scura, al vento fortissimo, elaborai solo all’ultimo momento che il mio amico aveva cambiato macchina quando la intravidi lasciare in fretta il cortile. Mi bastarono quei pochissimi secondi per innamorarmene. Il giorno dopo lo chiamai e mi feci dire, marca, modello e colore.

Ed ora eccomi qui che felice  scorrazzo sulla mia nuova Aor mobile, chi lo avrebbe detto. Ogni tanto penso alla Terry, ma ormai sono preso da questo nuovo amore.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

C’è però un unico inconveniente: non la il lettore cd. Ed è un lavoro da matti. Ormai su 10 nuovi modelli che escono nove non hanno più il lettore cd. E’ una cosa davvero antipatica ed è un altro segnale di come la razza umana sia destinata all’estinzione. Ormai si va solo di chiavette usb e di mp3. Per me è un trauma. Io gli mp3 li ho sempre odiati. Hanno un bel da dire che dagli mp3 sono tagliate solo le frequenze che l’orecchio umano non sente, sarà anche suggestione ma io quando ascolto i pezzi in macchina sento che manca il “corpo” del brano, benché mentre faccio il Rip dai file wav selezioni sempre la massima qualità di mp3. Ma d’altra parte se una canzone di 4 minuti pesa più o meno 50mb in wav e viene portata (ben che vada) a 5mb in mp3 qualcosa cambierà, no?

Per quanto sia comodo non portare più cd in macchina, è scomodissimo dover “rippare” un sacco di tuoi cd e metterli sulle chiavette. Io poi sono un tipo scrupoloso, di chiavette devo prenderne almeno 3 da 64 gb: una per i nomi a cui sono più legati (LZ, Bad C, Free, ELP, J & E Winter, Robert Johnson e Muddy Waters), una per gli artisti internazionali e una per la musica italiana. In più sono un esteta, ogni cd devo collegarlo alla foto di copertina e per farlo, una volta “rippato”, tramite un programmino apposito (Creevity Mp3 Cover Dowloader) collegomanulamente la cover ad ogni brano. Se poi devo fare il Rip di un bootleg o di una compilation da me creata (e quindi senza informazioni automatiche prese da internet), oltre alla cover, canzone per canzone devo inserire nome del pezzo, artista e album. Se poi una mattina mi alzo con la voglia di ascoltare un cd che non ho messo su chiavetta o che faccio il Rip e tutta la trafila sopracitata saltando la colazione per arrivare in orario in ufficio o che entro in macchina con le pive nel sacco. E se decido di fare il Rip, dato che lo faccio appena sveglio, è probabile che commetta degli errori, che un brano lo lasci senza copertina, cosicché la sera mi tocca portare la chiavetta in casa e correggere l’errore. Insomma, una vita d’inferno. Povero me.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

 

THE EQUINOX, Millybar, Parco Ferrari, Modena 06/08/2016

11 Ago IMG-20160807-WA0036

Prima volte degli EQUINOX al Millybar di Modena, il locale è sito all’aperto nel bel mezzo del Parco Ferrari che per la città è un po’ ciò che Central Park è per NYC. Carichiamo gli strumenti e si parte…

20160806_111214

The Equinox – Millybar Parco Ferrari MO 06/08/2016 – photo TT

Avendo frequentato più volte il Millybar so cosa aspettarmi ma è comunque un’emozione trovarmi lì. Un bel palco grande, due bravi fonici (Matteo & Frank) e un titolare dell’esercizio (Emilio) cortese, disponibile e attento alla qualità della musica. Mentre montiamo do un’occhiata ai prati dietro al palco, schiere di ragazzini giocano a pallone, non c’è un bianco. Nel campetto a sinistra i neri, nel campetto a destra i ragazzi dell’est Europa. Cambia in fretta la società.

20160806_195040

The Equinox – Millybar Parco Ferrari MO – foto TT

Ceniamo. Arrivano Floro, Francesca e Clelia. Vengono da Pesaro per vederci. Pazzi. Poi pian piano giungono sul posto le Equi-head… Daniel, Mario, Patty, Riff, Phoenix, Kerla, Salvo, Doris, Davi etc etc… Stanotte si inizia sul presto, ore 21,45. Saura fa partire la sigla (Jupiter di Gustav Holst), imbraccio la Danelectro in accordatura aperta dadgad e via che si va con KASHMIR.

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

La scaletta non cambia molto dall’ultimo concerto, Saura si mette al basso e arrivano BLACK DOG, HEARTBREAKER, WHAT IS AND WHAT SHOULD NEVER BE.

