Gatti che ascoltano Santana

16 Ott

Domus Saurea, interno sera. La pollastrella è fuori. Sono nel solito mood contemplativo, schiacciato tra le mie anime esistenzialiste e razionaliste. Cerco di sbarazzarmi di me stesso, mi avvicino al mobile bar, mi verso due dita di rum Millonario invecchiato 10 anni, gentile omaggio del mio amico Riff.

Mi ritiro nello studiolo. Scelgo un long playing da ascoltare. Lo faccio di nascosto dal mio amico Liso, uno che quando mi vede tirar fuori uno dei miei “soliti” dischi fa una sorrisino che sta tra l’affetto e il compatimento. Lui ha amato e ama il rock, ma è uno che cerca di andare avanti, di non fermarsi ad ascoltare sempre gli abituali cento dischi della nostra gioventù. Io ci provo, ma poi mi ritrovo sempre a guardare attraverso lo specchietto retrovisore.

Mi cade l’animo sul primo di Santana. Carlos è stato il primo chitarrista che ho amato, e provo sempre qualcosa per lui. Oggi come oggi preferisco la sua fase Jazz Rock, quella che va all’incirca dal 1972 al 1974, ma stasera mi va di prendere sentieri più battuti.

Parto dal lato 2. Persuasion. Nella breve pausa tra il primo e il secondo brano sento Strichetto miagolare fuori dalla porta. Vuole entrare. Strichetto è la gattina che abbiamo adottato. Arrivata piccolissima più di un anno fa in Emilia, portata dalle Marche come gioco per le proprie bambine da una coppia che poi ha smesso di curarsene, coppia che ha finito per abitare nella casa dei nostri vicini; dopo un paio di mesi di stress “Stricchi” si è guardata intorno, si è accorta di noi, ci ha annusati, si è infilata in casa nostra e non è più uscita.

Come ho scritto più volte (ormai è una delle figure fisse cdi questo blog) è una gattina deliziosa, bella, smorfiosa, frenetica, isterica (essere usata come un giocattolo da due bimbe piccole senza che i genitori se ne preoccupino non è certo il massimo per una micina). Ama stare in casa durante il giorno e uscire di notte. Con nostra grande sorpresa abbiamo scoperto che è una femmina alfa. Per le altre nostre tre gatte, la vita è diventata più dura. Apro la porta e la faccio entrare. Fuori la campagna è illuminata da un filo di luna. Controllo che non ci siano ologrammi di chitarristi blues nati a Hazlehurst fermi ad un incrocio di vecchie carreggiate e richiudo la porta.

Stricchi, come succede ogni volta, si rotola sulla stuoia della cucina. Vuole che la accarezzi la pancia, vuole giocare con le mie dita morsicandole con dolcezza … il nostro piccolo rituale per rinnovare l’amore reciproco. Mi lancia quindi i suoi miagolii un po’ nevrotici per avere qualche crocchetta. Come ogni volta cedo.

Nel frattempo nello studio è iniziato il pezzo successivo: Treat. Stricchi drizza le orecchie e si precipita davanti al giradischi. Sembra ipnotizzata dal giro strumentale di Sol minore e Do settima. Rimango affascinato. Cosa potrà pensare un esserino come lei di questa aria sonora? Che dati e che sensazioni potrà elaborare il suo cervellino?

Strichetto listens to Santana – Photo TT

I gatti hanno un udito sensibilissimo, la loro capacità uditiva e di 4,5 volte superiore a quella dell’uomo. Per quanto concerne le basse frequenze il loro udito è simile al nostro, ma per le frequenze altre è tutta un’altra storia. Riescono a percepire gli ultrasuoni con estrema facilità, arrivano sino ai 100.000 hertz al secondo, contro i 20.000 dell’uomo.

Di solito non amano le case troppo rumorose e nemmeno la musica troppo alta, ma dopotutto credo che sia anche questione di abitudine. I miei gatti (e parlo anche del mio bellissimo gattone bianco di nome Fidel con cui ho vissuto nella mia vita precedente) non hanno mai avuto problemi. Fidel, appunto, rimaneva impassibile quando ascoltavo Whole Lotta Love a buon volume (mentre i gatti dei vicini non appena sentivano entrare il basso di Jones e quindi la batteria di Bonham scappavano a nascondersi), lo stesso fa Raissa (una delle nostre gatte) capace di dormire sul castello (il grande tiragraffi che abbiamo nello studiolo) al suono della Mahavishnu Orchestra.

Strichetto rimane in ascolto. Osserva il disco girare sul piatto. Che frequenze starà percependo?

Strichetto listens to Santana – Photo TT

Rimane in quella posizione circa un minuto, poi mi guarda, torna a posare lo sguardo sul giradischi e immagino finisca per dirsi che deve essere una di quelle diavoleria legate agli dei che camminano su due zampe (noi umani insomma), pensiero simile a quello che facevano Buck e Zanna Bianca secondo Jack London.

Strichetto infatti ritorna alla sua occupazione abituale: attaccare il ragno assassino (vecchio giocattolo di Palmiro che, ormai adulto, non ha più tempo per giocare con quei lavori lì da micetti).

