Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco / Disegni: Bruno Brindisi / Copertina: Angelo Stano
Bella copertina, bel numero. Ho sentito in giro che – dopo un buon inizio – non è piaciuta la storia divisa in tre ipotesi, ma io me la sono goduta. Dentro c’è Lisbeth Salander e il suo amico hacker. Bel numero. DD sa ancora sorprendermi.
Nuova miniserie della Bonelli che vede protagonista Ugo Pastore, già apparso in Volto Nascosto. Cina, Shanghai fine ottocento. Numero questo che apre una prima finestra senza concedere troppo all’avventura. Pastore appare politicamente corretto verso la Cina e il suo popolo a differenza degli spietati uomini d’affari europei. Lettura gradevole. Stiamo a vedere come evolve.
Stamattina stavo guardando una rivista interna di una azienda ceramica della zona, una sorta di catalogo novità di settembre, mese in cui a Bologna c’è il Cersaie, la fiera di settore più importante al mondo. Sfoglio e noto che l’ideatore ha disseminato la rivista di riferimenti a noi cari:
Oltre alle foto qui sopra, compaiono anche foto di F.Zappa e Kiss. E l’albergo fotografato verso la fine si chiama LYNOTT HOTEL.
Qui tutto più’ o meno bene, sul fronte più sto per partire in macchina con M per la Florida. Ritirero’ questo riconoscimento alla carriera alla fiera subacquea di Orlando e se riesco faro’ un tuffo nella sorgente di Ginne Spring. Mio vecchio sogno, speriamo bene…Poi, sempre sul fronte bene, andremo a NYC per un paio di giorni che si preannunciano di pura follia. Ti dirò’ più’ in la’.
(Ian Hunter Live 2011)
Ieri sono andato a veder I. Hunter. Che ti devo dire. .. delusione totale. Sono uscito dopo una mezzora, sono andato al bar accanto dove una nostra amica festeggiava il compleanno, sono rientrato per il finale e sono riandato via prima dei bis. Ho detto tutto. Monocorde, scontato che più scontato non si può. Sembrava suonassero sempre la stessa canzone, statico, prevedibile, innocuo, inutile. Cover banalissime, tipo Stand By Me. Locale piccolo, meta’ del Vox più’ o meno, strapieno. Tutti, dico tutti, passati i cinquanta, la maggior parte passati i sessanta. Entusiasmo, nei limiti dell’eta’, a mille. Lui in ottima forma, voce splendida, sembra impossibile che abbia settanta anni o giù di lì..Cameriere del locale da urlo, delle fiche che tremava la terra al loro passaggio. Sono ancora sotto shock.
(il Magic Bag di Ferndale, MI)
Insomma sembrava una festa privata di persone di una certa eta’, con un ottimo piano-bar, e tutti un po’ alticci a fare il karaoke pensando ai bei tempi andati. Che tristezza cosmica.
Al bar con un buon dj r’n’r’ mi sono divertito molto di più’…
(Ian Hunter con i MOTT THE HOOPLE nel 1973)
Ho un paio di idee di cose che vorrei scrivere ma per il momento non ho tempo, ma prometto che tra poco arriveranno. Vi penso sempre, e come non potrei… che qui suonano i Bad Co. ogni cinque minuti e leggo il grande Blog ogni giorno. Per conto mio, appena posso, ascolto High Tide, Danny Gerrard, Electric Wizard e Zeps live ’69.
Sto ascoltando molto anche i Big Star, band che tu mi hai presentato anni fa con il loro secondo disco e della quale sono diventato un fan. Ho anche scoperto delle cose su di loro assolutamente inedite, e personali…ti racconterò’ appena posso
Vi abbraccio, vado a preparare le zucche di Halloween con i nipoti, sperando che gli adulti trovino un po’ di pace.
A proposito, un giorno vi dirò’ quanto mi diverto con i miei tre nipoti americani e con la mia nipote romana…
Baci, Unclepolbi
Soggetto di (tutti in ginocchio) GIANCARLO BERARDI, sceneggiatura dello stesso Berardi e di MAURIZIO MANTERO, disegni di ENIO, copertina di Marco Soldi. Buon episodio questo.
Le avventure di una criminologa di nome Julia sono quasi sempre interessanti, per la cura con cui l’autore dedica al suo personaggio e per lo sforzo che fa nel tenere il livello del fumetto in questione alto. Vale sempre la pena acquistare un nuovo numero di Julia. Certo, forse è più adatto ad un pubblico femminile, ma io ho una alta considerazione per le donne (quelle illuminate almeno) e Julia è una di questa. Poi, BERARDI era l’autore del mio fumetto preferito di sempre…quel KEN PARKER che porto nel cuore da tanti anni, che mi suscita emozioni simili a quelle che mi danno i LED ZEPPELIN e la mia INTER (quando vince).
