Archivio | luglio, 2011

CLASSIC ROCK MAGAZINE N.161

20 Lug

Ecco il nuovo Classic Rock; mi sa che sarà da prendere…

HOUSES OF THE HOLY – Buffalo Memorial Auditorium

20 Lug

(Buffalo Memorial Auditorium)

(Il LZ al Buffalo Memorial Auditorium il 15 luglio 1973)

 

 

 

HOUSES OF THE HOLY – Boston Garden

20 Lug

(Boston Garden)

(LZ al Boston Garden 20 luglio 1973)

L’angolo della posta: i tour che mi perdo quest’anno

19 Lug

Scrive POLBI: “Quest’anno in Italia ci sono stati i tour di ELETRIC WIZARD, STOOGES, BLACK MOUNTAIN, MOTORHEAD,  SKINK ANANSIE, LOU REED e la reunion della CATTIVA COMPAGNIA. Non ho visto e non vedrò nulla…che vita, non posso andare avanti così”

Risponde l’esperto: “Caro amico, per tutto il resto non posso farci niente ma, visti i miei contatti, posso almeno provare ad organizzarti un concerto privato della CATTIVA COMPAGNIA nel courtyard del Diving Center lì a Scilla, certo… non sono gli Skunk Anansie ma magari passeresti un paio di ore spensierate”

(Electric Wizard)

(The Stooges)

(Black Mountain)

(Motorhead)

(Skunk Anansie)

(Lou Reed)

(Cattiva Compagnia 2011: Pol, Tim, Lorenz, Lele – foto della bassista Saura)

(Cattiva Compagnia – la bassista Saura)

Gabriele Oriali, noi ti vogliamo un sacco di bene.

19 Lug

FRANCO BALDINI: “Chiedo scusa a Oriali”

da La  Repubblica del 18/7/2011

"Le mie regole per un calcio pulito"

LONDRA – Sono i suoi ultimi giorni di quiete. Cammina per Chelsea con l’aria di chi rimpiangerà questo clima grigio e fermo. “A Londra sto bene, c’è discrezione, buona qualità di vita”. Franco Baldini torna in Italia come direttore generale della Roma. Se n’era andato nel 2005, alla vigila dello scandalo dello calcio, dopo aver vinto nella capitale uno scudetto come ds, con Capello allenatore, nel 2001. E dopo aver pubblicamente denunciato il sistema di Moggi, definito “un uomo senza qualità”. Fuga, anzi trasferimento di lavoro in Spagna e in Inghilterra. Poi la chiamata degli americani.

Rientra dall’esilio?

“Sono andato via perché dopo quello che ho detto su Moggi non aveva più senso restare in Italia, né c’erano più le condizioni di lavoro. Troppi conflitti d’interesse, troppo impicci, tra sistemi di credito, persone, istituzioni. Si ama e si smette di amare. Io quel calcio non l’amavo più, non ci riuscivo. Per un po’ sono andato in Sudafrica a vendere caffè. Però ora devo fare ammenda”.

Su qualcuno?

“Su Gabriele Oriali, che è rimasto coinvolto e ha patteggiato, come dirigente dell’Inter, nello scandalo dei passaporti falsi sul dossier Recoba. Ha detto la verità, nel senso che mi chiese un consiglio, io gli dissi che sapevo che c’era una persona, che però non conoscevo, che si occupava di vedere se le carte erano in regola. Poi questa persona non si è rivelata  a posto. Oriali non lo sapeva, nemmeno io. Lui ha molto sofferto per la macchia e mi dispiace”. 

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Piper, noi lo abbiamo sempre saputo e per noi rimani un eroe senza macchia. Hai comunque pagato il tuo debito (come han pagato Recoba e  la società) assumendoti la piena responsabilità, questo fa di te un cavaliere d’altri tempi  a confronto della gentaglia che ancora oggi ha il coraggio di parlare.

Gabriele Oriali, grazie per tutto quello che hai fatto per noi, ti vogliamo un sacco di bene.

QUEENMANIA a Borgo Massenzio e il decadimento culturale della musica

18 Lug

Alla festa di Borgo Massenzio ieri sera c’erano i QUEENMANIA, tribute band dei Queen. Essendo ormai un abitante del borgo decido di andare. Il tragitto lo faccio a piedi, un chilometro immerso nella campagna senza una luce che faccia da guida, prendo con me la mia navigatrice preferita munita di torcia.