Strichetto attacca il ragno assassino – foto TT

Strichetto attacca il ragno assassino – foto TT

Messo ko il ragno assassino anche stavolta, Stricchi è pronta per uscire di nuovo e passare la notte a caccia.

Stricchi – Domus Saurea ottobre 2018 – foto TT

L’indomani mattina scendo, tiro fuori la macchina dal garage e mi accingo a partire per il lavoro. Ancora in fustinella dalla sera prima, seleziono dal lettore il primo dei Santana. Scendo dalla blues mobile, lascio la portiera aperta e faccio per chiudere il portone del garage. Abito in campagna, posso permettermi da fare un po’ di cagnara anche la mattina. Mentre torno verso la macchina mi accorgo che è sopraggiunta la Stricchi ed è ferma di fianco alla macchina, in corrispondenza della portiera aperta. E’ un caso o il primo di Santana è un album che le piace proprio?

Stricchi nell’erba spagna mentre ascolta Santana – foto TT

Lavori* da metrosexual: matching colors blues

11 Ott

*L’accezione di “lavori” nel titolo è quella emiliana, traducibile dunque con “cose”. Noi qui nelle low lands della Valpadana usiamo espressioni come ” mo’ che lavoro!”, “è una lavoro da matti”, “basta far quei lavori lì”. Quando ci succede qualcosa di spiacevole usiamo “che brutto lavoro!”, insomma avete capito il senso.

Mattina, in ufficio. Davanti al dispositivo programmato per immagazzinare dati, elaborarli e trasmettere i risultati in forma opportuna (al computer insomma) con fertile e sollecita attività lavoro, fin quando non sento qualcosa muoversi all’interno dei pantaloni che indosso (qualcuno in un primo momento avrà forse pensato che si muovesse qualcosa d’altro altro, ma quello succede quando Maurito la mette in buca).

Nemmeno il tempo di elaborare il pensiero che mi sono già calato le braghe. Di fronte agli insetti divento pavido, millepiedi e cavallette mi gettano nella disperazione ma anche il resto degli artropodi mi mette a disagio. Spaventato ma in modalità razionale constato che trattasi di cimice. Vivo in campagna, ed è dal 2012 che la Halyomorpha halys ovvero la “cimice asiatica” o “cimice marmorata marrone” infesta le nostre terre. In autunno penetra in casa nonostante zanzariere e porte chiuse, si infila dappertutto e ogni sera ne catturiamo almeno una decina. E’ fisiologico dunque che possano infilarsi nei vestiti, ma nonostante la rassegnazione trovarsene una nei pantaloni non è per nulla piacevole.

Ho un ufficio tutto per me, posso dunque stare a cul busòn, come diciamo noi a da queste parti, il tempo necessario per togliere la cimice e assicurarmi che non ci siano animaletti d’altro genere nei miei jeans. Scampato il pericolo, faccio per ricompormi quando mi accorgo di un altro fatto angosciante: ho i boxer del colore sbagliato.

Sono uno di quei fighetti da brodo attentissimi al tono su tono. Anche quando sono in casa e mi accomodo in tute e felpe per godermi il comfort casalingo, tutto deve avere  rigore cromatico. Controllo i miei vestiti: camicia blu carta zucchero, gilet blu, jeans blu, maglietta blu, calze blue, foulard blu … che c’entrano dei boxer verdi?

Devo essermi sbagliato stamane mentre mi vestivo. Nel cassetto i boxer sono diligentemente divisi per tonalità: a sinistra quelli blu (il mio colore preferito), centro sinistra quelli grigi e neri, e tra centro destra e destra quelli verdi, quelli marroni e quelli di vari colori. Evidentemente un paio di boxer verdi deve essere finito tra quelli blu.

Mi dico che non è importante, che per un giorno che vuoi che sia, che non devo essere schiavo delle mie ossessioni. Mi rimetto a lavorare, ma poi mi torna in mentre Julia, personaggio di punta di questo blog nei suoi primi anni. Per lavoro e per diletto la incontravo anni fa quasi ogni settimana. Confrontarmi con lei era assai piacevole e il nostro rapporto mi ha arricchito non poco. Ricordo che un giorno mi disse: “sono ormai alcuni anni che ci vediamo con frequenza e mai una volta ti ho visto vestire con tonalità sbagliate”. La sua constatazione mi colpì, perché per me era (ed è) una faccenda di semplice buon gusto, di rispetto per sé stessi e per gli altri, una cosa ovvia da seguire, ma quel suo rilievo mi fece pensare che forse poteva anche essere vista da un punto di vista meno nobile. Che stesse valutando il confine tra stile (sempre che di stile si possa parlare) e piccole ossessioni? D’altra parte rammento che una mattina, mentre prendevamo un thé a casa sua, osservai i volumi di una enciclopedia posizionati in un mobile. Erano tutti rivestiti con la stessa carta tranne uno, avvolto in carta da giornale e le dissi “io non riuscirei a tenere un volume incartato in modo diverso dagli altri”. Mi guardò con uno sguardo interlocutorio, mentre i suoi lunghi capelli neri seguivano l’onda della sua curiosità, poi si sciolse in un sorriso riservato e dolce (e forse di compatimento).

