(LZ Usa tour – Robert Plant e i problemi di parcheggio)
L’angolo della posta: RESETTARE IL CERVELLO PER RIGODERCI IL VERO ROCK
19 LugScrive Paolino Lisoni: “Siamo fottuti Tim… questi i miei pensieri odierni dopo tanta stanchezza accumulata in questa giornata ed in tutta la prima parte di un anno solare più pesante del solito.
Ero in macchina e metto TRILOGY dall’inizio,
quasi sempre mi pento di queste scelte ma mi è tornato in mente un sogno ricorrente di cui forse ti ho già parlato.
Ciascuno di noi (siamo in tanti ma comunque “eletti”) ha consolidato nella propria mente 20/50/100 canzoni della vita; quelle che la vita te l’hanno cambiata, quelle che ti hanno fatto piangere o ti hanno fatto stare molto bene (non troppo però, nel mio concetto di musica il divertimento non è previsto:
siamo uomini di blues del resto….) comunque ognuno ha le proprie
…ENDLESS ENIGMA appunto, LIKE A ROLLING STONE, STAIRWAY etc
ETC e sono indiscutibili.
Vorrei che il più grande genio di questo pianeta si inventasse un marchingegno capace di formattare parzialmente il mio cervello ed eliminare questi capolavori sentiti milioni di volte per poterli riascoltarle tutti come se fosse la prima volta!!!!
Ormai mi sono dimenticato le emozioni di quando misi sul piatto “quei” dischi. Siamo fottuti caro Tim perché “quei” dischi li abbiamo già ascoltati.
Sono molto grave??? Elp me!”
Rispone l’esperto: “Caro amico, capisco cosa intendi, e lo capisce chiunque amante della musica rock nato ai nostri tempi. Se ripenso a quando ho avuto per le mani la prima volta BRAIN SALAD SURGERY inizio a tremare, solo la copertina mi faceva accapponare la pelle, e quella musica, quella misteriosa e incredibile aria sonora che usciva da quei solchi. L’artwork degli LP telo rigiravi tra le mani per weekend interi. Purtroppo non riusciremo più a ritrovare quella scintilla di vita, di “cosmic energy”, di indescrivibile godimento che sentimmo le prime volte che mettemmo su quei dischi. Infatti tutta questa frenesia a comprare le deluxe edition, i box set, le Legacy Edition, le versioni giapponesi (K2HS, SHM, BLUDISC, etc etc) cos’è se non l’illusione di ritrovare quei sentimenti, quella speranza di riscoprire da capo PHOTOS OF GHOSTS, LZIV, DEJA VU, REBEL, TRILOGY, STILL ALIVE AND WELL, TRESPASS, AT FILLMORE WEST? Se non altro però quelle sensazione le abbiamo vissute, e per questo devo, voglio, essere felice.
PS: Se trovi lo scienziato che ti resetta il cervello, fammi un fischio. Magari gli passo un paio di centoni di euro e gli chiedo di resettarti la passione calcistica…IO ti starò accanto così appena ti risvegli vedrai il sottoscritto con indosso la maglietta black’n’blues e l’imprinting farà il resto. Paolino Lisoni interista…dio che bello,”
An s’è mai vest Johnny Winter fer chi lavòr chè: ALLATTARE UN GATTINO
17 LugINTERNO NOTTE: ore 24, dopo aver cenato-guardato un film-sistemato le mie cose-suonato la chitarra do ancora un po’ di omogenizzato al gatto con l’intento di ritardare il più possibile la sveglia mattutina. Mi sdraio poi sul letto, pronto a sorbirmi per i prossimi 45 minuti la furia che quella specie di alien peloso e nero esibisce dopo il mini pasto di mezzanotte. Sì perché Palmir, dopo aver sonnecchiato per circa tre ore sul mio petto mentre io mi guardavo un film appunto o lo speciale calciomercato di Skysport24, a mezzanotte si desta, dell’elmo di Scipio si cinge la testa e inizia la sua personale battaglia contro il “ragno spaziale” e “l’ape assassina” (due giocattoli che la groupie gli ha comprato) e le mie mani.
Non riesco a leggere nemmeno due pagine dell’ultimo speciale di Dylan Dog, Palmir è indiavolato, salta sopra e sotto al letto, sgozza il ragno, squarta l’ape, azzanna le mie mani…è così pieno di vita che sembra indemoniato. Affonda quei suoi dentini bianchi nella carne, spalanca la bocca…piccolo e nero com’è sembra un pipistrello. Cerco di esorcizzarlo con la cover dell’album BLIZZARD OF OZZ di Ozzy, ma il diavolo della tasmania sembra infischiarsene. Poi, all’improvviso la sua energia finisce, si accascia letteralmente sul letto, fa un sospiro e si mette a dormire. Finalmente.
