Conversazione con BEPPE RIVA – 2a parte

4 Apr

(seconda parte dell’intervista al rock journalist supreme BEPPE RIVA)

19-Qual è la prima cosa a cui “guardi” quando senti un pezzo musicale?

La costruzione del brano, che nel suo sviluppo essenziale (intro, strofa, refrain, assolo…) deve necessariamente esser abbinata ad una linea melodica e ad un feeling che ti conquistano. Se non c’è ispirazione, anche un pezzo inappuntabile non dice molto. La cosa cambia se prendiamo in considerazione brani particolarmente lunghi; in quel caso la qualità esecutiva, gli arrangiamenti, l’abilità nel variare le atmosfere acquistano particolare rilevanza. A  mio avviso, se non sostenute adeguatamente, certe prove di “resistenza” diventano prolisse e piuttosto tediose. Ad esempio amo gli Yes di “Yes Album” e “Fragile”, ma con “Tales From Topographic Oceans” avevano proprio esagerato, o meglio, rotto.

20 -Cosa fai adesso? Hai qualche progetto per il futuro?

Faccio stoicamente un lavoro inerente al mio titolo di studio, e da tempo mi sono ritirato spontaneamente da quell’attività di “critico musicale” che per me è sempre stata essenzialmente ludica.  Non ho aspirazioni per tornare a scrivere, credo che ogni cosa vada fatta a suo tempo e la mia piccola storia in quest’ambito l’ho già fatta. Fa piacere che qualcuno su Internet ancora ricordi con nostalgia qualche mia recensione “illuminante”. Voglio ringraziare in particolare Steven Rich  (Truemetal, Classix Metal etc.) e Daniele Luzi che su Facebook ha persino creato un gruppo in omaggio al sottoscritto. Ho sbagliato all’inizio dei 90 a tornare su Rockerilla, facendo la parte della “minestra riscaldata”. Però credo di aver realizzato negli ultimi anni alcuni dei miei articoli più maturi, specie nel settore delle ristampe (curavo una rubrica chiamata “Perfumed Garden”).  Non farò ulteriori passi falsi, ma è praticamente impossibile correrne il rischio, vista la situazione agonizzante della stampa musicale italiana. Lasciamola a chi crede di esser un vate della musica rock.

Forse per te è stato un errore, ma in quegli anni noiosi la tua rubrica PERFUMED GARDEN era un’oasi che dissetava parecchi di noi.

21-Alla nostra età si sconfina spesso nella nostalgia, quale è la cosa che ti manca di più?

When I Was Young…,quando potevo dedicarmi ai miei “sport preferiti” ed in generale avevo aspettative un po’ ottimistiche, ed ancor di più la speranza in un mondo e in un futuro migliore per tutti, miseramente naufragata a maggior ragione oggi, dopo la guerra in Libia e le sue nefaste conseguenze.

22-Quando si tratta di concerti rock vissuti in prima persona, quali sono i ricordi a cui sei più legato?

Sono riuscito a vedere dal vivo quasi tutti i miei principali idoli musicali, purtroppo resta il rammarico di non averli visti al top della forma, nei primissimi anni ‘70, quando ero un ragazzino…Per fortuna ci sono DVD storici ed anche filmati su Youtube che in parte compensano questa lacuna, anche se la partecipazione “fisica” è tutt’altra cosa.  Avrei pagato molto per assistere allo spettacolo di “Sacrifice” dei Black Widow immortalato sul bellissimo DVD  “Demons of the night gathered to see…”  Idem per vedere gli ELP dal vivo al Vigorelli di Milano. In tempi più recenti, ho invidiato chi ha visto l’unico, incensato concerto dei pur vetusti Led Zeppelin alla 02 Arena di Londra (dicembre 2007). Per quanto riguarda l’heavy metal, negli anni ’80 ho visto tutti i concerti che volevo.

23-In Italia hai fama di essere un grande giornalista musicale esperto soprattutto in heavy metal. Questo è perché bene o male hai sempre lavorato con testate dedicate a questo genere o perché è la musica in cui ti ritrovi maggiormente? Io che ti conosco anche solo un po’ di più del tuo lettore medio, so che i tuoi orizzonti sono più ampi.