Cerco di rimanere concentrato sul lavoro, ma il pensiero del boxer verde diventa un tarlo nel cervello. E se mi capita qualcosa? Se mi devono portare al pronto soccorso per un attacco di blues, cosa potrà dire la dottoressa che mi visita? “Poveretto, guarda come stan male quei boxer verdi su tutto quel blu!”

E se per caso succedesse che una bella ragazza rimanesse folgorata dal mio incedere blues e decidesse di lanciarsi in un ballo da strappamutande con me, una volta accortasi dell’inghippo, cosa esclamerebbe? “Mo’ cos’è quel lavoro qui? Hai dei boxer verdi su dei capi blu, lasciamo stare dai, mi è passata la garra charrua”.

Ed è così che decido di recarmi in un negozio di intimo, di comprare un completo in tonalità blu (ma ancora sigillato nel collophane), di tornare in ufficio, di chiudermi in bagno e correggere finalmente quella vergogna cromatica.

Torno al mio posto, inizio di nuovo a lavorare e fischietto una delle mie canzoni, quella intitolata “BLU”:

“La casa è blu, il giardino è blu, le rose che ti porto blu / Che cosa mai significa questa realtà cromatica

 Mi vesto in blu, io penso in blu, la musica che ascolto è blu / Che cosa mai significa questa realtà cromatica

Mi vedo blu, mi sento blu e a volte sono proprio giù / Ma già lo sai se stai con me l’inferno è preferibile”

 

Led Zeppelin “How The East Was Won” Osaka (JAPAN), Festival Hall 29 sept 1971 (EVSD 1056/1057 + 2 promo singles) ◊ soundboard master ◊

5 Ott

ITALIANO

Led Zeppelin – 1971.09.29, Osaka, Festival Hall “How The East Was Won” (EVSD 1056/1057 + 2 promo singles) – soundboard master

Eccolo qui il soundboard di Osaka 929 (come gli appassionato chiamano confidenzialmente questo concerto leggendario), una data che tutti hanno sempre considerato speciale e  la cui live recording disponibile sino ad ora era un’ audience (ovvero “presa” dal pubblico). Per anni, lustri, decenni si è fantasticato di poter sentire questo gran concerto in versione soundboard, ed ora finalmente eccolo qui; dopo un paio di “teaser”(Stairway e Friends) pubblicati come singoli nei mesi scorsi, ecco che la Empress Valley Supreme Disc (celeberrima etichetta bootleg) mette sul mercato non ufficiale la seconda data del 1971 di Osaka. Visti i tempi in cui nel giro di pochi minuti tutto è subito disponibile gratuitamente in rete, lo fa in modo discutibile, vediamo perché:

  • il concerto non è completo (11 pezzi su 19)
  • alcuni pezzi sono tagliati, ad esempio Dazed And Confused (al minuto 27,40 ha un taglio di circa 3 minuti) e Moby Dick (i cui tagli sono piuttosto grossolani)
  • mancano le “plantations” (le parole di Plant tra un brano e l’altro)
  • il concerto è mono

Da un certo punto di vista si può in qualche modo cercare di capire il comportamento della Empress Valley, che ricordiamo è una etichetta che produce solo bootleg, ovvero cd di materiale non ufficiale (in massima parte concerti dal vivo dalla varia qualità audio). Una volta spedite le prime copie (la stampa è sempre di pochissime centinaia di esemplari venduti a prezzi esorbitanti) in brevissimo tempo il concerto in questione viene caricato sui siti specializzati in registrazioni dal vivo per la felicità degli appassionati come noi, e non solo i file vengono scaricati dai fan ma anche da altre case discografiche minori che si occupano di bootleg che a loro volta stamperanno copie economiche del concerto in questione. Chiaro che la Empress Valley cerca così di guadagnare più che può spezzettando la registrazione in questione: dapprima un singolo su cd (un solo pezzo, STH), poi un secondo singolo (Friends), ora questo doppio cd contenente la metà del concerto… probabilmente nel prossimo futuro farà uscire la seconda parte, poi lo show completo, quindi (in caso la abbiano) la versione stereo e così via.

Per noi fan è frustrante, ma non dobbiamo perdere di vista il godimento che anche una uscita incompleta come questa riesce a darci. E che razza godimento!

La registrazione di cui parliamo come detto è stata arricchita – rispetto al doppio cd uscito qualche giorno fa – dei due singoli pubblicati precedentemente.

 

Questa la scaletta del concerto. In neretto i pezzi disponibili della fonte soundboard.

01 Introduction
02 Immigrant Song
03 Heartbreaker
04 Since Ive Been Loving You
05 Black Dog (not released)
06 Dazed and Confused
07 Stairway to Heaven (from the cd single)
08 Celebration Day (not released)
09 That’s the Way (not released)
10 Going to California (not released)
11 Tangerine (not released)
12 Friends (from the cd single)
13 Smoke Gets in Your Eyes
14 What Is and What Should Never Be
15 Moby Dick (cut)
16 Whole Lotta Love (not released)
17 Communication Breakdown
18 Organ Solo (not released)
19 Thank You (not released)
20 Rock and Roll

Questi i pezzi contenuti nei due cd:

Disc 1:
01 Introduction
02 Immigrant Song
03 Heartbreaker
04 Since Ive Been Loving You
06 Dazed and Confused