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

Faccio il primo punto della situazione, mi sembra che il gruppo rolli come si deve. Bevo un po’ d’acqua e ripartiamo con DAZED AND CONFUSED

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

C’è un buon pubblico stasera, sono contento, è il primo sabato di agosto e il rischio è che tutti siano via, ma il Millybar è una calamita per chi è ancora a casa. Saura si rimette alle tastiere per MISTY MOUNTAIN HOP

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

e per SINCE I’VE BEEN LOVING YOU.

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

Ritorna al basso per THE SONG REMAINS THE SAME e GALLOWS POLE. Lele è sempre una sicurezza. Siamo lì nel bel mezzo di un pezzo e mi perdo nel contemplare il suo drumming. Ha un tocco che amo molto. Anche POL sembra in forma. Non mi avvicino a lui perché appena esco dal mio recinto sonoro non mi sento quasi più, e quando un chitarrista non sente il rombo del Marshall sotto al culo si deprime.

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

 

Suoniamo poi I’M GONNA CRAWL. Pol spiega qualcosa a proposito del pezzo e che siamo un gruppo che ama fare brani meno scontati. Tra il pubblico, davanti a me, c’è un gruppo di ragazzi. Uno di loro grida “RAIN SONG“. Sorrido.

Pol sceglie l’armonica in LA, per suonare in MI, io inizio il riff: NOBODY’S FAULT BUT MINE.

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 b - foto Patrizia Ferri

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 b – foto Patrizia Ferri

Seguono RAMBLE ON, BRING IT ON HOME…

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

e FOOL IN THE RAIN con l’incredibile balletto di gambe di Saura sulla pedaliera basso (mentre contemporaneamente suona il piano).

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

The Equinox - Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 - foto Floro Bisello

The Equinox – Millybar, Parco Ferrari MO, 6-8-2016 – foto Floro Bisello

Cambio chitarra, imbraccio la doppiomanico, parto con l’arpeggio, Saura aggiunge l’incantevole lavoro alle tastiere…

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 c - foto Millybar

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 c – foto Millybar

…eccola qui, la canzone della speranza. Doublene, (la Gibson doppiomanico insomma) questa sera non fa le bizze così portiamo a casa una versione dignitosa… Emilio viene a fare un paio di foto sotto al palco. La doppiomanico fa sempre la sua porca figura…

 

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 d - foto Millybar

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 d – foto Millybar

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 - foto Millybar

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 – foto Millybar

 

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

 

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 b- foto Millybar

The Equinox Parco Ferrari 05-06-2016 b- foto Millybar

Alla fine gli applausi sono più intensi del solito. Grazie, gentile pubblico del Millybar.

Rush finale con WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN e ROCK AND ROLL.

Chiacchiere sempre piacevoli del post concerto con chi è venuto a vederci. Un ragazzo mi si avvicina e mi dice “Bravi. Queste ultime mi sono proprio piaciute… sai io sono uno che ascolta gli Slayer”. Alla cara Phoenix, mentre ballava, qualche balordo ha rubato il cellulare. Benché sia una ragazza giovane è così matura che cerca di non farsi guastare la serata. Alzo lo sguardo alla luna, sto per invocare Succubus con l’intento di vendicare la mia amica, sto per chiamare a me le energie di ALEISTER CROWLEY ma poi cambio strategia, non è necessario entrare nelle tenebre in una serata così piacevole, sarà la giustizia del blues a punire il ladro e a premiare Phoenix per la sua forza solare.

 

Passa di lì Emilio, gli chiedo se è contento della serata e se c’è qualcosa che non è andato. Rimaniamo a parlare un po’, approfondendo la conoscenza reciproca. Mi par di capire che sia soddisfatto. Alcune persone prima di andare via si sono fermate da lui per fargli il complimenti per aver scelto una band come la nostra, “non capita spesso”, mi dice, “che la gente venga a dirmi questo”.

Lo abbraccio e lo saluto. E’ stata una buona serata. Me ne torno nel posto in riva al mondo in compagnia di Saura e dei miei blues. Millybar, Parco Ferrari, good night. It’s been great.

L’INTER cambia allenatore: grazie lo stesso Ciuffy, benvenuto Frankie H Nrg

8 Ago

E’ da ieri sera che se ne parla, la notizia era nell’aria già da un po’ fino a che Sky Sport 24 nel tg serale di ieri alle 20,30 lo ha dato pressoché per certo. Abbiamo iniziato subito a parlarne sul gruppo facebook INTERISTA SOCIAL CLUB anche perché a me questi cambiamenti nel calcio tendono ad esaltarmi sempre. Sarò anche incosciente ma questi colpi di vento li vivo sempre bene, l’aria che cambia, il respiro del maestrale, le novità mi rendono quasi euforico.

