FLEETWOOD MAC “Albatross…But Not Around My Neck Please” New Haven 20/11/1975 (Bootleg – 2012 Remasters Workshop RMW839) – TTTTT

14 Giu

Quanto mi piacciono questi FLEETWOOD MAC, già pronti per il grande successo eppure ancora legati ad episodi della discografia precedente. Questo è il remaster dello scorso anno di un bootleg piuttosto conosciuto tratto da una registrazione radiofonica. La fonte FM garantisce una buona qualità audio seppur “leggerina” e non definita perfettamente. Potrebbe trattarsi della registrazione fatta per il KING BISCUIT FLOWER HOUR tenuta a NEW HAVEN il 20 novembre 1975. Uso il condizionale perché non ci sono certezze assolute a riguardo e io non sono un MACHEAD in senso stretto. Magari il nostro Alexdoc (grande amante della band) potrà chiarirci le idee a riguardo.  La performance è ottima e io mi ci ritrovo dentro molto bene: band professionale, interventi di gran gusto, un’ ingenuità (o forse è meglio chiamarla spontaneità) che rende le canzoni e i passaggi strumentali vivi, passionali, umani.

Fleetwood Mac - Albatross - front booklet

Il concerto si apre con la bella STATION MAN dall’album KILN HOUSE del 1970. Intrecci di voci efficaci, bel lavoro di chitarra, riff indovinato.  SPARE ME A LITTLE BIT OF YOUR LOVE è tratta da BARE TREES del 1972. Grazioso quadretto scritto e cantato da Christine Perfect McVie. RHIANNON, LANDSLIDE, I’M SO AFRAID e WORLD TURNING provengono naturalmente da FLEETWOOD MAC, l’album del 1975 che vide l’esordio della nuova fortunatissima formazione e che proiettò il gruppo nell’olimpo degli dei. LANDSLIDE è il pezzo dei FM che preferisco, sentirlo mi fa sempre accapponare la pelle.

master fronte lungo

DON’T LET ME DOWN AGAIN è un pezzo tratto dall’album BUCKINGHAM/NICKS del 1973. Questa versione è riuscitissima: pezzo americano sposato con la ritmica inglese di derivazione blues. Ha ragione Picca: FLEETWOOD e McVIE sono importantissimi per il sound dei FM. Il lignaggio blues del loro groove è indiscutibile; non si lanciano quasi mai in tecnicismi particolari, ma le loro prove sono spesso da incorniciare. Sanno dare ai pezzi il giusto andamento. HYPNOTIZED chiude il bootleg in maniera egregia. Pezzo tratto dall’album MYSTERY TO ME del 1973, dallo sviluppo ipnotico appunto. L’assolo di LINDSEY BUCKINGHAM mi piace un casino, come in definitiva la prova di gruppo: 10 minuti di gran bel rock anglo-americano. Bootleg da avere.

Fleetwood Mac - Albatross - back

4 Risposte to “FLEETWOOD MAC “Albatross…But Not Around My Neck Please” New Haven 20/11/1975 (Bootleg – 2012 Remasters Workshop RMW839) – TTTTT”

  1. lucatod 14/06/2013 a 14:06 #

    Piacciono parecchio pure a me i FLEETWOOD MAC nei primi giorni della loro reincarnazione , il boot non l’ho mai ascoltato ( se si trova sul web vedrò di rimediare) ma la scaletta è davvero interessante . La versione live (75/76) di Rhiannon è il loro pezzo che amo maggiormente con la NIcks in grande forma . Non potevano non avere successo.

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  2. Alexdoc 15/06/2013 a 00:48 #

    Sì, dovrebbe essere il live del 20 novembre 1975 al KBFH, la scaletta è la stessa. Confermo tutte le cose che hai scritto sulla band, che dette da te valgono molto di più che da una persona non molto imparziale con loro come il sottoscritto. Bellissima la resa di quel brano dal misconosciuto gioiellino segreto “Buckingham Nicks”, album incredibilmente mai ristampato ufficialmente in cd (quest’anno cade il 40° anniversario, spero che sia finalmente la volta buona, della serie “ora o mai più”): il pezzo fa capire la grandezza di quella formazione, e di una sezione ritmica in grado di suonare praticamente tutto (un gigantesco “god of thunder” con la faccia di Rasputin alla batteria e un basso che pareva un’orchestra per quanto univa ritmo e melodia), che arricchiva e valorizzava buone composizioni portandole a livelli qualitativi assoluti (il confronto con la versione originale, suonata da discreti e opachi musicanti, Stevie e Lindsey esclusi ovviamente, è schiacciante). Infine anche a me piace mettere in risalto come i FM del “Dream Team” riuscissero a dare una nuova luce a canzoni del gruppo risalenti al periodo precedente, dimostrando che se fossero state realizzate da questo quintetto iconico dall’alchimia unica e perfetta, nato dal puro caso e da circostanze incredibili, sarebbero stati manco a dirlo altri successi. Una line-up leggendaria, qui appena creata, alla quale bastava togliere un solo componente per spezzare tutto l’incantesimo e il magico equilibrio che li ha consacrati alla storia.

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    • timtirelli 17/06/2013 a 17:03 #

      Bello leggere tra le righe tutto il entusiasmo. Che gran cosa le passioni! Mac on, Alexdoc!

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      • alexdoc 17/06/2013 a 21:49 #

        In realtà è un entusiasmo non totalizzante. Le mie passioni non sono mai state assolute, le ripartisco equamente tra i Mac, Van Morrison, gli Stones, i Van Halen con Roth, i Whitesnake nel loro primo decennio d’attività e Springsteen nei suoi primi 15 anni. Bello suddividere, così non si rasenta mai il fanatismo. Rock on, Tim!

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