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JUVE – INTER 1 a 3: THE RETURN OF THE CHAMPIONS

4 Nov

Da alcuni giorni non pensavo ad altro, con preoccupazione e con speranza. La J**e è una squadra già completa, noi stiamo ancora cercando la nostra strada, sarà dura mi dicevo. Già sarà dura, ma dentro di me sognavo una vittoria bella piena, che gran cosa sarebbe dare una lezione ai gobbi nel loro stadio di latta interrompendo la lunga serie di risultati utili consecutivi. Sogno banalotto, condiviso perlomeno con alcuni milioni di altri fratelli nerazzurri. Cercavo altresì di considerare la J**e e gli J**entini avversari e non nemici. Lavoro mica facile, dopo quello che è successo nel 2006. Dimenticare certe cose è impossibile, scordare certi comportamenti men che meno, ma non si può vivere di rancori tutta la vita, così cercavo di stemperare i soliti sentimenti antiJ**e.

Son lì che stempero, la partita inizia e dopo 19 secondi loro segnano un goal in fuorigioco di un metro. Un metro…

Ecco, i buoni propositi vanno a farsi friggere subito. Poco dopo Palacio segna ma il goal viene annullato per un fuorigioco di 5cm. Passano pochi minuti e Lichtsteiner, già ammonito, commette un fallo durissimo e non viene espulso. La rabbia sale, la frustrazione anche. Poi arriva il secondo tempo e con esso la giustizia blues. L’Inter gioca bene, il coraggio di Stramaccioni lo si vede dal 3-4-3, la squadra risponde a dovere e si ribella al fato avverso. Milito strattonato cade in area, rigore. Sono in piedi, le palpitazioni che durano già da un’ora si fanno più violente, ti prego Principe segna, segna, ti prego…e Dieghito segna. E vai così cazzo. L’Inter prende la situazione in mano, non riesco più a star seduto, sudo, impreco, tremo. GUARIN entra per CASSANO. Il Guaro parte, tira una ghega da fuori area, il nazifascista respinge e il Principe MILITO segna il due a uno.

Faccio un balzo, la groupie urla (sebbene rossonera). Stringo i pugni ma so che da qui alla fine sarà durissima. Sono in punta di piedi, mi dico che non si può star così male per una partita di calcio, ma mi arrendo alla mia condizione di supertifoso blues. Vedo poi GAURIN lanciare sul lato opposto NAGATOMO, Yuto ha spazio, entra in area, tira, ribattuto, riconquista la palla, evita gli avversari, la smolla a PALACIO che insacca il 3 a 1. Scatta l’apoteosi, mi lascio andare, salto, prendo PALMIRO lo getto in aria più volte e gli do dieci cento mille baci,  mi scateno in un boogie woogie con la groupie (che scrive su facebook “sto assistendo a scene inenarrabili”), urlo all’universo tutta la mia gioia. Rimango in stato di esaltazione cinque minuti buoni, poi mi accascio sul divano. Era dal 2010, dal triplete, che non partivo di testa così. Mi chiama Dennis, è a Casal Monferrato per lavoro, cantando “AMALA, PAZZA INTER AMALA” si appresta a fare il giro dei locali a prendere la ciucca insieme ai suoi colleghi interisti.

Battere la J**e…come vedere FIDEL entrare a l’AVANA nel gennaio del 1959, come ascoltare i discorsi di ROBERT KENNEDY, come vedere certi film di SYDNEY POLLACK, come trovare il proprio nido di stelle, come essere al Madison Square Garden a fine luglio del 1973 e guardare i LED ZEPPELIN suonare SINCE I’VE BEEN LOVING YOU…

