Archivio | settembre, 2023

Quando il viola intenso cade sui muri assonnati del giardino

25 Set

Tiepida serata settembrina, sono al tornio con cui adatto i miei appunti per la nuova puntata della School Of Rock che tengo per la azienda in cui lavoro. Sopra la House Of Blues, dove vivo, il cielo è già intriso di notte ma ad ovest il sundown è passato da poco, vi sono riflessi violacei che arrivano fino a qui, a ghermire l’ultima idea di luce di questa giornata.

Dato il tema della nuova lezioncina rispolvero una vecchia canzone degli anni trenta del secolo scorso, mi ci immergo in quel viola intenso, mi ci avvolgo, mollo la zavorra e leggero mi appoggio su quella voce e su quel testo.

DEEP PURPLE

When the deep purple falls
over sleepy garden walls
and the stars begin to flicker in the sky
thru the mist of a memory
you wander back to me
breathing my name with a sigh.

In the still of the night
once again I hold you tight.
Tho’ you’re gone your love lives on when moonlight beams
and as long as my heart will beat,
lover, we’ll always meet
here in my deep purple dreams.

DREAMS

A proposito di (purple) dream … sono ormai mesi che ne faccio di molto strani o comunque particolari e complessi, ne parlavo l’altro giorno con la mia amica Mar e le dicevo di come sia incredibile il fatto che la mente si diverta a creare delle serie TV strampalate dove tu sei il protagonista. A dire il vero a volte mi basterebbe fare anche solo un cameo o la comparsa.

LITTLE LOVE STORY

In treno, è mattina, la carrozza in cui sono è stranamente quasi vuota. Mi siedo, dietro a me sento che vi è qualcuno che parla al telefono; siamo schienale contro schienale e mio malgrado percepisco quello che il tipo dice e ciò che una tipa gli risponde; sembrano parlare di faccende personali, il tono non è alto ma per un curioso motivo tutto mi arriva in modo chiaro. Vorrei pensare agli affari miei ma non riesco.

Lui sembra innamorato, lei pare avere un impedimento … da quel che si dicono mi pare di intendere che lei stia già con qualcuno ma deve esserci anche dell’altro, non mi è chiaro. Lui le parla con passione, mi pare sincero, schietto, uno che è capace di mettersi a nudo e visto l’uomo di blues che sono lo ammiro sin da subito, lei ci scherza su, tuttavia lo fa in modo delicato, al contempo deve essere lusingata dell’interesse del tipo … sorrido tra me e me, l’amore spesso in fondo è questo, uno ama una persona che a sua volta ne ama un’altra. Capisco anche che lui sta andando ad incontrarla, suppongo quindi che malgrado tutto pure lei sia interessata; siamo sulla linea Placentia-Bonomia, abbiamo da poco lasciato Regium Lepidi dunque è possibile che vivano in due città diverse, chissà dove si incontreranno. Decido di alzarmi, non voglio imbarazzarmi dei fatti altrui, vado a sedermi più lontano, mentre lo faccio mi arrivano gli ultimi scampoli del discorso, lui che le dice una cosa tipo “Okay, allora ci vediamo al parco dopo le nove e mezza …no, stai tranquilla …certo, mi piacerebbe baciarti, ma non lo farò, lo sai che sono un gentiluomo …”. 

Un gentiluomo” … che grande; con la coda dell’occhio lo inquadro, è un uomo adulto, più giovane di me, direi di un decina d’anni, vestito con stile, in mano La Repubblica e un libro … buona fortuna sconosciuto amico mio.

Christianity Blues

Mi interrogo sempre più spesso sui disastri fatti dal cristianesimo, sarà che ascolto e leggo Umberto Galimberti ma certi temi non sembrano lasciare mai la mia maruga; sarà dovuto anche al fatto che l’antropocentrismo proprio non lo reggo e che questo è dovuto per l’appunto al cristianesimo visto che è lì che si sostiene che la Terra è a disposizione dell’uomo. 

Ma in fin dei conti che cavolo è poi in fin dei conti il cristianesimo? 