Il parcheggio intorno al sagrato della chiesa è pieno come non mai, macchine parcheggiate nei campi, lungo i canali…ci fossero i Pink Floyd capirei, ma i Queenmania? Vidi la band un paio di anni fa, non mi aspetto quindi granché, ma magari stasera riescono a sorprendermi, forse un paio di anni fa ero predisposto male. Missione fallita. I QUEENMANIA valgono ben poco. Il chitarrista è bravo, bel tocco,  benchè la presenza scenica lasci a desiderare, ma gli altri tre proprio non convincono. Il bassista è un professionista ma gli manca il senso, il batterista è innamorato di se stesso e anche lui usa il doppio pedale. Il doppio pedale con i Queen! E’ lo stesso discorso del post di ieri a proposito del decadimento musicale. Poi c’è il cantante, la star, il sosia (o presunto tale) di Freddie Mercury, quello che parla solo in inglese, che si mette le tutine, che durante I WANT TO BREAK FREE si veste come MrBulsara nel video omonimo e che ha una voce da papero. Ma può uno con una voce da papero cantare in una tribute band dei Queen? E’ sufficiente una lontana somiglianza per copiare le gesta del Great Pretender?

Certo che può, per carità, nessun giudizio snob…fossero una tribute locale senza troppe pretese di stardom, ma questa è una di quelle tribute band professioniste, che suona dappertutto, che si autocelebra, che a sentir loro hanno fatto 50 date in Europa e in Inghilterra. In questo caso bisogna saper cantare, bisogna calarsi nel mood di John Deacon e Roger Taylor, occorre avere un minimo di eleganza e dignità. Possiamo discutere sul senso delle tribute band, ma perlomeno se lo fate a questo livello fatelo bene. Non si può cantare Freddie Mercury in quel modo.

(I Queenmania a Borgo Massenzio ieri sera – foto di TT)

Il pubblico naturalmente era tutto per loro, applausi convinti, qualche urlo, mani che battono il tempo, verso la fine addirittura una ventina e più di persone sotto il palco (d’altra parte da un pubblico maschile che veste al 95% improbabili braghe corte con infradito, ciabatte o sandali che vuoi aspettarti?) Nessuno che si sia posto il problema circa la proposta musicale, la qualità…l’appiattimento dei gusti del pubblico ormai è senza speranza. Liga che fa 120.000 persone al Campovolo (Liga, mica il farewell tour dei Rolling Stones), i Negramaro che riempiono San Siro, band dignitose ma il cui giusto posto sarebbe un palasport che richiamano folle oceaniche senza che la proposta musicale sia all’altezza … cosa sta succedendo? Sono io che mi sto trasformando in un vecchio incazzato col mondo o c’è qualcosa che non va?

Il ritorno: è mezzanotte passata, nel cielo nuvoloso ci sono ampi squarci di sereno che lanciano le stelle in primo piano. La stretta e tortusoa countrylane è preda delle tenebre e fa un po’ paura. Lì accanto cicale e grilli fanno un gran casino, si sente persino qualche rana  superstite della strage che stanno facendo quei maledetti gamberi americani d’acqua dolce, quelli che ormai regnano incontrastati nei nostri fossi. Penso a come si doveva sentire Robert Johnson 80/90 anni fa nel girovagare tra campagne ancor più nere. Il senso blues è altissimo e il mio animo si perde spaurito tra quella emozioni.

