Emilianità: gas station bomber blues

27 Mag

Stamattina me ne venivo al lavoro ascoltando FEBBRE DA GRAFFIO DI GATTO di TED NUGENT (sento già i commenti di alcune di voi ” ma come, proprio tu che per anni hai tacciato l’hard rocker americano di fascismo, sciovismo e di mille altre malefatte...” , sì, è vero ma a parte che come dice Eugenio Scalfari io la coerenza la lascio agli imbecilli, servirà pur a qualcosa confrontarsi con maestri del calibro di Giancarlo Trombetti, no?  Ricordate il post “Considerazioni sul Southern Rock” ?)…me ne venivo al lavoro dicevo,  quando alle porte di Stone City mi accorgo che devo far rifornimento. Mi fermo dove son solito riempire la pancia della Croma blu: al distributore IES, la cui ragione sociale sulle ricevute del pagamento bancomat è scritta YES. Capirete quindi il perché preferisco quel distributore ad altri.

Giuliano (non so il suo nome ma nella mia testa lo chiamo così), mi accoglie con la sua solita verve amichevole. Mentre la pompa inietta il prezioso liquido nel ventre della mia balena blu, Giuliano attacca discorso “Non dirmi che vai al mare” (vede una camicia di ricambio in macchina), “No, è che stasera ho una cena” faccio io. Sorride, “sempre tutto di corsa eh?” dando per scontato che sia una cena di lavoro (non lo è, cena del trentennale del diploma con gli ex compagni ed ex compagne…ex nel senso che ormai non c’è più nessuno di sinistra). Il discorso si sposta velocemente sulla durezza di questi ultimi anni, sulla crisi economica, sulle difficoltà lavorative. Giuliano vuole che gli rammenti ancora una volta che lavoro faccio e una volta fatto, vuole assolutamente che gli lasci qualche biglietto da visita perché non si sa mai “Sai“, mi fa ” qui mi capita di venire in contatto con tutti i tipi di persone,…qui tutti mi chiedono di tutto… ho aiutato a vendere macchine, case, a trovare posti di lavoro…”

Ora, non mi aspetto mica di trovare nuovi clienti grazie al volenteroso e candido Giuliano, ma la sua disponibilità, la sua naturale attitudine al bon vivre, la sua spiccata emilianità, mi fanno sorridere e riflettere sulle qualità di questa mia terra.

Entro nel “gabbiotto” dove sua moglie legge il Resto Del Carlino, pago col bancomat, mi timbra la scheda carburante e con il sorriso sulle labbra e un affetto che sembra sincero, mi  ringrazia e mi saluta con un “ciao bomber“.

Bomber? Ah, l’Emilia.

(nella foto, il bomber Giampaolo Pazzini)

Educazione cattolica: walking like a frog

27 Mag

In estate, tornando dal lavoro, giunto ad Herberia, invece di infilarmi sulla via Emilia mi butto su strade di campagna affinché il mio ritorno nella casa in cui vivo sia più dolce e accompagnato dal familiare paesaggio dell’Emilia profonda. Una delle varie possibilità è la strada che collega Saint Martin On The River ed Herberia appunto. Arrivato ad un certo punto, poco prima di svoltare a sinistra per una stradina di campagna ancor meno battuta che porta verso la frazione di Magpie Place, sulla destra c’è una di quelle “madonnine” che di frequente si incontrano nelle strade di campagna. Ebbene, ogni volta che passo per di lì, mi torna in mente quel che mi raccontò mio padre un bel giorno durante il  tragitto che dai nonni materni  portava ai nonni paterni su quella strada, in quel particolare punto, davanti alla madonnina:

Quando ero giovane io” mi raccontò Brian ” una sera tre ragazzacci passarono di qui e tirarono delle rane addosso alla madonnina. Per punizione, la madonna fece sì che i tre se ne tornassero a casa camminando come delle rane”.

Mi chiedo, si può raccontare al proprio figlio una cosa del genere?

God sings, what a work!

(dio canta, mo’ c’lavòr!)

INTERVALLO

26 Mag

KEITH

(Keith Richards durante il New Barbarians Tour del 1979)

LORENZ LOVES TO ROCK

25 Mag

(nella foto Lorenz alias Lory Gallagher)

E’ la prima volta che ho nel gruppo un altro chitarrista ( e che altro chitarrista!) pertanto sto scoprendo il piacere di cercare architetture musicali a due chitarre, di trovare arrangiamenti per due chitarre, di pensare per due chitarre. In realtà, tutto questo lo fa Lorenz, che è un gran talento, si adatta a quello che faccio io, se c’è bisogno si mette in secondo piano, insomma si spende completamente a favore della musica nell’interesse del gruppo. Mica una cosa qualunque questa, specialmente se fatta da un guitar hero come lui. Il nostro è un gruppo democratico, ma per il fatto che sono il più vecchio, per l’heritage del nome dello stesso che è riconducibile a me ormai da diversi lustri, mi sento un po’ il responsabile, quello che deve tenere le fila e che deve darsi un po’ più da fare ed invece…

…dopo una serata passata insieme al mio amico chitarrista a studiare certi arrangiamenti per i pezzi in scaletta, verso le 2 di notte esausti decidiamo di chiudere la cosa. Ci salutiamo, lui deve fare più o meno un’ora di macchina per tornare a casa (e svegliarsi alle 7 l’indomani per andare a lavorare). Al mattino, nella posta trovo una sua email  spedita alle 3.50 AM con un file musicale di un arrangiamento relativo alla strofa di un pezzo…cioè, lui è arrivato a casa, invece di andarsene a letto, ha acceso il Mac, ha registrato la parte di di chitarra che faccio io, e poi ci ha sovrainciso la sua parte per farmi capire l’idea che gli era venuta.