Spengo la lampada sul comodino. Appoggio la testa sul cuscino e mentre penso al JEFF BECK GROUP, sento il sonno arrivare, quieto, maestoso, salutare. L’ultimo pensiero (BECK OLA fu registrato in soli quattro giorni da una band dove nessuno era un songwriter…te lo dico che non è un granché) si stempera verso l’alba dei miei sogni (sognerò Keith Richard, giuro!), sto per abbandonarmi, che bello…quando ad un tratto sento una sciarpina di pelo avvolgermi il collo. Palmir è nel suo momento sentimentale, mi si attorciglia tutt’intorno, fa partite le sue fusa che sono una via di mezzo tra il rumore che fa un amplificatore quando ha il cono rotto e slabrato e una “sgadòra” . Non contento inizia a succhiarmi il collo alla ricerca dei capezzoli della sua mamma. Palmir non ha ancora capito che sono un maschio.
Accendo la lampada, mi tiro su, prendo il mini biberon e inizio ad allattarlo…è l’una meno dieci di notte e mi dico: non si mai visto Johnny Winter far quei lavori qui.
(Tim allatta Palmiro: foto di LST)
(Johnny Winter – the white god)
PS: la rubrica “An s’è mai vest Johnny Winter fer chi lavòr chè” è dedicata al mio amico Paolino Lisoni.
L’ANGOLO DELLA POSTA: Prog con gli ELP (tutti in piedi!) che ancora non arriva e i QUEEN che fanno concerti a Kiev e a Mosca con quella nullità di Adam Lambert…il mondo fa schifo
3 LugScrive Paolino Lisoni: “Cazzo, PROG con gli Elp (tutti in piedi) non è ancora uscito!!!”
Risponde l’esperto: “Porca di quella troia, come cazzo faremo? Ne ho bisogno! E intanto i QUEEN hanno fatto un concerto a Kiev con Adam Lambert (che fa cagare) e stasera replicano a Mosca. Che mondo di merda! Che qualcuno mi trasformi in un ETERNAUTA e mi faccia arrivare davanti al LOS ANGELES FORUM nel 1973. Porca madosca!”
PS: Vanno bene anche il BUDOKAN nel 1971 o il MUNICIPAL AUDITORIUM di NEW ORLEANS.
SHE SAID: Helen Mirren da La Repubblica del 14-04-2012
14 AprE’ dal film CALENDAR GIRLS del 2003 che ho preso ad interessarmi a Helen Mirren, attrice nata a Londra 66 anni fa di origine russa (vero nome Helen Lydia Mironoff…il padre era un diplomatico russo in esilio).
Mi piace come donna, come attrice, come persona. Julia dice che io tendo ad idealizzare le donne, è vero, ma idealizzo le donne che vale la pena idealizzare (illuminate, intellettualmente pronte, con un passato, esteticamente con un loro perché…magari interiste, di sinistra e donne di blues e di rock, ma non necessariamente).
Stamattina leggevo su RCLUB di Repubblica una sua intervista…ecco qualche stralcio:
“…C’è la tendenza a credere che dopo una certa età il sesso diventi un accessorio superfluo, soprattutto per le donne. E’ una balla. Non credo nei matrimoni che si trasformano in rapporti fraterni. Il sesso è un elemento indispensabile per la coppia. A tutte le età.”
“...Esiste una sfera più complessa ed intrigante della seduzione esercitata da donne di grande carisma e personalità che vengono bollate come virago ma in realtà hanno molte più possibilità di gestire un rapporto a lungo termine con il proprio partner. Anche sessualmente. M i sono sposata dopo i cinquanta perché non ho mai creduto nel matrimonio come istituzione e perché non mi ha mai sfiorato l’idea che uomini e donne avessero un calo di desiderio nella terza età. Ci sono due cose che hanno ritardato la decisione: il fatto che non sono assolutamente religiosa e il fatto che non ho mai desiderato avere figli.”
“Non ho mai voluto essere una attrice inglese, e neanche una attrice americana. Io volevo a tutti i costi diventare una attrice italiana. Il mio idolo è Monica Vitti. Anna Magnani poi è diventata una sorta di divinità per me. E’ bella, è unica, è bravissima. E supersexy. Ecco, quello è il tipo di sensualità che volevo sprigionare nei miei film e nella vita …un fascino che non tramonta, che resiste anche quando sei una donna matura.Viviamo in una epoca in cui pubblicità e TV esaltano l’idea che solo giovani, belli e ricchi vivano storie d’amore e di sesso favolose ed esaltanti. E’ un sistema che rischia di creare una paralisi tra gli adolescenti, che alla fine finiscono sempre per voler somigliare a qualcun altro, e depressione tra gli anziani che si sentono tagliati fuori dalla sfera sentimentale e sessuale. Ma quanto era bello il bacio che Meryl Streep e suo marito si sono scambiati all’ultima notte degli Oscar? E non era certo un bacio tra fratelli.”
Che superfiga che sei, Helen. We love you.











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