Una domenica alla Fiera del Disco di Modena blues

12 Gen

I quattro dell’apocalisse si presentano puntuali al punto di ritrovo, due vengono da Regium Lepidi (Elton Tim Puma Tirelli e Riff Cole Gilioli) e due da Mutina (Dr Jeckill Mr Pike e Sir Lyson). Già, siamo più forti della drowse domenicale, per gente come noi tira più un long playing che un carro di buoi, parafrasando un detto vernacolare delle lowlands emiliane.

La fiera del Disco di Modena è inglobata dentro a quella dell’Elettronica e come recita il flyer pubblicitario “la manifestazione fa leva sulle passioni e, accanto all’elettronica, presenta altre sezioni tematiche: Mo-Del modellismo statico e dinamico; mostra del disco usato e da collezione; Mo.Ma una panoramica sul mondo dei makers con una delle tappe delle Olimpiadi Robotiche e CosmoComix la fiera dei fumetti, giochi e multimedia. News 2020: Games Village e-sports event, tutto da scoprire! Un’area di oltre 1000 metri quadrati interamente dedicata al gaming con spettacolo, ospiti e tanto intrattenimento!

Ogni anno gli stand e lo spazio dedicato ai dischi sembrano diminuire, l’interesse verso la musica rock o altro che sia in formato LP o CD sembra scemare costantemente, malgrado si dica il contrario circa le vendite di long playing.

Riff è dentro al tunnel dei 45 giri italiani dei Beatles e passa il tempo vagliando, scegliendo, acquistando quei piccoli reperti dei “favolosi Beatles”, come recitano le copertine. Io drago gli stand che si occupano di nuove edizioni in vinile. Gli stand che fanno per me perciò sono pressoché due, non mi aspetto grandi cose ma inaspettatamente riesco a trovare la limited edition del primo 33 giri di John Miles, gaudium magnum! Questa versione mi circola nei pensieri da quando la mia amica Manuela Iaquinta – anche lei grande fan del golden boy della contea di Durham – pubblicò su facebook un paio di anni fa la foto del suo prezioso acquisto. Finalmente potrò dormire sonni un po’ più tranquilli.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Finisco poi per acquistare anche una bella edizione della colonna sonora de LA CHIESA di Dario Argento, creata in parte da Keith Emerson, una delle mie luci guida.

In coda al bar, insieme ai miei tre pard, commentiamo il fatto che negli stand di dischi la percentuale del gentil sesso è pari allo 0%, nello spazio dedicato all’elettronica al 2% e in quello dedicato a fumetti o cosmo comix o come diavolo si chiamano, sia almeno del 50%.

Analizziamo poi la nostra condizione: quattro uomini di una incerta età alla ricerca di sensazioni passate, di quella scintilla che da giovani scoccava ad ogni acquisto di LP. Siamo pressoché certi che ci vede debba pensare “mo guarda quei quattro vecchi sfigati che comprano quei quadrati di cartone con dentro chissà che cosa!”.

Sinceramente però non sappiamo chi stia peggio, noi che compriamo gli stessi dischi di 45 anni fa o quelli che nel padiglione dell’Elettronica sono intorno al banchetto del tipo che vende vecchi manuali Windows, Dos e simili. Inoltre ci sembra che la faccenda Cosplay sia sfuggita di mano. Finché sono i giovanissimi anche anche (magari anche io a 13 anni avrei voluto vestirmi da Sandokan o da Jack London) ma qui ci sono anche uomini e donne ben oltre i 30 e i 40 versione cosplay. Mi prometto di non fare foto (tutti vogliono essere fotografati) ma poi ne scatto due cercando di non farmi vedere da nessuno. Gente vestita da Predator, da Rocky Balboa, da La Casa De Papel, da Sherlok Holmes, addirittura uno da Transformer (almeno credo) accompagnato da moglie e figlia.

Fiera di Modena 11/1/2020 – foto TT

Fiera di Modena 11/1/2020 – foto TT

C’è una stanza dedicata a combattimenti con le spade laser di Star Wars. Non più giovanissimi che si sfidano in jeans e maglietta. Molte le alunne di Hogwarts, le osservo con attenzione per vedere se tra di esse si cela anche la pollastrella, nota seguace di Harry Potter. Con Pike filosofeggiamo sulla realtà alternativa che ognuno di noi si crea, noi lo facciamo con Mick Ralphs, Richard Cole, Paul McCartney e Bob Dylan, questa gente qui con personaggi di manga, di serie tv e del cinema fantasy. Chissà, il poveretto vestito da Predator domani al lavoro sarà vessato dal suo capo ma potrà rifarsi pensando “che mi frega, tanto sono Predator! ” Tra l’altro ogni tanto questi costumi da cosplay sono anche utili: il culo della Wonder Woman che ci passa davanti un paio di volte non è davvero niente male.

Mentre usciamo Pike lancia l’idea “il prossimo anno ci vestiamo anche noi, da Led Zeppelin! Io faccio il John Paul Jones con la parrucca e la giacca con le cipolle, tu Elton Tim Puma fai Jimmy Poige … tanto il costumino ce l’hai (intende il vestito del tour del 1977 ndt) Liso fa Robert Plant perché è il più alto e Riff fa Richard Cole”. Che ridere, sarebbe un successone.

Tim – primi anni duemila- Corallo, Scandiano (RE) – foto Palmieri.

Ci diciamo che c’è comunque di peggio, invece di infervorarci ancora con i dischi avremmo potuto finire per darci alla pesca e andare al sabato mattina alle 6 a pescare carpe sul Mincio,

Paesaggio sul fiume MIncio – foto Internet

oppure darci alla fotografia, girare per le città con macchine fotografiche con obiettivi lunghi mezzo metro a fotografare cardini di portoni, viali alberati, scorci con comignoli, riflessi di luce e poi – incalza Pike – “pubblicare le foto su facebook con quei titoli tipo attimi, sensazioni, alberi.” Rido a crepapelle, tant’è che andando a casa scatto delle foto a caso e nella mia maruga le ribattezzo seguendo le battute di Pike.