…l’altro giorno, ci scambiavamo idee per email su come dividerci le parti per TANGERINE dei Led Zeppelin, lui insiste affinché si faccia l’assolo armonizzato a due chitarre (io avrei fatto volentieri la ritmica), e – nella pausa pranzo – invece che rilassarsi un momento e mangiarsi un panino in pace va a casa, accende il Mac, registra la ritmica, registra la linea classica dell’assolo e la sua parte armonizzata. Non contento mi manda anche una seconda proposta con una armonizzazione più audace. Cioè, capito? Io in pausa pranzo quando posso mi sdraio sulla brandina che ho nel retro ufficio, lui si sbatte per preparare due file musicali che poi mi manda via email.

…ieri sera: panico, all’improvviso la saletta dove ci dobbiamo trovare questa sera per le prove non è più disponibile per un disguido. Chi ha provocato questo disguido si sente in colpa e mi telefona un paio di volte per scusarsi. Un po’ fastidiosa la faccenda, ma cose che capitano. Telefono a Lorenz per avvisarlo e per rimandare alla prossima settimana, ma no, lui mi convince a trovare un’altra soluzione. Chiamo un paio di sale prove di mia conoscenza, ma come era prevedibile tutte sono ormai occupate, il preavviso è davvero minimo. Richiamo Lorenz, il quale mi dice “Tranquillo Stefano, ci penso io”. Non mi chiama mai Stefano, sento che sta per succedere qualcosa. Dopo un paio d’ore mi avvisa che ha trovato un buco per una oretta e mezza in una saletta a Formigine, dovremo fare tutto di corsa ma va bene, pur di non saltare le prove (che sono fondamentali visto che siamo in piena fase work in progress). Tutti contenti. Bene. Stamattina mi richiama per dirmi che ne ha trovata un’altra a Modena dove potremo fare tutto con più calma. Tra ieri sera e stamattina ha telefonato  a 9 sale prove della zona per vedere se poteva trovare una soluzione più consona.

Lorenz, uno che suona già in quattro gruppi, che quasi tutte le sere della settimana è impegnato a suonare tra prove e concerti, si sbatte come nessun altro per il rock.

Io uno così lo adoro.

Non saremo nella swinging London degli anni sessanta, ma stasera sul primo muro adeguato che trovo con la bomboletta spray ci scrivo LORENZ IS GOD, altroché .

(nella foto Lorenz)

INTERVALLO

25 Mag

ROBERTO E CARLO


L’angolo della posta

24 Mag

Scrive Polbi: “Devo lavorare per il diving ma non trovo la concentrazione. Tutti i tipi di musica attraversano lo stereo senza che io trovi pace. Da uscire pazzi, tu, solo tu, puoi capire. Sfinito, naufrago su Physical Graffiti”

Risponde l’esperto: ” Sere e sere a ora tarda passate a scrutare i miei scaffali pieni zeppi di cd senza essere in grado di decidere cosa ascoltare. L’animo va in acqua, le costine dei CD con i nomi dei gruppi e i titoli degli album diventano un caleidoscopio che ti annebbia la vista, la testa gira, un malessere strano monta dentro di te e ti ritrovi spossato,  tanto da lasciarti cadere sul divano come uno straccio sfibrato e finisci per ascoltare cose improbabili come un best da 5,90 euro del Banco, di Enzo Jannacci e di Lorendana Bertè. L’isola dove naufraghi tu almeno è bellissima. ..in the light, you will find the road…”


INTERVALLO

24 Mag

GRUPPO NEL BACKSTAGE

(Led Zeppelin backstage al Silverdrome di Pontiac, 30 aprile 1977)

INTERVALLO

24 Mag

CHITARRISTI A PISTOIA

(J.Page & R.Gallagher – Pistoia Blues Festival – Luglio 1984 – foto di LUCIANO VITI)


LED ZEPPELIN – “VI 1/2 Haven’t We Met Somewhere Before” – 17/03/1975 Seattle (Previously Unreleased SB) Empress Valley Label.

23 Mag

UPDATE

Del bootleg in questione al momento è disponibile la copertina; in attesa della recensione (il concerto non è ancora dispnibile) potete farvi una idea con questi spezzoni video amatoriali:
http://www.ledzeppelin.com/video/seattle-3-17-75

INTERVALLO

23 Mag

GRAFFITI