Disc 2:
07 Stairway to Heaven
12 Friends
13 Smoke Gets in Your Eyes
14 What Is and What Should Never Be
15 Moby Dick (cut)
17 Communication Breakdown
20 Rock and Roll

Mi sono messo ad ascoltare questo concerto un prima volta senza troppa convinzione. Ero di cattivo umore e poco concentrato. La prima impressione non è stata granché, forse le aspettative di questi ultimi decenni hanno giocato un brutto scherzo o forse ero davvero io a non essere nel mood giusto per affrontare questo bootleg. Sì, sentivo che la qualità era ottima, che i LZ del 1971 erano grandi (ma questo lo sapevo già), ma il tutto mi sembrava un po’ freddo, forse perché in una registrazione soundboard il pubblico è in secondo piano a maggior ragione con i giapponesi di solito sempre rispettosi e riservati; ma poi l’ho ripreso in mano una seconda volta, mi sono versato due dita di southern comfort, mi sono messo nella mia comfort zone, ho posizionate la manopola del volume sul settaggio “play it loud”, ho pigiato il tasto play e poco dopo ho esclamato (come avrebbe fatto il mio amico Picca) “senti mo’ che rumba!”

Nell’introduzione di sente Bonham urlare “louder!” più volte, chiede (anzi, ordina) che la batteria si senta di più in spia, poi dà il quattro e si parte. Immigrant Song è potente. Robert è leggermente titubante nel lanciarsi nell’urlo iniziale, ma come diciamo ogni volta iniziare a freddo (Robert evitava ogni sorta di riscaldamento vocale) con un pezzo del genere è da incoscienti. La qualità del suono è ottima, ben bilanciata. Il sound della chitarra è distorto ma pulito, sembra un ossimoro ma è così ed è bellissimo ascoltare il suono puro dell’amplificatore e della Gibson Les Paul senza effetti di sorta. Heartbreaker è ottima. La sezione dedicata all’assolo di chitarra accompagnato (prima della ultima strofa) è come spesso accade, impetuoso. Page che scioglie le briglie, Bonham e Jones scatenati. Ah!

Senza le chiacchiere di Plant tra un brano e l’altro l’atmosfera sembra quantomeno strana, ma lo spirito del rock che pervade le performance di ogni singolo pezzo compensa il tutto. Since I’ve Been Loving You è magnifica. La mia versione preferita è quella ancor più drammatica del 1973, ma anche questa del 1971 è superba. Jones è al piano durante la prima strofa ma poi passa all’organo, l’effetto è curioso. Bonham si trattiene a fatica, è irruente ed è bellissimo seguirlo nelle sue figure ritmiche, ma è tutto il gruppo ad essere ispirato, eccitato e di buon umore.

Introduzione più lunga del solito (passano più di due minuti prima che entri Plant) per Dazed And Confused, pezzo che è ancora in evoluzione (il giro di accordi al minuto 5 dopo le due strofe iniziali ad esempio non sopravviverà negli anni a seguire). Il pubblico sembra ipnotizzato durante la sezione dell’archetto di violino. Tutti ascoltano in religioso silenzio, l’atmosfera ha del soprannaturale, questo momento sembra trascendere l’ordine naturale per sconfinare nel divino, in breve: Jimmy Page nei panni del Dark Lord. Al momento della entrata del gruppo Page indugia sul wah wah, per poi iniziare le sue usuali scorrerie sul riff ostinato e veloce tenuto da Jones e Bonham. La qualità audio è ottima, la chitarra, come detto, non troppo distorta, seguire l’impeto della solista è facile e in alcuni momenti ci si sente sotto ipnosi. Una sensazione bellissima.  Dopo il minuto 20:00 il gruppo segue Page in una improvvisazione superlativa dove si passa dall’hard rock funk a Pennies From Heaven, motivo popolare americano cantato da Plant su un giro di accordi melodico creato da Page. La capacità e la voglia dei LZ di improvvisare era davvero una meraviglia. Il mayhem metallico della sezione successiva riporta tutto nei canoni della tempesta elettrica zeppeliniana. Come accennato qui sopra, subito dopo l’ultima strofa è presente un taglio che speriamo verrà ricucito nelle prossime edizioni. Non so se ci sarà qualcuno di voi che si prenderà mezz’ora per ascoltare questo pezzo in cuffia a buon volume, così fosse non potrà fare altro che rimanere sbalordito e innamorarsi una volta di più di un gruppo rock fenomenale.

Benché Stairway To Heaven facesse parte della scaletta dei LZ già da marzo 1971, è bene ricordare che il IV album non sarebbe uscito che in novembre 1971 e che dunque il pezzo in questione fosse una assoluta novità per il pubblico. Stairway dunque non ha i riflessi magici tipici degli anni successivi, ma viene presentata in una versione quasi impeccabile e vicina a quella da studio (assolo a parte).

I Led Zeppelin erano così pazzi da aggiungere al volo alla scaletta pezzi come Friends, (quasi certamente) mai suonata dal vivo primo di allora e registrata in studio un anno prima. La versione data è improvvisata, con Jones al basso (invece che alle tastiere), ma è al contempo vibrante e convincente. Segue qualche secondo dedicato a Plant che accenna a Smoke Gets In Your Eyes e si passa a What Is And What Should Never Be, trasposizione efficace e sentita con un Bonham e un Plant fenomenali.