Attimi – foto Elton Tirelli

Lampioni – foto Elton Tirelli

Campagne – foto Reginaldo Tirelli

Massì, chi se ne frega, il Rock è la mia vita … let it be me! Chi se ne importa se ancora vado in combustione e mi esalto come un ragazzino, se mi è sufficiente guardare il bel film autobiografico su Reginald Kenneth Dwight, risentire i suoi grandi vecchi album e fare le mossette al ritmo del suo rock e passare alla Puma dopo anni di ossessione Adidas solo per aver visto la magnifica tuta indossata dall’attore che lo impersona.

Puma Jacket worn by Taron Egerton as Elton John in Brightburn.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Torno a casa che sono carico come uno schioppo e mi aspetto di trovare la pollastrella ad attendermi trepidante

Pollastrella – Avatar Gif by TT

e invece vedo che si è appisolata sul divano sotto la solita pila di libri.

Non mi resta che chiudermi nello studiolo e ballare insieme alla Stricchi al ritmo di Desolation Angels dei Bad Company.

Tim, la Stricchi e Desolatiuon Angels dei Bad Company- autoscatto 11/01/2020

◊ ◊ ◊

Rock fever, roll easy, let me save my soul

Rock fever, roll easy, let the good times roll.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

The Dark Lord … non c’entra un cazzo con questo articolo ma mi piace chiudere in bellezza.

LIBRI: Isabel Allende “Lungo petalo di mare” (Feltrinelli 2019)

8 Gen

Se escludiamo un paio di libri per bambini e una raccolta di suoi articoli, è dal 1982 che la Allende pubblica i suoi scritti, 38 anni … sembra incredibile che dopo tanto tempo riesca a mantenere una qualità così eccelsa, soprattutto se pensiamo che in questo romanzo tocca argomenti già trattai a lei (e a noi) cari, ovvero la il golpe militare in Cile (e la guerra civile spagnola).

Isabel infatti raccontando la storia di alcune persone, forse è meglio dire una famiglia, ripercorre le tappe dei due eventi citati qui sopra. Lo fa in maniera sobria, sganciata dalla sua storia personale (il padre di Isabel era cugino di Salvador Allende, il mai troppo compianto presidente socialista del Cile), raccontando i fatti mantenendo una posizione per quanto possibile neutra, quasi fosse un’inviata di una testata giornalistica.

Cionondimeno la passione e la tensione politica sono presenti nelle pagine del libro, danno la precedenza alla vita dei personaggi, ma è indubbio che la carnalità di certi ideali, la sete di giustizia, l’amore per i valori universali sono contemplati con incomparabile stile.

La sinossi riportata qui sotto riassume in breve il tenore del romanzo, non occorre che io dica altro se non che anche questo nuovo libro della Allende è un capolavoro. Che donna, che scrittrice!

https://www.lafeltrinelli.it/libri/isabel-allende/lungo-petalo-mare/9788807033438

Descrizione

A settant’anni dall’approdo a Santiago del Cile del Winnipeg, la nave equipaggiata da Neruda per mettere in salvo più di duemila esuli della Guerra civile spagnola, la potente voce narrativa di Isabel Allende ci accompagna in Spagna, durante l’ultimo periodo del conflitto, ci porta in fuga nei Paesi Baschi e in Francia, e da lì in Cile, per raccontarci cinquant’anni di storia del suo paese natale. E insieme a quella dei protagonisti, esuli catalani, la pianista Roser e il medico Víctor, ripercorre l’esistenza di personaggi quali Neruda e Allende, comparse d’eccezione in un libro che fonde la storia con l’immaginazione del possibile, secondo quella formula già sperimentata con cui solo Isabel Allende sa restituire un affresco indimenticabile di solidarietà, di integrazione, di resistenza.  

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

ISABEL ALLENDE SUL BLOG:

https://timtirelli.com/2019/02/11/isabel-allende-oltre-linverno-2017-feltrinelli/

https://timtirelli.com/2017/07/19/isabel-allende-lamante-giapponese-2015-feltrinelli-p2016-audible-gmbh-ttttt/

https://timtirelli.com/2012/06/08/isabel-allende-il-quaderno-di-maya-feltrinelli-2011-tttt/

FILM “Rocketman” (2019) di Dexter Fletcher – GB – 20th Century Fox

5 Gen

Ragazzi miei, che film fantasmagorico! La mia amica Iotti direbbe “ufologico”! La pluralità di elementi che si susseguono con febbrile vivacità rende questo film sulla vita di Elton John uno spasso.

Non è un film perfetto, intendiamoci; essendo prodotto da Elton John in persona tende a scivolare sul romanticume della agiografia e su accenti prettamente celebrativi, inoltre – come successo nel film su Freddie Mercury – ci sono ovvi paradossi temporali che chi conosce e ama la musica rock fatica ad accettare, ma per il resto è una magnifica corsa lungo la fast lane del rock and roll: momenti spettacolari, tensione cosmica proveniente dalla mistica della musica rock degli anni settanta, aperture surreali, intensità che lascia senza fiato.

E’ un film fatto anch’esso “per il botteghino” ma, come detto, seppur imperfetto è godibile, intenso, erotico.

Certo, sarebbe stato bello che si fosse dragato un po’ negli aspetti meno luccicanti, qualche fermo immagine sul velo di crepe nere che di solito trapela nella vita e nell’animo di artisti del genere, sui blues meno nobili, che qui sono trattati solo a favore di spettacolarità; inoltre con una mezz’oretta in più forse si sarebbe potuto dare maggior respiro alla cronologia e quindi corpo alla storia, che qui vola via in fretta senza aeroporti dove atterrare per far capire al pubblico in che punto della narrazione si è. Detto questo, ribadisco: è un film godibile, divertente, pieno di grandissime canzoni e che mette in scena alcuni momenti strepitosi. Da vedere a tutti i costi.

PS: ah, dimenticavo Taron Egerton, l’attore che interpreta Elton John, è perfetto!

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

Regista: Dexter Fletcher
Genere: Biografico, Musicale
Anno: 2019
Paese: Gran Bretagna
Durata: 121 min
Data di uscita: 29 maggio 2019
Distribuzione: 20th Century Fox Italia
◊ ◊ ◊
Altri articoli simili sul blog:

Vigilia in Emilia

24 Dic

Di nuovo alle prese con i bilanci di fine anno, con le speranze per la nuova stagione e dunque con i dolci blues di questi giorni. Non mi sottraggo nemmeno quest’anno alle lucine ad intermittenza, al malinconico tepore di quel sentimento di fratellanza, di ricordi del passato e di tortelli dolci con la marmellata fatti da mia madre.

