Veleggiando in internet alla ricerca di materiale su uno dei miei artisti preferiti, JOHN MILES appunto, ho trovato questo tour program presso il negozio CJS MUSIC MERCHANDISE di WORCESTER nel Regno Unito. Non ho esitato ad ordinarlo dato che è difficile reperire materiale e info su questo artista. Mi piacciono questi items provenienti dagli anni settanta…c’è una purezza (alcuni potranno chiamarla ingenuità) che non si trova più negli articoli simili dei nostri giorni e annusandoli sanno di anni settanta.
MORE MILES PER HOUR è forse il mio disco preferito di Miles, mi sarebbe proprio piaciuto vedere il tour relativo…va beh se non altro posso sognare un po’ con questo tour program.
Recorded live on October 17, 1973 at the Forest National in Belgium by Andy Johns on the Rolling Stones Mobile Studio. Remixed in 2011 by Bob Clearmountain.
Tracklist:
01. Brown Sugar 02. Gimme Shelter 03. Happy 04. Tumbling Dice 05. Star Star 06. Dancing With Mr. D 07. Doo Doo Doo Doo Dooo (Heartbreaker) 08. Angie 09. You Can’t Always Get What You Want 10. Midnight Rambler 11. Honky Tonk Women 12. All Down The Line 13. Rip This Joint 14. Jumping Jack Flash 15. Street Fighting Man
Personnel : Mick Jagger – lead vocals, harmonica /Keith Richards – guitar, backing vocals Mick Taylor – guitar /Bill Wyman – bass guitar /Charlie Watts – drums Billy Preston – keyboards, vocals /Steve Madaio – trumpet, flugelhorn Trevor Lawrence – saxophone /Manuel Kellough – percussion on some dates Marshall Chess – Tambourine on Street Fighting Man on some dates
Finalmente l’uscita ufficiale di BRUSSELS 1973, disponibile fino ad oggi in decine di versioni bootleg ed ora anche col download ufficiale (sia mp3 che flac lossless) dal sito dei Rolling http://www.stonesarchive.com/ .
Questo è il miglior live dei Rolling e questa è la versione definitiva, ricavata da registrazioni multitraccia. Sebbene a tratti Mick Taylor sembri avulso dal resto della band, questo è il miglior periodo live del gruppo; prove strumentali per una volta molto buone, ottimo sound e un gran bel groove. E’ uno dei grandi album live della musica rock, un qualcosa da avere a tutti i costi. Mai come in questo periodo Keith Richards è stato sciolto e convincente come chitarrista, periodo in cui Keith Richards “è” Keith Richards e non “fa” Keith Richards. L’intro di TUMBLING DICE è così morbida e suadente che racchiude in sé tutto il mondo Rolling. Questi Rolling Stones erano meravigliosi.
Dal casello di Casalecchio al palasport (oggi Unipol Arena) un’ora e mezza di coda. Non un vigile che vigili e che renda mena snervante e caotica la cosa. Di nuovo in coda per il parcheggio a pagamento per poi accorgerci che non ci sono più posti liberi, e il tipo del parking lot che non diceva nulla visto che sperava che si liberasse qualche posto e decine e decine di macchine lì in coda ad aspettare per nulla.Mah, ad un certo punto me ne vado e trovo agevolmente posto nel parcheggio dell’Ikea.
Dentro al palasport, siamo in piccionaia, posti stretti e scomodi…penso a quanto ci è costato un biglietto…148 euro tra costo, prevendita e consegna tramite corriere…ma siamo qui e tra poco vedremo Paul Mccartney. Vicino a me Kerlo, Pippo, Lasàurit, Lakèrlit e Salvo. In platea in quarta fila ci sono Mario e Lapatty e vicino al mixer Riff. Non ci vediamo ma siamo in contatto telefonico. Curioso il fatto che mentre cerco il nostro posto sulle gradinate incontro Liso e l’Anna…siamo in dodicimila e riesco ad incontrare per caso Paolino, roba da blues.
