Di questo disco me ne parlò PICCA mesi fa. Eravamo ad uno di quegli incontri della Congregazione degli Illuminati del Blues quando tirò fuori questo titolo e disse “E’ molto bello”. Quando Picca dice che un disco è molto bello, meglio credergli. Lo ordinai poco dopo su Amazon ma mi arrivò molto più tardi, qualche settimana fa. Questo è un disco di blues, di blues vero, un disco con la stessa credibilità dei dischi di Muddy Waters fatti con la Chess. Robert Palmer ci sapeva fare, che il demonio lo abbia in gloria. Questo è uno di quei dischi di blues che dovrebbero essere portati ad esempio, che dovrebbero essere insegnati a scuola. Niente accademia, niente giri rompipalle, niente blues annacquato che piace anche a chi guarda i programma Mediaset. Un disco di blues fatto nel 2003 che sia credibile, sembra un ossimoro, eppure RP ci è riuscito.
MAMA TALK TO YOUR DAUGHTER di J.B.Lenoir è un blues feroce, affrontato con una convinzione porca e che apre le porte ad una serie di episodi che toccano le varie sfumature del blues, TV DINNER degli ZZTop inclusa , fighissima. Sei lì ormai perso in un groove spirutuale denso di blues quando – appena introdotta da LUCKY – arriva STELLA, un’onda dal mar dei caraibi che arriva a spruzzarti. Sul momento rimani stupito, ma poi capisci che fa tutto parte dello stesso quadro.
DR ZHIVAGO’S TRAIN si dipana lungo matasse di binari americani con un senso di disperata tristezza che evapora non appena parte AIN’T THAT JUST LIKE A WOMAN un blues veloce alla CANNED HEAT. Ancora ferocia ed eleganza sguaiata in HOUND DOG per poi scivolare sul fango della Louisiana con CRAZY CAJUN CAKE WALK BAND. Bello poi notare che anche le scelte meno originali come I NEED YOUR LOVE SO BAD e IT HURTS ME TOO sono corroborate da performance di rilievo che evitano che il ditino agisca sul telecomando per andare alla prossima canzone. Chiusura alla porca madosca con IL BLUES DEL VITELLO DELLA MUCCA DA LATTE (sì, certo, MILK COW’S CALF BLUES) del nostro padre putativo, ROBERT JOHNSON.
Gran disco dunque, per quelli come noi un disco da avere, in versione originale. ROBERT PALMER, we salute you…già, ti rendiamo onore, Roberto.




Questo disco che è anche il suo congedo al mondo aumenta il rimpianto per quello che avrebbe potuto regalarci ancora. Nessuno lo credeva capace di tanto Blues “puro”, senza contaminazioni Pop, lui che di Pop era stato uno specialista nei ’70 e ’80. E invece. Grande album, grande Robert.
"Mi piace""Mi piace"
Infatti rimasi stupito di un disco così e ancor più dispiaciuto quando pochi mesi dopo venni a sapere della sua morte.
"Mi piace""Mi piace"
E come dimenticare PRESSURE DROP?
E la copertina ?
"Mi piace""Mi piace"
“The man in Brioni’s suit”, grande Robert.
Blues torrido, di quelli che graffiano, ha eseguito il suo epitaffio e se ne è andato nello stesso anno . Gradevole anche il suo primo disco del ’74 “Sneakin’ Sally through the Alley”
un gustoso mix di Funky/Blues.
So Long Robert.
"Mi piace""Mi piace"