(bed of fog on the countryside in Borgo Massenzio – foto di TT)
Non sono nemmeno le otto, il sole fa ancora il timido dietro la giovane quercia che sta nascendo lì sul ponte e le vigne un po’ più lontane.
(Sun behind the young oak and the vineyard – foto di TT)
In macchina si parte con MEAN STREET dei VAN HALEN, una scossa metallica e grigiastra in questo mattino di fine ottobre.
A Ninentyland incontro gente che non vedevo da anni, da lustri, da interi decenni. Nello e la Giovanna, Nevio, Saverio. Rivedo anche Robby – dalla prima elementare fino al Barozzi sempre insieme – e Marina. Con più passano gli anni e più mi accorgo di quanto sia bello riallacciare legami del tempo che fu. Brian è in forma, per il secondo sabato consecutivo. Lo accudisco e me lo coccolo con una dolcezza e un affetto che sorprende anche me. Tutto questo gli fa bene, riesco a fargli indossare una camicia nuova, un giaccone nuovo senza che lui opponga resistenza. Rammenta che domani verrà a pranzo da me e non fa storie, anzi è eccitato all’idea. A fine mattina mentre lo riaccompagno è così di buon umore che riesco a farlo giocare. “Brian, scrivi su quel block notes quello che ti detto, ho bisogno di prendere appunti…dai fammi da segretario oggi..” Lui sta al gioco, lo faccio scrivere così sta in allenamento.
Brian scrive un titolo di un album dei LED ZEPPELIN (sì, è vero, mio padre ha un bella pazienza:-)) …diligentemente verga sul foglio lilla “Auses of se oli”. Continuo con il dettato e lui con impegno scrive. Brian è ancora in gamba. Guarda i campi arati e gli uccelli che vi svolazzano sopra. “Sa gh’è, i clomb?” (Ci sono i colombi?). “No Brian, sono aironi?” faccio io. “Aironi?” si chiede. Passa qualche minuto, deve riflettere sulla parola aironi, poi mi fa “Cus’ èren chi uslèn là?” (Cos’erano quegli uccelini là?). Che tenerezza che mi fa a volte il vecchio Brian.
(Brian e il suo crodino del sabato – foto di TT)
Ieri ascoltavo i Led Zeppelin (strano eh?). Mando un sms a Picca a cui lui risponde prontamente.
Tim: “Comincio a pensare che HOUSES OF THE HOLY sia il miglior disco dei Led Zeppelin.“
Picca “HOTH? Per me no. Spiego. Se i LZ avessero fatto solo un album, il IV sarebbe comunque un must. Anche il I ma è ancora un po’ figlio del beat e pieno di cover. GRAFFITI lo trovo un pochino monolitico da un punto di vista espressivo. HOLY è bellissimo, ma alla luce degli altri. E c’è un po’ di zavorra”
Dopo poco mi arriva un secondo sms:
Picca: “Scusa per la risposta di prima. Sono così cerebrale che mi sto sul cazzo da solo“.
Io Picca lo adoro.
In macchina ancora i VAN HALEN…LITTLE GUITARS e BIG BAD BILL (IS SWEET WILLIAM NOW)
Telefonata con Dan per aggiornarci sugli acquisti di CD in corso; tutto soddisfatto gli racconto che in Giappone ho ordinato un cd che stavo cercando da tanto: “Super Gasoline Blues” di ROBERT CIOTTI. Comprai il long playing 33 anni fa, (etichetta Cramps) e lo amai dal primo istante. Tra poco lo avrò in mano, ma penso di conservarmelo per la festa del solstizio d’inverno.
Mi sparo un cinegiappo, in mezzo alla gente cerco di non pensare alla partita di stasera.
(Cinegiappo a Regium Lepidi – foto di TT)
Vado alla Coop a fare la spesa, in mezzo alla gente cerco di non pensare alla partita di stasera.
Torno nel posto in riva al mondo, guardo un albero e cerco di non pensare alla partita di stasera.
(L’albero che guardo – foto di TT)
Mi chiama Jaypee. Non è esattamente uno che segue il calcio, ma ha in simpatia l’Inter per via del sottoscritto, ha un presentimento e mi chiama. Gli spiego che stasera c’è Inter – J**e. Si preoccupa e nel contempo è contento di avermi chiamato. Parliamo anche del fatto che i biglietti per i RIVAL SONS al Corallo a inzio dicembre sono esauriti e perciò non si trovano. Avevamo deciso di andare (insieme a Lorenz, a un paio di fighe e a Frank e Silvia di Padova).
Tra poco verrà Dennis. Chissà in che stato sarò tra tre ore.
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