A Moby Dick (cut) sono dedicati solo 10 minuti a causa dei tagli fatti dalla Empress Valley. Communication Breakdown invece dura quasi 8 minuti e, se mi si consente un po’ di iper aggettivazione, direi che sia una versione da strappamutande, torrenziale e selvaggia. I primi 20 secondi sono dedicati ad una introduzione ritmica improvvisata, si passa quindi all’hard rock dissoluto e totalizzante dei LZ. Il rientro tra il primo ritornello e la seconda strofa (minuto 0:58) è una meraviglia, questi intermezzi di hard rock funk tipici di Page (e che Bonham e Jones interpretano così bene) sono dei piccoli momenti di grandezza assoluta.  L’assolo di chitarra è lungo, assolo che va poi a sciogliersi in un altro intermezzo funk. Plant duetta col pubblico mentre i tre musicisti interagiscono su trame ritmiche seducenti. Poi di nuovo Page in assolo su stacchi ritmici inventati al momento. Ragazzi che spettacolo!

Rock and Roll chiude il cd. Interpretazione ancora work in progress (come detto il IV album non era ancora uscito) ma molto aggressiva e compatta. La convinzione con cui Bonham picchia sul piatto nell’ultimissimo colpo di batteria la dice lunga sul testosterone in circolo in quei giorni.

Non appena il resto della registrazione soundboard del concerto verrà pubblicato, questo diventerà uno dei grandissimi album dal vivo NON UFFICIALI da avere. Sia chiaro, ci sono sbavature e imperfezioni, ma il bello del rock è questo, quando il “trasporto” prende il sopravvento e si raggiungono vette così alte, tutto il resto non conta.

Jimmy Page possiede i multitraccia di 4 delle 5 date giapponesi del 1971, non capisco cosa aspetti a fare uscire la sua versione di “Alla Conquista Dell’Est” (How The East Was Won insomma”). Se questo soundboard mono “suona” così bene, immaginiamoci cosa potrebbe essere la versione stereo con missaggio professionale.

Quando i Led Zeppelin erano i Led Zeppelin!

 

(broken) ENGLISH

Led Zeppelin – 1971.09.29, Osaka, Festival Hall “How The East Was Won” (EVSD 1056/1057 + 2 promo singles) – soundboard master

Here it is the soundboard of Osaka 929 (as the enthusiast confidentially call this legendary concert), a date that everyone has always considered special whose live recording available until now was an audience (taken from the public). For years, lustrums, decades we have fantasized of being able to hear this great concert in soundboard quality, and now finally here it is; after a couple of “teasers” (Stairway and Friends) published as singles in the last few months, now Empress Valley Supreme Disc (the famous bootleg label)  releases Osaka’s second date in 1971 on the unofficial market. Given the times in which within a few minutes everything is immediately available for free on the internet, it does so in a debatable way, let’s see why:

  • the concert is not complete (11 pieces out of 19)
  • some pieces are cut, for example Dazed And Confused (at minute 27.40 has a cut of about 3 minutes) and Moby Dick (whose cuts are rather coarse)
  • “plantations” are missing (Plant’s words between songs)
  • the concert is mono

From a certain point of view we can somehow try to understand the behavior of the Empress Valley, which we remember is a label that produces only bootlegs, cds of unofficial material (mostly live concerts of various audio quality). Once the first copies have been sent (the print run is always a few hundred copies sold at exorbitant prices) in a very short time the concert in question is uploaded on specialized sites in live recordings for the happiness of fans like us, but the files are downloaded not only by fans but also by other minor record companies that deal with bootlegs that in turn will print economic copies of the show. Given that, Empress Valley tries to earn the maximun by releasing a not complete recording of the show in question: first a single cd (one song, STH), then a second single (Friends), now this double Cd containing half of the concert … probably in the near future it will release the second part, then the complete show, then (if they have it) the stereo version and so on.

For us fans it is frustrating, but we must not lose sight of the enjoyment that even an incomplete output like this can give us. And what a pleasure it is!

The recording of which we speak today has been enriched – compared to the double cd released a few days ago – of the two singles published previously.

This is the set list of the concert. Available tracks of the soundboard source in black.

01 Introduction
02 Immigrant Song
03 Heartbreaker
04 Since Ive Been Loving You
05 Black Dog (not released)
06 Dazed and Confused
07 Stairway to Heaven (from the cd single)
08 Celebration Day (not released)
09 That’s the Way (not released)
10 Going to California (not released)
11 Tangerine (not released)
12 Friends (from the cd single)
13 Smoke Gets in Your Eyes
14 What Is and What Should Never Be
15 Moby Dick (cut)
16 Whole Lotta Love (not released)
17 Communication Breakdown
18 Organ Solo (not released)
19 Thank You (not released)
20 Rock and Roll

These are the songs contained on the two CDs:

Disc 1:
01 Introduction
02 Immigrant Song
03 Heartbreaker
04 Since Ive Been Loving You
06 Dazed and Confused

Disc 2:
07 Stairway to Heaven
12 Friends
13 Smoke Gets in Your Eyes
14 What Is and What Should Never Be
15 Moby Dick (cut)
17 Communication Breakdown
20 Rock and Roll

I started listening to this concert for the first time without much conviction. I was in a bad mood and not very concentrated. The first impression was not much, perhaps the expectations of these last few decades have played a bad joke or maybe I really was not in the right mood to tackle this bootleg. Yes, I felt that the quality was excellent, that the LZ of 1971 were great (but I already knew this), but it all seemed a bit cold, perhaps because in a soundboard recording the audience is in the background plus we know that the japanese audience is usually more respectful and discreet than others; but then I picked it up a second time, I poured two fingers of Southern Comfort in a glass, I put myself in my comfort zone, I placed the volume knob on the “play it loud” setting, I pressed the play button and little after I exclaimed (as my friend Picca would have done) “now, feel that rumba!”