D’altra parte non si poteva continuare così, il Mancio non era più motivato dopo il ridimensionamento del suo ruolo, non più manager all’inglese ma allenatore vero e proprio soggetto ai risultati ottenuti. In venti mesi non è che abbia combinato granché dunque è abbastanza logico questo avvicendamento; purtroppo avviene a nemmeno due settimane dall’inizio del campionato, si dovrà trovare la quadra in fretta per non partire troppo attardati, ma è una bella sfida e io sono prontissimo per un nuovo campionato.

Io non sono come quei tifosi che pensano di sapere tutto loro e che non perdono occasione per dire al mister di turno che non capisce un cavolo, io no…io sto sempre dalla parte dell’Inter, sebbene a volte mi deprima per brutte figure tipo quelle delle ultime amichevoli…ma non ce la avrò mai con Mancini, è stata una sfida, non è andata bene, succede. Con il doppio cambio di società poi non è che abbia trovato l’humus ideale. Io vorrò sempre bene a Ciuffy. Mi piace come mister, ha il phisique du role per allenare l’Inter, elegante, intellettualmente pronto, poi sì certo…indisponente, un po’ snob e permalosetto, ma mi ha fatto vincere tre scudetti e qualche altra coppetta, dunque gli vorrò sempre bene.

 

Stamattina alle 11,29 il comunicato dell’INTER:

Simbolo FC INter

MILANO – F.C. Internazionale Milano comunica di aver trovato l’accordo per la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Roberto ManciniLa società desidera ringraziare Roberto per il lavoro svolto da quando ha accettato l’incarico nel novembre 2014. Nella scorsa stagione la squadra è stata in testa alla Serie A fino alla sosta invernale, terminando il campionato al quarto posto e qualificandosi direttamente alla fase a gironi della Uefa Europa League. Desideriamo ringraziare Roberto per l’impegno e la professionalità dimostrate nei confronti del Club negli ultimi 20 mesi di lavoro.

Poco dopo dal suo account facebook ROBERTO MANCINI annuncia:

13901406_10154292485571070_2778539647926938755_n

Oggi termina il mio impegno professionale con l’Inter, soluzione condivisa con il Club in totale serenità. Desidero ringraziare i tifosi nerazzurri, che con passione e fedeltà mi hanno sempre sostenuto. Ringrazio i giocatori che in questi 20 mesi sono stati splendidi e impeccabili professionisti. Un ringraziamento anche a tutte le persone che hanno lavorato con me ad Appiano, alla proprietà del Club e ai suoi dirigenti.  Auguro all’Inter e ai tifosi un futuro pieno di soddisfazioni ed importanti traguardi sportivi!

Hanno optato per una risoluzione consensuale e uno stile che mi piace. Pacatezza e stima reciproca. Non ha funzionato, peccato, ma stringiamoci la mano ugualmente.

Adesso arriva quello che chiamo FRANKIE H NRG, FRANK DE BOER, olandese, tecnico di successo con l’Ajax e giocatore glorioso dell’Ajax degli anni novanta e del Barcellona. Per quelli della mia generazione l’Olanda è stata, calcisticamente parlando, il faro illuminante. Certo, soprattutto quella degli anni settanta, sia come nazionale che come squadre di club (sapete della mia passione smodata per Johan Cruijff, il Jimmy Page del football) ma anche ciò che è venuto dopo appartiene alla scuola orange. Dunque benvenuto caro Frankie, che la tua energia, la tua visione, il tuo atavico giocare all’olandese ci porti tante soddisfazioni. Ne abbiamo bisogno. Ti insegneremo ad amarla. Tu prendici per mano e rimettici in carreggiata. W l’Olanda, W l’Italia, W l’Inter.

Frankie De Boer all'Aeroporto di Amsterdam poco fa. Foto Aldo Serena

Frankie De Boer all’Aeroporto di Amsterdam poco fa. Foto Aldo Serena

PS: Inter ti amo.

THE EQUINOX, live a Nonantola 16/7/2016

5 Ago

Per il secondo anno consecutivo gli EQUINOX sono stati invitati a suonare alla PIZZA FEST di Nonantola, nella cornice niente male del Parco Della Pace. Bello ritrovare vecchi amici della tua infanzia, conoscenti e naturalmente le fedeli Equi-head. Giovanni e mia sorella filmano il concerto, ogni tanto li guardo e sorrido: perso nel mio mondo dei sogni li vivo come fossero JOE MASSOT e PETER CLIFTON.

