Uno dei miei pezzi preferiti degli AERO, qui in versione ancor più sofferta presa dall’ottimo bootleg PHILADELPHIA 26-03-1978.
Uno dei miei pezzi preferiti degli AERO, qui in versione ancor più sofferta presa dall’ottimo bootleg PHILADELPHIA 26-03-1978.
Questo cd non è esattamente attribuibile alla KEITH EMERSON BAND, le tre fate infatti sono, come spiegano loro stessi, the keyboards and compositions of Emerson, the guitar and writing of Bonilla, and the conducting of Terje Mikkelsen with the 70-piece Münchner Rundfunkorchester. Il cd contiene alcuni pezzi degli ELP, qualcosa di EMERSON, qualcosa di BONILLA e un brano di GINASTERA.
Le parti orchestrali dei pezzi degli ELP sono maestose, mi inebrio sempre nel sentire una orchestra da 70 musicisti suonare insieme quelle musiche leggendarie, il problema è quando entra la band, o meglio la chitarra pseudo metal di BONILLA, perchè tutto si fa più kitsch. Riff direbbe che BONILLA è un “centurione”, ovvero uno di quei musicisti che tendono la metal o al rock tout court, quelli un po’ sopra le righe. Intendiamoci BONILLA è un signor musicista, ma non è di quelle che piacciono a noi. EMERSON, al piano, moog e organo suona parti non difficilissime visti i suoi problemi alle mani. Tutto sommato comunque un buon album.
Happy Anniversary!

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Due anni di blog. Però, mica male. Oggi sono un po’ bluesy, la cocente sconfitta di ieri dell’INTER mi ha spinto in un abisso di disperazione, così non festeggerò come ho fatto l’anno scorso. Ho provato comunque a tirarmi su con MASTER OF REALITY ma quando è arrivata SOLITUDE sono caduto ancora più giù…
…ho provato allora con LAID BACK di GREG ALLMAN ma poi è arrivata QUEEN OF HEARTS e mi sono impantanato ancora di più nel blues…
Ho poi cercato rifugio in uno dei miei album, uno di quelli che ho incisi col fuoco sull’ anima, EDGAR WINTER’S WHITE TRASH del 1971… mossa stupida, avrei dovuto immaginare l’effetto che avrebbe avuto su di me DYING TO LIVE, e così scivolo sempre più giù dove il nero e l’azzurro si fondono nel colore della tristezza …
E allora spengo le casse e torno a lavorare senza musica. Se proprio dovesse peggiorare ho ancora due assi nella manica però…
…con loro dovrei sfangarla anche stavolta.
Ad ogni modo, più di 225mila visite in due anni , una comunità di uomini e donne di blues illuminati e amanti della musica, alla continua ricerca dell’alba dentro l’imbrunire e del proprio nido di stelle. Special guests di altissimo valore, commentatori arguti e attenti, lettori fedeli e curiosi. Che dirvi se non grazie mille? I thank you all.
…If we could just join hands
If we could just join hands
If we could just join hands …
I significati delle parole, dei cognomi, dei nomi di posti etc etc mi hanno sempre interessato molto, questo vale anche per le parole e per lo slang che si trovano nei testi di vecchi blues. Sono sempre alla ricerca di libri, testi, articoli che abbiano a che fare con queste cose, così ho deciso di proporre una rubrichetta a tal proposito. Si parte.
SUPERSTITIOUS – parola usata in centinaia di blues e di pezzi rock. La parola in sé significa naturalmente SUPERSTIZIOSO, ma l’uso che ne facevano i neri al tempo del blues era improprio: dicevano SUPERSTITIOUS ma intendevano SUSPICIOUS, sospettoso.
