NEVE CHE SCENDE BLUES

1 Feb

Ieri sera: esco dall’ufficio alle 17 non tanto per la neve che dalla mattina ha iniziato a cadere ma perché sono sotto i colpi di una febbre fredda che mi prende alle ossa. Mi sento a pezzi, la schiena mi duole, il costato mi duole e per non farmi mancare nulla anche l’animo mi duole. Strano, di solito la neve distende i miei blues, li rende lievi. In questo tardo e scuro pomeriggio di fine gennaio va in questo modo, così invece che ascoltarmi qualcosa di più consono, qualcosa che si allinei allo spettacolo della neve che scende…che so, l’ultimo di KATE BUSH, il digipack violetto di AT LAST di ETTA JAMES o il disco di KOSSOFF KIRKE TETSU RABBIT mi sento COMEBLACK, l’ultimo degli SCORPIONS, versione giapponese of course.

Hard rock dalle velleità moderniste,  vecchi successi rifatti e un po’ di cover. Metallo teutonico, niente di che, ma neppure malaccio.

Sulla Emily Road all’altezza di Herberia l’anima mi va in pena, c’è un non so che di indefinito che mi ottenebra, ho messo le gomme termiche al mio cuore, ma fatica a tenere la strada. Un senso di fastidio, di insoddisfazione, di mancata chiusura del cerchio nei rapporti con le persone. Mi rinchiudo dentro una armatura d’ indifferenza. Cerco di uscirne guardando la neve che scende, pensando al mio nuovo Samsung Galaxy S Plus col collegamento internet, canticchiando l’ultima canzoncina che ho scritto…NEVE CADRA’, ma poi la penso lì chiusa nel cassetto…chissà se mai uscirà, così cambio pensiero, anzi annullo il pensiero e mi metto ad osservare la strada, le macchine, il ritorno a casa delle persone sotto la neve.

(Herberia city lights in the snow – foto di TT)

10/20/30 km l’ora…non di più, a LA MAISON volto lo sguardo a destra, a bordo strada scorgo un negozietto fuori dal tempo, un ripara televisori…vedo uno televisore grossissimo, immagino fine cinquanta inizi sessanta, con lo schermo bombato di un colore verde marcio/grigio che mette paura, lo vedo questo omino in una specie di tuta blu ad aggiustare vecchi apparecchi…è un salto nel tempo di qualche decennio.

Un’ora e quarantacinque per arriva nel posto in riva al mondo. Un doccia calda, tagliatelle in brodo e un film su sky. Chiudo le finestre, nevica.

Stamattina apro le finestre, nevica.

(Domus saurea’s windows – Foto di TT)

Brian è tappato in casa, Sarwooda mi avvisa che difficilmente riuscirà a raggiungere l’ufficio. Sento Lakerlit, mi dice che lei ormai è arrivata ma che a Stonecity ci sarà mezzo metro di neve. Scendo a dare una occhiata alla situazione. Uhm, mi sa che stamattina sarà dura andare in ufficio anche per me. Mica facile uscire dal posto in riva al mondo quando nevica abbondantemente.

(Mica facile uscire dal posto in riva al mondo – foto di TT)

Non sono ancora a posto ma un giretto intorno alla domus saurea me lo faccio, seguo l’irresistibile istinto di perdermi nella campagna mentre nevica, cercando di replicare con la mia ridicola scenetta, le gesta di JEREMIAH JOHNSON.

(Feel like Jeremiah Johnson – Tim Tirelli lost in a snow daze – foto di LS)

Non posso stare fuori a lungo, non sto ancora bene, sento ancora qualche acciacco e non voglio rischiare, ma assaporo il candore che la neve mi infonde nel cuore. Non posso fare la rotta in queste condizioni così ci arrangiamo chiedendo al vicino – che è lì fuori col suo trattore – se può dare un colpo anche  qui da noi. Lasàurit e Leo (che vive qui sotto) controllano le operazioni. Leo gli chiede più volte quanto gli dobbiamo per il disturbo, Borziani risponde:

Se et vee ancora avanti a vegn zo’ e at dag” (Se vai ancora avanti vengo giù e te le do). Sorrido, la rude fratellanza contadina è uno spettacolo.

Do una occhiata alla posta, ai messaggi, a facebook, ai vari forum che di solito frequento. E’ tutto un ribollire di lamentele da parte di gente che non sopporta la neve e che non tollera quelli a cui piace. Mi sorprendo sempre di questa rigidità, di questo ripiegarsi su se stessi, è il mondo che deve adattarsi a noi e non viceversa…certo. Capisco che a uno non possa piacere la neve (anzi non lo capisco proprio) ma perché prendersela con noi che invece la amiamo? Non siamo mica noi che la facciamo cadere. Noi prendiamo quello viene, se nevica siam contenti ma cosa c’entriamo noi…magari fossimo così potenti da influire sul tempo. Alla minima difficoltà andiamo in tilt, certo… devo fare la rotta, mi si sporcano le scarpe, ci metto due ore ad arrivare, stasera devo uscire, non posso muovermi…che arroganza, che poca lungimiranza, l’individualismo come unica forma di pensiero…d’inverno c’è troppo freddo e c’è la neve, d’estate si muore dal caldo, in primavera guai sei piove un giorno, l’autunno fa schifo…mai che si riesca ad avere uno sguardo d’insieme, mai che si riesca a posizionare l’essere umano nella giusta prospettiva. Bah, meglio non pensarci…meglio guardare dalla finestra la Borgo Massenzio Skyline, godere di questo meraviglioso manto bianco che per un giorno o due riesce a coprire tutto il casino del mondo…mentre dallo stereo CHRIS REA canta I WILL GO ON…

I got a cold grey morning,
waiting for me
I look out my window,
sure don’t like what I see
seems like the devil himself
is singing my song
but I pick myself up
and I will go on.
 
