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CATTIVA COMPAGNIA “Custard Pie” – Live a San Martino In Rio (RE) 5 luglio 2013

13 Ago

 

CATTIVA COMPAGNIA “Can’t Get Enough” – Live a San Martino In Rio (RE) 5 luglio 2013

4 Ago

 

CATTIVA COMPAGNIA - Live in SMIR 2013: da sx Lorenz, Pol, Lele, Tim

CATTIVA COMPAGNIA – Live in SMIR 2013: da sx Lorenz, Pol, Lele, Tim – foto di Cecilia Feliciati

CATTIVA COMPAGNIA - San Martino In Rio 2013 - Tim e Saura - Foto  di Cecilia Feliciati

CATTIVA COMPAGNIA – San Martino In Rio 2013 – Tim e Saura – Foto di Cecilia Feliciati

CATTIVA COMPAGNIA - San Martino In Rio 2013 - Foto di Cecilia Feliciati

CATTIVA COMPAGNIA – San Martino In Rio 2013 – Lele & Tim – Foto di Cecilia Feliciati

La Cattiva a Saint Martin On The River, il sinodo d’estate degli illuminati del blues e la compilation di Picca e Tim

10 Lug

La CATTIVA COMPAGNIA langue da qualche mese, problematiche di vario tipo impediscono al gruppo di restare attivo; poi all’improvviso chiama il proprietario di un locale e ci chiede la disponibilità per un concerto da lì a qualche giorno. Naturalmente accettiamo…non faremo le prove, siamo fermi da marzo, siamo arrugginiti ma il rock and roll non è qualcosa di comodo.

La preparazione al concerto è sofferta: la notte tra mercoledì e giovedì la passo al pronto soccorso…la madre della groupie ha un problemino, preferiamo non rischiare. Passiamo otto ore al PS di Regium Aemilia; usciamo alle 5,30 di mattina. Io e la groupie guardiamo l’alba che monta sulla città, con i lampioni che si spengono, le genti che si svegliano, gli uccelli che si mettono a cinguettare. Alle 6 mi butto sul letto. Alle 12 mi sveglio, una doccia, corro da Brian e al pomeriggio sono in ufficio. La sera non avrei proprio una gran voglia di prendere in mano una chitarra, ma devo se voglio limitare le figuracce.

Venerdì riesco a scaricare, grazie alla generosità del mio amico AMDUSCIA, il nuovo bootleg soundboard dei LZ, THE KING’S (sic) OF THE STONE AGE, Nassau Coliseum 13 febbraio 1975. E’ sempre una emozione ascoltare in ottima qualità audio un concerto dei LZ. Alle 13 esco dall’ufficio e mi fiondo alla domus saurea. Pranzo, insieme alla groupie carichiamo le due macchine (l’impianto naturalmente dobbiamo portarlo noi, così lo abbiamo chiesto in prestito ai nostri amici dei TACCHINI SELVAGGI, con cui condividiamo – malgrado le gelosie  – la bassista preferita), una doccia e si parte.

Gli operai del rock si mettono al lavoro e in breve tempo il palchetto del WHISKEY A GO-GO (va beh, il CAZTUS CAFE’) è pronto…

Cattiva Compagnia - the catzus cafè stage

Un check alle chitarre…

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Un birretta in compagnia di Lorenz…

Lorenz & Tim - foto di LST

Lorenz & Tim – foto di LST

E si parte. Sono e siamo un po’ arrugginiti, ma nel complesso non siamo andati male. Qualche accordo poco preciso, qualche attacco non proprio esatto, ma anche tanta energia e voglia rock.

Momenti particolari: prima di CAN’T FIND MY WAY HOME il manico della mia chitarra prende contro qualcosa senza che me accorga; la corda di SI si trasforma in un (non ricordo bene) LA o in un RE. L’accordatura standard prende una piega obliqua, che comunque non stona del tutto con la canzone. Come PAGE anche io invento (per caso) accordature, diventerà un mio marchio di fabbrica…la famosa timtirelli’s semi-open tuning E A D G A-or-D E, il mio prossimo nickname sarà EADGAODE. L’altro momento che ricordo bene è l’assolo armonizzato di CAN’T GET ENOUGH, io e Lorenz in sincrono più o meno perfetto…che bel sentimento chitarristico.