LUKE JORDAN If I Call You Mama (19 novembre 1929)
If I call you, woman, doggone, you refuse to come
If I call you, woman, doggone, you refuse to come
Hot boilin’ water, I swear, won’t help you none
You been hollerin’ ‘round here ‘bout you’re goin’, right now is your goin’ time
(Guitar plays repetition of the line)
If you haven’t got your train fare, woman, swear, I’ve got mine
You’ve been braggin’ ‘bout your brickhouse woman, you ought to see my frame
You’ve been braggin’ ‘bout your brickhouse woman, you ought to see my frame
You been hollerin’ ‘round here ‘bout your high yella, you certainly ought to see my Jane
She don’t use no tobacco, swear she don’t dip no snuff
She don’t use no tobacco, (guitar finishes line)
She ain’t no high yella, woman, she’s fair brown enough
I called for whiskey, got the nerve to bring me gasoline
Mama, I called for whiskey, had the nerve to bring me gasoline
My home ain’t here, it’s down in New Orlean
If you don’t b’lieve I’m leavin’, woman, count the days I’m gone
If you don’t b’lieve I’m leavin’, woman, count the days I’m gone
I’m from the South, I’m superstitious, and I know something’s goin’ on wrong
Cioè, uno passa la domenica a fare il badante al proprio vecchio, finalmente arriva sera e lo mette a letto, in affanno ritorna a casa 2 minuti prima della partita, si mette sul divano, s’infila la maglietta nerazzurra, nel frattempo arriva Dennis col quale non assisteva ad una partita insieme da mesi e in campo, con i tanti amati colori sociali, si presenta un gruppo di giovani vecchi sopraffatti dall’accidia. Risultato finale: 4 a 1 per i padroni di casa. Ecco, i sogni di tornare in Champions League, di un finale di stagione dignitoso e vigoroso, se ne vanno nel giro di novanta minuti, evaporati come le energie e la lucidità della squadra.
A testa bassa mi infilo nel letto, mi metto in posizione fetale e invece della solita tisana butto giù un doppio southern comfort, nella speranza che i fumi dell’alcol leniscano il dolore.
Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lui
Ancora un po’ di lui…
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lui
Ancora un po’ di lui
Questa sì che è una antologia fatta bene: pezzi classici in versione originale e live, B side mai pubblicate in CD prima d’ora (LA CARROZZA DI HANS), inediti (IS MY MY FACE ON STRAIGHT), versioni live inedite (DOVE QUANDO/OUT ON THE ROUNDABOUT/CELEBRATION Nottingham 1976). Inoltre un booklet finalmente esauriente, con foto, didascalie, info, testo. Bel compendio davvero, basato sul profilo internazionale di questa nostra grande indimenticabile band.
Dalle bonus tracks dell’album ETTA IS BETTA THAN EVVAH! DEL 1976 (Ace Records 2013 remaster)
Ieri sera, in una partita di Europa League, Diego Milito si è fatto male, molto male. Doppia lesione al legamento crociato anteriore e al collaterale esterno. Stagione finita. Carriera in discussione. Al mondo ci sono disgrazie peggiori, lui è un calciatore milionario che ha già vinto più o meno tutto, primattore del leggendario “triplete” del 2010 dell INTER, exploit mai capitato prima in Italia. Però dispiace tanto; quel suo sguardo un po’ malinconico, quell’eleganza innata, quel comportamento sempre irreprensibile, te lo fanno vedere sotto una luce particolare, e il rammarico si fa ancora più grande. Dispiace poi per l’INTER, perché perdere l’attaccante principale nonché campione di altissimo livello è un grosso guaio. La squadra sembrava in ripresa dopo un periodo di magra. Le belle vittorie col CHIEVO domenica e col CFR CLUJ ieri sera iniziavano giusto a soffiare via i blues che tanti tifosi come me soffrivano da tempo. Che peccato. Ora dovremo serrare le fila, sacrificarci di più, cercare di lenire il dolore e continuare a seguire il sole affinché continui a battere sul nostro viso e a far sì che le stelle continuino a riempire i nostri sogni. Forza Diego, forza ragazzi, fino alla vittoria, sempre.
Libro in inglese per fan in senso strettissimo; si tratta infatti della recensione di 150 dei 494 concerti che gli ELP hanno suonato dal 23 agosto 1970 al 13 marzo 1978. Queste pubblicazioni ultraspecializzate mi sono sempre piaciute, certo non sono cose per tutti, ma chi c’è dentro fino al collo non può che godere nel leggere queste pagine. Freeman probabilmente a volte eccede nel descrivere certi episodi, d’altra parte è un gran fan degli ELP, ma bisogna sottolineare a sua discolpa che, per quel po’ che posso sapere grazie ai parecchi bootleg in mio possesso, gli ELP hanno praticamente sempre suonato bene negli anni settanta. L’unico difetto del libro è che non vengono riportate le scalette di ogni concerto (viene indicata solo la scaletta tipo tour per tour) e non si specifica la qualità della registrazione e nemmeno la fonte (audience, soundboard, FM, preFM, etc etc). Per il resto è un libro utilissimo per ogni fan degli ELP che si rispetti.
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