Dipende tutto dal mio percorso esplorativo nell’ambito della musica rock. Come riepilogavo nella mia “storiella” in apertura, nel 1970 e dintorni mi ero fatto un’autentica abbuffata di hard rock e progressive, soprattutto inglese. Intorno al 1973, influenzato dallo storico mensile francese Rock & Folk, mi sono gettato letteralmente nella scena proto-metal americana: MC 5, Blue Cheer, Nugent, Stooges, Frost, Grand Funk, Iron Butterfly, Alce Cooper, New York Dolls, Montrose, Bloodrock, Captain Beyond, Kiss, naturalmente gli Aerosmith e Blue Oyster Cult. In seguito Styx, Kansas, Journey, Boston, Angel, Starz, The Godz, Legs Diamond, fino all’eruzione del primo Van Halen (78).  Scusa se ne cito un sacco, ma nelle mie interviste in rete non l’ho mai fatto, e per me sono stati importantissimi! Proprio a te che sei un eccellente chitarrista chiedo: possibile che ben pochi si ricordino di Buck Dharma dei B.O.C.?  Era un axeman strepitoso,  però non aveva il look…Era piccolo, paffutello e con i baffetti. Se fosse stato più aitante forse i suoi grandi meriti sarebbero di dominio universale. Ed il suo gruppo ha realizzato cose meravigliosamente innovative, prima che i Rush iniziassero emulando gli Zeppelin. Però tutti ricordano gli indiscutibili canadesi, mentre gli uomini di “Veterans Of Psychic Wars” passano in secondo piano. Male…ma tornando a noi,  nella seconda metà degli anni 70 ascoltavo tantissimo anche Judas Priest, Scorpions, UFO, Golden Earring, Motorhead, AC/DC.

Quando nel 1979 Badino, direttore di Rockerilla a cui sarò sempre riconoscente,  mi propose di scrivere su Rockerilla, che altro avrei dovuto trattare di “contemporaneo” in una rivista che ospitava nuove tendenze? Quello che allora veniva chiamato heavy metal ma oggi è definitivamente classic rock! Avevo una montagna di dischi del genere, che in Italia erano boicottati da tutta la stampa. Fu la mia fortuna…Inoltre, sono sempre stato musicalmente onnivoro, e allora avevo anche un’apprezzabile collezione e conoscenza di punk e new wave, che mi aiutò a farmi accettare nell’ambiente Rockerilla. Ma non ho mai tradito le mie origini, infatti appena possibile, ho tirato fuori dal cappello la prima mini-serie retrospettiva nell’ambito della rubrica Hard’n’Heavy, con dischi di Quatermass, Silverhead, High Tide, Pretty Things  etc. che all’inizio degli anni 80, tutti giudicavano morti e sepolti, altro che la messe di ristampe degli anni 2000!

24-Con che impianto Beppe Riva ascolta musica? Puoi entrare nel dettaglio?

Niente di speciale: la componente migliore è il giradischi Pro-ject in plexiglass trasparente, dotato anche di un eccellente design. L’ho acquistato nel 2010 dopo che il mio datato trazione diretta andava fuori giri! Il lettore CD è uno Yamaha, le casse Bose bass-reflex che rendono un buon sound in un ambiente purtroppo di ridotte proporzioni (quando abitavo con i genitori avevo a disposizione una mansarda ideale per l’ascolto) e l’ampli è un integrato Technics davvero preistorico, ma a suo tempo quotato ed ancora di ottima resa.

25-Che rapporto hai con gli mp3, li usi senza troppi problemi o sei anche un culture del lossless (file senza perdita di qualità)?

Gli mp3 me li faccio fare dagli amici, ma solo compilations di brani che mi piace ascoltare in auto. Per esempio un amico è ferratissimo in tema di pop-rock anni ’60, e mi ha selezionato circa 500 brani di quell’epoca. E’ meglio che ascolti queste cose quando viaggio, perché già sono piuttosto aggressivo alla guida e vedo gente che ne combina di tutti i colori, non accorgendosi di stop, precedenze etc. Se sono al volante l’heavy metal mi rende più cattivo e non è salutare! Per tutto il resto niente mp3, mi piace collezionare LP ed edizioni speciali in CD con l’adeguato contorno iconografico (copertine iconiche possibilmente apribili, booklet generosi con foto inedite). Il solo mezzo informatico non m’interessa.

26-Se ti trovassi all’incrocio, una calda sera d’estate verso mezzanotte, lo faresti il patto? Cosa chiederesti in cambio della tua anima?

Non vale la pena dannarsi l’anima per l’eternità se non si è disperati.

27-Riesci ad ascoltare il Southern Rock senza farti impressionare troppo dai sapori conservatori, sciovinisti e dai colori della bandiera confederata?