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band. da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band.
da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

Ci vengono chiesti anche un paio di bis, così procediamo e chiudiamo con WHOLE LOTTA LOVE e HEARTBREAKER. Quest’ultima l’ avevo tolta dalla scaletta, se si è un po’ arrugginiti si rischia di fare la figura di PAGE all’ATLANTIC 40TH ANNIVERSARY DEL 1988…al momento della scarica elettrica dell’assolo senza la band butto la mano, chissà che ne viene fuori. Meno male che sia la telecamera in mano a mia sorella (videoripresista ufficiale della CATTIVA) e il registratore audio in mano a JAYPEE hanno smesso di funzionare in tempo.

Solite chiacchiere post concerto, smontaggio del palco, caricamento delle macchine e via a casa. Giunto in garage download dell’impianto, posizionamento dello stesso nella stanzina. Doccia e (senza che veda la groupie) un goccio di Southern Comfort prima di andare a letto. La adrenalina è ancora in circolo, così faccio ciò che avrebbe fatto PAGE dopo un concerto al NASSAU COLISEUM (droga esclusa of course). Spengo la lampada che sono le tre passate. Sospiro, penso ai miei sogni, poi mi lascio trasportare dalle correnti ascensionali che mi portano tra i notturni dei cieli estivi…”New York, good night”.

Sabato mattina, ore 7,30: suona la sveglia corro da Brian. Sono così cotto che non perdo la pazienza col mio vecchio. Lo porto in giro, la barista asiatica del bar di Chen il cinese mi sorride, entro al Conad del Torrenova per far la spesa per Brian….e mentre lo faccio mi dico che an s’è mai vèst Frank Marino andèr a fer la spesa dop aver sunèe al  GIORNO NEL VERDE al Colosseo di Querceto nel 1979 (il DAY ON THE GREEN all’OKLAND ALAMEDA COLISEUM insomma).

La sera che arriva questa volta è diversa dalla sera prima, c’è il SINODO D’ESTATE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. La serata è speciale perchè c’è l’iniziazione dell’aspirante confratello blues FABRITIUS SIMONORUM, Biccio insomma, colui che è carne della mia carne, anima della mia anima, il mio fratello di blues e di sangue, quello con e grazie a cui scoprii (qualcosa come 7 lustri fa) i FREE e JOHN MILES. Siamo solo in sette (groupie del blues compresa), il confratello JAYPEE è il solo ad avere la giustificazione (è in tour con gli STICKY FINGERS VIGNOLA EXPERIENCE), gli altri confratelli-fighette vengono retrocessi all’unanimità a “bidelli del blues”. La serata però è fantastica, siamo in forma, abbiamo l’hard rock blues che ci pompa nelle vene siamo in modalità “don’t take no prisoners”. Cena a base di pesce alla piccola Festa Dell’Unità di Gavassae (dove suona il gruppetto di liscio, stavolta col bassista sostituito da una tastierina triste triste) e poi ritrovo nell’outdoor notturno della domus saurea.

Illuminati del Blues alla Domus Saurea - Luglio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Illuminati del Blues alla Domus Saurea – Lugluio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Biccio porta in dono una bottiglia di Southern Comfort, il giusto beveraggio che fa da contorno alla cuca (anguria) e al gelato della award-winning gelatery di Borgo Massenzio.

A mò di ostia dono ai confratelli la compilation che insieme a Picca ho assemblato…un paio di cd all’apparenza anomali per dei fan di ALLMAN BROTHERS, GENESIS, NEIL YOUNG, BOB DYLAN, EMERSON LAKE AND PALMER e LED ZEPPELIN come siamo noi, ma le nostre anime sono onnivore e allora via, andiamo a naufragare nei passaggi del tempo…

tim & picca album

tim & picca album retro

Il Confratello Picca porta in dono vinili di estrema bellezza (DOORS, JACKSON BROWN, BEATLES, ROLLING STONES, DYLAN (con poster interno) e per me THE SONG REMAINS THE SAME versione giapponese con tanto di OBI) e Paolino Lisoni Cd in versione deluxe editions e digipack…ripeto, deluxe edition e digipack. Sono basito dai fremiti d’amore (virile s’intende) che sentiamo l’uno per l’altro. Questa porca vita non ci avrà, cazzo, almeno fino a che un alito di vento blues soffierà sulle nostre pianure piatte e afose, proletarie e piene di buoni sentimenti.