Come sempre impeccabile l’organizzazione di DAVIDE LUPPI, coadiuvato da REX ANSALONI e dai loro ragazzi che poi sono figli di miei amici, e vedere che sono ormai dei pezzi d’uomini mi destabilizza un poco. Altrettanto impeccabile il service, quando l’impianto lo fornisce ZIBO e Michele, Eugenio ed Enrico sono i tecnici del suono che ti seguono, beh ti senti al sicuro.

The Equinox - Nonantola, 16/7/2016

The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto F.Pratissoli

Quest’anno presente anche una rappresentanza degli Illuminati del Blues: March, Riff e Picca. E’ una sorpresa vedere anche SANDRINO CASINI, il leggendario KATA, finalmente tra noi dopo qualche vicissitudine.

Aprono il concerto i PETER PIPER, gruppo di indie-rock / rock alternativo dove suona il mio amico Marco John Lupo.

Poi entriamo in scena noi. Quest’anno non apriamo con KASHMIR ma con CUSTARAD PIE, a cui seguono BLACK DOG e HEARTBREAKER.

The Equinox - Nonantola, 16/7/2016

The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto Elisa Tirelli

The Equinox - Nonantola, 16/7/2016

The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto Elisa Tirelli

E’ poi il momento della new entry, WHAT IS AND WHAT SHOULD NEVER BE, prima volta che la si suona dal vivo…

Saura quindi si mette alle tastiere (e alla pedaliera basso) per MISTY MOUNTAIN HOP e SIBLY

The Equinox - Nonantola, 16/7/2016 Foto Elisa Tirelli

The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 Foto Elisa Tirelli

TSRTS, GALLOWS POLE, di nuovo Saura alle tastiere per I’M GONNA CRAWL, poi NOBODY’S FAULT BUT MINE, RAMBLE ON e  BRING IT ON HOME. Abbiamo aggiunto qualche pezzo dal classic album LED ZEP II perché benché ci si sforzi di essere un tributo “obliquo” e di presentare pezzi meno scontati (tra l’altro mai suonati dal vivo dai LZ), la gente alla fine vuole WHOLE LOTTA LOVE. Un’altra deep cut, FOOL IN THE RAIN, e poi è il momento della doppio manico…STAIRWAY TO HEAVEN.

The Equinox - Nonantola, 16/7/2016 - Foto Elisa Tirelli

The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto Elisa Tirelli

Chiudiamo con il solito rush finale: WHOLE LOTTA LOVE, COMMUNICATION BREAKDOWN e ROCK AND ROLL, durante la quale alcuni ragazzi vengono a ballare sotto al palco….ah, beata gioventù.

The Equinox - Nonantola, 16/7/2016 - Foto Elisa Tirelli

The Equinox – Nonantola, 16/7/2016 – Foto Elisa Tirelli

The Equinox - Nonantola, 16/7/2016

The Equinox – Nonantola, 16/7/2016

Lele, Pol e Saura sembrano soddistatti, il pubblico anche, per una volta accantono la paturnie post concerto e mi godo le buone vibrazioni. Serata niente male, nel paese che mi ha dato i natali; bella atmosfera, belle sensazioni. Abbiamo festeggiato bene il decimo anniversario di questa band. Torniamo a casa, sotto le stelle di un calda e dolce estate italiana. Scarichiamo gli strumenti, un thé, una doccia e a letto. Nonantola, good night.

 

 

Old Brian blues

5 Ago sky

Ricordo ciò che scrisse il mio amico Giancarlo Trombetti a commento di un post scritto il 5 marzo 2016 dove esaminavo le mie reazioni dopo un mese esatta dalla scomparsa del vecchio Brian.

Non è sentimentalismo da strapazzo, Tim. E’ la vita che ti scorre sotto il naso, non puoi evitarlo. Non sei mai stato pronto prima e non ti passerà mai, dopo. Imparerai a pensarci un po’ meno, poco per volta, ma non dimenticherai mai, anzi: ti torneranno in mente dozzine di cose che avevi completamente cancellato. E quasi sempre tutte belle. Sentirai tuo babbo vicino, a volte, una sensazione che ti sembrerà frutto di suggestione, di decenni di racconti “magici” religiosi cui non hai mai creduto, ma che scoprirai avere un senso. Diverso, ma un senso preciso. Ti scoprirai a parlare da solo, con tua mamma, tuo padre, sperando davvero di ottenere una risposta che loro ti hanno già dato mille volte. Ma la cosa peggiore, quella cui no ti abituerai mai è scoprire di essere divenuto più tenero, più aggredibile dalla vita. Ti imbatterai sempre più spesso in sciocchezze su cui glissavi con dignità che ti faranno commuovere e se non sarai solo dovrai imparare a gestire il respiro, il suo ritmo, per non farti scorgere dagli altri. Perché ci si vergogna sempre di essere sensibili. “And I’ve never gotten used to it, I’ve just learned to turn it off/ Either I’m too sensitive or else I’m gettin’ soft”, cantava Dylan… ed è esattamente così. Lascia fare, opporsi non servirà a niente. E’ la vita. E’ così per chi ha un cuore”.