Che godimento ragazzi…

Finalmente il campionato: PESCARA – INTER 0 – 3

26 Ago

Che Eto’o sia lodato, finalmente è iniziato il campionato. Ho aspettato quasi tutta l’estate e ora eccolo qua, ah che meraviglia. Sì, va bene, i calciatori hanno un cervellino piccolo così, sono viziati, strapagati, le società di calcio non sono proprio limpidissime, le scommesse, l’ arroganza di certuni che non sopportano il fatto che ci siano regole da rispettare, le curve a volte becere fino all’inverosimile…è vero c’è tutto questo, ma non è la società che ci siamo scelti? Non ci sono anche cantanti di musica commerciale che prendono vagonate di soldi? Non ci sono attoruncoli che per girare film di cassetta prendono in sei mesi ben più di quel che prende il calciatore più pagato? Non ci sono amministratori delegati, dirigenti, bancari , prelati che prendono somme spropositate? Questo è il capitalismo, e mi girano le palle quando sento fare questi discorsi da gente che vota partiti che sostengono il liberismo sfrenato e la oligarchia.

Così, pur incazzato come tutti nel vedere la società in generale svendere valori, perdere il senso della collettività, infischiarsene del bello, della cultura, della buona musica, delle buone cose della vita, cerco di concentrrami sul calcio, sul gioco, sullo sport che reputo il più bello del mondo, sullo sport più popolare che c’è, perché chiunque può giocarlo con due lire, perché mi dà gioia, perchè quando vedo il giocatore coi colori giusti che insacca la palla nella rete avversaria, dentro al mio cuore partono i fuochi artificiali, l’anima si riallinea con la rotazione del geoide terreste e tutto mi sembra avere un senso.

Eccoci alla prima giornata dunque, il Parma purtroppo ha perso anche perché contro certe sviste (diciamo così) non si può certo vincere (rigore inesistente e goal fantasma, tutti e due contro), il Milan ha fatto lo stesso in casa con la neopromossa Sampdoria e l’Inter ne ha date tre al Pescara: Sneijder, Milito, Couthino. Qualche campione, qualche grande vecchio, qualche faccia nuova e qualche ragazzino. Sono soddisfatto, sembra esserci una linea guida, una testa pensante, e per la prima volta dopo il MOU, sono contento dell’allenatore. Insomma mi preparo a vivere una nuova stagione , sognerò naturalmente, ma terrò i piedi per terra, non mi aspetterò di vincere e prenderò quel che arriverà, ma l’importante sarà che Stramaccioni e i ragazzi mi faranno palpitare il cuore, e questo per me vale più di una vittoria. Amala, cazzo, pazza INTER amala!

L’AMACA del 09/05/2012 (Michele Serra)

10 Mag

Il fenomeno dei giornalisti tifosi è troppo patetico perché  io vi ammorbi con la mia opinione sulla controversa “terza  stella” della Juventus. Mi limito a un’osservazione  strettamente tecnica, temo inoppugnabile.La Juventus ha  tutto il diritto di ritenersi vittima di una sentenza sbagliata e  cucirsi sulle maglie la terza stella. Ma un secondo dopo,la  Federazione italiana gioco calcio dovrebbe dichiararsi  sciolta, perché il suo operato e quello della giustizia sportiva  sono ritenuti carta straccia, e giudicati nulli, da una delle  società più autorevoli e note del calcio italiano. Terze vie  non ce ne sono, perfino in un Paese di ipocrisie e di pateracchi.  Perché attribuirsi due scudetti revocati per frode sportiva  non è solo un gesto di “orgoglio ritrovato”, come pensa  abbastanza puerilmente il presidente Andrea Agnelli. È, a  tutti gli effetti, un gesto che sconquassa dalle fondamenta le  istituzioni del calcio, le sconfessa, le rifiuta. È un durissimo chiamarsi fuori dal mondo in cui si opera e dalle sue regole.  Nella vita, ovviamente, ci si può anche ribellare. Quello che  non si può fare è credere che ci si possa ribellare al modico  prezzo di qualche titolo di giornale, e cavarsela temperando  le polemiche con un paio di interviste diplomatiche.

Da La Repubblica del 09/05/2012.