Tutto mi sembra spaventoso, la mia worried mind mi fa scivolare la prosa, incespico in frasi tipo “il grembo caldo della notte mi confonde i pensieri”, ” gli artigli delle tenebre ghermiscono il mio corpo”…ah, come vorrei essere un uomo normale… Save me, save me, save me I can’t face this life alone Save me, save me, save me…I’m naked and I’m far from home…

CASENTINO LOVE AFFAIR

18 Lug

I Jethro Tull a Boretto, Liga al Campovolo (black mood for a day) e le seppioline della Patty

17 Lug

Venerdì sera al LIDO PO di Boretto a vedere i JETHRO TULL. La location è di tutto rispetto, molto blues, ma indicativa del livello in cui si sono cacciati oggi i Jethro Tull, ovvero Ian Anderson, Martin Barre e altri tre tizi di cui nessuno sa nulla. Sono lì con Suto Sutovich detto anche Sutus, il chitarrista dei Tacchini Selvaggi,la bassista degli stessi, Lasàurit, Mimmo e Lapatty. Ci godiamo per un momento il lento scivolare dell’ Old Man River: il tramonto, le barche ormeggiate, quel sapore da Mississippi o come dice Suto da Mississippo.

(Sutus & Tim down by the river – Boretto 15/7/2011 – Foto by LS)

(Old man River – Boretto 15/7/2011 – Foto by TT)

Entriamo e ci mettiamo a sedere…meno male alla nostra età i concerti in piedi sono ormai insopportabili. Suto mi racconta di quando vide i Jethro nel 1973 e sempre nello stesso anno gli EMERSON LAKE AND PALMER e altri gruppi storici…io sospiro…gli ELP nel 1973, sigh.

(Il misero palchetto dei Jethro a Boretto – Foto by TT)

Sentire Giovanni D’Andrea – IAN ANDERSON – suonare il flauto e la chitarra acustica è sempre una emozione, così come immergersi in quella manciata di canzoni con cui siamo cresciuti (THICK AS A BRICK su tutte); Martin Barre dal canto suo è ancora un signor chitarrista. Detto questo occorre aggiungere che Anderson fatica a reggere con la voce, il tastierista ha dei suoni orrendi  da band sfigata e che il batterista rovina tutto con il doppio pedale. Doppio pedale nei Jethro Tull, ma siamo impazziti? Sta andando tutto in malora. Questo è un segno evidente dei decadimento culturale della musica. ‘Sti cazzi di doppi pedali, di influenze nefaste di band insopportabili come i DREAM THEATER, di spettacolarizzazione di virtuosismi inutili e dannosi.

Ci sono anche un paio di astronauti, un italiano e una americana che ha duettato dallo spazio col flauto con Anderson. Fanno naturalmente BOUREE’ e tutto decade ulteriormente in un teatrino di dubbio gusto. Mentre i Jethro portano avanti il loro spettacolo mi accorgo che non ho provato un brivido (a parte per THICK AS A BRICK), che me ne sto fermo come una statua di marmo, che non reagisco. In un paio di momenti mi appisolo anche, in altri scambio sms col mio amico chitarrista Paolino Lisoni e con mia sorella Lalalli. Magari il gruppo è ancora dignitoso (ma siamo al limite) …di certo è noiosetto.

Dietro di me ci sono un paio di “esperti”, quelli che perché hanno qualche sballatissima nozione rock si sentono in dovere di pontificare…li sento dire: “spettacolari“…”ma ci sono ancora gli Whitesnake?” “Certo, pensa che mio figlio quando si è sposato ha voluto che suonassero in chiesa IS THIS LOVE mentre entrava la sposa…sai quel pezzo lento che fa.…(starnazza come una gallina mentre tenta di replicare la melodia di Coverdale)“…”Sì, io so tutto, mi tengo aggiornato con Metal Hammer”, “..sì, la Fender è un’altra cosa“, “Ritchie Blackmore ha un carattere impossibile“…” Eh, I Led Zeppelin“…tendo l’orecchio …per fortuna non aggiungono altro. “(rivolto al concerto dei Jethro) Entusiasmante.” Penso a Picca, ah se solo fosse qui con me, basterebbe lo scambio di uno sguardo per quietare il mio animo. Guardo la gente intorno, non aspettava altro che il riff di AQUALUNG. Non importa come sia messa la band, se la proposta musicale sia valida o no, chi c’è in formazione, l’importante è il rff di ACQUALUNG e fare una foto col telefonino. Mi sento incompreso. Per fortuna ho accanto a me Lasàurit e Suto Sutovich e poco più in là MENNY, che incontro oggi per caso proprio qui, oggi che per entrambi è un anniversario molto doloroso…e così idealmente faccio un brindisi agli amici assenti.