Scrissi in quel post che non vedevo l’ora che passasse un po’ di tempo per permettere alla elaborazione del lutto di fare il suo corso e dunque di stare un po’ meglio, di venire a patti con il ciclo della vita. Ora, sono passati sei mesi e la situazione è più o meno la stessa. Oddio, la vita continua a scorrere, certe cose te le lasci alle spalle (o almeno credi), ti sembra di gestire tutto con buon spirito e maturità, ma quella vibrazione di sottofondo che si legge tra le righe di Giancarlo è sempre pronta a scuoterti.

Sei assorto nella tua vita, nelle tue attività e zacchete, basta un nonnulla per tornare a commuoverti come un bambino.

Aggiungo qualcosa alla lista della spesa e mi viene in mente quando compilavo la sua, organizzando le cose da comprare secondo la distribuzioni degli scaffali del supermercato in cui andavo. Spesa fatta di corsa al sabato mattina di buon ora per poi correre a casa sua, svegliarlo, fargli il bagno e portarlo a fare un giro.

In giro per Mutina per lavoro, a volte lambisco il quartiere della struttura dove era ospite ultimamente e in modo inconscio mi dico: “Veh, finché son qui faccio un salto a trovare Brian”, per poi trasalire in un “ah, già, è vero …”

Mi aggiusto il pizzetto col rasoio e mi torna in mente quando lo obbligavo a farsi la barba, dopo averlo lavato. Un po’ si ribellava, ogni azione che devi compiere sotto i colpi dell’alzheimer diventa una peso, ma bastava ricordargli che una volta finito saremmo andati a Locus Nonantulae a prendere un caffè al bar e la volontà tornava ad animarlo.

Poi, a volte, anche se faccio tutt’altro, mi arriva questa improvvisa brezza di ricordi che mi fa vacillare…vividi momenti passati insiemi mi tornano su dall’animo con una chiarezza sorprendente … le nostre scaramucce, le partite dell’Inter guardate insieme dove ormai dovevo spiegargli tutto perché faceva fatica a distinguere tutti quei replay dalle azioni in diretta, i disegni che gli facevo colorare, le nostre chiacchierate un po’ sghembe, le mani con cui si aggrappava alle mie quasi fossi un appiglio sicuro, un riparo dalle paludi dei disturbi cognitivi.

Lacrime calde scendono in questa estate calda, momenti di tristezza universale che mi attanagliano, graffiti spirituali che mi ritrovo sull’animo. E’ davvero difficile rapportarsi con il concetto definitivo della morte.

Quando Brian perse suo padre, mio nonno Ettore morto a 90 anni nel 1986, aveva più o meno l’età che ho io adesso, e da figlio mi sembrò strano vederlo piangere per la dipartita del suo vecchio, ma ora io faccio lo stesso, e anche se spesso mi dico che sono un pezzo (va beh, un pezzetto) d’uomo e che non devo commuovermi come una femminuccia, capisco che è una cosa naturale, soprattutto per gli uomini di blues come noi.

Così guardo il cielo e ripenso alla frase che MAX 6759 scrisse in un commento:  “A me da’ grande sollievo questa frase di Isabelle Allende : “Se saprai ricordarmi sarò sempre con te”. 

Così mi verso un Sourhern Comfort, guardo il cielo, sospiro e lo butto giù tutto d’un fiato.

sky

Mi manchi, vecchio Brian.

Brian

Brian

 

News: THE EQUINOX live al Parco Ferrari, Modena 06-08-2016

3 Ago Locandina Millybar 2016

Sabato sera saremo al Millybar, Parco Ferrari, Modena. Inizio concerto previsto per le 22.

MODENA, Millybar, Parco Ferrari

https://www.facebook.com/MillybarParcoFerrari/home

Millybar Via San Faustino 182 41123 Modena

sabato 6 agosto 2016 ore 22

Locandina Millybar 2016