Girovago per il centro di Regium Lepidi con la pollastrella, osservo una coppia di vecchi tenersi per mano mentre attraversano le insidie del tempo e quindi mi perdo a contemplate l’albero di Yule preparato dal Comune.

Yule Tree – Piazza Camillo Prampolini – Regium Lepidi – foto TT

Faccio pure un salto a Borgo Massenzio a dare un’occhiata all’albero fatto con le bottiglie di plastica …

Yule Tree – Borgo Massenzio – dicembre 2019 – foto TT

Negli appuntamenti settimanali alla Coop sorrido nel notare che negli scaffali del reparto libreria qualcuno a messo il libro di Vespa sul Fascismo in Italia a testa in giù.

Spiritosi alla Coop – Foto TT

Un nuovo collega – mentre io sono in riunione con un fornitore – prima di andare via mi lascia un biglietto: lo spirito blues del natale attecchisce anche in ufficio.

La mattina del Solstizio d’Inverno (sabato) lo passo a Nonatown, il mio paesello natio. E’ il giorno in cui sono nato e l’uomo di blues che sono mi spinge a cercare tra quelle vie, in quell’antico centro, riflessi del passato.

79441778_2887826047935770_5042853610564616192_o

Nonatown – foto Alberto Setti

Vedo Brian, Mother Mary, io e mia sorella ritornare dalla messa di mezzanotte tra cumuli di neve, così persino il senza dio che sono diventato mi porta a fare un salto in chiesa, l’antica Abbazia mi accoglie ancora in tutto il suo spartano splendore..

Abbazia di Nonatown – dicembre 2019 – foto TT

Prima di scendere nella cripta osservo una ragazza o meglio una donna, tra i 40 e 50 anni, infilare monete affinché 4 candele si accendano … le tocca tutte, recita qualcosa, dà un’occhiata al grosso crocifisso appeso lì sopra e se ne va.

La Cripta – Abbazia di Nonatownn – dicembre 2019 – foto TT

Prima di uscire scruto la fonte battesimale dove il giorno di Santo Stefano di tanti anni fa sono stato battezzato.

Battistero – Abbazia di Nonatownn – dicembre 2019 – foto TT

Mi fermo a far colazione al Bar Pasticceria Malaguti, esercizio che dopo 59 anni – il 31/12/2019 – sarà costretto a chiudere. Mi avvolge la tristezza mentre parlo con la titolare, mia amica d’infanzia che si commuove al pensiero. La pasticceria dove, dopo la messa, andavo con mia madre a comprare le paste della domenica mi mancherà e mancherà al paese, la Nonantolanità perde un altro tassello, ma si sa tutto cambia a questo mondo, tutto e a noi che soffriamo maledettamente di nostalgia non resta che sospirare e andare oltre. Non poteva mancare la sosta davanti alla vecchia stazione dei Treni dove nacqui, in quelle finestrelle al primo piano sulla destra, riscaldato da una stufetta  parigina, devo aver lanciato il mio primo strillo blues al mondo.

Vecchia Stazione dei Treni di Nonatown – foto TT

Nell’edicola di Viale Stazione faccio due chiacchiere con Roberto, il titolare. Ci ragguagliamo circa le novità che ci riguardano, compro – come sempre sotto le feste – l’ultimo numero di Lupo Alberto a cui aggiungo lo speciale Tex Willer e il Maxi Nathan Never…quando in questo periodo quando vedo copertine di fumetti con la neve non resisto.  Noto anche che la Sergio Bonelli Editore ha ripreso a pubblicare nuove avventure del mio amato Mr No, ma pensa un po’. Mi chiedo se per un uomo della mia incerta età abbia senso rincorrere la propria fanciullezza e adolescenza. Mah. Prima di andare saluto il mio amico edicolante e gli dico“Robby, stasera mi raccomando eh”, intendendo che la nostra squadre del cuore non deve far scherzi nell’ultima gara prima della sosta. Un signora sui settantacinque anni arrivata a prendere il giornale mi chiede con fare risoluto “Per l’Inter?”. Sorpreso le rispondo “Certo signora, certo”, e lei “a vrev anc veder!” (Vorrei anche vedere!). I cuori nerazzurri non smettono mai di meravigliarmi. (L’Inter mi regalerà un felice compleanno vincendo 4 a 0 contro il Genoa e tornando in testa alla classifica. Good vibrations.)

La sera si tiene il sinodo del Solstizio d’Inverno in una osteria di Gavassae. Siamo in nove, la tavolata è dinamica e viva, parliamo come sempre di musica Rock e dei mille rivoli che i fiumi delle nostre vite creano prima di gettarsi nel mare. Verso fine serata – quando ci scambiamo i regali – mi chiedo a voce alta che cavolo di cosa ho messo in piedi, il tavolo è pieno di pacchetti, mostly cd e long playing … rido forte, se non altro grazie a noi i negozi di dischi aumentano vendite e introiti.

Alla Domus i giorni trascorrono lieti. I gatti stanno bene, Raissa e Spaventina girovagano meno e hanno messo su peso.

Patuzzino, il gatto di un nostro vicino che vorrebbe trasferirsi in pianta stabile da noi staziona spesso davanti alla porta e non perde occasione per entrare. Nei giorni di pioggia non abbiamo cuore di lasciarlo fuori, così lo prendiamo in casa, lo sfamiamo, lo laviamo con la schiuma di shampoo agli oli essenziali e lo teniamo sul divano con noi. Lui ci guarda tra il meravigliato e riconoscente, è un gatto blues dalla vita mezza randagia e con pochi affetti e non deve sembrargli vero di avere due umani su cui contare.

Patuzzino – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

Ragnatela sonnecchia sul divano …

La Ragni – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

Palmiro scruta il territorio e poi si gode la placida atmosfera di questi giorni …

Palmiro – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

Palmiro – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

Stricchi vorrebbe regalarsi a noi

Stricchi – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

e la Minnie come sempre mi cerca. Passa tutta la notte sul letto al mio fianco, è l’ultima arrivata e ancora cerca continuamente un contatto, vuole essere sicura che da qui non sarà costretta ad andarsene.

