THE EQUINOX – Festa Della Musica – Nonantola (MO) 16-6-2017

25 Giu

Warning:

 questa non è una recensione, né un’auto celebrazione, bensì un semplice resoconto personale, la visione di come un musicista del mio livello vive quelle piccole avventure che sono i concerti rock del proprio gruppo. Ogni accento auto elogiativo è puramente casuale

E così per il terzo anno consecutivo mi appresto a suonare nel mio paese natale. Dopo due anni di partecipazione alla rassegna del Pizza Fest, ecco che quest’anno partecipo alla Festa Della Musica, rassegna di gruppi che si snoda su 5 palchi posti negli angoli forse più suggestivi del centro storico. Veniamo inseriti tra i gruppi previsti sul palco più grande, nel bel giardino comunale detto Perla Verde. Prima di noi un’orchestra di 14 elementi e i PHANTOM, gruppo storico della scena modenese dedito da sempre all’hard rock di qualità. Non è semplice per me pensare di salire sul palco dopo di loro, ho una sorta di timore reverenziale nei confronti di Glaccio Tavoni, il chitarrista, musicista che ho sempre ammirato sin dal 1979, da quando cioè lo vidi su un palco con la sua Les Paul Cherry; mi sento – facendo le debite proporzioni –  un po’ come Page quando incontra John McLaughlin.

La Perla Verde è una location piuttosto suggestiva, un bel giardino a ridosso degli edifici comunali e della Rocca, la Torre dei Bolognesi. Quelli della mia generazione hanno passato buona parte della adolescenza tra queste mura e sotto queste piante, giocando a ping pong, a biliardino e mangiando ghiaccioli (che da queste parti chiamavamo bif).

La Rocca (Torre dei Bolognesi) – Nonantola

Nel denso caldo pomeridiano, verso le 17,30 arriviamo e, con l’aiuto degli organizzatori, in primis Davidino Luppi, cominciamo a portare la strumentazione sul palco. Un velocissimo soundcheck e quindi lasciamo il posto ai PHANTOM.

Lele – The Equinox – NNT 16-6-2017 – photo Federica Pratissoli

Mentre aspettiamo che arrivi ora di cena mi bevo una birra fresca mentre ascolto Lele e Saura. Lele ad un certo punto le dice una cosa simile a quella che disse una volta Paul McCartney: “ho iniziato a suonare per rimorchiare le ragazze“; Lele esprime il concetto in maniera più schietta e decisa, ma il senso è quello, poi aggiunge “non come Tim, che lui senza alcun dubbio lo ha fatto per la musica e per le canzoni”. Ora, suono con Lele da quasi 17 anni, chiaro che ci conosciamo bene, ma di solito i rapporti tra batteristi e chitarristi non sono mai troppo profondi, Lele però arriva al punto in maniera così netta e sincera che mi spiazza. Sì, è vero, è proprio così. Certo, mi piacciono le fighe, ma il prendere in mano uno strumento fu unicamente diretto alla creazione della musica e allo scrivere canzoni. Sono sempre stato serio (sin troppo) a riguardo, il fine ultimo è sempre stata la musica, una sorta di strada a senso unico, senza possibilità di scelta. Non che mi ci volesse molto a capire una faccenda del genere, in fondo una volta imparati i primi 4 accordi laggiù nella seconda metà degli anni settanta, la prima cosa che feci fu quella di scrivere un paio di canzoni e ancora oggi a questa incerta età – senza mai avere avuto uno sbocco di rilievo a tal riguardo se non qualche autoproduzione magari anche ben fatta – capita che mi ritrovi nella mia stanzetta a scribacchiare i miei ennesimi quadretti musicali. Come sia finito a suonare in una tribute band solo il padre dei quattro venti lo sa.

Scosso da questa semplice e naturale constatazione di Lele, faccio un giro con Saura per il paese per dare un’occhiata agli altri palchi. Incontro amici di una vita, tra cui Rex e Michi Borsari, che con il suo service – ZIBO – gestisce due palchi. Abbraccio poi i miei figliocci, Giacomo figlio di Rex e John Lupo.

Dopo cena mi chiedo se sia il caso di infilarmi anche il gilet stasera, il caldo è agghiacciante, l’afa è a livelli record. Il fatto è che credo che chi va sul palco debba in qualche modo vestirsi in modo consono, snobbo chi vedo lassù vestito in modo trasandato, magari con i pantaloni corti, oppure conciato come lo zio Fedele, col gilet da pescatore e i sandali. Il fatto è: come ti vesti se sei un uomo di una incerta età e suoni in un gruppo che fa il tributo ai LZ? Non puoi certo metterti il costumino con draghi, segni zodiacali, papaveri che era solito portare Page nel periodo 1972/1977. Le sue mise pre 1972 non mi piacciono molto, nemmeno quella di Knebworth 1979 mi convince, non male quelle di Copenhagen 1979 e del tour del 1980, ma di solito opto per una foggia non dissimile da quella che aveva nel tour americano dell’ARMS del 1983… per quanto suonasse male e per quante fosse rovinato dalle droghe pesanti, aveva un look molto figo, almeno secondo me.

Jimmy Page 1983 ARMS Benefit (Photo by Chris Walter/WireImage)

Rifletto su come Page andava sul palco quando aveva la età che ho io adesso, faccio due conti… mamma mia, era il tempo del tour con i Black Crowes, con quella odiosa felpa nera che lasciava intravvedere i chili di troppo. Meglio non pensarci. Okay, mi infilo anche il gilet (sarà un sbaglio). Saluto amici tipo Riff, Mario, Patty, Gio e Maura che continuano a seguirci imperterriti e altri che non vedevo da secoli, Fabio Zara.

Sul palco i PHANTOM. Guardo Glaccio suonare con la sua consueta precisione e passione, mi chiedo come faccia, il manico della chitarra deve essere assai appiccicoso a causa dell’afa pesante. Sentirlo suonare è sempre un piacere per me, chitarristicamente è sempre stato una luce guida.

Tocca a noi. Sul palco sistemiamo le nostre cose, ma dal mio ampli non esce nessun suono.  Confabulo con i tecnici, controllo tutti i collegamenti ma nulla. Poi all’improvviso tutto riparte, ma la chitarra è sensibilissima, c’è qualcosa che manda il tutto in overdrive. Temo che un effetto della pedaliera (probabilmente l’equalizzatore) abbia problemi. Va beh, mi metto a suonare, cerco di non toccare nulla e spero che il Dark Lord vegli su di me. KASHMIR. Segue BLACK DOG, dove la chitarra si spegne mentre affrontiamo le ultime strofe. Con l’aiuto del tecnico cambio un jack e la cosa riparte.

The Equinox NNT 16-6-2017 photo Betty Bungle

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Paolo Rizzo

Il mio amico Paolo Mattioli è tra il pubblico e pubblica in diretta il video dei primi tre pezzi.

Saura si mette alle tastiere e alla pedaliera basso per MISTY MOUNTAIN HOP e SIBLY. Quest’ultima mi sembra venuta benino così faccio i complimenti ai ragazzi.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Paolo Rizzo

Segue THE SONG REMAINS THE SAME.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Saura di nuovo alle tastiere per STAIRWAY. Suonare sulla doppio manico con l’afa che c’è è quasi proibitivo. Pol durante l’assolo come al solito scatta un paio di foto:

Saura – The Equinox – NNT 16-6-2017 – photo Pol Morigi

The Equinox – NNT 16-6-2017 – photo Pol Morigi

Gio scatta una foto del finale mentre alzo la doppiomanico.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

WHOLE LOTTA LOVE è l’ultimo pezzo, avevamo a disposizione un’ora e ormai ci siamo. Nella sezione funk Pol mi chiede più volte se ho visto il ponte.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Appena attacco la parte al Theremin, vedo un gruppo di ragazzini correre dalla mia parte per cercare di capire cos’è quell’aggeggio infernale, come lo chiama Pol.

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Sono talmente preso nel mio theremineggiare che ad un certo punto evoco Aleister Crowley…

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Ritornati al funk presento il gruppo e do la buonanotte a Nonantola…

The Equinox – Festa Della Musica -Nonantola 16-6-2017 – Foto Giovanni Sandri

Invece di chiudere su WLL Saura incita Lele a partire con ROCK AND ROLL. E così sia. Paolo Mattioli ci mette di nuovo in diretta su facebook.

E’ finita. Tra caldo opprimente, problemi tecnici e strumenti al limite della praticabilità anche questo concerto è andato. Qualche pasticcio, concentrazione non ottimale, ma in fin dei conti just another rock and roll show. Quello che mi risolve la serata è l’abbraccio che mi dà Glaccio salito sul palco condito con la frase “Da paura!”. Magari è solo cortesia la sua, ma per me significa tanto.

