FEEDBACK – L’angolo della posta

13 Apr

Scrive DOC: “Sono a un corso alla Cattolica in tema di reati tributari, un professore avvocato ha ricordato una battuta famosa di George Best … “Ho speso tutto in donne, Alcool e gioco, il resto l’ho sprecato” … fantastica! Per stasera, Forza ragazzi oleee oooooooooh!!!”

Risponde l’esperto: certo che anche tu…alla Cattolica per un corso sui reati tributari!!IPer quanto riguarda la trasferta in Crucconia di stasera, la pazzia che è nel dna della squadra sta contagiando tutti: invece di organizzare uscite con fighe, amici, o visioni di film, ci si prepara a guardare con un certo ottimismo una partita di calcio che va vinta minimo 4 a 0 fuori casa. Per questo mi tolgo il cappello davanti alla FC Internazionale odierna:  riesce a far passare per possibile una cosa impossibile. Misteri dell’indole umana nerazzurra.

(George at his best)

IMMAGINETTE SACRE

13 Apr

JIMMY PAGE


GUITAR BOOGIE

13 Apr

Ieri sera Lorenz arriva mentre il sole tramonta lontano, oltre la Massenzatico Skyline, do una occhiata alla sua macchina: sedili posteriori ribaltati per formare un pianale unico col bagagliaio e sopra un paio di Marshall adagiati.

Allstar, pantaloni di pelle, camicia ocra-arancio-bordo’, giacca nera. Capello lungo, pizzetto e basette curate e Takamine dentro alla custodia. Cena (ottima, courtesy of LaSàurit), birre (per lui), Jim Beam (per lui), acqua valmora (per me).

Mezzora di chiacchiere rock (bootleg di Jeff Beck, l’ultimo di Joe Bonamassa, One More From the Road dei Lynyrd, il mandolino di Rory Gallagher, i Black Sabbath, il nostro amatissimo Johnny Winter 1970/75, fighe, il calcio no perché a lui non interessa, i Pawndeg, Jaypee, LaKèrla che ha visto un Ufo, ziocàn liberi).

ORE 21 LEZIONE DI ARRANGIAMENTI PER DUE CHITARRE:

Tie Your Mother Down –  io faccio la chitarra ritmica di Brian May, lui gli appoggi rock e l’assolo. Ma dopo il MI prima di tornare in LA c’è un DO o un SOL?

Rock And Roll – io faccio la parte classica versione live di TSRTS e l’assolo, lui il rinforzo.

Sweet Emotion / Train Kept A Rollin’ – nell’intro io faccio ciò che Joe Perry fa col talbox, lui fa Brad Whitford. Nella strofa le parti si invertono,  riff pressoché all’unisono, finale col fischio del treno di TKAR (io) risposta sui bassi (lui), strofa e rit poi assolo (lui).

Can’t Find My Way Home (arr by Morselli/Terenziani/Tirelli) – Capitan Hardrock (io) si incarica del duro riff inziale, lui abbellisce. Nella strofa io arpeggio semplice e lui abbellisce, ponte con un ostinato che abbiamo tirato fuori e io spenno una volta sui singoli accordi, rientro anticipato. Il tutto si ripete ma con arpeggio alla DEAR PRUDENCE aggiuntivo da parte sua. Assolo di Nonantolaslim mentre Vignola fast ci fa sotto una cosa alla Steve Howe di ONWARD, che si ripete durante il finale col wah wah.

Appoggiamo le chitarre, un altro Jim Beam (per lui), una tisana (per me :-(), chiacchiere in libertà…New Orleans, un viaggio negli States tra Louisiana, New York e Chicago che chissà quando mai faremo, Hail Hail Rock And Roll con Chuck Berry e Keith Richards, quella mezzasega di Ron Wood, bottleneck in metallo come Johnny Winter (io) in vetro come Duane Allman  o ceramica come Joe Perry (lui)? Nell’anulare come Jimmy Poige (lui) o nel mignolo come Johnny Winter (io)?

Sono quasi le due e, per stanotte, i sogni di rock and roll si fermano qui.

(nella foto, da sinistra a destra: Tim & Lorenz)

INTERVALLO

13 Apr

PESCATORE 5

(nella foto: il pescatore George Harrison da Liverpool)

BY PICCA & LISO

 

PS: la saga del pescatore mi sta esaltando!


JOE BONAMASSA “Dust Bowl” (Provogue Records 2011) – JJJ1/2

13 Apr

Nuovo album per Joe Bonamassa sotto l’egida di Kevin Shirley, ingegnere del suono diventato produttore.

Il disco parte bene con due blues ipnotici e profondi, SLOW TRAIN e DUST BOWL, blues sufficientemente pericolosi da far rimanere svegli: il secondo prende riflessi un po’ strani e diventa un blues da 007. Si sente che alla batteria c’è Anton Fig. Divertente e riuscito il rock and roll che strizza l’occhio al genere americana di TENNESSE PLATES di e con JOHN HIATT.