SOME ENCHANTED EVENING: Inter – Milan 4 a 2

7 Mag

Anche in annate così balorde vale la pena seguire la tua squadra perché può sempre arrivare una serata incantata che per novanta minuti ti fa tremare, bestemmiare, gioire, esultare. E’ arrivata ieri, questa serata palpitante, quella che ti fa inarcare, sobbalzare, amare il calcio, la vita, la musica rock.

Non sei allo stadio, ma hai le tue vedette là in tribuna a San Siro, Beppe e Doc con cui scambi sms pieni di tensione. La groupie è sull’altra sponda del divano, veste gli altri colori, non puoi far finta di nulla in serate come queste. Tremo, sono nervoso, mi batte il cuore.

Sky inquadra la nord, e anche un emiliano ateo come me si emoziona…

I primi venti minuti rulliamo il Milan, i ragazzi che pressano (compreso Alvarez) che vogliono condurre la partita, ah che bello vedere l’Inter coraggiosa. Mi lascio travolgere dagli eventi: goal di Milito,gol giustamente annullato a Lucio (che avevo dato per buono), poi palla entrata/non entrata…da un possibile 2 a 0, a 2 a 1 per loro grazie ad un rigore inesistente e aun bel goal di Ibra. Inizio ad incazzarmi. Rigore su Samuel non dato, rigore per trattenutina su Milito, pareggio, un loro giocatore gioca a pallavolo in area…altro rigore per noi e bomba finale di Maicon. Entro in un tunnel di beatitudine.

Con viva e vibrante soddisfazione mi alzo dal divano…non ho fatto il matto, la groupie è troppo vicina. Poi, con la nostra vittoria abbiamo consegnato lo scudetto alla J**e cosa non proprio simpatica. Bisogna ammetterlo però: è stata la squadra migliore, certo senza le fatiche della Champions…ma hanno dimostrato un gran carattere. Chissà come hanno festeggiato i pochi (immagino) lettori juventini del Blog? Miss Crewe sarà andata a festeggiare a porta San Pietro? E Giancarlino Trombetti? Lo immagino brindare e ballare con la sua maglietta bianconera al ritmo di Zappa In New York.

Penso agli umori cupi della groupie, di Paolino Lisoni, a quello di certi miei cuginetti e cuginette…mi scappa un sorriso beffardo. Mi tengo questa bella vittoria, ma penso sia ai sei punti fatti col Milan e ai sei persi col Novara. Perché si vada in Champions una concatenazione di eventi impossibili dovrebbe avverarsi, quindi non ci penso nemmeno. Europa League, dunque. Cosa piuttosto triste. Ma sento che tra l’Inter e Stramaccioni c’è quella reazione chimica che potrebbe far funzionare a dovere le cose, quando vedo i giocatori andare a sbattere il petto contro il mister mi tornano in mente le notti magiche di due anni fa…così anche stasera, mi addormenterò con un sorriso ebete sulla faccia, pensando a lui, Josè…e in culo tutti quelli che immancabilmente mi dicono “ma state ancora pensando a lui?”.

 

INTER A STRAMACCIONI: finalmente qualcuno che ci fa palpitare il cuore.

26 Mar

Finalmente un “grazie e mai più a riverderci” a quell’allenatore in confusione che è stato Ranieri. Nessuno pretendeva di cavare fuori una buona annata da una stagione balorda come questa, ma lo sputtanamento degli ultimi due mesi non può che essere colpa sua. Tutte le mosse sbagliate, le solite dichiarazioni ottimiste a fine partite perse, cambi che nemmeno mia nonna avrebbe sbagliato con tale precisione. Se penso ai due fatti domenica sera, esplodo di rabbia. Giù OBI e POLI, i due che giocavano meglio, i due più giovani. Il primo tempo passato a prendere a pallonate quella squadretta irritante nel suo stadio di latta, il secondo a fare la solita figura da fessi. Vai vai, Claudio, e non tornare più. E ora STRAMACCIONI, mossa azzardata, squadra in mano ad uno della classe 1976, chissà cosa succederà? Lo bruceremo? Faremo giocare in prima squadra per qualche quarto d’ora alcuni dei giovani che sotto la sua guida hanno appena vinto la Champions delle Primavere? Bruceremo anche loro?