Il palco è simile a quello dei tour precedenti di Paul, sobrio, semplice, lineare ma funzionale ed elegante con due megaschermi ad alta definizione. Entra Paul. Eccolo lì, il mio beatle preferito, il leader degli Wings, l’autore di canzoni così belle che quando le ascolto ho la sindrome di Stendhal.Le prime cose dei Beatles non fanno per me così mi entusiasmo soprattutto per i pezzi post 1965 e per quelli degli WINGS.
(PMC a Bologna – Foto di LS)
JET e LET ME ROLL IT, suonata con una deliziosa Gibson Les Paul floreale, THE LONG AND WINDING ROAD…la prima parte del concerto mi stende con quei tre pezzi. Non posso applaudire, sto registrando il concerto con il mio “gighino”, ma il cuore palpita. Paul è affabile, ben disposto, recita alcune frasi in italiano, gigioneggia…forse anche un pelo di troppo, ma è uno showman consumato, ci sa fare. E’ in ottima forma, 69 anni portati benissimo. Ci spiega che BLACKBIRD parla dei diritti civili in America negli anni sessanta, ci ricorda l’affetto per George Harrison mentre introduce SOMETHING con l’ukelele. Quando entra la band e il pezzo si presenta in tutta la sua bellezza, Lasaurit inizia a piangere…musica troppo bella per una donna di blues, non può far altro.
(PMC a Bologna – Foto di LS)
BAND ON THE RUN, BACK IN USSR, I’VE GOT A FEELING, A DAY IN THE LIFE…roba da togliere il fiato. LET IT BE è una delle più gnocche ma è lì che cado, lacrime calde scendono dagli occhi pensando alla Mother Mary che dispensa saggezza…
When I find myself in times of trouble Mother Mary comes to me Speaking words of wisdom, let it be. And in my hour of darkness She is standing right in front of me Speaking words of wisdom, let it be. Let it be, let it be. Whisper words of wisdom, let it be.
LIVE AND LET DIE è spettacolare: fiamme, fuochi d’artificio, scoppi…che super produzione.
(Live And let Die – Foto di LS)
HEY JUDE, DAY TRIPPER, GET BACK, YESTERDAY…ma chi è che nel giro di mezzora può proporre canzoni proprie di questo livello? Son contento, per quasi tre ore ho fatto sì che il mio animo si immergesse in musica di altissima qualità fatta sul momento. Mi sento bene, le orecchie si purificano dalla schifezza che si sente in giro oggi e in circolo nel mio corpo di sono le giuste vibrazioni. Grazie Paul.
(PMC a Bologna 26/11/2011 – Foto di LS)
Magical Mystery Tour
Juniors Farm
All My Loving
Jet
Got to Get You into My Life
Sing the Changes
Night Before
Let Me Roll It
Paperback Writer
The Long and Winding Road
1985
Come and Get It
Maybe I’m Amazed
I’m Looking Through You
And I Love Her
Blackbird
Here Today
O’ Sole Mio (al mandolino) / Dance Tonight
Mrs Vandebilt
Eleanor Rigby
Something
Band on the Run
Obla Di Obla Da
Back in the URSS
I’ve Got a Feeling
A Day in the Life
Let It Be
Live and Let Die
Hey Jude
BIS:
The Word/All You Need Is Love
Day Tripper
Get Back
BIS 2:
Yesterday
Helter Skelter
Golden Slumbers / Carry That Weight / The End
Nemmeno tre minuti dei LZ a Zurigo nel 1980. Filmato audience sincronizzato da un fan, utilizzando come audio un matrix soundboard/audience. Qualità tutto sommato godibile.
Zurigo è probabilmente la data meno peggio del tour europeo del 1980. Dal punto di vista storico può essere interessante notare come i LZ si presentassero nel nuovo decennio, prima di schiantarsi al suolo il 25 settembre dello stesso anno. Per fan in senso stretto.
Era un po’ che mi chiedevo come fossero i THIN LIZZY di questi ultimi anni, ora che ho preso questo instant live mi son fatto un’idea: non sono male e li ascolto volentieri, almeno quelli di questa formazione.