BLACK LUNG HEARTACHE dopo un inizio a mo’ di ballata tenebrosa celtico-americana, si avviluppa in un procedere zeppeliniano grazie ad una batteria davvero possente. Andamento da funerale con tromba che tocca certe corde per THE LAST MATADOR OF BAYONNE, il blues diventa poi più deciso ed è qui che Bonamassa perde un po’ di originalità avvicinandosi a Gary Moore e David Gilmore, non che si sia niente di male…

HEARTBREAKER dei FREE (dall’album omonimo el 1973) Joe (o meglio Kevin Shirley) la fa cantare a GLENN HUGHES, cantante che non mi è mai piaciuto, nel giudizio sono forse quindi poco obbiettivo, ma tutto quel cantarsi addosso spinge Bonamassa a fare lo stesso con la chitarra, così che il brano perde quella pesante e naturale eleganza che lo contraddistingue nella versione originale (nota a margine: HEARTBREAKER dei FREE è quel pezzo che è servito a BLACKMORE e COVERDALE come template per MISTREATED).

Bonamassa, come sempre succede nei suoi dischi, tende a mostrare troppo di frequente il suo talento chitarristico, ma credo sia comprensibile; certo… fosse meno preda di questi assoli un po’ fini a se stessi, sarebbe molto, molto più godibile. L’album rimane ad ogni modo carino e piuttosto riuscito.

INTERVALLO

13 Apr

PESCATORE 4

(nella foto: il pescatore Lowell George dal piede piccolo)

By Picca


INTERVALLO

12 Apr

PESCATORE 3

(nella foto: il pescatore James Patrick Page dei Dirigibile Di Piombo)


INTERVALLO

12 Apr

PESCATORE 2

(nella foto: il pescatore Roger Daltrey dei Chi)

By Picca

 

INTERVALLO

12 Apr

PESCATORE

(nella foto: Il pescatore Eric Clapton )

Io, LaKérla & Picture It

12 Apr

Sono molto sensibile ai complimenti che molti di voi mi fanno circa il blog, mi rende orgoglioso il fatto che lo sentiate anche vostro e che si stia formando una comunità intorno a questi miei post miserelli. Mi fa poi estremamente piacere che alcuni di voi sottolineino il fatto che “E poi le foto sono bellissime (Jaypee)”, “Sei proprio bravo a scegliere le foto (Roby Z)”, “Ma come si presenta bene (LK)”, insomma sono felice che il “visual” del sito sia di vostro gradimento. L’estetica è sempre stata importante per me, e che qualcuno si accorga del riguardo particolare che cerco di tenere per questo aspetto, mi rende felice.

(nella foto: non sapevo che cazzo metterci a testimonianza del bello o dell’estetica, così ci metto una bella figa come Peta Wilson)

Non che con un blog si possa far tanto,  i titoli ad esempio non sono gestibili, le limitazioni grafiche sono parecchie e in più io non sono affatto un grafico, però ci tengo, nel mio piccolo, ad una certa eleganza, pulizia e al buon gusto.

Come dicevo, sono sempre stato attento a questo aspetto, ricordo da ragazzino le migliaia di volte in cui ho dovuto rifare una copertina di una audiocassetta perché  le scritte mi erano venute male, perché il pennarello aveva sbavato sotto lo strisciare della mia mano destra o perché la scelta dei colori non mi convinceva. Quante ore spese nel ripreparare quei maledetti cartoncini.

(nella foto: audiocassetta del tempo che fu)

(nella foto: orrore e raccapriccio)

La mia voglia di estetica convincente però non sarebbe bastata se non fossi maturato grazie alla vicinanza di Mixi e soprattutto de LaKèrla. Non so per quale motivo io sia capitato nel mondo della grafica, fatto sta che ci sono e lavorare a stretto contatto con LaKérla per tutti questi anni ha affinato il mio senso estetico. Non sono uno da Mac, io lavoro su un PC e con un programma grafico che più che un vero software è uno scherzo: PICTURE IT (ora chiamato Digital Image). Dopo aver sfogato le mie voglie kitsch nelle primissime settimane, sono riuscito ad estirpare quasi tutti gli aspetti più brutti e a seguire in silenzio la grande lezione de LaKèrla, la virago della creatività e organizzazione grafica con cui mi confronto quotidianamente (suo  tra l’altro è il logo della testata del blog). Ora, sia chiaro, io non so fare proprio un bel niente di grafica, mi limito ad aggiungere o  creare qualche semplicissimo effetto per le immagini, ad assemblare a mo’ di mosaico qualche figura, ma anche la scelta delle foto stesse – se davvero non è malaccio – la devo a questa piacevole convivenza amical/lavorativa.

(Nella foto: Picture It  – nella freddo update del 2006 chiamato Digital Image)

Grazie quindi a chi si prende la briga di notare questa cosetta e grazie a Lakèrla, figura per me ormai mitologica di donna eroica piena di virginali virtù grafiche, che inconsapevolmente e comunque pazientemente, mi indica la via. I Love You, Kerlit! (Buono SC, si fa per dire ).

(nella foto: LaKèrla, virago grafica)