Non m’importa, quello che voglio è non annoiarmi e che il cuore torni a palpitare per l’Inter. Non ne potevo più della depressa rassegnazione di cui ero prigioniero negli ultimi mesi. Ritorna nei miei pensieri la folle idea di una REMUNTADA, che non avverrà mai, ma che fa tanto, tanto, tanto bene all’anima. Macchè Benitez/Malitez, Leonardo son tardo, Gasperina Gasperini, macchè CR70 …avanti con STRAMACCIONI, vivere o morire, vincere o perdere… non m’importa, ma fatemi palpitare il cuore.

Viva Moratti, Viva Stramaccioni, Viva Josè Mourinho, Viva Joel Obi, Viva il sol dll’avvenire, viva la libertà.

I N T E R  O   M U E R T E.

Amala, cazzo, pazza Inter amala!

PS: meglio tacere del bilioso, invidioso, tedioso commento di Massimo Mauro di poco fa su Sky. Guitto da baraccone al soldo della famiglia ovini e caprini. Che un asteroide gli caschi in testa prima o poi.

PS2: Josè ti amo.

MILAN – INTER 0:1…perché la vita è meravigliosa.

16 Gen

Un po’ cotto da una domenica con Brian e da alcune beghe famigliari, mi metto davanti a Sky con trepidazione. Mario mi chiede un pronostico tramite sms, non mi piace non rispondere alle domande precise, ma non riesco, non so cosa pensare dell’Inter post Mourinho, non sono mai sicuro di niente, e oramai son due anni che vivo così. Il risultato è che ho passato novanta minuti teso come una corda dell’archetto di violino di Jimmy Poige, sottoposto alla stessa pressione di quando il Dark Lord lo sfrega sulla chitarra per interminabili minutiu durante l’esecuzione di DAZED AND CONFUSED…

Poco dopo l’inizio segna Thiagone con un bel colpo di testa, annullato per fuorigioco. Il goal era invece regolare ma rimango immobile pietrificato dalla tensione, non maledico nemmeno il guardalinee. La partita prosegue… il cuore mi batte forte. Mi chiedo se vale davvero la pena seguire il calcio se devo viverlo così, un patema d’animo continuo. Mi rilasso solo quando siamo 5 a 0, quindi quasi mai. Non è un bella gara, ma l’Inter pare avere tutto sotto controllo, mi pare solida e come si dice in questi casi, concreta. Il Milan colpisce una traversa. Poi Zanetti, il nostro Iron Man, scende sulla destra, si beve due rossoneri crossa al centro, Abate come dice Scarpini diventa Raul Casadei (il re del liscio) il prinsipe Milito stoppa la palla fuori dall’area poi fa una delle sue solite giocate e con precisione batte il portiere del Milan che non cito viste le sue ignobili preferenze politiche. Non riesco a far altro che battere le mani una volta una contro l’altra.

Mario: “Guarda sono euforico, loro hanno fatto un tiro in porta. Grazie ragazzi è bellissimo continuare il sogno”.
Dennis (che mi scrive dalla Cina): “Siamo l’Inter più forte di tutti i tempi, Ranieri è il più grande. Qui siamo in un miliardo e mezzo in strada con i clackson a balla, Viva il comunismo interista.”
Doc: “Beh, le note di Kashmir poi…come godooooooo!!!! Che bello essere interisti. Dio dio dio (credo intenda Page, ndtim:-) che bello.”
Vado sul sito di Settore (http://settore.myblog.it/)…divertente come sempre.
Ormai è l’una passata, meglio che vada. Stanotte ho deciso di dormire con la mia felpa preferita…qualche pagina della biografia di Keith Richards che sto leggendo, qualche sospiro pensando a Milito e poi giù a dormire. Ah, che c’è di meglio…il rock and roll e l’Inter che vince (un derby). Stasera la vita è meravigliosa.
(la mia felpa preferita – foto di LS)