Un vocabolario dice: Religione monoteista, di matrice ebraica, rivelata da Gesù Cristo attraverso la propria persona e la predicazione, attestata nei vangeli; è basata sull’idea di un unico Dio, padre di tutti gli uomini. Per estens. Civiltà sviluppatasi dalla concezione cristiana della natura, dell’uomo, della storia

Un altro (Treccani) precisa: cristianéṡimo s. m. [dal lat. tardo Christianismus, gr. Χριστιανισμός]. – 1. La religione fondata da Gesù Cristo, nel quale i credenti riconoscono, nello stesso tempo, l’iniziatore e profeta meramente umano e il Verbo di Dio incarnato, il rivelatore e il rivelato; storicamente nato in seno al giudaismo, il cristianesimo si presenta come un religione fondata, rivelata, dogmatica, proselitistica, universalistica ed escatologica, la quale estende a tutti gli uomini un rapporto di filiazione divina e di fratellanza reciproca, e sostiene la speranza suprema della beatitudine oltremondana concessa dalla misericordiosa bontà e dalla giustizia di Dio. 2. estens. La civiltà cristiana.

A me questa configurazione ottimistica del futuro mi pare una farsa, il futuro sarebbe l’aldilà? Ma se non siamo nemmeno certi certi che ci sia l’aldiquà! Il Cristianaesimo è un inconscio collettivo che appartiene anche a chi non crede, questo mi fa penare … ma perché devo avere questa sovrastruttura che a mio modo di vedere è una stortura? 

Io di collettivo vorrei la intelligenza, perché ogni organismo ha bisogno di quella dell’altro per funzionare meglio.

Imagine there’s no heavenIt’s easy if you tryNo hell below usAbove us, only sky

Imagine there’s no countriesIt isn’t hard to doNothing to kill or die forAnd no religion, too

ABBA The Movie – TT½

Per tre giorni al cinema ritorna Abba The Movie, il mockumentary uscito a fine 1977 in Svezia e in Australia. Sono un fan del gruppo, la accoppiata di songwriter Benny Andersson e Björn Kristian Ulvæus è una delle mie preferite in assoluto e Agneta, la cantante bionda del quartetto, era la mia pin up prediletta quando ero un ragazzino, laggiù negli anni settanta (e comunque lo è ancora oggi). Mi reco al cinema UCI di Regium Lepidi dentro al complesso dello stadio Città Del Tricolore con la Yamaha Girl. Sosta di alcuni minuti davanti alla grande pista di macchinine che vi è nell’ampio atrio … dice che è sempre stato il suo sogno averne una …

Dice che è sempre stato il suo sogno – Motor head woman – settembre 2023 foto TT

davanti a quelli che un tempo erano gli sportelli del botteghino interagisco con una macchina dispensatrice di biglietti e lancio una profanity per dirla alla Lowell George: il biglietto costa 16 euro …va beh che è un evento speciale, va beh che è per i fans, però dio pòver …

Dopo 40 insulsi e pesantissimi minuti spesi a guardare i trailer dei film di prossima programmazione inizia il film degli Abba. Avevo già visto buona parte di esso, ma al cinema è chiaro che l’effetto è superiore. Un mockumentary (una combinazione di finzione e documentario) è un tipo di film o programma televisivo che descrive eventi di fantasia, ma presentato come un documentario che di per sé è un sottoinsieme di uno stile cinematografico finto documentario, nel caso degli Abba è un documentario con all’interno la ridicola storiella di un dj radiofonico incaricato di intervistarli per uno special di due ore da mandare sulla radio per cui lavora. I filmati dal vivo, le scene dietro le quinte e di vita tra aeroplani e hotel sono basati sul tour australiano de 1977 il cui pubblico sembra lo stesso di una sagra di paese… famigliole, bambini, adulti poco svegli, un livello davvero lofi. Restano i filmati del gruppo on stage, le bellissime canzoni e l’aurea che la meravigliosa Agneta emanava.

I Ragazzi Della Via Po

Con cadenza regolare mi trovo per una pizza in pausa pranzo con i miei ex colleghi, in due distinte epoche ho lavorato per un insieme di 12 anni in una grande azienda di Mutina dove ho stretto un forte rapporto con alcune persone, tra cui loro quattro: due li conosco da 33 anni gli altri due da 4 anni. Succede anche in questo fine settembre: gli argomenti sono sempre i soliti, football, pheeghe, politica, i blues della vita ma è gratificante farlo e ogni volta che ci salutiamo avremmo già voglia di ritrovarci. Bello avere ex colleghi a cui vuoi un gran bene. (#cel’homancacel’homancacel’homancacel’homanca).