Certo, è sempre il solito discorso: che senso hanno queste band leggendarie che vanno ancora in giro senza le figure principali che le hanno caratterizzate? Io ho pressoché smesso di farmi queste domande, fino a che questi gruppi propongono un qualcosa di valido in modo dignitoso. Ricky Warwick visivamente non riporta a nulla di Phil Lynott, e la voce – per questa situazione – è decisamente adatta. Vivian Campbell non scivola in virtuosismi inutili e ben si amalgama con Scott Gorham.
Nulla di particolare sia inteso, se non un bel set di canzoni hard rock scritte da Lynott, eseguite con convinzione da una formazione che vede tra le sue fila Scott Gorham e Brian Downey.
Se venissero da queste parti io me li andrei a vedere.
Il VOX rimane sempre un luogo niente male dove vedere concerti, anche stasera il tutto è stato dal punto di vista logistico e acustico assai funzionale.Mi fa incazzare pensare che si parli di trasformarlo nella mensa della vicina scuola elementare, così si affossa la cultura, la buona musica e la mente della gente. Perché invece non buttiamo a i bambini fuori dalla scuola elementare e ne trasformiamo il cortile interno in una arena spettacoli con l’edificio scolastico intorno adibito a camerini, sala conferenze stampa, ristorante, servizi, bed and breakfast per chi viene ad assistere ai concerti, etc etc eh?
Al concerto incontro Liso, non lo sapevo fan di FDG…e infatti non lo è, accompagna l’Anna che invece ama molto Francesco.
Temevo un concerto un po’ ostico, di quelli dove cambia tutte le melodie e le metriche delle canzoni, di quelli dove il violino ti fa addormentare e invece tutto piuttosto godibile. Certo ci sono arrangiamenti un po’ forzati come l’ukulele reggae di Rimmel o il country swing di Buonanotte Fiorellino, la voglia un po’ sopra le righe di fare un concerto alternativo con scelte un po’ scontate (Violino, Fisarmonica, Pedal Steel Guitar), ma nel complesso vedere De Gregori nel 2011 rimane una piacevole esperienza.
SCALETTA:
Generale / Caldo E Scuro /Vai In Africa Celestino /Niente Da Capire / Finestre Rotte / Gambadilegno A Parigi/ Agnello Di Dio/ Non Dirle Che Non E’ Così (If You See Her, Say Hello)/ Il Panorama Di Betlemme/ Sempre e Per Sempre/ La Storia Siamo Noi/ Tempo Reale/ La Casa/ Titanic/ Alice/ Buonanotte Fiorellino/ La Donna Cannone/ Rimmel/ Bellamore/ Compagni Di Viaggio/ Battere E Levare/ Sotto Le Stelle Del Messico A Trapanar/ A Chi (di Fausto Leali)
Ognuno di noi vorrebbe una scaletta diversa, e mi ci metto anche io. Caldo E Scuro, la cover di Dylan,Il Panorama Di Betlemme, La Casa e Sotto Le Stelle Del MessicoA Trapanar le avrei sostituite volentieri con, che so, Giovane Esploratore Tobia, Due Zingari, Deriva, Povero Me…e di certo Viva L’Italia, manifesto che andrebbe cantato tutti i giorni visti i tempi.
(FDG Al Vox – foto di LS)
Mi colpisce la voce di De Gregori, proprio bella, sembra quasi che canti meglio che in passato. Bravo Francesco. FINESTRE ROTTE dal vivo diventa un pezzo più interessante rispetto alla versione da studio, un rock blues ben dipanato. Noto che davanti da noi c’è un ragazzo con la “maglietta numero 7” con su scritto “Nino”. Mentre lo ascolto e lo guardo mi fermo a pensare a questo cantautore che è stato una sorta di padre putativo per me o se non altro un fratello maggiore. Quanto ho amato l’album DE GREGORI del 1978, sapevo suonare a memoria quasi tutte le canzone e alcune di queste facevano parte della scaletta dei THE STRANGERS, uno dei miei primi gruppi. Ora lo guardo lì a pochi metri di me in una atmosfera informale e serena con il distacco degli anni passati ma sempre con tanto affetto e riconoscenza..la sua musica, i suoi testi mi hanno insegnato a vivere.