Elia Zoboli e Roberto Molinari – musicisti di alto livello della zona e amici da 40 anni – vengono a salutarmi, così come il mio amico Paolino Rizzo.

 

Adriano mi porta una pergamena arrotolata: è una poesia che ha scritto in mio onore… guardo questo pezzo d’uomo che poco più che ventenne vide i LZ a Monaco di Baviera nel luglio 1980 e mi dico ‘ma guarda un po’ che cosa fa fare l’amore per il Rock’.

L’indomani mi arriva un messaggio di Simo, ha incontrato Stefano Vezzali, nonantolano doc, ex disc jockey, e le dice “dì a Stefano (io insomma) che gli faccio tanti complimenti per come hanno suonato. Di band ne vedo e ne sento tante ma nessuna come loro, la differenza si sente”.

Sì, ho un gruppo speciale, Lele, Saura e Pol sono musicisti sopraffini e insieme riescono a creare un groove che spero ci distingua da altre tribute band, magari più brave ma forse meno preparate sul fronte del “senso”.

E’ ormai l’una, carichiamo la mildly blues mobile e via di nuovo verso la Domus Saurea. Oh, It’s been great. Nonantola goodnight.

GREG ILES “L’Albero Delle Ossa” (Piemme 2016) – TTTTT+

19 Giu

Lo scrivo sempre, Greg Iles è il mio autore prediletto di questi ultimi anni. Qui sul blog credo di avere parlato di tutti (o quasi) i suoi libri usciti qui in Italia. L’ALBERO DELLE OSSA è il secondo episodio della cosiddetta trilogia di Natchez, ed è – se non sbaglio – il quinto libro che vede come protagonista Penn Cage, ex procuratore a Houston, ora sindaco di Natchez (Mississippi) nonché autore di romanzi.

Qui il link all’articolino scritto in occasione del primo episodio.

https://timtirelli.com/2015/08/24/greg-iles-laffare-cage-piemme-2015-ttttt/

Qui sotto la sinossi, come sempre utile per inquadrare l’atmosfera creata da Iles e il tema a cui questo nuovo libro gira intorno. Non aggiungo altro se non che è un nuovo entusiasmante romanzo, avvincente, arrembante, palpitante e scritto benissimo. Insomma, per me i libri dei Greg Iles valgono quanto i miei dischi preferiti.

https://timtirelli.com/2015/08/24/greg-iles-laffare-cage-piemme-2015-ttttt/

SINOSSI:

L’albero delle ossa

Non è facile per Penn Cage essere un sindaco bianco, con un passato di avvocato e un padre accusato dell’omicidio di una donna nera, a Natchez, Mississippi, nel cuore del Sud americano dove certe ferite della Storia restano ancora aperte, e forse lo resteranno per sempre. Ferite nate dalla violenza, dal razzismo, e dall’incomprensione: quel cuore nero della storia americana che ha avuto la sua incarnazione nel Ku Klux Klan e continua a pulsare anche nell’America di oggi, con nomi diversi ma intenzioni troppo simili. Come i Double Eagle, che al Ku Klux Klan si ispirano come se cinquant’anni di battaglie civili fossero trascorsi invano. È con tutto questo – con il passato che non passa, e anzi ritorna – che Penn deve fare i conti, ma non solo. Come scoprirà a sue spese, la violenza razziale si insinua anche laddove dovrebbero regnare l’uguaglianza e il rispetto della legge: nelle stesse aule dei tribunali e negli uffici della polizia.

Greg Iles, l’autore che più di ogni altro riesce a raccontare l’America delle battaglie tra neri e bianchi, e il tragico riverbero della Storia sugli eventi di oggi, ci regala un altro serratissimo legal thriller, che continua il racconto inziato ne L’affare Cage, e mette in scena passioni, conflitti, onore e vergona sul magnifico palcoscenico dell’America più profonda, e più ferita. Un grande romanzo, per mesi ai primi posti delle classifiche americane.

«Vi sfido a cominciare un romanzo di Greg Iles e non arrivare alla fine.» Stephen King

«Questo sì che è un grande romanzo.» John Grisham

 

NEWS: YES feat. ANDERSON RABIN WAKEMAN – MERCOLEDI’ 19 LUGLIO 2017 ore 21.30 – ARENA CAMPAGNOLA Area Concerti SCHIO

17 Giu

Vi rammento che tra un mese a Schio (VI) arrivano YES feat. ANDERSON RABIN WAKEMAN  Ricorderete che è il concerto che ho visto a Londra in marzo …

https://timtirelli.com/2017/03/29/the-2017-londinium-affair-arw-live-at-the-hammersmith-apollo-the-house-of-the-holy-e-luomo-che-chiede-un-cappuccino-dopo-hamburger-e-birra/

…è uno show che consiglio a tutti, i prezzi dei biglietti sono abbordabilissimi, la serietà di Schio Life non si discute, la proposta musicale di alto livello, il lignaggio dei musicisti indiscutibile. Consiglio di non perdere l’occasione, al di là che il genere piaccia o meno. 

Qui sotto altre indicazioni per i biglietti. Sottolineo il fatto che bisognerebbe premiare il coraggio, la costanza e l’amore per la buona musica di SchioLife. 

 http://www.schiolife.com
 YES feat. ANDERSON RABIN WAKEMAN

MERCOLEDI’ 19 LUGLIO 2017 ore 21.30
ARENA CAMPAGNOLA Area Concerti SCHIO

 

UNICA DATA NORD-ITALIA!

ANDERSON – RABIN – WAKEMAN nel loro nuovo tour mondiale.

BIGLIETTI SPECIALI riservati agli iscritti a SchioLife.com, scontati i dirittti di prevendita con scelta del posto automatica:

– settore GOLD > http://ticket.schiolife.com/prenotazione-posto_lit_68_262.asp?id_concerto=56

– settore SILVER > http://ticket.schiolife.com/prenotazione-posto_lit_68_262.asp?id_concerto=57

Se vuoi invece scegliere il posto in prevendita su Circuito VIVATICKET : http://www.vivaticket.it

Le icone del rock mondiale e storici membri degli Yes, JON ANDERSON, TREVOR RABIN e RICK WAKEMAN, tornano insieme per dare vita al progetto “YES featuring Jon Anderson, Trevor Rabin, Rick Wakeman” e saranno qui in Arena Campagnola mercoledì 19 luglio

Aggiungi se puoi evento > https://www.facebook.com/

  

BAD COMPANY “Run With The Pack” deluxe edition (Swan Song / Rhino 2017) – TTTTT+

12 Giu

ITALIAN / ENGLISH

Conversazione via messenger di facebook tra me e Roberto Menabue di Dischinpiazza di fine maggio:

TT: Ciao Robby, tutto bene? Spero di sì. Senti, venerdì usciranno le deluxe edition di BURNIN’ SKY e RUN WITH THE PACK della BAD COMPANY, riusciresti ad averle per sabato? Farei un salto in centro da te a prenderle se fossero disponibili. Mi sai dire? Grazie.

RM: Dovrebbero arrivarmi venerdì mattina, comunque quando arrivano te ne metto via uno per tipo e poi ti avverto qui su FB. Tu vuoi le deluxe in CD, giusto?

TT: Certo le deluxe edition di due cd sia di BURNI’ SKY e RUN WITH THE PACK. Tienimele da parte. Lo sai che sono un super fan della Bad Company. Ci vediamo sabato verso le 10:30/11.

RM: Non sei un fan, tu sei “IL” fan!

Già, sono IL fan. Cosa ci sia nella musica della BAD COMPANY che mi irretisce così tanto lo sa solo il diavolo. Così, dopo la mezza delusione per le deluxe edition dei LZ (quelle che dovevano essere per me il non plus ultra) ecco le che vere edizioni speciali della mia vita diventano quelle della BAD COMPANY. Malgrado Paul Rodgers abbia sempre da ridire sul materiale bonus arrivando ad impedire l’inclusione di inediti e di versioni alternative, il risultato finale è comunque eccellente. Un remaster coi fiocchi degli album originali e un dischetto pieno di materiale aggiuntivo assai stuzzicante, il tutto ad un prezzo certamente abbordabile.

Questi ultimi due anni sono stati grandiosi da questo punto di vista per il fan della BAD COMPANY che c’è in me, l’anno scorso in maggio è uscito il primo live ufficiale tratto da registrazioni degli anni settanta

https://timtirelli.com/2015/04/30/bad-company-bad-co-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

in ottobre sono andato a Glasgow a vedere una data dell’UK Swan Song Tour

https://timtirelli.com/2016/11/07/the-glasgow-affair-bad-company-live-at-the-hydro-25-oct-2016/

mentre nel 2015 sono state pubblicate le deluxe edition dei primi due album:

https://timtirelli.com/2015/04/30/bad-company-bad-co-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

https://timtirelli.com/2015/05/14/bad-company-straight-shooter-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

Ora finalmente lo step due con le versioni allargate del terzo e quarto album.