I ragazzi della via PO – settembre 2023 – da sx: Rinna-Tyrrell-Campa-Picci-Pavve

Gommista blues

Poco fa, dal gommista di Borgo Massenzio. 

Si avvicina il titolare:

“Ha bisogno?”

“Buongiorno, sì, ho un chiodo conficcato in una gomma”

“Okay, ci dia 20 minuti, dobbiamo girare le gomme a quella macchina e poi siamo da lei”

Dopo 15 minuti viene da me l’addetto.

“Buongiorno, ha una gomma bucata vero? Porti pur la macchina dentro”

Arriva una donna di mezza età, etnia asiatica, potrebbe essere una vietnamita. 

Si avvicina il titolare:

“Dimmi”

“Ho una gomma bucata”.

“Okay, fammi vedere.”

Si avvicina l’addetto:

“Hai bucato anche tu? Ma cosa avete fatto sabato e domenica tu e questo signore?”

Mi sforzo di ridere.

Conclusione: il tu all’asiatica e il lei all’italiano/emiliano.

SERIE TV

_In Fiamme /Spagna 2023) – TTT¾

Solida serie TV spagnola che racconta un fatto realmente avvenuto che sconvolse la Spagna nel 2017. La protagonista è Úrsula Corberó, ovvero Tokyo de La Casa Di Carta.

 

PLAYLIST

CONCLUSION

Il presidente della azienda per cui lavoro mi fissa una call con l’oggetto “I fratelli Karamazov”, titolo di un, anzi del, romanzo di Fëdor Dostoevskij. La settimana scorsa chiacchierando abbiamo casualmente toccato i soliti leggeri argomenti (l’aldilà, l’aldiquà, il vuoto prima del big bang che vuoto propriamente non era e bazzecole simili). Il problema è che quel romanzo lo lessi decenni fa, così ne ho ordinato una nuova edizione (Universale Economica Feltrinelli of course) … devo affrettarmi a rileggerlo, in quella call non dovrò cercare di sviare il discorso se non ricorderò certe parti e finire come sempre per parlargli dei Led Zeppelin.

Ad ogni modo, eccomi di nuovo a godermi qualche giorno di ferie da passare da solo qui alla Domus Saurea. Le previsioni promettono tempo sereno, spero di poter fare qualche altro bagno con la mia muta da sub che ogni vola che la infilo mi fa sentire degno del mio amico Polbi (diver extraordinaire), dovrei poi uscire una volta col mio gruppo, gli Equinox, per la prima puntata dell’autunno nel mio pub preferito (lo Sherlock Holmes di Regium Lepidi) e sì, dovrei sistemare anche alcune cosette …avere del verde intorno a casa è bellissimo ma anche impegnativo. Mi sono ripromesso inoltre di capire se sono ancora in grado di leggere la musica e quindi di ributtarmi sulla chitarra in maniera ortodossa,

e di mettere in agenda altre faccende che si affrontano solo con grande spirito di volontà, ma chissà se sarà così, non ho più l’autodisciplina di un volta. Di una cosa sono sicuro, queste mie ferie miserelle mi vedranno ascoltare i Led Zeppelin a palla mentre nella House Of Blues in cui vivo si svolgerà di nuovo il Festival del Gin Tonic.

Oh yeah, baby, let’s Rock.

Uomo di blues – Tim settembre 2023

TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

23 Set

Intro:

Come scrivo ogni volta che affronto questo tipo di articoli, lavorando in un’azienda come quella in cui sono uno dei miei compiti è anche quello di tenere alcune lectio magistralis (e sia chiaro, lo scrivo con tutta l’autoironia possibile) sulla musica Rock. D’altro canto il presidente me lo disse già durante il colloquio due anni e mezzo fa: “In caso scegliessimo te, sappi che ti chiederò di tenere lezioni sul Rock per i colleghi”. Eccomi dunque qui per la nuova “School of Rock”. Siamo ormai arrivati al sesto episodio, da tenersi come sempre dalle 18:15 alle 19:30 nella – a me tanto cara – Sala Blues, la sala riunioni informale,  la sala “where the dreams come blue”, capacità: 25 posti a sedere.

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

Un pubblico dunque selezionato che si prende la briga di fermarsi in azienda dopo l’orario di lavoro per ascoltare storielle e brani musicali di gruppi del bel tempo che fu. In questo equinozio d’autunno viro verso uno dei capisaldi dell’Hard Rock: i Deep Purple.