Fino alle due di notte stiamo a parlare, senza fermarci un attimo, di musica rock. Lo scrivo sempre lo so, ma che bello, cazzo! Li accompagno sulla carreggiata John Miles dove sono parcheggiata le macchine. Un abbraccio e un arrivederci…che il DARK LORD vegli su di noi.

THE DARK LORD

THE DARK LORD

La domenica di nuovo da Brian, o meglio Brian nel posto in riva al mondo. In campagna Brian si svaga un po’…passeggia per i campi, va dietro ai gatti, mi guarda mentre faccio il bagno della piscinetta. Tenerlo a bada è comunque lavoro impegnativo, ma me la passo grazie ai commenti che mi arrivano via email dai confratelli:

PICCA: “grazie della bella serata, abbasso i bidelli del blues”

LISO: “compilation perfetta (a parte chris rea) flor d’luna pietra miliare, malinconica, struggente, capolavoro assoluto del chitarrista messicano, sarà il tormentone dell’estate 2013… domus saurea come Headley Grange o Villa Nellcote. Confratelli alla prossima!!! Music was my first love and it will be my last”

TIM: “FLOR D’LUNA zenith chitarristico dell’umanità intera. Stop. CARLETTO SANTANNA come e più di LUDOVICO DA CAMPOBIETOLE (Beethoven insomma).Stop.Confraternita del Blues fulgido esempio di fratellanza a base etica e morale per il perfezionamento delle condizioni dell’umanità. Stop. SOUTHERN COMFORT nettare (e martello) degli Dei che da conforto ai Confratelli di Tim Tirelli. Stop. Riuscitissima iniziazione di Fabritius Simonorum.Stop. Till the next time we say goodbye…  Massenzatico…goodnight!Stop.Gloria In Excelsis Miles. Magister Timotheus”

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LISO: “Music min 4:44 john miles e’ sulla luna”
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TIM: “Quando giovincello arrivavo a quel punto iniziavo a tremare e ad avere la pelle d’oca. E prontamente riposizionavo la puntina su quel punto. Anche al minuto 5:10. quando con ancora più enfasi nel cantato e john Miles è su…saturno. D’ora in poi “Music minuto 4 e 44” farà parte del lessico del cerchio più ristretto dei maestri massenzio, per indicare “il sublime”. Per accrescere la suggestione, gli altri confratelli potranno schiacciare l’acceleratore con “Music minuto 5 e 10”. John Miles, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo! Ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa! Magister T
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BICCIO: “Grazie a tutti per la bellissima serata e per l’accoglienza ricevuta dai membri della Congregazione.”
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Lunedì mattina diretto in uffico,  verso Masone mi accorgo che i cartelli con i nomi delle vie hanno impostazioni diverse…alcuni col bordo blu, alcuni col bordo giallo, alcuni con le prime lettere dei nomi e cognomi maiuscole, alcuni invece con le minuscole, altri -INCREDIBILE- con la prima lettera del nome minuscola e la prima lettera del cognome maiuscola. Roba da non dormirci la notte.

Arrivato a Stonecity,mi fermo a fare il pieno all’ex distributore IES, ex perche il nuovo gestore, stanco delle vessazioni e della poca serietà del marchio, ha stracciato il contratto, ha fatto ridipingere le tettoie, ha cambiato l’insegna: V per Vaccari. Mi piacciono un sacco queste storie. Il gestore avrà 65 anni buoni, viene da Nonantola, e a quell’età prende in gestione un distributore e apre un brand tutto suo. Il carattere emiliano, cazzo! Mitico.