RUN WITH THE PACK (Swan Song/Island 1976) – TTTTT+

Gli album considerati migliori del gruppo sono i primi tre, dalla passionale semplicità del primo all’ eccellente produzione del secondo e del terzo. Il mio preferito è STRAIGHT SHOOTER, la copertina, i pezzi, l’atteggiamento mi rapirono già la prima volta che lo ascoltai, ma RUN WITH THE PACK è quasi sullo stesso livello. Ottime composizioni, suonato bene, scintillante, duro ed elegante. La copertina è magnifica, è la sola non curata dalla famosa HIPGNOSIS bensì da JOHN KOSH, altro luminare in fatto di copertine di album di gruppi Rock. Ispirata naturalmente alla canzone che dà il titolo all’album fu realizzata senza badare a spese, stampata su carta laminata con tanto di scritte grafica in rilievo. Purtroppo con queste ristampe si è giocato al risparmio, così la copertina di RWTP non ha nulla di quanto sopra esposto, e senza quell’effetto sembra davvero poca cosa. Triste anche vedere che rispetto alle confezioni dei primi due album qui le ante del packaging sono tre e non quattro rendendo così il tutto più modesto. Questo vale anche per BURNIN’ SKY. Note di copertina del grande David Clayton, ma a quanto sappiamo tagliate in maniera consistente da PAUL RODGERS.

Per la foto interna si volle ricreare una tipica scenetta della vita on the road di una rock and roll band. Un stanza spoglia di un motel, i componenti del gruppo un po’ sfasati, la televisione accesa (lo screenshot di Bugs Bunny fu inserito in un secondo momento, una volta che fu rifiutato al gruppo l’uso di un fotogramma di uno show televisivo di successo dell’ epoca).

Il gruppo che si appresta a registrate RWTP è un gruppo che gira a mille, al massimo delle sue capacità. I due album del 1974 e del 1975 sono stati grandi successi, dischi d’oro e dischi di platino fanno ora parte della storia del gruppo, tour in Europa, Nord America, Europa, Giappone, Australia e di nuovo Nord America si susseguono senza un attimo di respiro, alternati solo dalle settimane passate in studio. Questa vita on the road (o on the run, vista la fuga dal Regno Unito causa la faccenda delle altissime tasse richieste dai governi inglesi) si riflette nei pezzi, nei testi, nell’atteggiamento compositivo. Un veloce primo demo in Inghilterra nell’agosto del 1975 e poi via in Francia a registrare l’album col Rolling Stones mobile Studio. Tre settimane piene per mettere su nastro multitraccia i nuovi pezzi e quindi trasferimento a Los Angeles al Record Plant per altre tre settimane di sistemazione e abbellimento insieme al tecnico del suono Ron Nevison. E’ qui che viene aggiunta l’orchestra in RWTP e FADE AWAY con l’aiuto di JIMMY HOROWITZ. Ultime fasi al Kendum Recorders insieme ad Eddie Kramer. Finito il lavoro il gruppo ritorna qualche giorno in Inghilterra per stabilirsi poco dopo di nuovo fuori i confini della Perfida Albione. RWTB viene pubblicato il 28 gennaio ed è immediatamente un successo da Top 5 sia in UK che in USA. Non sono il più adatto a parlare di testi in inglese, non è la mia lingua madre dunque non è facile carpire secondi significati e come parole e concetti siano messi giù, ma paiono ben più che dignitosi. Contenuti e temi semplici, ma trattati con esperienza ed una certa eleganza. Qualche caduta di stile dovuta ad eccessi chimici e di testosterone, ma chi a quell’età e in quel frangente non avrebbe fatto lo stesso?

Bad Company – Swan Song Ad for Run With The Pack – 1976

CD 1: ORIGINAL ALBUM REMASTERED

Tracklist
[CD1]
1. Live For The Music (Remastered)
2. Simple Man (Remastered)
3. Honey Child (Remastered)
4. Love Me Somebody (Remastered)
5. Run With The Pack (Remastered)
6. Silver, Blue & Gold (Remastered)
7. Young Blood (Remastered)
8. Do Right By Your Woman (Remastered)
9. Sweet Lil’ Sister (Remastered)
10. Fade Away (Remastered)

LIVE WITH THE MUSIC è scritta da Mick Ralphs e descrive alla perfezione il momento che il gruppo sta vivendo. E’ così che si apre l’abum, con un gran bel rock, lineare e pieno di pathos. Accordi tutt’altro che particolari (MI RE LA), ma presentati in maniera efficace. L’elementare giochetto sulla solista di Ralphs a metà pezzo è ormai diventato iconico. Non posso non sottolineare il cantato di Paul Rodgers, quando affronta la frase

hey baby gimme good lovin’
do it to me all night long
any old thing gonna make me happy
long as I can sing my song

io vado in estasi.

Il brano sfuma su figure di basso e batteria e l’ultima rullata va ad infrangersi sull’inizio di SIMPLE MAN, altro episodio a firma Mick Ralphs. L’introduzione è molto suggestiva, la strofa deriva dalla versione di OHIO di NEIL YOUNG che fecero i MOTT THE HOOPLE (il gruppo in cui Ralphs militò prima di formare la BC). Rodgers eccelle anche in questo pezzo. Sappiamo che è stato un cantate stratosferico, ma apprezzare una volta di più la maniera che ha di fare sue canzoni scritte da altri è inevitabile. HONEY CHILD seppur sia scritta da tutti e 4 i membri del gruppo può essere catalogata nella sezione “boogie dozzinali” (“boogie by numbers”come direbbe il mio amico David Clayton, Free/Bad Co scriba extraordinaire) di Mick Ralphs, quei pezzi insomma un po’ banalotti basati sugli accordi classici del rock and roll/blues (I, IV, V) scritti senza ispirazioni particolari. E’ questo uno dei due episodi un po’ sottotono dell’album, e pensare che in USA uscì anche come singolo (con un pessimo e scontato lavoro da parte del marketing per il visual relativo: una ragazzina e un lecca lecca…mah!)

LOVE ME SOMEBODY è un delizioso quadretto gospel/soul scritto da Paul Rodgers. Il piano e l’organo incorniciano nostalgie di amori adolescenziali che tutti abbiamo vissuto. Funzionale l’assolo di chitarra.

Segue RUN WITH THE PACK, altro brano di Rodgers, e qui si vola in alto, molto in alto. Il gioco di piano su cui entra con determinazione la band è ormai uno stacco leggendario. La tematica ritorna essere quella dei fuorilegge in fuga, quella del pezzo BAD COMPANY del primo album tanto per capirci. Più di tre minuti sono dedicati a quella che io chiamo l’epica Rodgersiana, una lunga coda strumentale dipinta su tramonti nebbiosi dove Rodgers prima con un bel giochetto di piano e poi con un cantato da brivido conduce la band oltre confine. L’orchestra rende il tutto ancor più solenne e magistrali sono le rullate di Simon Kirke, a sottolineare la magniloquenza del momento. RUN WITH THE PACK fu scelta come singolo dell’album (Stati Uniti esclusi)

You can’t hold me down,
You can’t hold me back,On my own way,
Running with the pack, ooh.
Never, never, never looking back, Oh.
Keep on running, keep on running
Yeah, yeah.
Moving on, moving out.
Oh, oh……

Di nuovo Paul Rogers al piano per SILVER BLUE & GOLD, una deep cut deliziosa. Ricami strumentali, melodie azzeccate, bel ritornello. Ricordo che all’epoca con gli amici ci divertivamo ad ascoltare YOUNG BLOOD, cover di un vecchio successo del 1957 dei COASTERS. Ci sembrava irresistibile l’attacco hard rock unito alla spensieratezza e alla leggerezza della canzone, mentre oggi pare meno efficace e un po’ stucchevole. Immagino che fu divertente per i ragazzi registrare questo pezzo, ma il passare del tempo di solito è impietoso per cosucce come questa. Intendiamoci, nulla di brutto, ma rimane uno dei due episodi meno riusciti dell’album. YOUNG BOLOOD uscì comunque come singolo negli Usa e raggiunse la Top 20. DO RIGHT BY YOUR WOMAN è un bel pezzo che Paul Rodgers scrisse al tempo dei PEACE, nel 1971, all’indomani del primo scioglimento dei FREE. Bel lavoro sulla chitarra acustica da parte del cantante che qui si cimenta anche all’armonica. Scenetta assai piacevole e adorabile assolo di slide guitar di Mick Ralphs

SWEET LIL’ SISTER è a firma Ralphs e benché rischi più volte di essere uno dei “boogie dozzinali” di Mick alla fine risulta un hard rock di tutto rispetto. Di nuovo un Paul Rodgers esorbitante. Bello il ritornello. L’apporto della band è essenziale con Kirke e Burrell che ce la mettono tutta per dare corpo al pezzo. Il testo è però mediocre. Chiude FADE AWAY, e qui l’epica Rodgersiana è allo zenith. Il concetto del testo gira intorno a quello del “è’ tutto relativo”. Come ha detto PR stesso a David Clayton “It reflects the distant feeling I get when I know that no matter how important it all seems now, will it really matter in the future?”. FADE AWAY è uno dei pezzi più profondi e belli della BAD COMPANY, e l’esecuzione e l’interpretazione dei musicisti è riuscitissima, da mettere in evidenza il lavoro di Mick Ralphs alle tastiere. Densi di mistero gli archi che accompagnano il brano.