Minnie – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

Ieri sera, rincasando dal lavoro, troviamo davanti alla porta un pacchetto che inaspettatamente ci ha portato Pol, il cantante degli Equinox. A volte i cantanti – categoria di cui spesso non ho una gran opinione – diventano i numeri 1.

I regali di Pol

Ora è il tardo pomeriggio della vigilia, prima delle cene e dei pranzi di stasera, di natale e di Santo Stefano mi godo queste ore illuminate dalle luci indirette della Domus e di quelle ad intermittenza …

Yule Tree at The Domus Saurea – photo TT

Yule Tree at The Domus Saurea – photo TT

Yule Tree at The Domus Saurea – photo TT

La colonna sonora della vigilia è a base di Emerson Lake & Palmer, CSN&Y, Peter Gabriel e ovviamente i miei adorati LZ.

Colonna Sonora del 24 dicembre 2019 alla Domus Saurea – foto TT

Donne e uomini di blues che tenacemente e pazientemente ancora seguite questo blog miserello a voi giunga il mio augurio più profondo, che la nuova stagione sia propizia e felice anche se poi – lo sappiamo – ci adatteremo a ciò che verrà. Cercate di passare giorni lieti, in compagnia o da soli non importa, ma con la giusta vibrazione nell’animo … un buon libro, un buon disco, un buon film possono lenire l’inquietudine che ci deriva dalle domande che continuiamo a farci senza che mai si ottenga uno straccio di risposta. Vi abbraccio tutti amici miei, che il Dark Lord ci protegga. Non mollate!

The Dark Lord

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

 

E visto che hai da fare un bel po’, let it snow, let it snow, let it snow! (Santa Lucia Blues)

15 Dic

I giorni che vanno dal 10 al 23 dicembre sono i miei preferiti dell’anno, mi piace l’atmosfera, la possibilità di nevicate, le lucine ad intermittenza. Non c’entra nulla la faccenda del natale, l’ateo che sono diventato trova buffo che i cristiani venerino la nascita (avvenuta verso marzo) del figlio di un falegname, ebreo e di pelle scura e lo raffigurino con lunghi capelli biondi e con la carnagione chiara (talvolta con gli occhi azzurri), c’entrano piuttosto i ricordi d’infanzia che rendono questo periodo speciale; l’amore per la neve, per gli addobbi e per quel valore universale di fratellanza che mi passò mia madre è ancora uno dei sentimenti più forti che mi porto dentro. Festeggio dunque il vecchio rito che gli umani da più di 5000 anni mettono in scena a cavallo del solstizio d’inverno, la fine dell’anno e l’inizio della nuova stagione data dalle giornate che tornano ad allungarsi visto che il sole nel solstizio tocca il punto più basso dell’orizzonte rispetto alla linea del parallelo locale, per poi iniziare a risalire.

Si possono chiamare queste festività come si vuole …Yule, Jul, Sol Invictus, Saturnali, persino Natale, ma rispettare la tradizione degli umani, al di là dell’aspetto puramente consumistico, mi pare cosa buona e giusta e magari anche fare l’albero, perché l’albero di Yule è diventato il nostro albero di Natale, l’albero sempreverde, che mantiene le sue foglie tutto l’anno, è un simbolo della persistenza della vita anche attraverso il freddo e l’oscurità dell’inverno. L’albero di Yule rappresentava la fortuna per una famiglia così come un simbolo della fertilità dell’anno che sarebbe arrivato. I festeggiamenti di Yule permangono nel neopaganesimo della Wicca con la commemorazione della morte dello Holly King (“Re Agrifoglio”) che simboleggia l’anno vecchio ed il sole al declino, per mano del suo successore, Oak King (“Re Quercia”), che simboleggia l’anno nuovo ed il sole che inizia la sua ascesa. In altre tradizioni si celebra la nascita del nuovo dio Sole bambino, (vedi anche l’antica festività Romana del Sol Invictus).

Yule

Poi certo, per questo amore che mi porto dentro conterà anche il fatto che nel solstizio d’inverno ci sono nato, che nella notte più lunga dell’anno mi sono affacciato al mondo per la prima volta, là, in una stanza della vecchia stazione dei treni di Nonatown … se non è un segno del blues questo!

Tuttavia anche per un amante della neve come me a volte l’adempimento degli impicci quotidiani diventa problematico durante certe condizioni atmosferiche.

Prendiamo ad esempio venerdì scorso. Ore 04,30, mi sveglio. Gli uomini di una incerta età faticano a dormire più di 5/6 ore dietro fila, cerco di riaddormentarmi ma so che non riuscirò, penso al lavoro, siamo nel periodo forse di maggior picco e la preoccupazione di non riuscire a far tutto riaffiora più volte durante il giorno. Alle 5,30 sono ancora lì che cogito, Palmiro inizia a fare il matto ai piedi del letto, Minnie si lancia dal comò direttamente sul letto, è ora di alzarsi e dar loro da mangiare. Torno a poltrire un po’ ma ormai la sveglia si avvicina, meglio alzarsi. Doccia, mi vesto e faccio colazione. Decido per una mise adatta al tempo atmosferico, ieri è nevicato per un paio d’ore e anche oggi potrebbe cadere qualche fiocco: maglioncino, felpa, pantaloni a mo’ di mimetica e anfibi. Lascio andare fuori i gatti, tra cui la Ragni, la prendo sottobraccio e la metto fuori dalla porta; metto la tazza della colazione nel lavello e mi accordo che ho felpa e braghe sporche di caffè schiumoso. Mi maledico, possibile che riesca sempre a sporcarmi? Sono proprio un uomo. Ma come accidenti ho fatto, mi chiedo, poi vedo macchie marroni lungo il corridoio e capisco: la Ragni è costipata da qualche giorno e mentre la mettevo fuori le è scappata una mitragliata di diarrea. Mi tolgo i vestiti, li pulisco alla bene meglio, li metto da lavare, pulisco per terra e mi rifaccio una doccia. Sono le 7,55, so che arriverò tardi al lavoro, proprio oggi che tra l’altro dovrò assentarmi per accompagnare mia sorella ad una visita di controllo all’ospedale, due settimane fa è caduta e si è infortunata ad entrambe le caviglie.