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News: Cattiva Compagnia in concerto Venerdì 5 Luglio 2013 ore 21 San Martino In Rio (RE)

29 Giu

 

CC Locandina 2013 San Martino

CC - Lorenz, Pol e sullo sfondo Tim

CC – Lorenz, Pol e sullo sfondo Tim

Intervallo: CATTIVA COMPAGNIA “Whole Lotta Love (Live in Zocca 2012)

12 Giu

CATTIVA COMPAGNIA
“Whole Lotta Love”
Live at Festa Della Libertà, Zocca (Mo) Italy 4th august 2012

Lorenz Mocali – guitar
Paolo Morigi – vocals
Lele Morselli – drums
Saura Terenziani – bass
Tim Tirelli – guitar

Intervallo: CATTIVA COMPAGNIA “Perso In Un Supermarket” (demo 1992)

1 Mar

CATTIVA COMPAGNIA “Perso In Un Supermarket” (Tirelli – Togni) ©SIAE –  dal DEMO del Febbraio 1992

Tommy Togni – Voce
Tim Tirelli – Chitarre
Luigi Mammi – Tastiere
Mixi Croci – Batteria
Mel Previte – Basso

CATTIVA COMPAGNIA:da sx a dx  Luigi Mammi - Mixi Croci - Tim Tirelli - Tommy Togni (sotto)

CATTIVA COMPAGNIA: da sx a dx Luigi Mammi – Mixi Croci – Tim Tirelli – Tommy Togni (sotto)

A NIGHT AT THE REHEARSALS (la Cattiva Compagnia in saletta)

9 Nov

Nonostante avessimo saltato qualche appuntamento con le prove dovuto ai malanni di stagione, l’altra sera andare in saletta è costato comunque un po’, a tutti. Dopo una giornata di lavoro a Stonecity corri a casa, carichi la macchina con due amplificatori, una Les Paul, il Fender Jazz, la pedaliera e la borsa con le tue attrezzature. Sali in casa, ceni in fretta, giochi due minuti con Palmiro e poi, insieme alla bassista preferita, parti per Mutina. Niente di particolare, s’intende, son cose che fan tutti quelli che hanno un gruppo, ma vedo che con l’avanzare dell’età la cosa diventa meno automatica.

In macchina attraversi la campagna nera mentre il car stereo passa una compilation del BANCO…MOBY DICK …

Verso le 21 arrivi alla saletta “Little Piggery” e con te pian piano tutti gli altri. Lorenz è in ritardo, ha fatto tardissimo al lavoro. Siamo tutti un po’ stanchi e in affanno, a Lele duole un braccio, Pol maledice sottovoce qualche blues che non lo lascia stare… io e Lorenz accendiamo gli amplificatori, prepariamo le pedaliere, dipaniamo i jack, Lasaurit cerca il suono giusto. Stanchi, non tanto in vena, persi nei nostri guai; eppure siamo tutti lì. “Partiamo con un paio di cover tanto per scaldarci? Cosa volete fare?” dico, e Lele di rimando “Pol stasera decidi tu”. E Pol decide. Uan, ciu, uan ciu fri for…l’intro di CANT’ GET ENOUGH irrompe in saletta, dalla prima strofa capisci subito che è una di quelle serate magiche, quando il bioritmo blues dei musicisti suona all’unisono, quando c’è la completa comunione d’intenti, quando la musica che stai facendo riesce a farti galleggiare nell’aria. Non succede mica sempre, ma quando accade l’anima si scrolla di dosso le paturnie e tu sei libero di volare fino al RICHFIELD COLISEUM di CLEVELAND. L’hard rock inglese brilla stasera in questa piccola saletta emiliana…

