La PICCA’s GUIDE alle grandi canzoni in ordine sparso – MORE THAN A FEELING – Boston 1976

10 Gen
Boston – More Than A Feeling
Ovvero: Tom Scholtz, deus ex machina del progetto Boston,  inventa l’A.O.R., l’Adult Oriented Rock, e il primo lp della band vende fantastiliardi di copie. E’ l’apogeo dello ‘stadium rock’ di metà ’70, quando i grandi stadi aprono ai tours con frequenza sistematica e c’è bisogno di pompa sonora per raggiungere le orecchie più lontane, mentre le radio FM spuntano come funghi e rinnovano il catalogo dell’immaginario canzonettaro.

‘Ordine e disciplina’ potrebbe essere il sottotitolo a questo meraviglioso singolo dei Boston che conferì nuovi significati alla locuzione ‘ascoltare musica in macchina’. Qualcuno sosteneva (Gino Paoli?) che in Italia non è possibile fare del rock perché per strada ci sono troppe curve e troppi semafori. E’ probabilmente vero. Il flusso di un classico da car stereo come MTAF prevede freeways sgombre e rettilinei privi di scarti sia per concepire ma anche soltanto per godersi i nuovi canoni (per il ’76 s’intende) del sound americano: cantante con falsetto da castrato però privo delle sporcizie blues degli urlatori hard, chitarrismo virtuosistico ma estremamente melodico e controllato spurgato dalle imprecisioni e dalle improvvisazioni sbrodolate, facilità di assimilazione della melodia tenuta quasi sul dirupo della banalità.
L’ordine e la disciplina di cui sopra, insomma.

Stupisce anche l’anonimato che permea la band, anche se completa del look quintessenziale del periodo, righe in mezzo fonate, salopettes a torso nudo, platform shoes da dodici cm, batterista cavernicolo con capello afro e proliferazione di baffi,  le cui personalità vengono  annullate dall’ impatto del mostruoso successo del disco. I Boston, seppur grandissimi nei primi due albums,  rappresentano loro malgrado il Bignami di quel genere rocchettone yankee che si potrebbe definire ‘Se si rompe il distorsore sembriamo i Cugini di Campagna’ che poi renderà felicissimi i contabili di gente come Journey, Styx, REO Speedwagon fino a Jon Bon Jovi. Musica per ingasarsi in macchina con lo stereo 8 a tutto volume mentre si sgomma verso il diner a masticare burgers e a riempirsi la pancia di birra, nella speranza che la Wendy o la Jenny di turno finalmente te la smollino sul ribaltabile della Chevy.

 

 

Parole, ricerca fotografica e video di Stefano Piccagliani – (C) 2012

13 Risposte to “La PICCA’s GUIDE alle grandi canzoni in ordine sparso – MORE THAN A FEELING – Boston 1976”

  1. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 10/01/2012 a 13:20 #

    Grande Picca!!!!!Grande canzone!!!!!!Oramai sei l’Enzo Caffarelli del blog
    alias PENNA SFERA di vendittiana memoria!!!!!!!

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  2. Avatar di alexdoc
    alexdoc 10/01/2012 a 13:48 #

    Qualcuno (per me sbagliando) definì il Progressive come la Psichedelia vista dagli inglesi. Io vedo l’AOR come il Prog riveduto e corretto (a loro immagine e somiglianza) dagli americani. Non è un caso che fenomeni europei come i Genesis in Usa non abbiano preso piede che dopo il cambio di cantante (e stile). Ed è per questo che mi piace associare alla “A” della sigla la parola “American”, ancor più che Adult. Pragmatici, semplici, essenziali, diretti come solo gli Yankees sanno essere, han preso la tecnica strumentale, le melodie e la pulizia del suono e le hanno messe al servizio non più di lunghe e a volte ostiche suites ma di brani di 3-4 minuti dalla presa immediata. E, inconsapevoli Caronti, hanno traghettato i ’70 negli ’80. Pochi altri generi musicali, forse nessuno, hanno costituito così bene il passaggio tra due decenni così diversi. Pensiamo ad esempio alla disco: nata più o meno in contemporanea col FM Rock, non ha resistito al cambio decade.

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  3. Avatar di picca
    picca 10/01/2012 a 13:51 #

    Interessante teoria, Alex Doc. Probabilmente giusta.
    Enzo Caffarelli…quanti ricordi!

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  4. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 10/01/2012 a 17:42 #

    Temo che A.O.R. significhi in realtà “Album-Oriented Rock” che è un format radiofonico americano in FM comunemente riconosciuto. Credo che Adult Oriented Rock sia un’interpretazione europea divenuta di comune utilizzo ma fondamentalmente errata all’origine. E riflettendoci bene sopra, direi che io la penserei proprio così.

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  5. Avatar di Pol
    Pol 10/01/2012 a 20:37 #

    Io non ho mai amato particolarmente il rock americano, o meglio, il rock “alla Americana”, ovvero come lo suonano loro, ma per i Boston faccio un’ampia eccezione. Sono un cultore ed un convinto sostenitore del “rock ben suonato”, quindi:voce ben intonata ed ugola spiegata, assoli di chitarra che hanno “un senso”, brani dall’architettura elaborata che vanno oltre ai soliti schemi compositivi. Sì, per dirla alla Picca, sono per l’ordine e la disciplina, nulla lasciato al caso, anche se ciò può significare leziosità e melodismo da supermarket…..
    Ergo: Boston numeri uno e More Than a Feeling miglior pezzo AOR degli ultimi 40 anni!!

