BATTERISTA CON BALLERINA SULLE SPALLE
(nella foto: John Henry Bonham dei LZ – 23/24 Luglio 1977 Almeda County Coliseum, Oakland)
Scrive DOC: “Sono a un corso alla Cattolica in tema di reati tributari, un professore avvocato ha ricordato una battuta famosa di George Best … “Ho speso tutto in donne, Alcool e gioco, il resto l’ho sprecato” … fantastica! Per stasera, Forza ragazzi oleee oooooooooh!!!”
Risponde l’esperto: certo che anche tu…alla Cattolica per un corso sui reati tributari!!IPer quanto riguarda la trasferta in Crucconia di stasera, la pazzia che è nel dna della squadra sta contagiando tutti: invece di organizzare uscite con fighe, amici, o visioni di film, ci si prepara a guardare con un certo ottimismo una partita di calcio che va vinta minimo 4 a 0 fuori casa. Per questo mi tolgo il cappello davanti alla FC Internazionale odierna: riesce a far passare per possibile una cosa impossibile. Misteri dell’indole umana nerazzurra.
Ieri sera Lorenz arriva mentre il sole tramonta lontano, oltre la Massenzatico Skyline, do una occhiata alla sua macchina: sedili posteriori ribaltati per formare un pianale unico col bagagliaio e sopra un paio di Marshall adagiati.
Allstar, pantaloni di pelle, camicia ocra-arancio-bordo’, giacca nera. Capello lungo, pizzetto e basette curate e Takamine dentro alla custodia. Cena (ottima, courtesy of LaSàurit), birre (per lui), Jim Beam (per lui), acqua valmora (per me).
Mezzora di chiacchiere rock (bootleg di Jeff Beck, l’ultimo di Joe Bonamassa, One More From the Road dei Lynyrd, il mandolino di Rory Gallagher, i Black Sabbath, il nostro amatissimo Johnny Winter 1970/75, fighe, il calcio no perché a lui non interessa, i Pawndeg, Jaypee, LaKèrla che ha visto un Ufo, ziocàn liberi).
ORE 21 LEZIONE DI ARRANGIAMENTI PER DUE CHITARRE:
Tie Your Mother Down – io faccio la chitarra ritmica di Brian May, lui gli appoggi rock e l’assolo. Ma dopo il MI prima di tornare in LA c’è un DO o un SOL?
Rock And Roll – io faccio la parte classica versione live di TSRTS e l’assolo, lui il rinforzo.
Sweet Emotion / Train Kept A Rollin’ – nell’intro io faccio ciò che Joe Perry fa col talbox, lui fa Brad Whitford. Nella strofa le parti si invertono, riff pressoché all’unisono, finale col fischio del treno di TKAR (io) risposta sui bassi (lui), strofa e rit poi assolo (lui).
Can’t Find My Way Home (arr by Morselli/Terenziani/Tirelli) – Capitan Hardrock (io) si incarica del duro riff inziale, lui abbellisce. Nella strofa io arpeggio semplice e lui abbellisce, ponte con un ostinato che abbiamo tirato fuori e io spenno una volta sui singoli accordi, rientro anticipato. Il tutto si ripete ma con arpeggio alla DEAR PRUDENCE aggiuntivo da parte sua. Assolo di Nonantolaslim mentre Vignola fast ci fa sotto una cosa alla Steve Howe di ONWARD, che si ripete durante il finale col wah wah.
Appoggiamo le chitarre, un altro Jim Beam (per lui), una tisana (per me :-(), chiacchiere in libertà…New Orleans, un viaggio negli States tra Louisiana, New York e Chicago che chissà quando mai faremo, Hail Hail Rock And Roll con Chuck Berry e Keith Richards, quella mezzasega di Ron Wood, bottleneck in metallo come Johnny Winter (io) in vetro come Duane Allman o ceramica come Joe Perry (lui)? Nell’anulare come Jimmy Poige (lui) o nel mignolo come Johnny Winter (io)?
Sono quasi le due e, per stanotte, i sogni di rock and roll si fermano qui.
Nuovo album per Joe Bonamassa sotto l’egida di Kevin Shirley, ingegnere del suono diventato produttore.
Il disco parte bene con due blues ipnotici e profondi, SLOW TRAIN e DUST BOWL, blues sufficientemente pericolosi da far rimanere svegli: il secondo prende riflessi un po’ strani e diventa un blues da 007. Si sente che alla batteria c’è Anton Fig. Divertente e riuscito il rock and roll che strizza l’occhio al genere americana di TENNESSE PLATES di e con JOHN HIATT.
BLACK LUNG HEARTACHE dopo un inizio a mo’ di ballata tenebrosa celtico-americana, si avviluppa in un procedere zeppeliniano grazie ad una batteria davvero possente. Andamento da funerale con tromba che tocca certe corde per THE LAST MATADOR OF BAYONNE, il blues diventa poi più deciso ed è qui che Bonamassa perde un po’ di originalità avvicinandosi a Gary Moore e David Gilmore, non che si sia niente di male…
HEARTBREAKER dei FREE (dall’album omonimo el 1973) Joe (o meglio Kevin Shirley) la fa cantare a GLENN HUGHES, cantante che non mi è mai piaciuto, nel giudizio sono forse quindi poco obbiettivo, ma tutto quel cantarsi addosso spinge Bonamassa a fare lo stesso con la chitarra, così che il brano perde quella pesante e naturale eleganza che lo contraddistingue nella versione originale (nota a margine: HEARTBREAKER dei FREE è quel pezzo che è servito a BLACKMORE e COVERDALE come template per MISTREATED).
Bonamassa, come sempre succede nei suoi dischi, tende a mostrare troppo di frequente il suo talento chitarristico, ma credo sia comprensibile; certo… fosse meno preda di questi assoli un po’ fini a se stessi, sarebbe molto, molto più godibile. L’album rimane ad ogni modo carino e piuttosto riuscito.
Commenti recenti