Non so come mai ma in preda alla foga del far tutto in fretta opto per una mise meno sportiva, comprensiva di stivaletti Paciotti (ma si è mai visto Johnny Winter con degli stivaletti di Paciotti?) e cappottino. Me ne pentirò.

Corro al lavoro. Sono in ufficio alle 9, salto la riunione del mattino, alle 10 corro da mia sorella, salgo al settimo piano, la metto sulla carrozzina e partiamo per l’ospedale. La porto fin davanti all’ingresso, ma poi per trovare un parcheggio devo uscire dall’area ospedaliera. Torno da lei correndo, la spingo zigzagando tra i lunghi corridoi del policlinico, paghiamo il ticket, poi di nuovo corridoi, ascensori, raggi x, di nuovo ascensori, corridoi e visita. Alle 12 siamo in fila alla farmacia del Policlinico per prendere i farmaci che le hanno prescritto, abbiamo 45 persone davanti e dobbiamo anche andare in una Sanitaria a prendere un tutore. Decido che in farmacia passerò domattina prima di andare al lavoro, adesso è meglio correre in Sanitaria prima che chiuda. Usciamo dall’ospedale, il tempo è mutato, una pioggia gelata cade sulle povere anime degli uomini di blues. Con i miei stivaletti e il mio cappottino la maledico, imbacucco mia sorella e via, ci gettiamo a testa bassa nella tormenta. Pago il parcheggio, carico sorella e carrozzina e mi butto nel traffico del mezzogiorno. Per fare due km impieghiamo circa mezz’ora, nel frattempo la tempesta continua, cade adesso una neve gelida e dura. Riaccompagno mia sorella a casa, mi assicuro che stia bene e scappo al lavoro. Ore 13,30 parcheggio, esco dalla Blues Mobile, i venti di Thor soffiano freddi, c’è una bella sibiola, come avrebbe detto mia madre, constato ancora una volta come gli stivaletti e il cappottino siano proprio perfetti per giocare a fare Jack London e affrontare la nevicata che adesso si fa imponente. Entro in ufficio leggermente stravolto, scendo a comprare nelle macchinette un panino col salame piccante, una pizzetta fredda e una coca. Inizio a lavorare. Rialzo la testa ogni tanto solo per controllare la neve che scende sempre più copiosa. Alle 16 smette, ma il cielo si fa sereno, in 5 minuti tutto gela, arrivano notizie circa il traffico paralizzato intorno alla città. Torno sulle mie cose. Alle 20 esco dall’ufficio, me andrei volentieri a casa, ma stasera ho la cena di classe delle superiori, ci siamo diplomati più di sette lustri fa, non posso e non voglio mancare.

Il traffico è sparito, le strade sono lastre di ghiaccio, procedo ai 30 all’ora. Parcheggio e mi avvio verso l’Inn Of The Well, l’Osteria Del Pozzo insomma. Il gelicidio si è palesato ancora, sui miei stivaletti pattino che è una meraviglia. Sono il primo della mia combriccola ad arrivare, noto che ci sono almeno altre cinque tavolate, siamo tutti stretti, sarà una serata difficile per quanto concerne lo spazio. Le altre tavolate sono già piene, si festeggiano compleanni, si fanno cene aziendali, l’età media mi sembra sia tra i quaranta e gli ultra cinquanta. Fighe tiratissime che cercano di mascherare i segni dell’età mostrandosi civettuole se non addirittura libertine, maghi sempre pronti alla battuta allusiva (talkin’ about sex innuendo of course) tutti vestiti in quel finto casual elegante un po’ stucchevole. Mi sento così diverso da loro, eppure eccomi lì vestito alla stessa maniera e con il capo chino sul cellulare. Dove caspita è finito il Tim Tirelli che ero? Mi sento sfinito, la giornata è stata dura, gli ultimi cinque mesi sono stati duri, cambiare lavoro alla mia età è uno sport estremo, passare dall’essere titolare a dipendente non è cosa facile (soprattutto se la scelta è stata per certi versi obbligata). Arrivano i miei compagni e le mie compagne.

Ci abbracciamo con affetto e con semplicità, sono diversi anni che non ci vediamo, eppure tutto ricomincia da dove era finito più di sette lustri fa. Siamo cristallizzati ai nostri diciannove anni. Chiamo con l’affettuoso nomignolo che le avevo affibbiato allora una mia compagna di classe che ora è una dirigente di banca, mi pongo verso gli altri alla stessa maniera, non è cambiato nulla, siamo solo diversi nell’aspetto esteriore. Tutti mi fanno i complimenti per come io mi mantenga giovane (a detta loro), Rose Of The Dawn mi sussurra all’orecchio “tutti invecchiano tranne te”, per un secondo mi ringalluzzisco, immagino di essere il Dorian Gray di Nonatown, ma poi mi guardo nel cellulare e torno sulla terra, non riconosco l’uomo che vedo riflesso nello schermo.

Una delle compagne che ho davanti, Juanita, che ora vive in Valsugana, mi dice che ogni sera alle 23 mi legge o su facebook o sul blog e che le fa tanto bene ritrovare quel cordone ombelicale con la sua terra, un’altra – grande amanti dei gatti – mi abbraccia e mi dice che segue il blog con molto interesse e che ha scoperto la mia vena letteraria solo in questi ultimi anni, non aveva idea che avessi questa passione per lo scrivere (già, cosa caspita ci facevo in un Istituto Tecnico Commerciale, in una fabbrica di Ragionieri insomma?). Con un’altra ci scambiamo un forte abbraccio denso della passione politica che ci accomuna, ormai siamo rimasti in pochi e dobbiamo farci forza a vicenda. Un bis di primi poi gnocco e tigelle e salumi. Si scherza, si ricordano i soliti vecchi aneddoti e la gioventù che ormai non c’è più. Qualche sedia più in là sento due compagne dirsi “ma guarda come è diverso Tim, ormai è una persona seria” … le capisco, sono vestito come uno dei tanti fighetti da brodo (come diciamo noi qui in Emilia) presenti in sala e sono meno impetuoso del solito, la stanchezza mi avvolge. Verso le 23 una band composta da bassista-cantante/tastierista/chitarrista e percussionista inizia a sciorinare vecchi successi dei Santana, di Pino Daniele, di Stevie Wonder. Non sono affatto male, ma tra le varie tavolate e loro il casino è notevole. Dopo mezzanotte chiedo il conto, domattina – sabato – dovrò alzarmi alle 7, mi aspetta la farmacia del Policlinico e una mattinata al lavoro.