In the introduction we hear Bonham screaming “louder!” several times, he asks (or rather, he orders) for more drums on the monitors, then he counts four and the show begins. Immigrant Song is powerful. Robert is slightly hesitant in throwing himself into the initial scream, but as we say every time starting (Robert was famous for avoiding any sort of vocal warmup) with a piece like that it’s folly. The sound quality is excellent, well balanced. The sound of the guitar is distorted but clean, it sounds like an oxymoron, but that’s how it is and it’s great to listen to the pure sound of the guitar amplifier and the Gibson Les Paul with no effect whatsoever. Heartbreaker is excellent. The section dedicated to the accompanied guitar solo (before the last verse) is as often happens, impetuous. Page runs rampant, Bonham and Jones unbridled. Ah!

Without Plant’s talk between the songs, the atmosphere seems at least strange, but the spirit of rock that pervades the performance of each piece compensates for everything. Since I’ve Been Loving You is magnificent. My favorite version is the 1973 more dramatic one, but even this one of 1971 is superb. Jones is on the piano during the first verse but then he shifts to the organ, the effect is curious. Bonham never holds back, he is fierce and it is wonderful to follow him in his rhythmic figures, but in the end it is the whole group that is inspired, excited and in a good mood.

There is a introduction longer than usual (more than two minutes before Plant starts to sing) for Dazed And Confused, a piece that is still evolving (the chords at minute 05:00 after the two initial verses, for example, did not survive in the following years) . The audience seems hypnotized during the violin bow section. Everyone listens in religious silence, the atmosphere has some supernatura feel, this moment seems to transcend the natural order to encroach on the divine, in short: Jimmy Page in the role of the Dark Lord. When the group enters again Page lingers on the wah wah and then he starts his usual raids on the stubborn and fast riff held by Jones and Bonham. The sound quality is again excellent, the guitar as said is not too distorted, to follow the impetus of the solo is easy and in some moments you feel under hypnosis. A beautiful feeling. After the minute 20:00 the group follows Page into a superlative improvisation where they go from the hard rock funk to Pennies From Heaven, a popular American motif sung by Plant on a tune of melodic chords created by Page. The ability and the desire of the LZ to improvise was absolutely a marvel. The metallic mayhem of the next section bring back everything in the canons of the Zeppelinian electric storm. As mentioned above immediately after the last verse there is a cut that we hope will be sewn up in the next editions. I do not know if there will be any of you who will take half an hour to listen to this piece with headphones at good volume, in that case you’ll notice you can’t help falling in love once more with this phenomenal rock band.

Although Stairway To Heaven was part of the set list as early as March 1971, it is good to remember that the IV album would not have come out until November 1971 and that the piece in question was therefore an absolute novelty for the public. Stairway does not have the magical reflections typical of the following years rendition, but is presented in an almost impeccable and close to the studio version (except for the solo).

Led Zeppelin were so crazy to add tunes like Friends to the setlist on the spot, they possibly never played it live before. The given version is improvised, with Jones on bass (instead of keyboards), but at the same time it is vibrant and convincing. Then we have few seconds dedicated to Plant, he sings the very first words of Smoke Gets In Your Eyes and after that What Is And What Should Never Be follows; it’s an effective and heartfelt transposition with Bonham and Plant being just phenomenal.

Moby Dick is only 10 minutes due to the cut. Communication Breakdown instead lasts almost 8 minutes and, if you allow me a bit ‘hyper-adjectival, I would say it is a “strappamutande” (tear off my panties)”, torrential and wild version. The first 20 seconds are dedicated to an improvised rhythmic introduction, then we move on to the dissolute and all-encompassing hard rock of  LZ. The interlude between the first refrain and the second verse (minute 0:58) is a marvel, these hard rock funk link typical of Page (and that Bonham and Jones interpret so well) are little moments of absolute magnitude. The guitar solo is a long one, a solo that then goes on to melt into another funk intermezzo. Plant duets with the audience while the three musicians interact on seductive rhythmic plots. Then Page play a solo again on improvised rhythmic chops .Oh boy, what a show!

Rock and Roll closes the cd.  The rendition is still a work in progress (as mentioned the IV album was not out yet at the time) but it is very aggressive and compact. The confidence with which Bonham hits the cymbal and the drums in the very last stroke tells us about the testosterone in circulation in those days.

As soon as the rest of the concert’s soundboard recording is released, it will become one of the biggest non-official live albums ever. I make it clear, there are smudges and imperfections, but the beauty of rock is this, when the “transport” takes over and you reach such high peaks, everything else does not count.