Generale, Bellamore, Compagni Di Viaggio, Titanic, La Donna Cannone quelle che mi hanno toccato di più. De Gregori poi si mette al piano e inizia SEMPRE E PER SEMPRE, e allora ecco che mi commuovo, con le lacrime indecise se scendere o no, cerco di riprendermi di far finta di niente ma mi emoziono tanto, ah diavolo d’un De Gregori riesce sempre a colpirmi nel profondo.
…ricordati dovunque sei, se mi cercherai sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai …
Tra tour come solista e con la BAD COMPANY, Rodgers batte spesso le strade della Perfida Albione e ogni volta che ciò accade esce qualcosa di audio/video in forma ufficiale o di instant live. Per il tour del 2011 la CONCERT LIVE ha pubblicato tre “bootleg ufficiali”, io mi son preso quello relativo alla data di Birmingham per assonanza d’animo con due provincialotti inglesi assunti a rockstar interplanetarie (Bonham e Plant, appunto). Solo Howard Leese (ex Heart) è rimasto della vecchia band e a lui si sono aggiunti il figlio di Bonham e Todd Ronning.
La qualità di registrazione è molto buona, trattasi infatti di un gran bel soundboard ben bilanciato e potente. Buona anche la performance del gruppo, solida, precisa e convincente. Naturalmente questi termini portano anche sfumature non del tutto positive nel senso che manca un po’ di insicurezza, quel senso dell’essere ad un passo dal baratro, quella spregiudicatezza che rende il rock anche una esperienza mistica. Howard Leese mi è sempre piaciuto, ma è un chitarrista che in queste situazione fa il compitino in modo ordinato: non sbaglia, non sbava, ricalca con dedizione le trame scritte a suo tempo da Paul Kossoff e Mick Ralphs, ma manca di mordente e di imprevedibilità. Ronning e Bonham jr se la cavano bene, forniscono quello che uno show di questo tipo richiede, una buona base ritmica di stampo rock blues/hard rock…certo sono un po’ legnosi.
Paul Rodgers canta sempre da dio, considerando i suoi 61 anni c’è da strabuzzare gli occhi. I suoi colleghi (parlo di Plant, Daltrey,Gillan, Coverdale etc etc) sono un pallidissimo ricordo di quel che erano in gioventù, Rodgers invece – pur non cantando come allora – si mantiene ancora su livelli inaspettatamente molto alti e canta l’hard rock con risultati convincenti e non risibili…mica poco! Parlavo ieri sera con Liso (al concerto di De Gregori) sul fatto che preferiamo oramai non andare a vedere i nostri eroi di un tempo per non soffrire nel vederli fisicamente sfatti e musicalmente in fase calante (facevamo i nomi ad esempio di ELP e Crosby e Nash), ma Paul Rodgers – parrucchino a parte – lo andrei a vedere volentieri senza paura di rimanere deluso.
Passabile la scaletta, purtroppo molto scontata…sì, è una sorta di greatest hits, di canzoni che tutti si aspettano. Personalmente avrei preferito un paio di pezzi dei Firm ( che so, SATSFATCION GARANTEED e FORTUNE HUNTER ad esempio) al posto della pallosa SEAGULL e del nuovo pezzo assai mediocre, e anche CUT LOOSE dal suo primo album invece di THE HUNTER. Nei miei sogni più selvaggi poi vedo Paul alle prese con un paio di pezzi dei LZ…TANGERINE, I’M GONNA CRAWL…ma sono appunto solo wildest dreams.
Ad ogni modo per i fan (come me), una testimonianza live da avere
Eccolo qui il bootleg fino ad oggi più completo riguardante la reunion del 2007 dei LZ. I dischi 1 e 2 riguardano le prove e sono in una ottima qualità soundboard, i rimanenti sono invece la testimonianza in buona qualità audience del concerto.