Bacio una ad una le mie compagne, tocco le palle di tutti i miei compagni e pattinando sul ghiaccio raggiungo la Sigismonda. Fa un freddo becco, come direbbe il mio amico Danilo, tutto è gelato, e devo aspettare un quarto d’ora prima di partire affinché riesca a vedere qualcosa dai vetri della macchina.

Da Mutina a Regium Lepidi c’è un discreto pezzetto di strada che percorro ai trenta allora. Diverse le macchine finite nei fossi, vorrei evitare di fare lo stesso. La città e le campagne dormono stordite dalla morsa del gelo, it’s been a hard day’s night and I’ve been working like a dog, sono stanco ma vigile e mi godo il momento, la notte nera piena di stelle, il velo di neve che ricopre il mondo, la selezione di canzoni adatte al periodo, la Sigismonda che mi guida attraverso le campagne che mi hanno generato, magic moment …

Infilo il muso della Siggy in garage che sono quasi le due. Tutto tace, le lucine ad intermittenza dei nostri alberelli accolgono il mio ritorno…

Yule trees at Domus Saurea – december 2019- photo TT

Yule trees at Domus Saurea – december 2019- photo TT

La pollastrella è ancora sveglia “Ciao Tyrrell, tutto bene?”, tutto bene dolcezza, tutto bene. Ci scambiamo i regalini che ogni anno ci facciamo per Santa Lucia (antica tradizione reggiana).

Mi faccio una doccia e mi scaldo il cuore davanti al presepe dickensiano che come ogni anno appronto. Avrei bisogno di un Southern Comfort, è stata una lunga giornata, ma domattina devo essere in forma, meglio evitare. Mi infilo nel letto, leggo qualche pagina dell’ultimo libro di Isabel Allende poi spengo l’abat jour e mi verso liquido sotto il piumone. Palmiro viene ad sdraiarsi in mezzo al letto e Minnie come sempre si accomoda alla mia sinistra, è il momento giusto per lasciarsi andare al sonno ristoratore, ma sento che manca qualcosa, ho i nervi ancora inquieti. Mi alzo, vado in sala, apro lo sportello, mi verso due dita di Southern Confort, lo bevo alla mia salute, chiedo al Dark Lord – che da qualche giorno domina la nostra living room – di vegliare su di noi e mi rimetto a letto. Ora sì che sono a posto. Goodnight baby!.

The Dark Lord at Domus Saurea – december 2019 – photo TT.

Southern Comfort for Xmas

Blues d’autunno

1 Dic

L’autunno in tutte le sue sfumature: dapprima tiepido, soleggiato e secco, quindi freddo, grigio e umido.  Avanzo, inciampo e mi rialzo cercando di schivare i blues della vita durante questo ennesimo cambio di stagione… via Adidas, magliette e felpe, dentro scarponcini, maglioni e sciarpe. Il cuore che batte forte durante le partite dell’Inter, i concerti degli Equinox, l’ascolto dei dischi dei Led Zeppelin e gli amplessi e che cerca poi il ritmo regolare nelle passeggiate tra le campagne fredde e nebbiose, nei lunghi viaggi da e per il lavoro, nell’osservazione notturna del cosmo e nei momenti in cui Palmiro e Minnie vengono a sdraiarsi sul mio petto. Era estate poco fa e adesso eccoci a ridosso del solstizio d’inverno. IL vortice del (nuovo) lavoro continua inesorabile, già più di cinque mesi andati, l’affanno dei primi giorni e delle prime settimane si sta trasformando in una consapevolezza sempre più delineata, sapersi muovere meglio infonde sicurezza, e solo il Dark Lord sa di quanta ne abbia bisogno un uomo di blues di una incerta età caduto nel mare e fortunatamente ripescato.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

RELIQUIE DAL PASSATO

Dalla vecchia casa che ho abbandonato 11 anni fa ogni tanto riemergono reliquie: dossier sui più disparati argomenti che con tanto amore avevo assemblato durante gli anni, vecchi numeri di posterstory degli Emerson Lake & Palmer, garanzie di apparecchi elettronici acquistati lustri or sono  e una stampa dei Tim Tirelli Blues Experience, roba degli anni novanta, mamma mia.

Reiquie dal passato: Tim Tirelli Blues Experience – 1996 circa

SINODO d’autunno

I sinodi che organizzo con gli amici si sono fatti meno frequenti, il cambio di lavoro ha influito parecchio sulla mia vita, solo ora sto aggiustando il tiro, ma quello organizzato in settembre alle grandi Feste dell’Unità di Modena o Reggio resiste. Gli illuminati del Blues presenti: Lord Simon- Riffy Betts-Sir Lyson-John Paul III- TT – il Pike Boy – Lollo Stevens. Niente di meglio di una vivace serata con gli amici dove si parla di massimi sistemi, di politica, di costume e società ma anche e soprattutto di musica rock, di football e di groupies che vorremmo avere. Sì perché a parte essere Dirigenti, Production Scheduling Specialist, Avvocati, Car Sellers, uomini del CED, Plumbing Company Owner e Driving School Owner nel nostro piccolo mondo siamo Rockstar, Musicisti Rock, Road Manager e Rock And Roll Group Attorney.  E’ indubbio che anche se gli anni passano rimaniamo sempre quelli di 5 lustri fa, comunque sensibili al fascino femminile. Per illuderci di avere ancore qualche chance a tal proposito (sempre che sia abbia mai avuto qualcosa del genere) meglio pubblicare foto relative a sinodi meno recenti.