Per vari motivi arrivo a questa SoR in ritardo su tempi, penso di rimandarla senonché uno dei dirigenti dell’azienda mi sprona con molta decisione a farla ugualmente. Cerco di tenere il punto ma finisco per cedere davanti alla determinazione di uno dei colleghi più alti in grado, il quale approfitta della mia momentanea défaillance per invitarmi a parlare dei DP.

Nei minuti che precedono l’inizio vero e proprio della School Of Rock avviene una sorta di Meet & Greet, alcuni colleghi tra i più affezionati vengo a farsi fotografare con Nonantola Slim:

Dave & Tim – TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Tim e la professoressa Stremmy – TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Marcya P.

◊ ◊ ◊

Per i colleghi nuovi arrivati anticipo che durante questi incontri capita (ma si sa, è la mia modalità standard) di andare sopra le righe ma parliamo di Rock santiddio, non si possono fare lezioncine, qui bisogna pompare se vogliamo raggiungere le profondità cosmiche.

Introduco il gruppo dicendo qualche ovvietà, ovvero che i Deep Purple sono una delle più importanti e  famose band di hard rock, che nel lustro che va dal 1970 al 1974 sfornarono alcuni lavori che sono  classici della musica (hard) Rock e che il nome Deep Purple (viola intenso) fu suggerito dal chitarrista perché era il titolo della canzone preferita da sua nonna, una brano di Peter De Rose degli anni 30 del secolo scorso. Qualche notiziola sui dischi venduti ovvero più di 100,000,000 albums in tutto il mondo, di cui 8.000.000 e più negli USA e 1.000.000 in UK. Avverto tutti che non abbiamo tempo a sufficienza per approfondire più di tanto e dunque ci concentreremo sui 5/6 anni in cui i Deep Purple hanno inciso sulla Storia del Rock. Prima di iniziare, per comprendere la vita turbolenta del gruppo accenno al
carattere assai particolare di Blackmore aggiungendo qualche aneddoto vissuto dal sottoscritto in prima persona al concerto di Zurigo del 1985.

Racconto brevemente che nel 1968/69 sull’onda del successo di Cream e Jimi Hendrix iniziano a crearsi i gruppi Rock in senso stretto che diventeranno definitivi e fondamentali per gli anni settanta, e dunque che nel 1968, dalle ceneri degli Yardbirds, il chitarrista inglese Jimmy Page (già valente per quanto poco ortodosso session man inglese) forma i Led Zeppelin, quartetto britannico che da lì a poco ribalterà il mondo del Rock. In novembre registra in 30 ore il primo album della band, disco d’esordio che nel giro di qualche mese arriverà nelle primissime posizioni della classifica che veramente conta in termini di vendite, quella americana. Il disco esce nel gennaio del 1969 e riscrive il sound della musica Rock. Se già Hendrix e i Cream avevano sondato nuovi terreni, con l’avvento dei LZ le sonorità Rock e il metodo di registrazione si arricchiscono di un nuovo abecedario. Prodotto da Jimmy Page con solo 3000 sterline il disco è una bomba, tanto che la rinomatissima etichetta americana Atlantic li mette sotto contratto immediatamente anticipando 200.000 dollari (siamo nel 1970, oggi sarebbero diversi milioni di dollari) e lasciando nero su bianco ampissima libertà decisionale a Jimmy Page.

Led Zeppelin 1 è un terremoto che pian piano colpisce anche l’Inghilterra. La Earth Blues Band, semisconosciute gruppetto di Birmingham rimane folgorata, cambia marcia, nome (adotterà quello di Black Sabbath) e si metterà a scrivere brani hard rock sulla falsariga del disco dei LZ.

Continuo nel dire che nel 1968/69 i DP sono un gruppetto che fa il verso agli statunitensi Vanilla Fudge, immerso in uno stile tra il rock psichedelico e il proto rock progressivo di quegli anni. Nei primi 3 album (Shades Of DP / The Book of Taliesyn / Deep Purple) vi sono spunti interessanti che lasciano intravedere un possibile futuro ma in pratica a parte due singoli (entrambi cover) che si comportano bene nelle classifiche americane gli album vendono poco. Il primo album dei LZ irretisce il chitarrista del gruppo (Ritchie Blackmore) che impone una svolta drastica: il bassista e il cantante vengono sostituiti da Roger Glover e Ian Gillan (due potenti e dotate personalità), la musica si trasforma in qualcosa di molto più duro.

TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Parto dunque con In Rock specificando che è il primo album in studio registrato dalla formazione Mark II composta da Ritchie Blackmore, Ian Gillan, Roger Glover, Jon Lord e Ian Paice.

L’artwork perde i risvolti psichedelici dei tre precedenti e va dritto al punto: raffigura il Monte Rushmore con scolpiti nella roccia i volti dei membri della band sovrapposte a quelli dei presidenti degli Stati Uniti con l’ovvio gioco di parole IN ROCK … nella roccia e nel Rock. Parlo di Child In time che è uno dei brani più famosi dei DP, sebbene sia un’imbarazzante scopiazzatura di Bombay Calling del 1969 del gruppo It’s A Beautiful Day, ma i DP ne danno una versione sensazionale, matura, rotonda annullando così ogni perplessità, anche perché tutti, tutti (tutti!) i gruppi e gli artisti hanno “preso in prestito” parti musicali da altri musicisti.

Tim e la professoressa Stremmy - TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Aggiungo che succede la stessa cosa anche per Black Night, il singolo (che non compare sul disco), che proviene dalla versione di Rick Nelson di Summertime, poi ripresa da The Blues MacGoos per We Ain’t Got Nothin’ Yet  e dai Deep Purple per l’appunto. Sono i due brani di In Rock che faccio ascoltare.

video Child In Time (filmed by The Stremmy Girl)

Due parole sul tour relativo, su Fireball comunque grande album ma schiacciato tra due capolavori e poi racconto del 1972, l’anno dei DP. La preparazione di Machine Head, Montreux, il Casinò che prende fuoco, il fumo sul lago.

TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Faccio ascoltare Smoke And The Water e Highway Starr, poi parlo dl tour del 1972 e delle tre date in Giappone semplicemente sensazionali così come Live In Japan poi rinominato Made In Japan da cui faccio ascoltare la mervigliosa versione di Lazy.

video Lazy (filmed by Marcya P)

Il tempo scorre, accenno al fatto che nel periodo di maggior successo creativo e magia il gruppo crolla causa tensioni varie, Blackmore prova un progetto alternativo con Paice e Phil Lynott e che poi dopo il tour de 1973 Gillan e Glover se ne vanno. Entrano Hughes e Coverdale, si forma la Mark III ed esce Burn (faccio ascoltare la title track).

Chiaro che per il tipo che sono mi sarebbe piaciuto fare ascoltare pezzi obliqui, ma il tempo è poco meglio far arrivare ai giovani colleghi prima le pietre miliari. Via di corsa sulle ali di Stormbringer sorseggiando subito dopo Come Taste The Band e riassumendo in un minuto quello che successe dall’anno della reunion (1984) ad oggi.

Devi dire che è stata una delle School Of Rock più piacevoli, forse perché avendo avuto poco tempo ho più che altro improvvisato e mi solo lasciato andare. Il gentile pubblico sembra aver gradito tanto da farmi sentire a mio agio, come uno che trovi finalmente il suo posto nel mondo …certo non avevo la chitarra elettrica in mano, né stavo suonando le mie canzoni, ma la sensazione è più o meno la stessa. New York, goodnight!

video saluti e ringraziamenti

◊ ◊ ◊

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Il Johnny Weissmuller dei poveri e la mescolanza di pensieri

14 Set

Settimana di ferie spesa alla House Of Blues, tolgo le manette al cervello, mi libero dagli impicci, mi godo il caldo settembrino della Domus, nuoto, leggo, ascolto musica, vado fuori a cena … non fosse per la pausa del campionato per le nazionali sarebbe stata un settimana più o meno perfetta.

Avendo la maruga in (attenzione: Bodhran non ama questo termine) modalità free as a bird i pensieri circolano in piena libertà, svolazzano di qua e di là, si rincorrono, si mescolano senza nessun costrutto e per liberarmi di loro a me non resta che riversarli qui sul blog.