Black dogs are howling in the wind and rain.
seems like the devil himself
is callin’ my name
but I can’t never give up
no matter how long
so I pick myself up
and I will go on
so I pick myself up
and I will go on.

There’s thunder on the mountain.
there’s a wild storm at sea
but when I think of your sweet love
it means nothing to me
so I will never give up
no matter how long
I pick myself up
and I will go on
pick myself up, yeah
and I will go on.
 

7 Risposte to “NEVE CHE SCENDE BLUES”

  1. Avatar di Graziella
    Graziella 01/02/2012 a 17:17 #

    Ciao Tim, ho scoperto il tuo blog grazie al nostro caro amico Riff e sono diventata una assidua frequentatrice. Appassionata di buona musica, sto scoprendo un sacco di cose nuove per me (Eddie Kirkland non lo conoscevo di sicuro, storia fantastica). Amo la neve: già ai primi fiocchi infilo gli scarponi e faccio lunghe camminate, alla faccia di tutti quelli che diventano isterici al primo spiffero: in inverno si lamentano del freddo, ai primi caldi ti schiaffano l’aria condizionata a manetta che ti congeli…. Boh, forse sono io che non capisco. Al mio rientro la mia scelta musicale è più tranquilla: Homeward through the haze dal cofanetto Voyage di David Crosby. Ciao Tim stai in forma e continua così. E salutami il Riff.

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    • Avatar di timtirelli
      timtirelli 01/02/2012 a 18:04 #

      Graziella, grazie del sostegno e della fedeltà. Ami la neve eh? Sei dunque una vera donna di blues, quindi una superfiga… son contento di averti qua tra di noi. David Crosby poi…meglio di così! Stay tuned for more rock and roll and…let it snow let it snow let it snow.

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      • Avatar di Lorenzo Stefani
        Lorenzo Stefani 02/02/2012 a 03:17 #

        Grande l’inferriata con il simbolo di JPJ! Concordo circa i commenti sulla neve e sulle lamentele di tanta gente. Oggi ho guidato con vero piacere, sul tappeto gelato e sotto i fiocchi, forzatamente a bassa andatura ed ascoltando quindi ancora meglio il cd di Chris Cornell (Songbook), con canzoni acustiche di grande intensità tra cui la cover di Thank you. Nella sua carriera solista Chris ha fatto alcuni passi falsi, ma io lo ricordo dal vivo a Bologna con gli Audioslave, al festival Flippaut: il concerto durò poco anche a causa di un temporale, ma la voce è una delle più incredibili che abbia mai sentito, forse la migliore attualmente in circolazione (per i miei gusti) e l’ultimo cd con chitarra acustica e voce è veramente buono. Ciao!

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  2. Avatar di alexdoc
    alexdoc 02/02/2012 a 18:36 #

    Per fortuna che il “Cornello” sembra tornato sulla pista giusta, una grandissima voce alle prese con materiale non sempre all’altezza (l’album techno-pop-dance del 2009 è un crimine contro l’umanità). Il disco dal vivo in acustico è una carrellata lungo tutta la sua carriera, i Soundgarden erano la mia band preferita di quel variegato circuito “grunge”, che rispettavo e stimavo ma non amavo veramente.

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  3. Avatar di DoC
    DoC 02/02/2012 a 19:27 #

    Ciao vecchio cacciavite degli Dei, kum Valhalla bel, ma quali acciacchi, che sei pur sempre la Solita Vecchia Roccia !!! Snow Jobs, man, snow jobs…
    Beh, non c’entra niente ma…sai com’è, solo ieri m’è finalmente arrivato TBL 31, hai letto di quel mini tour acustico di Glenn Hughes, che bello sarebbe vivere a Londra, porca di quella troia !
    E, che spettacolo il Blog, solo oggi con due post due bei consigli per l’acquisto, il CD di Robert Palmer (son troppo curioso, e quindi non ho neanche voluto vedere/ascoltare gli spoiler…) e questo Songbook di Chris Cornell ? O vado da Mariposa nel we, pupattolo permettendo, o scatta il nuovo ordine su Amazon, questo è certo…
    L’altro fine settimana ci sarà Vinilmania (brividi), e se faceste un salto su a Fog Town, testine ? Ah, e del Blu Ray di Knebworth ? Non se ne parla ??
    Yours truly, DoC

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  4. Avatar di laroby
    laroby 03/02/2012 a 10:24 #

    like.

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  5. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 11/02/2012 a 17:41 #

    Credo di non bestemmiare sostenendo che un grande gruppo come
    gli scorpions abbia trascorso l’ultimo decennio e piu’ producendo
    lavort non all’altezza. Tutto qua.

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