Fade Away”
Fading colours, changing sounds
Shades of night come tumbling down
Bring tomorrow like yesterday
Fade away

Here I am, a wayward man
Following the light to a distant land
Come tomorrow, without yesterday
Fade away

High adventure I just begun
Fame and fortune got me on the run
Break off the way
Fade away, yeah

Oh yes I am a wayward man
Following the light to a distant land
Come tomorrow, without yesterday
Fade away

Oh fade away, fade away

L’album termina dunque sulle arie di un sentimento struggente che ben chiude un disco ottimamente realizzato. Nessun pezzo scritto a quattro mani come invece successe nei due precedenti, ed è un peccato perché sono da sempre convinto che le cose migliori si scrivano spesso in due, ma evidentemente la vita on the road, lo status di rockstar, le relazioni all’interno di una band portarono ad un allontanamento per ciò che riguarda questo aspetto.

CD 2: BONUS DISC

[CD2]
1. Live For The Music (Take 1, Alternative Vocal & Guitar)
2. Simple Man (Take 3, Early Mix)
3. Honey Child (Early Mix, Alternative Guitar Solo)
4. Run With The Pack (Extended Version, Alternative Vocal)
5. Let There Be Love (Take 1)
6. Silver, Blue & Gold (Take 1, Early Mix)
7. Young Blood (Alternative Vocal)
8. Do Right By Your Woman (Alternative Vocal)
9. Sweet Lil’ Sister (Live Backing Track)
10. Fade Away (Early Mix, Alternative Guitar Solo)
11. Do Right By Your Woman (Acoustic Version) (Remastered)
12. (I Know) I’m Losing You (Studio Jam)
13. Young Blood (Alternative Version 2)
14. Fade Away (Island Studios Demo)

Il materiale aggiuntivo è ottimo, è così che dovrebbero essere i bonus disc. Avrebbe potuto essere ancora più interessante, ma PR è testardo e quando non vuole che sia pubblicato qualcosa non c’è nulla da fare. Peccato, una ricerca più attenta nei nastri multitraccia avrebbe potuto significare avere qualche preziosità in più. Manca inoltre la versione alternativa di LOVE ME SOMEBOY.

LIVE FOR THE MUSIC  ha cantato e chitarra differenti, più rude rispetto all’originale, SIMPLE MAN ha un mix provvisorio così come HONEY CHILD. Quest’ultima ha anche un assolo di chitarra diverso, probabilmente migliore di quello finito poi sul disco. RUN WITH THE PACK viene presentata in versione completa, con un cantato differente e senza l’orchestra. LET THERE BE LOVE è la vera sorpresa per me. Una canzone nuova di zecca della Bad Company dei tempi d’oro. Pezzo scritto da Ralphs (sebbene all’inizio fossi incredulo e pensassi fosse scritta da Rodgers). Avrei preferito di gran lunga questa a HONEY CHILD, anche se il disco sarebbe diventato forse troppo orientato verso i lenti. Il sobrio assolo di Mick Ralphs mi arriva direttamente al cuore. Per Giove, quanto amo la BAD COMPANY.

Mix provvisorio anche per SILVER BLUE AND GOLD in cui salta all’orecchio le notevole differenza melodica del cantato e del coro nel ponte. Sorprendente. YOUNG BLOOD ha la traccia di voce differente, caduta di stile quando Mick Ralphs ad un certo punto dice “shagging” (scopare / scopando / ti scopo). Molto riuscita DO RIGHT BY YOUR WOMAN (Alternative Vocal), non saprei quale scegliere tra questa e quella che fu scelta per l’album. La BAD COMPANY in studio registrava dal vivo le tracce base, su cui poi si andava ad aggiungere cantati più precisi, assoli, abbellimenti; SWEET LIL’ BLUES è la versione live backing track. Molto interessante sentire come suonava dal vivo il gruppo  in studio di registrazione. FADE AWAY ha missaggio e assolo di chitarra differente, l’organo si sente più chiaramente. DO RIGHT BY YOUR WOMAN è proposta di nuovo in versione acustica e con il  basso di Boz Burrell. (I KNOW) I’M LOOSING YOU è un jam basata su un pezzo dei TEMPTATIONS ripreso in origine dai FACES. C’è una seconda versione di YOUNG BLOOD e poi si chiude col botto: FADE AWAY tratta dai demo dell’Island Studios suonata con la chitarra (strumento su cui in effetti PAUL RODGERS la scrisse). Versione alternativa stupefacente.

In definitiva dunque una deluxe edition coi fiocchi, consigliatissima. Se solo non avessero giocato al risparmio per quanto riguarda la confezione e se PAUL non avesse posto il veto su certe outtake, sarebbe stata stellare. Ma va bene anche così.

(broken) ENGLISH

Conversation via facebook messenger between me and Roberto Menabue of Dischinpiazza (recodrd shop downtown in Modena, Italy) at the end of May:

TT: Hi Robby, are you ok? I hope so. See, next friday the deluxe editions of BURNIN ‘SKY and RUN WITH THE PACK of the BAD COMPANY will come out, could you save them for me? I will be in town on saturday.

RM: They should arrive on friday morning, however when they arrive I keep them for you.

TT: Thank you man, you know I’m a super fan of the Bad Company. See you on Saturday at 10:30 then.

RM: You’re not a fan, you’re “THE” fan!

Yep, indeed, I’m THE fan (at least here in ole Italy). What is there in the music of BAD COMPANY that catches me so much only the devil knows. So, after the half-disappointment for the deluxe editions of LZ (they should have been for me the non plus ultra) I gotta say that the real special editions of my life are those of BAD COMPANY. Despite the fact that Paul Rodgers is always arguing over the bonus material and preventing the inclusion of previously unreleased songs and alternate versions, the final result is still excellent. A remastered original album and a second cd full of extra stuff, all at a reasonable price.

The last two years have been great for the BAD COMPANY  fan in me, last year in may  the first official live from recordings of the seventies came out

https://timtirelli.com/2015/04/30/bad-company-bad-codeluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

In October I went to Glasgow to see a date of the UK Swan Song Tour

https://timtirelli.com/2016/11/07/the-glasgow-affair-bad-company-live-at-the-hydro-25-oct-2016/

While in 2015 the deluxe editione of the first two albums were released:

https://timtirelli.com/2015/04/30/bad-company-bad-co-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

https://timtirelli.com/2015/05/14/bad-company-straight-shooter-deluxe-edition-swan-song-rhino-1974-2015-ttttt/

Now finally we have the third and fourth album’s extended versions. 

RUN WITH THE PACK (Swan Song/Island 1976) – TTTTT+  AAA

The best albums of the group are probbaly the first three, from the passionate simplicity of the first to the excellent production of the second and the third. My favorite is  STRAIGHT SHOOTER, the  artwork, the songs, the attitude, I took off instantly the first time I listened to it, but RUN WITH THE PACK is almost on the same level. RWTP has great tunes and good playing, it’s sparkling, hard and elegant. The cover is magnificent, it’s the only one not assigned to the famous HIPGNOSIS,  it was JOHN KOSH who did it, he was another giant in album covers world. Of course it’s inspired by the titletrack of the album and it was made without paying attention to the budget given that it was printed on laminated paper with embossed graphics. Unfortunately, with these reprints they wanted to save money, so this cover of RWTP does not have anything to do with the original one, and without that effect it really does seem a cheap affair. It is also sad to see that compared to the packages of the first two albums these new ones are folded in three (and not in four) making the whole thing more modest. This also applies to BURNIN ‘SKY. Liner notes by the great David Clayton, but as we know, consistently cut by PAUL RODGERS.

For the inner photo the band wanted to recreate a typical life-style sketch of a rock and roll band on the road. A bare room of a motel, the band members a bit off, the television turned on (Bugs Bunny’s screenshot was inserted later, once the group was refused the use of a frame of a television show of the era).

