GIOVANE CHITARRISTA
(nella foto: Jimmy Page al tempo dei Gallinacci 1967)
Sms di Doc ore 22,52: “In effetti caro amico di matita, chitarra, droghe varie (si fa per dire ndtim) & rock and roll…cosa c’è di più intimamente e soffusamente blues delle tangenziali?”
Evidentemente deve aver letto la recensione del cd di Edgar Winter. Uhm, quasi quasi tiro fuori la macchina e vado a fare un giro sopra ai ponti di Mancasale County che son poi i bellissimi ponti di Calatrava qui a Reggio…piuttosto che stare a casa da solo in questa sera di pioggia ad ascoltarmi CULTOSAURUS ERECTUS dei Blue Oyster Cult…
Elegante e a tratti spensierato jazz-blues.
Un artista eclettico come Edgar Winter non poteva che far centro anche con una proposta particolare come questa.’Jazzin’ The Blues’ convince sotto tutti i punti di vista; mai sopra le righe, mai scontato, l’album intrattiene piacevolmente l’ascoltatore con un mix che, come spiega chiaramente il titolo, riunisce sotto lo stesso tetto il jazz (piuttosto light per la verità) e il blues, aggiungendo venature di pop contemporaneo appena accennate. Riuscite le riletture soffuse di ‘Free Ride’ e ‘Frankenstein’ i due successi (del 1972) più conosciuti di Edgar, accattivanti il blues di ‘More Than Enough’ e lo swing di ‘Big Bad Bottom’. Malinconico e delizioso il quadretto simil sudamericano di ‘2 Guitars’. In quei sabati sera in cui non si ha voglia di stare in compagnia e si decide di salire in macchina per girare a vuoto sulle tangenziali delle nostre città, questo album potrebbe essere la colonna sonora giusta: né troppo triste da farci sprofondare in un blues senza fine, né troppo allegro da toglierci la positiva malinconia che in certe notti ci incornicia l’anima.
(Tim Tirelli 2003 – originariamente pubblicato si CLASSIX n.3)
Qualche scambio di sms un po’ sottotono con Doc, fragole e pasticcini smangiucchiati senza troppa convinzione insieme a Mario, labbra appena bagnate da una bottiglia di Franciacorta, sguardi che simulano indifferenza ma che indicano sofferenza…questo grazie ad un gioco sfilacciato, ad una squadra logora e stanchissima e alla Champions che tra poche settimane dovremo consegnare ad un altra squadra.
Sì, certo mica si può sempre vincere, ma prendere 7 (sette) goal dallo Schalke 04 in due partite non mi piace nemmeno un po’. Ora, con la squadra in queste condizioni e un tecnico un po’ in confusione, diventa preoccupante anche la trasferta di Parma di sabato sera.
Questo è il crepuscolo… e adesso mi avvio a testa bassa verso il letto, leggerò un po’ Classic Rock, poi mi coricherò sperando che la tisana rilassante faccia effetto…come spesso accade non lo farà e così rimarrò fino a notte fonda a pensare – con nostalgia – a lui, a Josè Mourinho. Maledetti football blues.
Cristo, Josè, ritorna… il football non ha più senso senza di te.
(nella foto: io qui fuori subito dopo la fine della partita)
(nella foto: io qui alla scrivania mentre scrivo per il blog)
Scrive DOC: “Sono a un corso alla Cattolica in tema di reati tributari, un professore avvocato ha ricordato una battuta famosa di George Best … “Ho speso tutto in donne, Alcool e gioco, il resto l’ho sprecato” … fantastica! Per stasera, Forza ragazzi oleee oooooooooh!!!”
Risponde l’esperto: certo che anche tu…alla Cattolica per un corso sui reati tributari!!IPer quanto riguarda la trasferta in Crucconia di stasera, la pazzia che è nel dna della squadra sta contagiando tutti: invece di organizzare uscite con fighe, amici, o visioni di film, ci si prepara a guardare con un certo ottimismo una partita di calcio che va vinta minimo 4 a 0 fuori casa. Per questo mi tolgo il cappello davanti alla FC Internazionale odierna: riesce a far passare per possibile una cosa impossibile. Misteri dell’indole umana nerazzurra.
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