Come secondo pezzo Pol chiama MISTY MOUNTAIN HOP, è una battuta… non lo suoniamo dal 2007, da quando la formazione era ancora a quattro con Lasàurit che suonava contemporaneamente tastiere e pedaliera basso. Ma stasera siamo gasati dunque parto col riff. Lorenz conosce il pezzo ma non lo ha mai suonato, ad ogni modo prende su il riff in attimo, gli urlo gli accordi, gli do gli stacchi e come se niente fosse si aggrega senza problemi. Che musicista ragazzi. Lasàurit cerca di trasportare all’istante quello che faceva alla pedaliera sul basso, io mi rendo conto che i LZ sono davvero nel mio DNA visto che dopo 5 anni mi ricordo tutto il pezzo assolo compreso senza difficoltà, Pol canta alla sua maniera replicando le altissime linee di Plant nella versione da studio. Poi c’è, Lele. Si vede che ha voglia di suonare, voglia di suonare il rock, perché spacca veramente il culo. Ecco quando hai una band di quel livello, quando hai 4 musicisti così dotati, quando fai il rock (quello vero) e quando è una di quelle sere speciali, beh ti senti in pace con il mondo…

Ci guardiamo compiaciuti, niente male davvero. Come ultimo momento del warm up Pol gradisce CAN’T FIND MY WAY HOME, così Lele scandisce il tempo e partiamo. Il tenore della performance è sempre alto, il rock  è incastonato tra il light and shade, con le morbide linee di basso, le Les Paul che mordono, la batteria che tiene il groove bello alto e la voce che ricama le melodie tanto amate. Che spettacolo ragazzi…

Il resto della serata lo spendiamo a mettere a posto VENTO DI MAESTRALE e LA SVEGLIA, due nostri pezzi che hanno ancora bisogno di qualche levigatura. Le 23 arrivano in fretta, è già ora di smontare e ricaricare tutto in macchina. Quattro chiacchiere, un abbraccio e ci ritroviamo di nuovo a seguire la morbida scia della via del ritorno. Riscarichi tutto, ti fai una doccia, una tisana (ma avresti voglia di un Southern Comfort), dai una occhiata a internet e verso l’una ti infili a letto. Col cuore in pace, con l’anima calma, con i pensieri allentati…certe notti è proprio bello suonare in un gruppo rock.

(Cattiva Compagnia)

CATTIVA COMPAGNIA sul sito ROCK IN ITALIA

21 Ott

Sul sito ROCK IN ITALIA di Marco Priulla (vedi link qui sotto) è apparso questo articolo sulla CATTIVA, o meglio sul cd ALL’INCROCIO. Roba di 10/15 anni fa, ma è sempre un piacevole ricordo. Ora la CATTIVA ha una formazione diversa (con cui spero di entrare in studio prossimamente) ma ad ogni modo…belle parole. Grazie Marco.

http://www.rockinitalia.com/2012/10/21/cattiva-compagnia-allincrocio/

(Tim in studio – All’Incrocio sessions)

(Picca e Mel Previte ai cori – All’Incrocio sessions)

 

CATTIVA COMPAGNIA Live at Festa della Libertà blues

19 Ago

Dispepsia…mi sembra che non ci sia, buon segno, ieri sera ho mangiato riso in bianco per essere sicuro di star bene. Vedremo in seguito che mi sbaglio anche ad interpretare il linguaggio del mio stomaco. Sabato 4/08/2012 …33 anni esatti esatti dopo Knebworth, siamo di nuovo alla Festa della Libertà di Monte San Giacomo di Zocca, la Woodstock nostrana: 4 palchi e un sacco di gente.

Al mattino però c’è Brian, fino alle 12, poi corro a far la spesa, pranzo, relax di mezzora, caricamento della blues mobile, doccia e partenza. Nonostante l’assenza di segnali del mattino pian piano mi monta il dispepsia blues: mal di testa e nausea. Uncle dog, what two balls! Faccio guidare la bassista preferita. Questa volta siamo all’Hard Stage, il quarto palco che hanno aggiunto quest’anno, lo viviamo come un downgrade rispetto all’anno scorso, ma d’altra parte anche quest’anno abbiamo superato la selezione. Un’ora e passa di viaggio e arriviamo alla festa. Il problema del parcheggio e del portare gli strumenti nell’area del retro palco è come sempre un dramma, we do a life of the madonna.