REHEARLSALS dischi 1 & 2
Negli ultimi mesi le registrazioni delle prove erano apparse in internet, dapprima come mp3 di 4 pezzi, poi in qualità lossless di 16 pezzi (ma due di questi non completi…NO Q e MMHOP), pertanto solo oggi si ha dunque la versione completa delle reharsals in questione, conosciute come The Dress Rehearsals December 5, 2007.
Ho snobbato le versioni precedenti per il solito discorso: 3 sessantenni e un quarantenne non possono competere con la versione del gruppo del 1973, le tonalità abbassate di un tono di alcuni pezzi per facilitare RP, Jimmy Page che fa il compitino non riuscendo ad arrivare a livelli degni del suo nome. Questo bootleg però me lo sono voluto sentire per intero per aver una visione più completa della cosa. Ho scoperto che – come vado dicendo ormai da 10 e più anni – il modo di cantare di RP proprio non mi piace, sembra un finocchietto. Naturalmente non non ho niente contro gli omosessuali, ma non sopporto Robert Plant quando canta così. Le esibizioni del gruppo sono essenziali, gli assoli sono corti, non c’è nessun volo pindarico che faccia sobbalzare il cuore. Parrebbe dunque un bootleg su cui soprassedere, e forse è così, ma bisogna pur segnalare che in alcuni momenti la classe e la vocazione mistica degli Zep salta fuori, allora chiudendo gli occhi per qualche minuto si riesce ancora ad essere trasportati. Questo succede nel disco 1 con NO QUARTER e NOBODODY’S FAULT BUT MINE, quest’ultima dopo un inizio incerto, in particolari momenti della fase centrale e dell’assolo di chitarra sembra davvero convincente e nel disco 2 fino alla quinta canzone. DAZED, STARIWAY, TSRTS, MMHOP, KASHMIR tutte versioni dignitose.
LIVE dischi 3 & 4
Negli ultimi 4 anni ne sono uscite di versioni audience di questo concerto, un paio di queste sono nella top ten dei bootleg più scaricati dela storia (nel sito principe del download di cose non ufficiali…parlo di Dimadozen), non mi dilungherò quindi su questi due dischi. Peccato però che la Empress Valley non abbia scelto la registrazione migliore: questa può andare, ma c’era di meglio.
C’era bisogno di fare uscire questo DVD? Mah, temo di no. Capisco il concerto, la reunion in occasione del 40esimo anniversario del debutto, ma gli ELP del 2010 non sono gran cosa e una testimonianza ufficiale mi sembra una mossa azzardata.
Naturalmente è sempre un brivido vederli su di un palco, ma Emerson titubante su certi passaggi, Lake che sembra l’omino della Michelin, performance un po’ traballanti con l’aiuto di basi non sono un gran vedere. Certo, bisogna accettare il tempo che passa, pensare al coraggio che hanno avuto nel farsi vedere candidamente come sono oggi, sapere che il business è busiuness e che occorre spremere il più possibile da un evento del genere.
Karn Evil / Lucky man / From The Beginning / inizio Fanfare le più imbarazzanti, ci sono anche momenti in cui si intravede la loro classe e maestria, ma non è sufficiente temo.
Sono depresso nel pensare che tra poco dovrebbe uscire in versione ufficiale anche la reunion dei LZ. Come possono queste band competere con la versione di loro che ha l’ immaginario collettivo e dunque col fatto che li ricordiamo e li vogliamo come nel 1973?
I Cd allegati alle riviste musicali generalmente non mi piacciono nemmeno po’, tranne rare eccezioni (che riguardano soprattutto la rivista MOJO); anche questo è un cd da dimenticare. Essendo però un best (secondo Classic Rock Magazine) della musica uscita nel mercato Rock fino ad ora, mi pongo una domanda: ma la situazione è così deprimente o sono io imprigionato negli anni settanta? L’unico pezzo che mi piace è l’ultimo, ovvero Movin’ On dei SPRING HEELED JACK, una sorta di The Jack degli AC/DC con un trattamento Rolling Stones.
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