Mescolanza di pensieri

Colonia Agrippina

Mi sveglio, mi lavo, mi bevo un bicchiere d’acqua. Ogni tanto mi impongo il digiuno intermittente, seguo lo schema più facile (16 ore di digiuno, assunzione cibo dalle 13 alle 21). Il campanile di Borgo Massenzio batte le 8:30, riattivo il pc per controllare le news of the world; il Dell torna in azione e come prima cosa mi propone la foto del giorno: uno scorcio della città di Colonia.

Mi tornano alla mente i giorni passati in quella città in un inverno degli anni ottanta. Colonia mi piacque, così in questa dolce mattina mentre ascolto Memoirs Of An Officer And A Gentlement degli ELP (brano relativo al mese in cui siamo) ripenso al passato, a quello remotissimo legato alla città della Renania Settentrionale.

2062 anni fa la antica popolazione germanica degli Ubi si accordò con i romani e si insediò sulla sponda sinistra del Reno, il villaggio prese il nome di Ara Ubiorum e ben presto si trasformò in un centro militare romano. Dieci anni dopo Agrippina – moglie dell’imperatore Claudio e figlia di Germanico – volle che il villaggio fosse innalzato al rango di Colonia Romana, fu così che l’abitato prese il nome di Colonia Claudia Ara Agrippinensium (“la colonia di Claudio e l’altare di Agrippina”) conosciuta come Colonia Agrippina.

Colonia Romana Colonia Agrippina.

Colonia Agrippina (ricostruzione).

In quelle zone fu poi costruito uno degli acquedotti più lunghi dell’Impero Romano, 130 km di incredibile ingegneria. Verso la fine dell’Impero Romano, nel 455 dc, i Franchi conquistarono la città e ne fecero la loro capitale.

Nei giorni spesi a Koln mi divertivo a fare trite battute, mi versavo qualche goccia d’acqua addosso ed esclamavo “Ah, finalmente posso permettermi l’acqua di Colonia!”. Che nessi (come diciamo qui a Reggio nell’Emilia) che ero.

Colonia (Germania)

Colonia (Germania)

Rolling Stones’ new single “Angry” TTT¾

Nuovo singolo dei Rolling, che devo dire … non mi dispiace nemmeno un po’. Meno banale di quel che mi aspettassi e la melodia nella sezione con gli accordi (diciamo così) mi pare carina. Per gente che scrive pezzi da 60 anni e che ha 80 anni Angry è un bel prodottino, chapeau! Godibilissimo l’assolo centrale di chitarra, minimal ma con un senso Rock mica da ridere.  Mi piace anche il video, certo … vi è la bella pheega vestita di Rock che fa le mossettina su una decapottabile che attraversa la città assolata, ma il gioco con i video nei billboard dell’epoca è vincente. Ragazzi, che fighi i Rolling!

New Silent Footage

Dal nulla emergono nuovi filmati musicali senza audio, vengono caricati su Youtube e quel resta delle legioni di fan del Rock vanno in sollucchero: video amatoriali del Led Zeppelin di quella qualità non ve ne erano e sebbene siano senza colonna sonora vederli in azione è sempre un brivido.

Led Zeppelin live at the Dallas Convention Center Arena, April 1, 1977

Lo stesso dicasi per i Bad Company, gruppo quasi sconosciuto in Italia ma molto, molto amato su questo blog.

Bad Company live at the Dallas Convention Center Arena, May 20, 1977

The Boys Are Back In Town

6/9 degli Illuminati del blues si ritrovano alla Festa Dell’Unita Di Reggio Emilia per il tradizionale pre-sinodo di inizio settembre. Le Feste dell’Unità da anni sono una pallida copia di ciò che erano ma noi imperterriti continuiamo a tenere alta la tradizione. Cena nel ristorante “La Rezdora”, un giro per la festa e quindi dritti alla Domus Saurea, la nostra comfort zone. Il Rum, l’amaro Nonino e la birra Moretti rafforzano la brotherhood che ci lega come un fascio di catene. I temi affrontati sono i soliti: musica Rock, football, politica, pheeghe. Zakk ci prende sotto, essendo il nostro centurione (il Richie Kotzen di piazzetta San Giorgio tende al metal) ama parlare di gruppi e artisti che non si confanno alla confraternita, i probiviri sono zelanti, inflessibili, incorruttibili, per il Team Tirelli la musica Rock è una faccenda seria così Lollo Zakk rischia ogni volta l’espulsione.