In realtà non ho mai pensato troppo ai contenuti dei testi ascoltando gruppi come Lynyrd Skynyrd e Allman Brothers Band, che hanno creato rock chitarristico fra i più rispettabili di sempre. Ricordo che “Sweet Home Alabama” degli Skynyrd era considerata una risposta sarcastica a Neil Young, ma oggettivamente è un classico rock, e non parliamo dell’immane “Free Bird”.  Inoltre a me piacevano moltissimo i Black Oak Arkansas, e l’arroganza sessuale del vocalist Jim Dandy (dal quale il ben più celebre David Lee Roth ha ereditato molto!) non dispiaceva affatto alle donne. A tal riguardo Jim aveva le idee chiare: infatti riuscì ad intitolare un brano, poco signorilmente, “I Want A Woman With Big Titties”!

28-Hai mai scorto nei personaggi che nel corso degli anni hai intervistato, una luce negli occhi che ti ha fatto dire: beh, grand’uomo (o gran donna)?

Grand’uomo secondo me è una definizione troppo importante per esser commisurata al breve tempo di un’intervista o due nel corso degli anni; posso dirti che mi hanno lasciato un ottimo ricordo e mi sono sembrate persone mature e gentili (fra gli artisti che ho conosciuto), sia Ian Gillan sia Toni Iommi. Per altri aspetti, mi spiace non aver incontrato negli anni ‘80 la chitarrista delle Heart, Nancy Wison, che in quell’epoca era forse la più bella rockeuse in circolazione. Almeno ho conosciuto la cantante Sass Jordan, che nel 92 si era imposta in USA ed era proprio carina: assomigliava a Michelle Pfeiffer e gliel’ho pure detto. Permettimi questa breve disquisizione sul fascino femminile…

29-Che canzone o che brano ascolta Beppe Riva nelle sere in cui si ritrova solo in casa?

Da come è posta la domanda dovrei rispondere “Alone” delle Heart, che fra l’altro mi piace davvero. Ma quando ho bisogno di serenità – spesso, essendo costituzionalmente inquieto- ascolto la splendida ballata di Greg Lake, Lucky Man; per me uno dei più bei brani essenzialmente acustici mai scritti, e con un refrain sublime. Oppure l’ironica ma incantevole Christmas Song dei Jethro Tull.  Se sono euforico invece posso ancora ritrovarmi, alla mia età, a simulare un potente riff sulla air guitar ascoltando qualcosa di adeguato allo scopo, a scelta fra varie migliaia di album…

30-Nel congedarci da te vorremmo un tuo pensiero o una citazione che ti sta a cuore.

Nulla di speciale, sinceramente. Credo di aver abusato fin troppo della pazienza dei tuoi lettori,  e spero che alcuni di loro abbiano apprezzato i contenuti. Voglio ringraziarti di cuore in questa sede per la stima che hai sempre manifestato nei miei confronti, e a chi frequenta questo Blog dico che ho risposto con piacere a queste domande perché Tim Tirelli è una persona esemplare, un ottimo musicista ed un vero appassionato di grande rock e anche di…grande Inter!  Da parte mia, un caloroso saluto a tutti voi che lo leggete.

Anche a te Beppe, grazie per aver accettato questa sciocchezzuola, e grazie per aver preso anche solo in considerazione di scrivere qualcosa per il blog.

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Beppe Riva in diretta su Radio Lombardia (Lunedi’ 11 Aprile)

Lunedi 11 Aprile Beppe Riva sarà in diretta sulle frequenze di Radio Lombardia ospite di Marco Garavelli e Mox Cristadoro nel programma “Linea Rock” in onda dalle 20 alle 22. Ascoltabile in streaming su http://www.facebook.com/l/edca2JeLXCLx7W_3WGR07biFwPA/www.radiolombardia.it e non è previsto il podcast o il riascolto. Vi consiglio di non perderla, si tratta della prima ) partecipazione di Beppe ad un programma radio dal 2008 ad oggi… spread the word!

3 Risposte to “Conversazione con BEPPE RIVA – 2a parte”

  1. Avatar di DoC
    DoC 04/04/2011 a 11:34 #

    Great stuff mate, exactly as it should meant to be !
    Nuff said…

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  2. Avatar di Danilo63
    Danilo63 05/04/2011 a 18:18 #

    Caro Timoteo, ringrazialo ancora da parte mia visto che ha dimostrato di essere una gran persona.

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  3. Avatar di Alberto
    Alberto 26/05/2011 a 15:25 #

    Stupenda!! Grande Beppe! Nonostante abbia solo 16 anni, rappresenta per me il modello dello scrittore heavy italiano. Tutta la mia stima! Sarebbe un sogno conoscerlo!!

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