Jimmy Page should release  his version of “How The East Was Won “… If this mono soundboard sounds like this well, let’s imagine what could be the stereo version with a professional mix.

When Led Zeppelin were Led Zeppelin!

THE EQUINOX “Hot Dog” (Led Zep cover) Parco Ferrari, Modena Italy 17/08/2018

2 Ott

THE EQUINOX “Hot Dog”
Live at Milly Bar – Parco Ferrari – Modena (Italy) 17 aug 2018
filmed by Giovanni Sandri.

Tim Tirelli – guitar
Pol Morigi – vocals
Saura Terenziani – bass, keyboards, pedal bass
Lele Morselli – drums

 

THE EQUINOX “Communication B. / Rock And Roll” Parco Ferrari, Modena 17/08/2018

26 Set

THE EQUINOX “Communication Breakdown including It’s Your Thing & Jam Sandwich / Rock And Roll”
Live at Milly Bar – Parco Ferrari – Modena (Italy) 17 aug 2018
filmed by Giovanni Sandri.

Tim Tirelli – guitar
Pol Morigi – vocals
Saura Terenziani – bass, keyboards, pedal bass
Lele Morselli – drums

 

Serie TV: “SHARP OBJECTS” (HBO 2018)

24 Set

Su Sky Atlantic la settimana scorsa sono andate in onda due puntate di una nuova serie TV, “Sharp Objects” appunto, tratto dall’omonimo romanzo di Gillian Flynn. 

In due parole: Camilla Preaker (Amy Adams) è una reporter di Saint Louis che soffre di autolesionismo e alcolismo, inviata dal suo capo a Wind Gap a scrivere un articolo sulla morte di una ragazzina e la sparizione di un altra. Wind Gap è un paesino di duemila anime tra Missouri e Tennessee (la serie è girata a Barnesville, Georgia), ed è il paese natale di Camilla che lo vive tra mille conflittualità. Il mood della serie è tenebroso e molto blues (in senso lato). Camilla e la sua famiglia hanno un passato tormentato, così come la cittadina stessa. Queste prime due puntate mi sono piaciute, sebbene non si discostino poi tanto dalle serie TV in voga in questi anni (vi ho trovato analogie con Dark (I Segreti di Winden) e La Forêt). Vedremo come si dipaneranno i prossimi sei episodi.

Quello che mi preme sottolineare è la colonna sonora. Tra sottofondi elettronici ed inquietanti ogni tanto esplodono i Led Zeppelin. Nella prima puntata, quando Camilla si mette in macchina per andare a Wind Gap e collega il suo cellulare all’impianto stereo della sua macchina (si intravede sullo schermo del telefono la copertina di LZI) parte I Can’t Quit You Baby, a cui seguono Thank You ( il giro di accordi) e What Is And What Should Never Be (il finale). Nella seconda puntata è presente invece l’intro di In The Evening.

Ogni volta sobbalzo.

Obbligare gli amici a comprare libri della Universale Economica Feltrinelli

22 Set

Chi segue questo blog miserello sa bene che ho una passione smisurata per i libri in edizione Universale Economica Feltrinelli. L’impulso principale mi viene dalla reazione chimica che ho con queste edizioni. Sono economiche, ben curate e dal design accattivante e sono arrivate a soppiantare i remaster di cd musicali che fino a non troppo tempo fa compravo incessantemente a seconda delle possibilità del momento. Naturalmente ci sono altri motivi oserei dire atavici: la Feltrinelli nacque dalla fine della Cooperativa Del Libro Popolare, la cui collana più autorevole era appunto la Universale Economica, inoltre a Modena, come sede, prese il posto de La Rinascita, libreria in pienissimo centro storico dove da giovinetto passai interi sabati pomeriggio. Affinità elettive, un certo modo di vivere le cose del nostro tempo e i ricordi fan dunque sì che senta questa casa editrice a me molto vicina; in questi giorni poi non posso che dispiacermi della scomparsa di Inge Schönthal Feltrinelli.

https://www.repubblica.it/robinson/2018/09/20/news/morta_inge_feltrinelli-206913418/?ref=search

Al di là di tutto però sono le edizioni in sé che mi attirano e che mi spingono a comportamenti vessatori nei confronti dei miei amici.

Sabato scorso ad esempio. Sinodo settembrino. Avremmo dovuto essere in otto, ma ci troviamo in cinque: uno deve assistere la sua groupie ferma a letto col mal di schiena, uno è bloccato a Bologna causa lavoro e uno risulta misteriosamente scomparso. Siamo in cinque, abbiamo voglia di stare insieme, la serata sarà magnifica. In questi sinodi cerchiamo sempre di restare legati alle nostre radici, di respirare il bel tempo che fu dell’Emilia, la nostra terra. Ritrovo dunque alla festa provinciale dell’Unità di Modena, entrata Freto, stradello Anesino. Oltre ai ristoranti gestiti da volontari, da alcuni anni ci sono (sfortunatamente) anche ristoranti “commerciali”, ovvero gestiti da privati, quasi tutti sudamericani e tutti a base di carne grigliata. Ora, non sono né vegetariano né vegano, ma questa ostentazione, questo invito all’abbuffata di carne mi infastidisce. Il pianeta, l’uomo, la natura, non sono esattamente in buone condizioni, ci sarebbe un bisogno disperato di diminuire il consumo di carne, e invece ecco che (quasi) tutti gli umani rimangono lì a fissare montagne di carne, senza farsi nessuna domanda. (Va beh, scusate il pippone).