The boys keep on coming back in town - settembre 2023 - da sx Mixi-Biccio-Liso-Tyrrell-Zakk-Pike

The boys keep on coming back in town – settembre 2023 – da sx Mixi-Biccio-Liso-Tyrrell-Zakk-Pike

Sir Lyson, come fosse un Gaspare, un Melchiorre, un Baldassarre, mi porta in dono una bottiglia di Gin al mirtillo. L’indomani alla Coop acquisto il necessario affinché i giorni di ferie diventino il Festival del Gin Tonic.

Gin Tonic necessaire - foto TT

Gin & Tonic Blues - foto TT

The Magic Number

Porto alla Festa dell’Unità di Modena Polly e, soprattutto, i suoi genitori ottantenni, due militanti del bel tempo che fu. Quest’anno la Festa ha purtroppo cambiato sede, ora cerca di adattarsi allo spazio dell’Ippodromo fuori città. Il feeling non è lo stesso ma non mi piace criticare troppo questo genere di feste, non è corretto o meglio è troppo facile; un tempo – negli anni ottanta e novanta – le Feste dell’Unità provinciali (che spesso diventavano Nazionali) di Reggio, Modena e Bologna erano eventi di gran rilievo e i concerti, i dibattiti, gli incontri politici, gli spettacoli erano di altissimo lignaggio. Tutto funzionava a meraviglia, gli stand gastronomici poi rispecchiavano benissimo la grande tradizione culinaria della nostra regione. Dopo anni, lustri, decenni a cui ci si è assoggettati ad un unica narrazione, quella del turboliberismo, del disimpegno, dell’affossamento della cultura a cui si aggiunge adesso il nauseabondo lezzo dell’imperativo dio-patria-famiglia e del populismo e maschilismo più beceri, in che modo può sopravvivere una istituzione come la Festa dell’Unità, quando i volontari calano e perlomeno metà della popolazione è assuefatta agli anti valori sbandierati in tutte le TV generaliste? Nonostante le Feste quest’anno siano aumentate del 17% (credo grazie all’avvento della Schlein e di una sfumatura più decisa e meno moderata del partito principale dell’opposizione) c’è ancor molto lavoro da fare per recuperare una credibilità da tempo sbiadita. Insomma, la FDU di Modena nella nuova sede non è userfriendly (e dai, non sbuffate, lo sapete che uso questi termini inglesi ironicamente) ma ad ogni modo eccoci qui ugualmente. Niente altro da aggiungere se non che nel ristorante in cui decidiamo di cenare ci fanno accomodare nel tavolo n.46, il magic number per la Yamaha Girl con la cresta bionda che siede qui con noi. Serata risolta, in fondo basta poco.

La Valentino Rossi del Rock and Roll - Festa dell'Unità di Mutina - sett 2023 - foto TT

La Valentino Rossi del Rock and Roll – Festa dell’Unità di Mutina – sett 2023 – foto TT

Saturday in Nonatown

Sabato mattina a Nonatown, il mio paese natio. Sbrigo le commissioni che ho in lista poi mi dirigo al Capolinea Cafè, nel centro commerciale sorto tra le antiche mura della ex grande fabbrica per la lavorazione del pomodoro poi diventata storica cantina sociale.

Nonatown

Nonatown

Noto un vecchio compagno di scuola delle elementari e delle medie seduto con amici ad un tavolino, saranno vent’anni che non ci vediamo, gli tocco un spalla, alza la testa verso di me, mi guarda con espressione incerta, gli chiedo “chi sono?“.

Dopo un secondo o due sorride ed esclama “Stefano!” (all’epoca in cui eravamo monelli il soprannome Tim non era ancora arrivato, lo fu giusto qualche anno dopo), ma il mio amico diventa in fretta meno formale e quando ci salutiamo affettuosamente aggiunge “ciao Tire“. Sorrido, ai miei tempi Stefano era il secondo nome maschile più usato, in classe ci chiamavamo così in cinque o sei, dovevamo pur distinguerci e allora via che si andava con troncature di cognomi o storture del nome proprio.