IMMAGINE DI REPERTORIO: Illuminati del Blues alla Domus Aurea (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

IMMAGINE DI REPERTORIO: Illuminati del Blues alla Festa Dell’Unità: sulla sx Athos, Liso, Pike, Mixi, Riff – sulla dx Tim, Sutovich, Jay.

Cena a base di cucina emiliana (featuring qualche bottiglia di lambrusco), giro tra i vari padiglioni della festa, schivaggio di venditori di aspirapolvere Folletto, pasticcini e digestivo (Rum Matusalem, Amaro Del Capo e Amaro Petrus, Vodka, Jack Daniels. Qualcuno ordina una Coca Cola e per un quarto d’ora – per punizione – deve sedersi a d un tavolino lontano dal nostro … an s’è mai vest Johnny Winter urdinèr dla Coca Cola… non si è mai visto Johnny Winter ordinare della Coca Cola). Chiusura in Libreria a comprare naturalmente qualche titolo della Universale Economica Feltrinelli.

Gli illuminati del Blues sono sempre una gran compagnia, orgoglioso di avere amici così.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

KIN TIRELLI

Saltano fuori da chissà dove foto di Brian e Mother Mary durante il loro viaggio di nozze sul Lago Di Garda. Le guardo con tenerezza … erano giovani, sorridenti e pieni di speranza per il futuro.

Brian – Lago di Garda settembre 1959

Mother Mary – Lago di Garda settembre 1959

Brian e Mother Mary – Lago di Garda settembre 1959

Mia cugina Marci mi manda poi una foto che non avevo mai visto di mio nonno Ettore (nato nel 1896 – morto nel 1986). Nella foto ha 16 anni, all’epoca già da sei anni era orfano di padre (morto dopo l’estrazione di un dente), abbandonato dalla madre (scappata con un altro uomo), affidato ai nonni e lavoratore. Da li a tre anni poi sarebbe partito per la prima guerra mondiale, andando all’assalto all’arma bianca e bevendo pipì di mulo per dissetarsi. Io a 10 anni andavo a scuola, avevo la mia pista delle macchinine Polystil, leggevo Topolino e avevo una famiglia felice. Più o meno all’età in cui lui partì per la guerra io feci il militare a Torino e Parma, tornando comodamente a casa – dalla mamma –  regolarmente. Quando avevo sete bevevo Coca Cola, Gassosa se proprio andava male. Ecco, meglio pensare a lui quando mi sento oppresso dai blues!

Ettore Tirelli – 1912

CAT TALES alla DOMUS

I gatti continuano a scandire le mie giornate, in particolare Palmiro,

Tim & Palmir- settembre 2019 – foto Saura T

Strichetto

Strichetto – Domus Saurea settembre 2019 – foto TT

Tim & Strichetto – Domus Saurea settembre 2019 – autoscatto

e Minnie, la quale ha preso a guardare con attenzione le partite dell’Inter con me.

Minnie guarda Inter – Verona – 9/11/2019 – foto TT

La reazione di Minnie alle mie urla che seguono i goal dell’Inter

Insieme a loro ci sono naturalmente anche Raissa, Ragnatela e Spaventina.

SUL PIATTO DELLA DOMUS

Come i gatti anche il Rock continua a scandire le mie giornate. La prima cosa che faccio appena alzato è mettere su un disco e cercare in quella aria sonora l’equilibrio giusto per affrontare un’altro giorno.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

DOMUS D’AUTUNNO

Alla Domus si svuota la piscinetta, mentre le ombre si allungano sui muri della casa…

Domus Saurea a settembre – foto TT

le foglie cadono e la luna d’autunno che arriva illumina il cammino,

Domus Saurea a settembre – foto TT

Autumn at the Domus – foto TT

Palmir annusa il cambiamento dell’aria

Domus Saurea a settembre – foto TT

i primi Nortwinds arrivano a lambire i territori della Domus,

Domus d’autunno – foto TT

ultimi bagni di sole per il geranio,

Domus d’autunno – foto TT

e per le palme piantate dal nonno della pollastrella 30 anni fa.

Le Palme di Inigo – Domus d’autunno – foto TT

Quando piove ce ne stiamo in casa, Palmiro sonnecchia e Giovanna Paola Di Giovanni studia il giro di basso di Good Times Bad Times

Palmiro sonnecchia, Saura studia il giro di basso di Good Times Bad Times – foto TT

Io contemplo il poster di Romelu Lukako, il ragazzotto che calcisticamente mi sta dando un sacco di soddisfazioni quest’anno

Dopo il derrby- foto Saura T.

In novembre si scivola sempre più verso la “stagiunèsa mèrsa” la “stagionaccia marcia“, come si era soliti dire qui in Emilia nei tempi andati, anche se ancora non mancano domeniche di sole

Autumn at the Domus – foto TT

Autumn at the Domus – foto TT

Autumn at the Domus – foto TT

Arrivano poi le prime brinate

Autumn at the Domus – foto TT

e le piogge torrenziali che allagano i dintorni.

Autumn at the Domus – foto TT

Autumn at the Domus – foto TT

Autumn at the Domus – foto TT

Autumn at the Domus – foto TT

Autumn at the Domus – foto TT

Autumn at the Domus – foto TT

Ormai si è affacciato dicembre, l’inverno è alle porte.

COOP TALES

Alla Coop infatti è già ora di decorazioni natalizie.

november xmas at Coop – photo TT

Noi non perdiamo occasione per mettere in mostra l’ennesimo riferimento ai nostri amati Led Zeppelin.

Saura the hermit at the Coop – foto TT

Saura the hermit – foto TT

LZ IV The Hermit 1971

Alla Coop mi accorgo una volta di più di essere un uomo.

Davanti allo scaffale dei formaggini:

“Ma Saura, dove sono quelli della Coop?”

“Qui, davanti a te!”

Come avrebbe detto Nonna Oriele :”t‘en ved gnanc un èsen in un prèe sghèe” … “non vedi nemmeno un asino in un prato segato“.

Essere un uomo alla Coop – foto TT

SERIE TV e FILM:

Qualche Serie TV da segnalare.