(warm up – Tim backstage alla Festa della Libertà di Zocca – foto di Lafède)

Sembra che manchino alcuni gruppi, quindi tutti inizieranno prima, l’entrata in scena della Cattiva prevista per le 22,45 è anticipata di un ora circa. Ho mal di testa, la nausea, voglia di rimettere. Prima dello show vado in bagno…trattasi di bagni chimici, 4 per la zona dei due palchi: vi lascio immaginare come son ridotti. Meglio il bosco che c’è dietro al nostro stage.

(Pol e Tim backstage alla Festa della Libertà di Zocca – foto di Lafède)

 Tocca a noi, due minuti per collegarci agli amplificatori già presenti sul palco, un minuto di soundcheck con HELLO THERE dei CHEAP TRICK e poi Lele parte con l’intro di ROCK AND ROLL. Il rombo delle LES PAUL, la veloce occhiata con Riff a bordo palco, la sicurezza della Saurit, lo sguardo attento di Lele, l’ugola d’oro di Pol…un bel venticello mi spira tra i capelli…le poche decine di pubblico dell’inizio si trasformano ben presto in un bel pienone. D’incanto la dispepsia non la sento più. Sono lì, sto per partire con l’assolo che non sarà difficilissimo ma non è nemmeno facilissimo, butto la mano, chiudo gli occhi e sono a Knebworth. Potenza del Rock and Roll.

(La Cattiva on stage a Zocca – foto di Lafède)

Segue il nostro arrangiamento di CAN’T FIND MY WAY HOME, di nuovo un mio assolo per poi finirlo con la frase armonizzata a due chitarre…mentre la faccio insieme al mio pard LORENZ mi sento invincibile. Alzo la testa, il pubblico è numeroso, in decima fila c’è qualcuno che balla contento come un matto al ritmo di MY WOMAN FROM TOKYO. Arriva poi MORE THAN A FEELING con le buonissime prove di Pol e Lorenz, il pubblico ormai è tutto con noi. Certo, non ci vuole molto, sono cover classiche di un certo effetto, ma alla fin fine bisogna poi saperle fare, col senso giusto, e noi, a volte, lasciatemelo dire, il senso giusto del(l’hard) rock lo abbiamo tutto.

(Lorenz  in versione Eric Bloom e il Brad Delp di Correggio live alla Festa della Libertà di Zocca – foto di Lafède)

Con WHOLE LOTTA LOVE i cuori cominciano l’heart banging, assolo centrale del guitar god di LittleVineyard (Lorenz insomma) e chiusura alla TSRTS del sottoscritto.

(La bassista preferita e l’uomo di blues  – Saurit e Tim sul palco a Zocca – foto di Lafède)

In LET THERE BE ROCK Lorenz mette in mostra le sue favolose capacità chitarristiche, io mi defilo, cerco di immedesimarmi alla meglio in MALCOM YOUNG e prima della fine presento la band:

“Bene è giunto il momento di presentarvi la CATTIVA COMPAGNIA…al basso la regina della velocità, la dea del rock and roll, la reggiana dagli occhi di ghiaccio, the girl from Gavassa, la nostra superfiga SAURA TERENZIANIIIII (applausissimi)…. alla batteria il tigrotto di Mompracen, il bravissimo LELE MORSELLIIIII (applausissimi)… alla voce la nostra ugola d’oro, il Brad Delp di Correggio, il Ian Gillan di Budrio, il Peter Gabriel di Mandrio PAOLINO MORIGIIIII(applausissimi)…alla chitarra solista, un uomo che non ha bisogno di presentazioni, my good friend, l’inimitabile, l’inarrivabile, l’inspiegabile LORENZ MOCALI (boato)…e all’altra chitarrina l’umilmente vostro Tim Tirelli (applausini)…bene, la Cattiva Compagnia vi ringrazia della bellissima serata, vi da appuntamento al prossimo rock and roll show e vi benedice nel nome del BLUUUUEEEESSSSSSS, Saint James Mountain goodnight! “

(“L’inimitabile, l’inarrivabile, l’inspiegabile… Lorenz Mocali “- foto di Lafède)

Chiudiamo con TRAIN KEPT A-ROLLIN’ due giri di assolo per Lorenz, due giri per me e tanto amore per il rock. Lunghezza del set 45 minuti, la durata perfetta, non perdi la concentrazione, hai abbastanza energia per cercare di dare il meglio di te stesso in ogni canzone e ti abbandoni senza riserve sulle onde del rock, che bello, che bravi musicisti che ho con me, che sensazione meravigliosa fare un concerto rock.