Sacchetti per l’umido

Mi reco in uno spiazzo adibito a parcheggio a Borgo Massenzio dove ogni lunedì un addetto della multiutility della zona consegna i sacchetti dell’umido agli abitanti della frazione in cui vivo ora. Arrivo in contemporanea di una signora, entrambi parcheggiamo diligentemente di fianco al furgoncino Iren. Aspetto il mio turno, arriva una macchina, l’autista non si preoccupa di parcheggiare, si ferma in mezzo all’area, scendono due uomini insieme ad una bambina, parlano una lingua per me quasi incomprensibile, l’accento meridionale è fortissimo; fanno per passarmi davanti, li fulmino con uno sguardo, benché siano due uomini ben messi (seppur sfatti) e io il solito slim magretto, retrocedono. Ritiro i sacchetti, continuo a guardare questi due australopitechi in braghe corte, infradito e dall’aspetto trasandato e la loro auto lasciata in mezzo al parcheggio con le portiere aperte e penso che l’umanità non ha futuro.

Il Johnny Weissmuller dei poveri

In questi caldi giorni di fine estate gironzolo intorno alla Domus, talvolta mentre ritorno e scorgo la piscina mi dico “‘mo vacca com’è grande!”, perché è vero, tendo a snobbarla; è un piscina esterna economica tuttavia quando la osservo in lontananza mi pare una gran bella patacchina.

Domus Saurea alias The House Of Blues – settembre 2023 – foto TT

Per cercare di sfruttare il più a lungo possibile l’acqua azzurra acqua chiara e dunque poter nuotare nell’acqua che diventa sempre più fresca decidiamo di acquistare due mute da sub; è così che in una bella mattina di sole ci troviamo in Viale Che Guevara (solo a Regium Lepidi è possibile trovare viali importanti dedicati a certi nomi!) davanti al Diving Center della città.

Viale Che Guevara – Reggio Emilia – settembre 2023 – foto TT

Due chiacchiere col titolare per spiegare cosa cerchiamo, per vantarmi di avere come amico per le palle un grande subacqueo italiano titolare del rinomatissimo Scilla Diving Center (il nostro Polbi insomma) e per capire che mute ci servono.

Guarda, del tipo che vi consiglio i colori sono: nero e blu per gli uomini (segue mio sospiro d’amore) e rosso e nero per le donne (segue mio singhiozzo)” … d’altra parte io e la umana che vive con me tifiamo per le due squadre di Milano (io la prima e lei la seconda).

Tutine da sub football version – foto TT

Così, una volta a casa mi trasformo nel Gianni Biancomugnaio (Johnny Weissmuller insomma) dei poveri.

Bad To The Bone (Il Johnny Weissmuller dei poveri) – settembre 2023 – foto Saura T.

*Johann Peter Weißmüller era uno degli eroi di mia madre

https://it.wikipedia.org/wiki/Johnny_Weissmuller

Serie Tv

_Painkiller (2023 Usa) – TTTT

Miniserie basata su fatti realmente accaduti a proposito delle terribili dipendenze da farmaci pericolosi immessi senza ritegno in commercio in nome del profitto. Gli USA sono un paese di melma.

_Who Is Eric Carter – (Usa2023) TTT¾

Miniserie di otto puntate con Evin Ahmad (Snabba Cash) come protagonista e siccome a me Evin piace molto non potevo non guardarla.

_Narcos (Usa 2015-2017) – TTTT½

Arrivo a Narcos in ritardo di alcuni anni, serie Tv ovviamente basata su fatti e storie reali (Pablo Escobar e i cartelli venuti dopo di lui in Colombia); tre stagioni che consiglio caldamente, è fatta benissimo. Attori molto bravi, Wagner Moura (Pablo Escobar) e Pedro Pascal (l’agente Javier F. Peña) su tutti.

Playlist

Coda

Spendo dunque così i miei giorni di ferie, facendo uno strappo alla regola e regalandomi due confezioni della mia droga preferita,

Droga per i giorni di ferie – foto TT

ammirando orgoglioso la mia bouganvillea,

Proud of my Bouganvillea – settembre 2023 – foto TT

mentre sulle note dell’omonima canzone dell’Edgar Winter Group contemplo il sundown di fine estate.

Sundown at the House Of Blues – settembre 2023 – foto TT

Tra qualche giorno non sarà più tempo di ferie, l’equinozio d’autunno è dietro l’angolo, scavallato il quale ci si troverà sulla discesa che porta all’inverno, ma va bene così, è iniziato il campionato, la mia squadra del cuore sembra frizzante e per sentirmi bene ho sempre i dischi del Texas Tornado su cui poter contare …

Johnny Winter, il Tornado del Texas.