The group that approches the RWTP recordings is a group in top form, at the top of its capabilities. The two albums of 1974 and 1975 have been great hits, gold and platinum records are now part of the history of the band, tours in Europe, North America, Europe, Japan, Australia, North America continue without a a break, alternating only from the weeks spent in the studio. The aspects of the life on the road (or on the run, given the exile blues thanks to the English government tax politcs) is reflected in the songs. A quick first demo in England in August 1975 then off to France to record the album with the Rolling Stones Mobile Studio. Three full weeks to put the new pieces on multitrack tape and then another three weeks in Los Angeles at the Record Plant for embellishment along with Ron Nevison sound engineer. It is here that the orchestra is added to RWTP and FADE AWAY with the help of Jimmy Horowitz. More time at Kendum Recorders along with Eddie Kramer. After finishing the job the group returns to England for a few days then they leave Perfidious Albion again . RWTB is released on January 28 and it is immediately a Top 5 success in both UK and USA. I’m not the most suitable person to speak about English lyrics, it’s not my mother language, so it’s not easy for me to understand second meanings and how words and concepts are put down, but they look more than decent. Simple contents and themes, but treated with experience and some elegance. Some lapse in taste due to chemical and testosterone excesses, but who at that age and in that context would have not done the same?

Bad Company – Swan Song Ad for Run With The Pack – 1976

CD 1: ORIGINAL ALBUM REMASTERED

Tracklist
[CD1]
1. Live For The Music (Remastered)
2. Simple Man (Remastered)
3. Honey Child (Remastered)
4. Love Me Somebody (Remastered)
5. Run With The Pack (Remastered)
6. Silver, Blue & Gold (Remastered)
7. Young Blood (Remastered)
8. Do Right By Your Woman (Remastered)
9. Sweet Lil’ Sister (Remastered)
10. Fade Away (Remastered)

LIVE WITH THE MUSIC is written by Mick Ralphs and perfectly describes the moment the group is experiencing. This is how the abum starts,  a good rocker, linear and full of pathos. Simple chords (MI RE LA … well… E D A), but presented effectively. The elementary lead guitar lick halfway is now iconic. I can’t help  emphasizing the singing of Paul Rodgers, when he sings the sentence

Hey baby gimme good lovin ‘
Do it all night long
Any old thing gonna make me happy
Long as I can sing my song

I swoon.

The song blurs on bass and drum figures and the last drum fill drifts into the beginning of SIMPLE MAN, another tune by Mick Ralphs. The introduction is very impressive, the verse derives from the cover Neil Young’s OHIO that MOTT THE HOOPLE did (the group in which Ralphs militated before forming BC). Rodgers excels in this piece as well. We know he was a stratospherical. singer, but we have to appreciate once more the way he has to make songs written by others his own . HONEY CHILD although is written by all 4 members of the group it can be cataloged in the “boogie by numbers” section (as my friend David Clayton, Free / Bad Co scriba extraordinaire would say) by Mick Ralphs, those kind of trite songs based on the classic rock and roll / blues chords (I, IV, V) written without particular inspiration. This is one of the two lame tracks of the album, in the US it even came out as a single go figure (with a bad and obvious marketing work for its visual: a girl and a lollipop … well!)

LOVE ME SOMEBODY is a delightful gospel / soul picture written by Paul Rodgers. The piano and the organ frame nostalgia of adolescent love we all experienced. Functional guitar solo.

Next is RUN WITH THE PACK, another RODGERS’ piece, and here we fly high, very high. The piano play on which enters the band is now a legendary breakthrough. The theme is again the one of the outlaws on the run, the same of  BAD COMPANY (the song from first album). More than three minutes are dedicated to what I call the Rodgersiana Epic, a long instrumental coda painted on misty sunsets where Rodgers – first with a nice piano play and then with a singing that brings shivers –  leads the band over the border. The orchestra makes it all the more solemn and masterly are the drums fills of SIMON KIRKE, to emphasize the magniloquence of the moment. RUN WITH THE PACK was chosen as a single (USA excluded)

You can’t hold me down,
You can’t hold me back,On my own way,
Running with the pack, ooh.
Never, never, never looking back, Oh.
Keep on running, keep on running
Yeah, yeah.
Moving on, moving out.
Oh, oh……

Again Paul Rogers on the piano for SILVER BLUE & GOLD, a delicious deep cut. Instrumental embroidery, beautiful melodies, nice chorus. I remember that at the time with my friends we enjoyed listening to YOUNG BLOOD, the cover of an old 1953 COASTERS hit. We thought that the hard rock attack combined with the carefree and light of the song was irresisteible, while it seems less effective and a bit cuddly today. I imagine it was fun for the guys to record this piece, but as time goes by silly things like this lose their light feeling. I mean, nothing too bad, but it remains one of the two less successful songs of the album. YOUNG BLOOD anyway came out as a single in the US and it reached the top 20. DO RIGHT BY YOUR WOMAN is a good piece that Paul Rodgers wrote at the time of PEACE in 1971, the band he created the days after FREE’s first dissolution. Nice work on the acoustic guitar and the harmonica by the singer. Lovely and adorable slide guitar solo courtesy of Mick Ralphs.

SWEET LIL ‘SISTER is written by Ralphs and although it’s a risk of being one of Mick’s “boogie by numbers” in the end it’s a good hard rock song. Again we have a stellar performance by Paul Rodgers. Nice chorus. The contribution of the band is essential with Kirke and Burrell giving “body” to the piece. The lyrics are however mediocre. FADE AWAY closes the album, and here the Rodgersiana Epic is at its zenith. The words spins around the”it’s all relative” concept. As PR told to David Clayton “It reflects the distant feeling I get when I know that no matter how important it all seems now, will it really matter in the future?” FADE AWAY is one of the deeper and most beautiful pieces of BAD COMPANY, and the performance and interpretation of the musicians is very successful (we have Mick Ralphs on keyboards here). Full of mystery the strings that accompany the song.

Fade Away”
Fading colours, changing sounds
Shades of night come tumbling down
Bring tomorrow like yesterday
Fade away

Here I am, a wayward man
Following the light to a distant land
Come tomorrow, without yesterday
Fade away

High adventure I just begun
Fame and fortune got me on the run
Break off the way
Fade away, yeah

Oh yes I am a wayward man
Following the light to a distant land
Come tomorrow, without yesterday
Fade away

Oh fade away, fade away

The album ends on the arias of a moving feeling then, and it’s great way to end a record . No Ralphs/Rodgers composition here like it happened in the previous two records, and it’s a shame because I have always believed that the best things are often written four-handed, but obviously life on the road, rockstar status, relationships inside a band led to a departure from this aspect.

CD 2: BONUS DISC

[CD2]
1. Live For The Music (Take 1, Alternative Vocal & Guitar)
2. Simple Man (Take 3, Early Mix)
3. Honey Child (Early Mix, Alternative Guitar Solo)
4. Run With The Pack (Extended Version, Alternative Vocal)
5. Let There Be Love (Take 1)
6. Silver, Blue & Gold (Take 1, Early Mix)
7. Young Blood (Alternative Vocal)
8. Do Right By Your Woman (Alternative Vocal)
9. Sweet Lil’ Sister (Live Backing Track)
10. Fade Away (Early Mix, Alternative Guitar Solo)
11. Do Right By Your Woman (Acoustic Version) (Remastered)
12. (I Know) I’m Losing You (Studio Jam)
13. Young Blood (Alternative Version 2)
14. Fade Away (Island Studios Demo)

The additional material is great, every bonus disc should be like this. It could have been even more interesting, but PR is stubborn and when he does not want something  published there is nothing you can do. Too bad, a more careful search on multitrack tapes could have meant having some extra preciousness. Also an alternate version of LOVE ME SOMEBOY is missing.

LIVE FOR THE MUSIC has alternative vocal and guitar, it’s more rough than the original, SIMPLE MAN has an early mix, HONEY CHILD as well. The latter has also a different guitar solo and it’s probably better than the one on the original record. RUN WITH THE PACK is presented in full version, with alternative vocal and without the orchestra. LET THERE BE LOVE is the real surprise for me. A real new song from the golden age of Bad Company. The piece is written by Ralphs (though at first I thought it was more typical of Rodgers). I would have preferred this instead of HONEY CHILD, even if the disc might have become too slow songs oriented. The sober solo of Mick Ralphs goes right to my heart.By Jove, how much I love BAD COMPANY!

[Youtube = http: //www.youtube.com/watch? V = RIIvm-51kpA]

Early mix also for SILVER BLUE AND GOLD in which the great melodic difference of the bridge is a revelation. YOUNG BLOOD has alternative vocal, Mick Ralphs at some point says “shagging” …oh well! Well-done is DO RIGHT BY YOUR WOMAN (Alternative Vocal), I do not know what to choose between this and the one that was chosen for the original album. BAD COMPANY usually recorded the basic tracks live in the studio and it’s intersting to hear how the band approches thing  like SWEET LIL ‘BLUES. FADE AWAY has an early mix and different guitar solo and you hear the organ in a better way since the strings are missing. DO RIGHT BY YOUR WOMAN is proposed in a acoustic plus bass version. (I KNOW) I’M LOOSING YOU is a jam based on a song of TEMPTATIONS originally covered by the FACES. There is the second version of YOUNG BLOOD, and then everything ends with a surprise: FADE AWAY from the Island Studios demo played with the guitar (instrument on which PAUL RODGERS actually wrote it). Amazing alternative version.