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  6. Avatar di picca
    picca 10/01/2012 a 20:53 #

    Probabile goal di Giancarlo T.: A.O.R. sta per Album Oriented Rock, anche se Wikipedia (non certo una garanzia ma comunque…) piazza anche Adult tra i candidati (dirottando poi su Arena Rock e qui la cosa si complica…9: Comunque Arena rock mi salva in corner visto il riferimento agli stadi americani.
    L’ Adult Oriented Rock l’ha inventato Gerard Damiano.

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  7. Avatar di Pol
    Pol 10/01/2012 a 23:11 #

    Effettivamente troverei più un nesso in Arena piuttosto che in Adult o Album, considerando gli ampi spazi in cui viene suonata tale musica. Poi, ho dato anch’io un’occhiata a Wikipedia e, oltre a Boston, Styx e Foreigner vengono menzionati anche Billy Joel, Bon Jovi e persino i Beatles….(?!)

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  8. Avatar di picca
    picca 11/01/2012 a 07:33 #

    Adult oriented mi convinceva per il riferimento implicito ad un sound scevro da tensioni underground o da ribellioni: un rock non più incendario ma ‘pompiere’, rock ‘responsabile’ insomma. Album Oriented nel senso di adulti con un po’ di soldi in tasca che peremttono l’acquisto dell’intero lp, quindi? Arena rock mi sa un po’ riduttivo, è nel cinismo produttivo in studio di registrazione che quaglia l’A.O.R (il rock trova infine ‘formule’ preconcettuali per piacere a tutti a ogni costo)…Forse quello dei Boston era già ‘rock postmoderno’, concetto che ai tempi non era ancora stato sdoganato del tutto alle masse. Rock manierista? Rock da manuale? Rock precotto? Rock Quattro Salti in Padella? Adoro partecipare a dibattiti infiniti su questioni fondamentali per l’umanità.

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  9. Avatar di timtirelli
    timtirelli 11/01/2012 a 09:25 #

    Sì, non si è mai capito benissimo per cosa stesse la A, ad ogni modo tendo ad essere d’accordo con ciò che scrive Picca, ADULT…nel senso che va bene (anche) ad orecchie non più sensibili al fattore ribellione…distorsioni controllate e pulitine, una facilità d’ascolto e di temi di fondo, melodie assai ruffiane ma con approccio di base spesso energico… un rock che forse non è rock ma che per qualche motivo sembra ancora essere rock.

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  10. Avatar di picca
    picca 11/01/2012 a 10:06 #

    Rock ‘formale’ non contenutistico (lo scrivo solo per proseguire nel dibattito. Adoro menare il torrone. Non finiamola mai più, vi prego…)

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  11. Avatar di Giancarlo T.
    Giancarlo T. 11/01/2012 a 10:57 #

    OK, ti aiuto a non finirla qui. Alle mie orecchie di profano “Album” ha più senso che “Adult”. Perché il format radiofonico fa diretto riferimento all’utilizzo nei passaggi dell’intero disco, dell’intero prodotto; cosa che non accade nel resto delle FM, dove il solo singolo (e solo dopo la pubblicazione! Il singolo deve essere in promozione e guai ad anticipare le acute mosse delle etichette!!) viene utilizzato. Pensare a qualcuno che pubblichi un disco riferendosi a un pubblico “maturo” non torna. Chi fa un disco lo fa per venderne quante più copie, potenzialmente, e avrebbe poco senso limitare da soli la fetta di mercato di destinazione…detto ciò…i miei amici americani mi hanno sempre parlato di Album Oriented…ma, come direbbe il mio vecchio Frank…who gives a fuck anyway? Quando è tanto bello l’italiano…usiamo quello, direi…

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  12. Avatar di timtirelli
    timtirelli 11/01/2012 a 11:26 #

    “Rock formale non contenutistico”…ah, magico Picca. Quanto sei ironico Giancarlino nel dirti “profano”…mi fai sorridere:-).
    Certo, chi stampava e distribuiva dischi cercava di venderne quanto più possibile, questo era un “rock” più facile, meno impetuoso, controllato appunto, certo piaceva anche ai ragazzini, ma sembrava perfetta per i ragazzi più maturi in cerca (sto parlando della media) di cose meno estremiste.
    Mi vengono in mente i DIRE STRAITS (che non si possono certo definire AOR, ma magari AJJCOR ovvero ARENA JJCALE ORIENTE ROCK), il cui successo (in America) lo si deve ad una discografica che stava cercano la musIca giusta per i suoi amici trentenni che non ne volevano sapere di punk e new wave…

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  13. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 11/01/2012 a 11:57 #

    Boston, Dire Straits, AOR….Continuiamo cosi, facciamoci del male..! (adesso vorrei metterci la faccina sorridente ma non so come si fa)

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