Rimanendo fedeli all’Emilia dunque ci mettiamo in fila davanti al ristorante La Staggia, gestito dalla sezione di partito di San Prospero di Modena, cucina tipica, cibi con cui le nostre madri e le nostre nonne ci hanno tirato su. Un po’ di antipasto e poi mi getto, nonostante sia ancora estate, sulla polenta coi funghi. Si chiacchiera come non facevo da tempo, ci si confronta sui massimi sistemi, sulla musica, sui piccoli grandi impicci quotidiani. L’eloquio è libero, aiutato dalla confidenza che abbiamo gli uni con gli altri e dalle quattro bottiglie di lambrusco che secchiamo. Restiamo a tavola quasi due ore, a ridere, a rimanere stupiti da certe storielle e a stemperare i blues. Li guardo i miei amici e sorrido, c’è quello che sembra un po’ sgrauso ma che poi sotto sotto è sensibile, c’è il santone che sembra sempre sul punto di entrare in trance, c’è il Richard Cole dell’Emilia e poi ci siamo io e Liso.

Facciamo un giro per la festa, siamo lontano dai picchi degli anni settanta e ottanta, ma sembra che la bazza sia in ripresa. Ci fermiamo alla Capannina. Mr MC offre dei pasticcini, mentre Riff i superalcolici. Mi godo questa bella serata di tarda estate parlando con gli amici, guardando le stelle, sorseggiando vodka ghiacciata mentre le tossine evaporano. Bella sensazione. Siam lì che parliamo di libri verso cui Sir Lyson ha una fustinella pari alla mia quando mi viene un’idea “Oh, ragazzi” dico accentuando la mia cantilena modenese “adesso andiamo tutti in libreria e ognuno di voi compra un libro della Universale Economica Feltrinelli”. Qualcuno mastica amaro, altri rimangono spiazzati, eppure tutti mi seguono e tutti finiranno per comprare un libro (Riff addirittura 2).

Al mastro ferraio non posso che imporre uno dei grandissimi thriller degli ultimi lustri (Stieg Larsson), a Riff “Miami Blues” (a cui lui stesso aggiungerà “Cuore di tenebra”), a Mr Trascendence affibbio Montalbàn, a Sir Lyson Le Notti Bianche del vecchio Fëdor . A me stesso riservo Qiu Xialong, scrittore cinese, tanto per fare il paio con la nazionalità dei proprietari del mio grande amore (L’Inter insomma).

E’ già la mezza, ma nessuno ha voglia di rincasare. Torniamo a La Capannina, stavolta è l’ultima Rockstar (March insomma) ad offrirci qualche bibita (tra l’altro io opto per una acqua brillante, condannato ormai da un visione della vita costantemente rétro). Torno a soppesare i miei amici, li guardo intenti a rimirare i libri appena acquistati, nessuno mi ha ancora mandato a farmi dare dove si nasano i meloni, come diciamo noi qui a Modena, evidentemente mi vogliono bene.

La serata da calda si è trasformata in tiepida, la guazza è calata, mi infilo la felpa. Rido tra me e me guardando l’omino di LZ IV stampato su di essa, ci sarà qualcuno che non crede alla favoletta che vuole RP entrare in un negozietto e comprare il quadretto che poi finirà sulla copertina del IV album?

Sinodo di settembre: (da s a d) Riff, March, Tim, Mario, Liso

Ci sarà qualcuno che pensa che i riferimenti e i significati siano più arcaici? Tipo richiami al Ten Of Wands, il dieci di bastoni, una figura con un fascio di bastoni sulla schiena che si avvicina ad una città e che descriverebbe un uomo che ha combattuto contro le avversità della vita e che ormai ne è uscito? Una figura che ha lottato con energia e sudore e che ora può finalmente raccogliere i frutti del suo lavoro e raggiungere il successo per cui si è tanto battuto?

E’ con questo sorriso da saputello che saluto i miei amici e li ringrazio per la magnifica serata. Spero continueranno a voler uscire con me, nonostante tutte le mie stranezze. Stradello Anesino, goodnight.

PS: ho appena sentito Mr. J (quello che era a casa a badare alla sua groupie), gli ho raccontato di sabato scorso e dei libri che ho fatto comprare ai ragazzi e prima di salutarmi  mi ha detto “sto per entrare al Grandemilia, mi fiondo da Feltrinelli e rimedio subito comprando anche io qualche edizione della Universale Economica”. Mi manda anche la foto via whatsapp. Se non sono amici questi!

 

La UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI sul blog:

https://timtirelli.com/2018/08/07/anna-funder-cera-una-volta-la-ddr-2016-feltrinelli-tttt/

https://timtirelli.com/2018/05/11/victor-hugo-notre-dame-de-paris-2016-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

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https://timtirelli.com/2017/09/28/jack-london-zanna-bianca-1906-2017-universale-economica-feltrinelli-ttttt/

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