In the end a fancy deluxe edition. It would have be stellar without PR ‘s veto on certain outtakes and with a proper high quality packaging, but hey, it remains a very fine edition anyway.

NEWS: THE EQUINOX live alla FESTA DELLA MUSICA di Nonantola (MO) – venerdì 16 giugno 2017

8 Giu

THE EQUINOX live – Venerdì 16 giugno ore 22,30 FESTA DELLA MUSICA di Nonantola, Giardino Perla Verde.

Sul palco grande del Giardino Perla verde sono previsti 3 gruppi. Prima di noi i Phantom, gli storici alfieri dell’hard rock modenese.

Che Aleister Crowley vegli su di noi.

PINK FLOYD – The Early Years 1965-1967 Cambridge St/Ation (PF Records 2017) – di Paolo Barone

5 Giu

Il nostro Polbi oggi ci parla del primo volume di The Early Years dei Pink Floyds.

Adesso posso dirlo apertamente, ho fatto pace con i Pink Floyd. Si, me l’ero presa molto con Mason e David, e con Rog ancora di piu’. Mi avevano fatto girare le palle con quel megacofanetto dal costo vergognoso, ne avevamo parlato anche qui nel Blog. Mi ero incazzato come una bestia, anche perche’ la qualita’ del materiale che avevo potuto ascoltare nel piccolo doppio cd “esca” eraveramente stellare…

Ma ora i tre hanno mantenuto la promessa, e ecco che ci hanno messo a disposizione ben 6 cofanetti da tre o quattro CD/DVD/Blueray ciascuno a prezzi ragionevoli, con praticamente tutto quello che c’era da sentire nel Big One. Io, come credo la maggior parte dei fan Floydiani, sono andato subito a prendere il primo volume 1965-1967 Cambridge St/ation, sia per cercare di partire con un minimo di senso cronologico, ma anche e forse soprattutto, per la voglia di mettere le orecchie nei primi materiali di era Barrett rimasti semi inediti fino ad oggi.

L’oggetto in sé si presenta senza dubbio bene, riconciliandoci per un attimo con il mondo dei cd, in questo momento di gloria del vinile e delle cassette (qui in america stanno andando fortissimo). Nero con la banda bianca, come la grafica del box set originale, a sua volta ricalcata dalla verniciatura del furgone Bedford che la band usava quando ancora si chiamavano Tea Set, e rappresentato all’interno in una bella foto con Mason intento a caricare i pezzi della sua batteria. Nella confezione i quattro dischetti riescono a starci bene ed essere accessibili senza cadere ad ogni apertura. Ci sono poi 14 pagine di note e fotografie del periodo, alcune a colori, la maggior parte gia’ viste, ma qualcuna molto interessante e perlomeno per me inedita. In una tasca interna trova posto la riproduzione di memorabilia legata a questa fase della band e un libricino di difficile lettura, con delle note in piu’. Sono materiali belli da vedere, da tirar fuori e tenere in giro, sognando che fossero costosissimi e irragiungibili originali, fra cui la locandina del leggendario “Games for May” alla Queen Elizabeth Hall. Che tempi la seconda meta’ degli anni sessanta a Londra… In quel periodo io nascevo e si vede che le ho assorbite come il latte materno certe vibrazioni che fanno parte del mio mondo spirituale.

I dischi di questo primo volume sono 4, ma di fatto e’ come se fossero 3 considerato che il DVD e il Blueray contengono le stesse identiche cose, quindi due audio e due video. Per un fan pigro come me, e’ una manna. Si parte subito con tutte le registrazioni semi inedite fatte dai Floyd in formazione a cinque elementi con Bob Klose alla chitarra nel 1965, inizio di tutto. Sono sei brani veramente imperdibili per chi e’ interessato all’evoluzione e alla storia del Rock inglese. Non credo fossero mai esistite come Bootleg o in rete (ma potrei essere smentito) fino alla riscoperta negli archivi di Mason, e alla successiva strana e affascinante pubblicazione in vinile limitato, avvenuta un paio di anni fa in occasione di un Record Store Day. Poche copie sparse nei negozi di tutto il mondo, fra cui diverse in Italia, che qualche negoziante lascio’ a soli trenta euro, mentre molti altri le misero immediatamente su ebay in media sui trecento euro.

Sei pezzi validissimi, tutti scritti da Barrett, in cui si sente nettamente la band, ma sarebbe meglio dire il Rock e il mondo della controcultura inglese del periodo, partire con i piedi ben piantati nella tradizione americana ma con la testa che inizia ad aprirsi verso spazi onirici originali, sganciati dalle strutture a stelle e strisce. Certo, e’ un percorso che sara’ portato avanti da molti, ma l’impatto e la portata del lavoro fatto dai Pink Floyd in questo senso, e’ al tempo stesso essenziale e profondamente diverso.

I semi della futura germogliazione della Psichedelia inglese, del Progressive, della musica Cosmica Tedesca e del mondo sonoro di Canterbury, sono tutte in queste canzoni di Barrett in cui la tradizione Blues, Rock and Roll, Rythm and Blues, che le compone deraglia verso un altrove ancora inesplorato. E’ solo un timido affacciarsi, un mettere un piede in questo universo di suoni ancora da scoprire, che diventera’ poi il mondo della band e di buona parte del Rock inglese dal 1966-67 in poi. Non stiamo parlando di qualche inascoltabile demo, o di Live registrati con un mangianastri portatile. No, qui ci sono sei canzoni prodotte professionalmente in uno studio della Decca, sei inediti di valore di una delle Band piu’ importanti della storia del Rock quando ancora era guidata da Syd Barrett, una rockstar che nel tempo ha assunto una statura mitologica, e del quale pensavamo fosse stato pubblicato ormai ogni minimo sussurro. Che tutto questo sia rimasto sconosciuto fino a pochissimi anni fa ha dell’incredibile, e visti i prezzi dell’edizione limitata in vinile, basterebbero anche soloquesti sei brani a giustificare ampiamente l’acquisto del primo cofanetto.Sempre sul primo dischetto troviamo gli onnipresenti Arnold e Emily, un paio di singoliarcinoti, qualche remix del 2010 di materiale era Barrett, la strumentale “ In the Beachwoods” di cui avevamo gia’ parlato da queste parti, e finalmente per la prima volta in versione ufficiale le famose “Vegetable Man” e “Scream thy Last Scream”. Le avevamo ascoltate sempre in versioni Bootleg, risentirle con questa qualita’ audio, se pur sottoposte ad un remix del quale specialmente in questo caso non se ne capisce il motivo, e’ una bella esperienza.

Il secondo cd si apre con la registrazione professionale di un concerto a Stoccolma del 10 settembre 1967, sicuramente materiale gia’ noto ai fan piu’ hard core della band, ma per tutti noi una bella scoperta. Sono otto brani registrati molto bene, se non fosse che per qualche motivo la voce e’ quasi totalmente assente, in un altro contesto sarebbe una pecca insuperabile, invece qui le cose funzionano lo stesso e anzi ci propongono un angolatura del tutto inedita per queste canzoni, fra cui una bellissima “Set the Controls for the Heart of the Sun” che inserisce una volta per tutte questo brano fondamentale fra i capolavori dell’era Barrett.

Il tutto si chiude con nove prove strumentali, registrate professionalmente nell’ottobre dello stesso anno e prodotte da Norman Smith. Interessanti, tipiche del periodo.

Il DVD video ci propone un ora di filmati in larga parte gia’ disponibili in rete, ma qui finalmente raccolti in maniera ordinata. E poi, un conto e’ saltabeccare su youtube, e un altro mettersi comodi e poterseli guardare in ottima qualita’ audio e video. C’e’ un po’ di tutto, da loro che bivaccano davanti allo studio, fino ai famosissimi filmati di Syd con la camicia ad ali di Astronomy Domine alla BBC, fino alle ultime apparizioni della band in formazione originale, e tanto altro ancora.

E’ strano pensare che ci siano voluti ben cinquanta anni perche’ la band si decidesse a celebrare degnamente questa fase della sua lunga storia, in un certo senso la piu’ cara ai suoi fan, e sicuramente quella piu’ ricercata. Ma in qualche modo ne e’ valsa la pena visto il risultato prodotto. Da quel che ho capito, nei cofanetti successivi si entra profondamente nel periodo magico che arriva fino all’esplosione di Dark Side of the Moon. Li prendero’ tutti un po’ alla volta, questi sono per me i Pink Floyd piu’ misteriosi e affascinanti, e potremmo tornare a parlarne qui nel Blog se Tim acconsente. Ma mentre quelle saranno cose destinate agli appassionati della band, questo primo volume si ritaglia un ruolo autonomo nella documentazione della storia del Rock e della cultura del secolo scorso, e sono sicuro che sara’ sempre apprezzato anche da chi poi non si sente particolarmente dentro al mondo sonoro dei Pink Floyd.