INTER – UDINESE 0 – 1: slippin’ and slidin’

4 Dic

Sabato sera: non guardo l’Inter.  Sono all’ALTRA ROCK, pizzeria di Scandiano, in procinto di trasferirmi al CORALLO per il concerto dei RIVAL SONS. Sullo schermo trasmettono la partita, ma non la seguo e chiacchiero amabilmente con Frank R, Lasìlvia e Lasaùrit.  Cerco di non pensare alle tribolazioni calcistiche di questa stagione. Spero che l’INTER sia in ripresa e che possa battere l’UDINESE ma ho un gran paura, come non avevo da sei anni a questa parte.  Usciamo che sono sullo zero a zer0. CORALLO: ci troviamo con Jaypee e Labètty. Dopo poco arrivano anche Lorenz e Lagiòrgia. Chiedo a Lorenz “Ehi Lor come stai?” e lui “adesso meglio grazie, e tu, stai bene anche se l’Inter sta perdendo uno a zero?“.

L’occhio mi si fa vitreo, impallidisco, ho un giramento di testa. Lorenz se ne accorge e mi assicura che stava scherzando e mi ripeterà più volte durante la serata che quando è venuto via dal ristorante le squadre erano sullo zero a zero. Capisco in che stato sono  e come i miei amici vivono la mia passione calcistica quando elaboro il fatto che Lorenz non ha il coraggio di dirmi la verità.

Arrivo a casa, guardo gli ailaits…sull’uno a zero per loro Zanetti atterra in area un loro giocatore, rigore e Zanetti espulso (Zanetti espulso, mi pare impossibile). Julio Cesar para il rigore. Azione successiva, qualcuno atterra Milito davanti alla loro porta: rigore per noi. Tira Giampaolo Pazzini, scivola per terra e calcia alto. Ma porca puttana di quella troia.

Vado a letto. Stamattina mi alzo e ricordo di aver sognato l’Inter, con me che ad un raduno di tutta la squadra impreco, bestemmio e cerco di spronare i giocatori (Wesley in particolare). Sogno vivido e chiaro. Mi chiedo come sono messo e come è messa l’Inter. Mi deprimo, altro che rimonta, altro che agguantare un posto in Champions, questa sarà una annata nerissima.

(John Paul Crazyman: slippin’ and slidin’)

Di nuovo sento l’ombra di Josè il portoghese dietro di me, lo so…mi faccio del male, me lo dicono tutti, bisogna guardare avanti, il passato è passato…ma io non ci riesco, ammetto le mie debolezze…così…TI PREGO JOSE’ TORNA, QUESTA E’ LA TUA CASA, NON POSSO AFFRONTARE UN ALTRO CAMPIONATO SENZA DI TE…TI PREGO…

JOSE’ PLEASE COME BACK, THIS IS YOUR HOME, I CAN’T FACE ANOTHER CHAMPIONSHIP WITHOUT YOU…PLEEEAAASE…

LILLE – INTER: 0 – 1…che fatica.

19 Ott

MARTEDI’ SERA, 18 ottobre 2011:

Alle 19 sono ancora lì che parlo con Barbara, la psicogeriatra di Brian. Parliamo di Reminyl, di piano terapeutico, del castamasso della Cesira e io penso all’incontro di Champions. Sono stanchissimo e devo fare tutto di corsa. In macchina sulla via del ritorno ascolto i VAN HALEN, ma la scossa non arriva. Cena veloce con una passata di asparagi e una svizzera. Alle 20,40 mi accascio sul divano.

Mario, cotto anche lui, alle 19,30 è al Grandemilia che si mangia al volo due pezzi di pizza. Compra due pastine, una buon brut e si lancia verso Borgo Massenzio. Alle 20,41 si accascia anche lui sul divano.

Dennis rinuncia all’ultimo minuto al calcetto, giorni pesi anche per lui, Franco gli dà qualche problema. Arriva come al solito in ritardo e anche lui sbuffa, è stanco.