(“Alla batteria, il tigrotto di Mompracen, Lele Morselli”- foto di Lafède)

Poco dopo saluto tutti, LORENZ tra un paio d’ore deve suonare con gli STICKY FINGERS featuring John Paul Cappi sul Power Stage (il palco principale), ma io domani sarò tutto il giorno da Brian e poi la dispepsia ha ripreso le redini della situazione. Riff accompagna me e la bassista preferita alla macchina (parecchie centinaia di metri a piedi con due gibson, un basso fender, una pedaliera pesantissima e borse varie) mentre pronuncia bislacchi commenti motociclistici su Valentino Rossi, lo guardo stupito ma non dico nulla. Ma Riff, non era un intenditore? Mah.

Di nuovo la bassista preferita al volante, di nuovo con grossi problemi di stomaco io. Decidiamo di prendere l’autostrada per tornare, ma all’autogrill di Modena Nord siamo costretti a fermarci: rimetto i blues più acidi della mia anima. Lì nel parcheggio mi sciacquo la bocca, cerco di riprendermi, maledico chissà chi , guardo la luna e poi mi dico…ma anche questo è rock and roll!

(Tutte le foto di Federica Pratissoli)

CATTIVA COMPAGNIA Live in Guiglia blues

30 Lug

Ho già scritto che facendo pochi concerti ognuno di questi diventa un piccolo evento, e devo dire che la cosa ha un suo fascino. Per qualche giorno pre e post show hai in mente quella cosa lì.

Nella settimana piuttosto incasinata cerchi di organizzare tutto per avere un po’ di tempo la sera per ripassare le tue parti, al sabato mattina sei da Brian e mentre lo lavi ripassi mentalmente gli accordi -che non ricordi mai- che fanno da base all’assolo di MORE THAN FEELING. Poi, visto che non lo porti più a Ninentyland, mentre sei lì con lui a prendere un caffè da Chen il cinese al bar del Newtower focalizzi la tua linea dell’assolo armonizzato in CAN’T FIND MY WAY HOME. Entri poi al Conad del Newtower e mentre fai la spesa per Brian gli lasci spingere il carrello così che si senta importante…oltre a recitare a te stesso la frase ormai preferita di molti avventori del blog (“An s’è mai vest Johnny Winter fer la spesa al Conad dal Torrenova”) ripassi ad occhi chiusi l’assolo di THE OCEAN, hai visto mai che ci chiedano un secondo bis e ti tocchi farla.

Di nuovo chez Brian, gli prepari il pranzo e mentre gli scaldi uno di quei piatti già pronti ti chiedi se ha un senso presentare tre dei tuoi pezzi in italiano in mezzo alla classic hard rock bonanza che di solito portate in concerto. Lasci il tuo vecchio e scappi a far la spesa alla Coop a Regium Lepidi. Esci dal portone del palazzo di Brian e ti fermano due persone: una ragazza giovane e una specie di nerd un po’ fricchettone.  Tiri fuori dalla borsa il ritratto di ALEISTER CROWLEY pensando siano due testimoni di geova e ma poi ti accorgi che son due che stanno facendo una sottoscrizione per LOTTA COMUNISTA, una giornale leninista. Do 5 euro, la ragazza mi passa la ricevuta e un copia del giornale. Mentre salgo in macchina mi dico ““An s’è mai vest John Miles fer una sotoscrisìon per la stampa leninista” .

(Brian – foto di TT)

Alla Coop faccio altra spesa per Brian così per tutta la settimana è a posto, poi mentre sto valutando se comprare un paio di piantine da piantare nelle fioriere del posto in riva al mondo mi dico “An s’è mai vest Mick Ralphs cumprèr dal piantèini ala Coop” . Fai la spesa col salvatempo, leggendo con una pistola laser tutti gli articoli e riponendoli già nelle borse. Naturalmente arrivi alle casse apposite e che carrello il computer decide di controllare? Quello di Tim Tirelli, of course.