Che il Dio del Tuono e del Rock and Roll sempre benedica Nick Mason, archivista della band, per quanto mi riguarda non vedo l’ora di mettere le mani sul resto!

©Paolo Barone 2017

Run with the blues

2 Giu

Giugno, il mese dell’equinozio estivo. I campi di grano, le gialle spighe al vento, il cielo blu. Il mese del concerto rock che preferisco in assoluto (LZ LA Forum 3/6/73). L’ouverture all’estate, l’erba alta, i malghetti  (va beh, il granturco) che arrivano ormai al ginocchio, le feste dell’unità, le Peroni Nastro Azzurro ghiacciate bevute con gli amici mentre si contemplano le stelle, e il blues. Il blues al limone da tenere in freezer, quello all’amarena che ti gusti davanti a Sky, quello portatile, quello potabile, quello ad alta gradazione alcolica, quello artigianale che al naso si presenta fresco, agrumato e al contempo morbido con i toni caldi di Chicago a smussare la rusticità del Delta, che all’assaggio sorprende per la sua rotondità, quasi setosa, blues vellutato ben equilibrato da un amaro a cui viene affidato soltanto il compito di ripulire. Blues a balus insomma, anche a inizio estate.

COSA ASCOLTARE IN MACCHINA: THIS IS MY RADIO, MY RADIO STAR BLUES

Le radio ormai sono insopportabili. Quello locali sono spesso troppo provinciali, i network troppo pseudo-professionali, di frequente trasmettono musica scadente e usano quei jingle insopportabili con quell’inglese-americano intollerabile. Gli speaker sono speaker, sanno poco di musica,  e intrattengono i radioascoltatori raccattando le solite notiziole da internet. Noia mortale. Da qualche giorno ho virato decisamente su RAI 3, programmi di musica classica oppure basati su conversazioni con autori, studiosi etc etc e così trovo un po’ di pace lontano dalle immondizie musicali che ci propinano le altre. RADIO CAPITAL è stata per anni la mia preferita, BOTTURA, ZUCCONI, MIXO, MARY & ANDREA, però il nostro rapporto è un po’ in crisi. In alternativa, ISORADIO 103,3. Ritorno con la mente al 1986, quando giravo parecchio per lavoro. Se ero in zona ascoltavo MONDORADIO ROCK STATION, storica radio rock locale che aveva il pregio di essere sincera e vera, oppure radio RAI con quei meravigliosi sceneggiati radio (il mio preferito era quello su ALFRED NOBEL). Anche qui mi ricolgo al passato. Ah.

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COSA ASCOLTARE IN MACCHINA: CHIAVETTA BLUES

Il sintonizzarmi sulle radio capita perché ormai non so più cosa ascoltare in macchina. La Sigismonda non ha il lettore cd (dio d’un dio! come direbbe il mio amico Faust!) così le tre chiavette da 64GB che avevo riempite ormai sono insostenibili. Scrivo avevo perché dopo averci messo dentro di tutto, ora ho iniziato a potare. Discografie complete di gruppi di cui a malapena ascolterei un greatest hits, dischi lofi di artisti che amo ma che non ha senso tenere in macchina, manie del momento che ascolto per due giorni e che poi ignoro per interi lustri. A volte vorrei estirpare il lettore e buttarlo dal finestrino. Non fosse per il navigatore e il bluetooth l’avrei già fatto. Ma cosa abbiamo fatto di sbagliato noi amanti esasperati della musica Rock per ridurci così?

Intendiamoci, questo capita anche a casa. Argomento già affrontato qui sul blog: ricordate le peripezie di Polbi tra gli scaffali? Migliaia di titoli senza sapere quale scegliere per poi naufragare esausto su PHYSICAL GRAFFITI. Un po’ quello che ha scritto il Pike boy su FB qualche giorno fa: “Da quasi 40 anni sempre le stesse droghe” con pubblicazione di foto di cofanetti di alcuni dei suoi artisti preferiti, anche qui migliaia di titoli per poi capitolare sempre sugli gli stessi artisti da 4 decenni.

Non sapere più cosa ascoltare è un bel problema e hanno un bel da dire gli entusiastici, quelli che “ma basta ascoltare sempre le solite cose! Ci sono decine di nuove uscite valide”, io ci provo, vado su youtube, cerco questi nuovi fenomeni, a volte azzardo l’acquisto ma il più delle volte poi mi incazzo. E’ come andare a vedere l’Inter odierna dopo aver vissuto la tripletta fatta con Mou al comando. Quando voglio ascoltare del bel Rock, voglio ascoltare del bel Rock, poche storie.

Così mi ricompro uno dei “miei” dischi in vinile illudendomi di riuscire ad eseguire il reset e di provare le sensazioni che provai allora nel togliere il vinile dalla copertina, appoggiarlo sul piatto, far scendere la puntina e farlo partire. A volte – complice anche un generoso bicchiere di Southern Comfort – questo succede.

BLACK CAT MOAN BLUES

Ci sono giorni in cui Palmiro, il gatto nero che vive con me, è noioso, hai in suoi blues insomma; anche dopo aver scorrazzato per la campagna, aver mangiato i suoi bocconcini preferiti, aver capitolato di fronte ad un abbiocco serale ristoratore, lo vedo vagare per casa senza pace, una cotoletta di pelo alla ricerca di quel che non sa nemmeno lei. Tenta un approccio con i suoi umani preferiti ma poi cambia repentinamente idea, si sdraia per terra ma poi si rialza, mi fissa ma poi distoglie lo sguardo … credo siano quei momenti in cui si rende conto di essere un gatto ma vorrebbe essere (suo malgrado) un umano, ed essere intrattenuto che so da un disco, da un film, da una partita della squadra del cuore (l’Inter of course), insomma da uno di quegli stratagemmi inventati dagli umani per sfuggire dall’angoscia data dall’inspiegabile mistero della vita. Non essendo possibile (o meglio non ritenendo io possibile la cosa, magari lui è più avanti di me) lo osservo mentre va a sfogarsi come può: facendo cadere i miei cd dagli scaffali, facendo cadere i libri posti sui comodini in camera da letto o stracciando ogni borsina di carta che trova in giro. Palmir the Destroyer.

The Destroyer – Palmiro maggio 2017 – foto Tyrrell

YOU NEVER SAW JOHNNY WINTER GARDENING BLUES

Ogni sera quando torno a caso dal lavoro controllo e curo i fiori della Domus Saurea. Li dacquo (li annaffio insomma), tolgo le foglie secche e i fiori appassiti, e mi assicuro che siano in salute.

Petunie – Domus Saurea – photo TT

Da ragazzino aiutavo mia madre a farlo, piantare gerani, tulipani e petunie in giardino era un rito che si compiva ad ogni primavera, non mi sorprendo dunque, eppure ogni volta mi dico:

Petunie – Domus Saurea – photo TT

Malva (Marrow) – Domus Saurea – photo TT

An s’è mai vèst Johnny Winter fer chi lavòr chè…non si è mai visto Johnny Winter fare questi lavori qui.

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DISCO ESTERNO BLUES

Il disco esterno collegato al mio computer a casa lo tenevo come disco secondario per gli archivi di foto e di mie registrazioni musicali. Ogni tanto facevo un back up su DVD ma non regolarmente. È così che quando l’altro giorno il disco ha smesso di funzionare mi è arrivato il blues dei tempi digitali. Nemmeno tecnici specializzati sono riusciti ad accedere, quindi dovrò fare a meno di quei file che non sono contenuti nei dvd di back up.

Non stiamo parlando di chissà che, non c’erano foto di me e di JIMMY PAGE mentre facciamo colazione da Phillies a Kensington, nemmeno file musicali del sottoscritto e di PAUL RODGERS intenti a scrivere il nuovo hit single della BAD COMPANY, però perdere tracce digitali della propria vita turba. Niente, tutto qui, just another blues.

CELLULINO ROTTO BLUES

Poco fa è uscito il nuovo modello del cellulare della mia marca preferita, ho colto così l’occasione per prendere la versione più alta del modello precedente, un oggetto a mio modo di vedere molto bello. Sono un vogliosino, come diceva qualcuno, mi piacciono le cose tecnologiche all’avanguardia, ma non volendo spendere le cifre folli per l’ultimo modello ecco che prendere il modello più figo precedente è stato un buon compromesso (anche se è costato in ogni modo diverse centinaia di euro). Di colore azzurro (che ben si accosta con il nero dello schermo), ogni volta che lo tenevo in mano avevo un brivido. Forma sinuosa, moderna, sottile … per me semplicemente bellissimo. A chi mi consigliava una custodia rispondevo sempre “Non sono il tipo da custodia, non so mica un “berto”, e poi mi piace toccarlo, se mi cade vorrà dire che ne compro un altro”.