Ore 20,50 siamo tutti e tre sul divano, davanti a Sky.

Primo tempo discreto, bel goal del Pazzo. L’Inter regge, ma conosciamo i nostri polli e sappiamo che con L’Inter di questi tempi il secondo tempo sarà durissimo.

Con un po’ di autoironia ci stupiamo che che dopo 5 minuti del secondo tempo loro non abbiano ancora segnato. Passano 40 minuti interminabili, ad ogni rilancio in avanti di Julio Cesar non riusciamo mai a conquistare la sfera, il Lille fa il possesso palla e sembra che ad ogni affondo possa pareggiare. Noi soffriamo, ci incartiamo su noi stessi, respingiamo di testa i cross avversari come se fossimo dentro alla nostra aerea a difendere. Tiriamo dei cancheri, diciamo parolacce, urliamo ai nostri giocatori “Vagli sotto, dio pòver!“, critichiamo i cambi di Massimo Ranieri, increduli osserviamo la nostra squadra e vediamo che è solo una whiter shade of pale di quella che era nemmeno due anni fa. Se Page vuole ad un certo punto Webb – l’abitro, fischia e spossati possiamo finalmente tirare il fiato. Guardiamo i goal di questo turno di Champions, felici che il CITY del Mancio ce la abbia fatta e che il Real di Mou abbia fatto un figurone. Sentiamo l’intervista a Ranieri e poi mestamente felici ci salutiamo. Che fatica che è veder l’Inter a volte.

(John Paul Crazyman dopo il goal al Lille)

(Dennis, Tim & Mario- foto di LS)

CHAMPIONS LEAGUE: CSKA – INTER: 2 – 3

27 Set

Beh, me la son guardata da solo, l’orario era di quelli difficili per il rendez vous con Mario. Abbiamo vinto, ma come sempre ho sofferto come un matto. Partita discreta. Bello il goal vittoria di Maurito Zàrate, bello lo spunto di Yuto per il 2 a 0 di John Paul Crazy. Nulla di particolare da segnalare a parte queste due considerazioni:

– ma giuliocesar prima delle partite beve?

-ma massimoranieri ha davvero esaltato àlvarez dopo la partita? aveva bevuto anche lui?

Un solo sms, con Bèssi… la partenza a razzo nel culo del 3 4 3 di Gasperini di questa stagione si fa sentire.

Ho il pacchetto Sky Sport da un paio di settimane, gli altri anni mi compravo le singole partite, mica male saltellare tra i canali e vedersi le altre partite in corso. Mou ne ha date 3 all’Ajax (e un po’ mi dispiace…), il Mancio ne ha prese due, il Trebisonda e il Lille hanno pareggiato e il Basilea per un pelo non ha fatto nero l’old trafford.

Sabato Inter – Napoli, e sarò a suonare a San Martin On The River…ma mi dicono che hanno Sky…quasi quasi faccio partire col concerto gli altri quattro e io li raggiungo sul palco a fine partita…

(Yuto & The Crazyman dopo il secondo goal)

“IO SONO INTERISTA” parole e musica di José Mourinho

23 Set

 

http://video.corriere.it/che-inter-vinca-chiunque-sia-allenatore/1be27dee-e5f0-11e0-b1d5-ab047269335c

“Primo: per me il Real Madrid al momento è la cosa più importante. Secondo: io sono interista. Però interista sul serio, non pseudointerista. La mia influenza sulle questioni dell’Inter è nulla, ma io resto un tifoso. Se l’Inter vince sono felice, come tutti gli interisti. E allora sia chi sia l’allenatore, io voglio che l’Inter vinca, che faccia bene, per la felicità mia e di tutti gli interisti. A Ranieri dico solo che spero che sia felice lì come lo sono stato io“. Da quando se n’è andato lei l’Inter ha cambiato 4 allenatori. “Perché io ero un cattivo e nessuno ha nostalgia di me”. JM 23 settembre 2011.

Sì, lo so che l’ho già detto, ma io José lo amo!