Pranzo, una doccia, il tempo di caricare e si parte. Arrivi a Guiglia, scarichi, monti, inizi il soundcheck che si interrompe dopo 45 secondi: sono le 19 inizia la messa non bisogna disturbare, diobono.

(Il palco di Guiglia – Particolare – foto di TT)

(The Guiglia stage – foto di TT)

(CC pre soundcheck – da sx a dx Pol Saurit Tim Lorenz Lele – foto di Lafede)

La festa ha sempre il solito sapore,  il gusto di campane, non è neanche male…piadina prosciutto e mozzarella, patatine fritte, una weiss. Caffè una taverna più  in giù. Per Lorenz anche un McCallan. Nei “camerini” a cambiarci. C’è anche Andrea di Marco di Zelig; noi entriamo in scena dopo di lui.

(“Tra un manifesto e lo specchio” – foto di TT)

(Pre show daze: Lorenz, Pol & Tim nei camerini – foto di LST)

Saliamo sul palco, imbracciamo gli strumenti, Lorenz inizia il riff di HELLO THERE, si parte. Per i primi quattro pezzi sul palco non si capisce nulla, un cespuglio di suono indistinto corre sul palco sospinto da un vento maligno. D’accordo non aver fatto un soundcheck adeguato, ma il service è uno di quelli seri, le spie ci sono…ma come dice Picca “secondo me sul palco non si sente un cazzo neanche se hai la produzione Pulse dei Floyd… è un mistero eterno e inestricabile”. Archivio la faccenda sotto la voce “E’ così che vanno le cose”, paturnie da musicisti, mai un volta che tu sia contento, che non debba giustificarti per certe sbavature ed errori. Ma tra i fumi, i faretti, i nostri tre pezzi, l’assolo armonizzato fatto con Lorenz di CAN’T GET ENOUGH per un momento ti è sembrato di essere al tuo posto, là al Public Auditorium di Cleveland.

Un bis (WHOLE LOTTA LOVE che fa sempre la sua figura), chiacchiere con gli amici che ti son venuti a vedere, smonti la tua strumentazioni e la carichi sulla blues mobile, mentre ti infili in tasca 80 euro. Fai un paio di conti, tolto il carburante quanto ti rimane? 60 euro? 62? Per un impegno complessivo di 10 ore. Uhm.

Ma non vuoi fare la vittima, non lo fai per questo…lo fai per questo preciso momento: perché dalla collina sei appena atterrato in pianura, stai lasciando gli svincoli di LittleVineyard, sono le 2,30 di notte o di mattina, la groupie dorme, nel lettore gira HONKY CHÂTEAU  di ELTON JOHN in versione Original Master Recording, i semafori lampeggiano, nessun per strada, le insegne luminose ammiccano, la notte è serena e calda, sei con te stesso e provi quell’inspiegabile blues che domini con fredda determinazione  ma che ti dipinge quell’espressione sentimentale sulla faccia… quel velo di tenerezza che ti fa sentire uomo di blues, quel feeling che pur nella sua malinconia ti prova che sei vivo. Poi parte ROCKET MAN e ti sciogli dentro a brividi che solo quelli come te sanno provare, ti commuovi pure forse, perché ti senti un po’ così anche tu, solo lì nello spazio ad osservare senza capire, che poi è il destino della condizione umana.

….And I think it’s gonna be a long, long time
Touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home, oh no no no
I’m a rocket man, rocket man, burning out his fuse up here alone….

Arrivi infine alla domus saurea, ti infili i guantini, scarichi la macchina, chiudi il garage, ti fai una doccia e ti metti a letto. Leggi l’ultimo numero del fumetto JULIA, fai stancare Palmiro fino a che non si accascia su di te, pensi a domani…l’ennesima domenica da Brian, ma scacci il pensiero, stanotte hai suonato rock and rock e lascia che sia. Sono le 4, spengni la lampada sul comodino…New York goodnight.