Che sciocco sono stato. Qualche giorno fa ero sul dondolo in giardino che mi rilassavo insieme a Palmir, quando sento qualcosa cadere per terra.

Con Palmir sul Dondolo – Cellulino Blues – photo Saura T.

A tentoni cerco di riprendere il cellulare pregando Succubus che non avesse subito danni. Sé, at salòt Mingòn, Sì, ti saluto Mingone, cadere sul cemento non può che significare una cosa: vetro crepato… sentimento di blues apocalittico. Il lunedì telefono al centro assistenza di Mutina. Prezzo improponibile. Ne chiamo altri due, stessa cifra. Contatto due realtà che installano anche pezzi non originali: il ricambio in versione non originale non esiste visto il modello di fascia alta e ancora troppo recente. Tutti e cinque mi hanno chiesto la stessa cifra: 300 euro. Naturalmente desisto, fino a che terrà botta bene, poi chiederò un mutuo alla banca per prendere il modello nuovo …  stavolta mi sa che starò lì col culo, dovrò dotarmi di una custodia come si deve.

 

LACK WATER SIDE

La mancanza di precipitazioni continua a preoccuparmi. Da ottobre ad aprile abbiamo avuto solo 4 o 5 eventi piovosi (e niente neve), e mentre la gente ignara del pericolo è contenta io registro segnali per niente positivi. La settimana scorsa Michele Serra ha scritto qualcosa a riguardo su cui vale la pena riflettere.

ALONE AT HOME BLUES 

Certo che noi uomini di blues quando la sera siamo a casa da soli il blues ce lo andiamo a cercare. Invece di prepararci un bel piatto di pasta, ci rivoltiamo nell’accidia e con fare slanato buttiamo nel piatto un ovetto sodo, due rapanelli dell’orto e due formaggini. Sorseggiamo una Peroni mentre guardiamo in lontananza oltre le colline e sospiriamo, che fessi che siamo.

Alone at home dinner – photo TT

 

Per fortuna un buon disco e la vicinanza di un gatto ci rimettono in bolla.

DG1978 on the turntable – photo TT

Palmiro listening DG1978 – photo TT

 

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Groupie torna presto, non posso vivere senza di te.

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IL PISCIO DEL LISCIO BLUES

Domenica sera, rimango a casa a guardare l’ultima partita dell’INTER di questa misera stagione. Saura coglie l’occasione per andare a cena alla festa dell’Unità di Meadow (Prato di Correggio, insomma) insieme ai suoi genitori. Mi gusto i 5 goal della mia squadra, il canto del cigno di una formazione bislacca che speriamo mai più ripeta certe prestazioni, mentre mi arrivano messaggi whatsapp di Saura relativi al gruppo di Liscio che allieta la calda serata reggiana. Io e lei ormai siamo attentissimi alla deriva ignobile dei gruppi musicali (di Liscio in primis), ovvero l’uso sfrontato e smodato di basi. Ormai nessuno suona più, è un playback continuo e costante. Questo non è tipico solo del Liscio, anche famosissime popstar delle nostre parti vanno in scena facendo finta di suonare la chitarra mentre sotto passa la base, ma nel liscio ormai è norma imperante. Trascrivo i messaggi di Saura:

“Nel panorama dei gruppi che fanno liscio al peggio non c’è mai fine, stasera ne ho avuta la conferma grazie alla SILVANO E MAURO BAND.
ovvero:
1 cantante;
1 tastierista;
1 fisarmonicista;
1 polistrumentista.
Batteria, basso e chitarra? Se ne fa a meno…
il fisarmonicista muove la mano destra sulla tastiera ma la sinistra è immobile, eppure la fisarmonica suona lo stesso… evidentemente dev’essere un tipo moderno di strumento, che emette il suono anche senza azionare il mantice… a metà pezzo mette giù la fisa e prende in mano il borderò Siae per compilarlo diligentemente, e questo succede quasi in ogni pezzo… forse in giro c’è l’agente Siae; il polistrumentista suona la tastiera poi a metà pezzo la pianta lì, scende dal palco e si mette a girare in mezzo alla pista, e la tastiera continua a suonare;  risale poi sul palco e si infila una fisarmonica, ma anche la sua mano sinistra rimane ferma… stesso tipo di fisa dell’altro, suona senza bisogno di azionare il mantice, strabiliante.
Il tastierista chiacchiera con il primo fisarmonicista mentre lui compila il borderò quando non si guarda attorno annoiato, mentre le note escono diligentemente anche quando le sue mani sono ferme, una tastiera che suona da solo in fondo è il sogno di ogni tastierista, no? Imbraccia quindi pure lui una fisarmonica che suona virtuosamente, sempre con la sola mano destra, però, quella sinistra rimane immobile… si vede che in quel negozio lì c’era il 3×1,  la cantante canta attorniata dal coro di altre tre voci che escono miracolosamente dall’impianto… una cosa che neanche a Lourdes…e nonostante tutto questo, la “musica” va avanti.”
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 Saura ha ragione, gruppi come questo dovrebbero vergognarsi, lo stesso dicasi per chi li chiama a suonare. Certo, così il gruppo costa meno, ma allora tanto vale mettere uno che mette su i cd. La grande tradizione del Liscio, la musica popolare degli ultimi decenni della nostra regione, va a ramengo, nessuno sembra farci caso, un’altro sintomo del decadimento dell’umanità.
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BAD COMPANY BLUES

Ormai è una tradizione trovarsi ogni anno in centro a Mutina in occasione dell’uscita di nuove deluxe editions o album dal vivo della mia amata Bad Company. Sono con Jaypee, Pike e Lollo. Siamo così blues che non andiamo più nei baretti di second’ordine a fare colazione, bensì in quelli per fighetti che a questo punto – essendo noi ormai oltre – è una cosa molto blues da fare. Un caffè, una pasta e poi da Dischinpiazza.  Robby mi dice che gli sono arrivate 4 copie, 2 per titolo e che le ha vendute tutte. Io prendo le mie, Lollo compra quella rimasta di BURNIN’ SKY e un’altro tipo quella di RUN WITH THE PACK. Il fatto di sapere che a Mutina c’è uno che non fa parte del mio giro che ha comprato la deluxe edition di RUN WITH THE PACK mi rende euforico. Mettiamo una media di 4 copie per capoluogo di provincia, 4 x 111 fa 444 copie. Mettiamoci le vendite di Amazon.it, qualche altra copia in più, quanto sarà il giro di copie vendute in Italia di queste ristampe del più grande gruppo Rock di tutti i tempi? 1000 copie?

Jaypee/Tim/Picca – Mutina, Piazza Grande may 2017 – photo Lollo Stevens

Dopo aver salutato i ragazzi mi rimetto in macchina verso Regium Lepidi. E’ l’ultimo sabato di maggio, fa caldo. Sul lettore ho i CSN ma sono preda di un attacco di centurionite, seleziono i primi due di DAVID LEE ROTH, ricordando l’entusiasmo che si era creato attorno ad essi a metà anni ottanta. Dopo un po’ però devo selezionare un altra cartella, fatico sempre più a venire a patti con l’approccio metal, cosi metto gli EAGLES di ON THE BORDER.

Sulla West Emily Road, tra LITTLE MADONNA (quartiere Madonnina insomma) e THE BURNT (frazione La Bruciata) c’è un bel pezzo di strada costeggiato da imprese, fabbricati, centri commerciali. Alcuni sono chiusi ed hanno in bell’evidenza grossi cartelli di affittasi o vendesi, mi riportano alla mente quelli di STONECITY, venti chilometri più a sud. Faccio spesso il paragone con quello che mi racconta Polbi di Detroit. Certo, qui la situazione è diversa, quando la Motor City smise si essere tale il cambiamento fu epocale, da quasi due milioni di anime si passò alle circa seicentomila attuali, la popolazione calò del 60%, roba impensabile qui, però vedere questi stabilimenti chiusi, che mentre in vanno rovina impregnano le città di atmosfere spettrali, fa pensare. Qui, nel cuore dell’Emilia, territorio da questo punto di vista dinamico, trainante, vivo, adeguarsi all’andazzo di questi ultimi lunghi 8/9 anni di crisi non è facile. Cerco di scacciare i pensieri e di risintonizzarmi sulla bella mattina passata in centro con gli amici.

Modena – photo TT

Basta blues per oggi, tra poco potrò gustarmi il  materiale bonus di due album della BAD COMPANY, questo mi basta per farmi sentire felice (almeno per un paio d’ore).

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