  • THE FIRST – riferimento a LZ IV e Jimmy Page (“è un dio”)- TTTT
  • TRAPPED II stagione – TTTT
  • LA CASA DE PAPEL – TTTTT
  • THE SAME SKY – TTT½

 

AMICI MIEI:

Mi scrive il mio amico Amdu:

“Volevo chiederti se trovo qualcosa di tuo su Death Wish 2. Con un mio sodale stiamo facendo un ascolto, disco per disco, della produzione post Zep di Page e Plant.”

Gli rispondo di getto:

Certo Amdu, qui il link https://timtirelli.com/2017/10/17/jimmy-page-sound-tracks-jp-records-2015-ttttt/

Poi ci rifletto sopra e mi dico “Ho amici che fanno percorsi d’ascolto sulla produzione post Zep!”

A volte penso che io e i miei amici amanti del Rock siamo alieni.

Che bello però!

PS: Amduscia, ti stimo fratello!

WALKING INTO DECEMBER

In giro per lavoro nel vicentino durante una pausa a pranzo mi imbatto in un negozio che espone in vetrina una statuona che mi ricorda subito l’Eremita sopra citato … non c’è niente da fare, ho sempre il Rock in testa.

◊ ◊ ◊

◊ ◊ ◊

TheEQUINOX, live at Bottega dei Briganti, Montecavolo (RE) 06/11/2019

24 Nov

Dopo qualche mese di sosta dovuto a vari fattori, gli Equinox tornano sul palco, e lo fanno alla Bottega dei Briganti di Montecavolo (RE) in concomitanza col compleanno di Saura, la polistrumentista del gruppo. Sulla locandina ho battezzato la serata Saura Birthday Party, con chiaro riferimento alla data del 31/5/1973 dei LZ. Fino alle 13 al lavoro, poi la corsa a casa per caricare l’armamentario, a cui seguono pranzo, doccia e breve relax. Verso le 17 siamo già in macchina, attraversare Regium Lepidi a quell’ora è uno sport estremo. Ore 18: siamo davanti al locale. Il palco è piccolo, dobbiamo centellinare ogni centimetro in attesa che arrivi Lele con la sua batteria. Verso le 19,30 il sound check è terminato. Do un’occhiata al palco, tutto sembra a posto.

The Equinox live in Montecavolo (RE) 6-11-2019

The Equinox live in Montecavolo (RE) 6-11-2019

Seduti al banco ceniamo. Inizia ad arrivare gente. Molti i colleghi di Saura (c’è anche il suo capo arrivato da Torino), c’è anche il mio, seduto al tavolo proprio sotto al palco insieme al mio amico (e ora di nuovo collega) Mario. Non è che il mio capo sia esattamente un rockettaro, ma questo è già il terzo concerto degli Equinox a cui assiste e benché venga per vedermi all’opera con la doppio manico, qualche mattina dopo, in attesa dei ritardatari, prima della riunione del mattino, fischietterà inconsapevolmente il riff di Misty Mountain Hop (continua l’opera di evangelizzazione. Non avrai altro dio all’infuori del Dark Lord!)

Mezz’ora prima del concerto parte Thunderstruck degli AC/DC e iniziano i festeggiamenti per Saura. La torta è un vero spettacolo e riporta l’immagine iconografica dei LZ che la pollastrella preferisce in assoluto, il Monaco (come lo chiamava lei) … L’Eremita del IV album insomma.

The Equinox live in Montecavolo (RE) 6-11-2019

Saura’s birthday custard pie – The Equinox live in Montecavolo (RE) 6-11-2019

Ore 22 si parte. Il medley du Custard Pie-Over The Hills-Immgirant Song, poi Black Dog e Dazed And Confused. Debutta in scaletta Good Times Bad Times…

Saura si siede alle tastiere (e alla pedaliera basso) per MM Hop e SIBLY. Seguono Moby Dick, You’ve Lost That Loving Feeling (versione FIRM), Ramble On, TSRTS, Hot Dog e Kashmir. Il pubblico sembra seguirci con passione e calore, ed è per questo che mi commuovo quando sento il religioso silenzio che ci accompagna durante i soffici momenti iniziali di Stairway To Heaven. Di solito il pubblico durante i brani lenti e più appoggiati coglie l’occasione per parlare e far casino, così apprezzo molto … un vero segno di rispetto verso i musicisti e la musica. La doppio manico ancora una volta incanta tutti.

Sprint finale: Heartbreaker-Whole Lotta Love (including Boogie Chillum e Goin’ Down), Communication Breakdown, Rock and Roll. Bis: Thank You.

Pensavo sarei stato poco carico e spento ed invece l’energia dell’ambiente mi ha ringalluzzito. Il concerto mi piaciuto molto e mi sono davvero divertito. Durante l’assolo di Heartbreaker mi sono lasciato trasportare e ho accennato a You Don’t Love Me ( Willie Cobbs ) versione Allman Brothers, Spoonful (Willie Dixon) versione Cream, Knife Edge degli Elp (qui Pol mi ha seguito senza tentennamenti) e per finire Mannish Boy di Muddy Waters.

Avremmo voluto suonare solo un’ora e mezza più eventuale bis (si trattava di un mercoledì sera dopotutto) ma abbiamo finito per suonare ben più di due ore, dovrò potare la scaletta ancora un po’.

Mentre il pubblico lascia il locale e noi siamo intenti a smontare l’equipaggiamento, Valerio – titolare della Bottega – viene da me e mi dice Tim, bravi, molto bravi, stasera non avete sbagliato un colpo, siete sempre un band di gran livello”. Lo guardo, sembra la copia di Russell, il chitarrista degli Still Water la band del film Almost Famous, e lo abbraccio. Che soddisfazione quando il titolare di un locale ti dice così.

Poco dopo pure Lele mi prende da una parte e mi dice “Tim, stasera hai suonato particolarmente bene, bravo, davvero bravo”. Abbraccio anche lui, non capita spesso che mi faccia complimenti così espliciti; ma sono gli altri tre ad aver suonato bene: lo stesso Lele che è di sicuro il miglior batterista rock della nostra zona, Pol che canta come il Robert Plant dell’immaginario collettivo e Saura, una polistrumentista degna di John Paul Jones.

In macchina verso casa, sono le due, attraversiamo la notte nera, stelle non ce ne sono, ma so che ad ogni modo stanotte “riempiranno i miei sogni”

New York, good night.