Sabato mattina: benché gli avessi chiesto di evitare, Brian mi sveglia con una delle sue telefonate all’alba. In settimana abbiamo avuto la conferma che la sua maruga perde qualche colpo, quindi a maggior ragione cerco di non alterarmi. Alle 8,30 sono da lui, solite incombenze e alle 10 siamo a Ninetyland. Gestirlo diventa sempre più problematico e pensando al futuro … lo vedo solo a tinte fosche. Al K2 incontriamo la Rina, un ex collega di mia madre, anche lei in là con gli anni. La Rina è sola e mi chiedo chi si occuperà di lei quando non sarà più autosufficiente. Le offro un caffè.

Fermata come di consueto al Minibar, i fedeli avventori del sabato sono più carichi del solito…entriamo e riceviamo un’ovazione simile a quella che Liga riceverà questa sera appena salirà sul palco al Campovolo. Brian è in solluchero (con una c sola!).

(Minibar crew)

(Brian e il crodino del sabato al Minibar)

Ritorno verso la black (and blue) country, ma prima devo fermarmi a Reggio da Labetty di Jay…come se fosse facile arrivarci, oggi c’è il concerto di Liga al Campovolo. Strade chiuse, vigili e organizzatori ovunque, per arrivare al Mirabello mi fanno passare per Parma, cazzo! Beh, non proprio per Parma ma faccio un giro della madonna. Inizio ad incazzarmi. Cerco di ritornare, evito la strada che faccio di solito e che costeggia il Campovolo, ne cerco un altra. Arrivo alla deviazione e c’è un blocco, parlo con un vecchio addetto all’organizzazione che mi dice “possono passare solo i residenti” e io gli ripsondo “appunto sto a Borgo Massenzio“, “ah, bene passi pure” “grazie” a questo punto il vigile che era lì e che ha assistito alla scena mette un transenna, non mi fa passare e mi guarda con la faccia di chi ha un minimo di potere e lo mostra amplificandone i toni…. mi monta un nervoso che so solo io…ho due opzioni: spingere sull’ acceleratore e arrotare lo stronzo o andarmene e cercare un’altra strada. Rimango quindici secondi a pensare e poi opto per la seconda, ma sono incazzatissimo, vaffanculo vigile reggiano di merda e vaffanculo concerto al Campovolo.

Per tornare devo passare per Springfield, in mezzo alla campagna e spero che questa mi calmi un po’, ma è inutile sono In For The Kill. Tolgo il CD3 del cofanetto di Rod Stewart che sto ascoltando e infilo nel lettore BRITISH STEEL dei Judas Priest.

There I was completely wasting, out of work and down 
all inside it’s so frustrating as I drift from town to town 
feel as though nobody cares if I live or die 
so I might as well begin to put some action in my life 

Breaking the law, breaking the law 
Breaking the law, breaking the law 
Breaking the law, breaking the law 
Breaking the law, breaking the law 

Sono incazzato con tutti, spero di non incrociare preti, esponenti del PDL, dj, tifosi con la maglietta del colore sbagliato. Quando passo davanti alle chiese bestemmio, mentre incrocio le madonnine erette ai crocicchi di campagna urlo “666 the number of the beast”. Non posso continuare così…mi fermo. Tolgo i Judas, metto SIMON & GARFUNKEL, guardo la campagna e cerco di tornare in me.

(Looking at the country – Springfield- foto di TT)

Arrivo a casa ma sono ancoro scosso, faccio per salire le scale ma dalle finestre del pianoterra escono strane melodie: Leo sta ascoltando dei canti sovietici…mi rilasso.

Alle 17,55 ricevo un sms di Jaypee:

“Non riesco ad andare da Betty, tutte le strade interrotte, hanno persino parcheggiato a Borgo Massenzio per Liga. A morte il rock italiano, viva la Cattiva.”

Lo chiamo, è alterato anche lui, è un’ora che gira per Reggio cercando di raggiungere la sua meta. Gli parlo di Peter Andersen, di Davide Cocconcelli degli Smokers  e di Gregg Allman…Jaypee si placa.

Mi getto sul divano, penso alle seppioline che mangerò stasera dalla Patty e mi placo anch’io.

(le seppioline della Patty)

HOUSES OF THE HOLY

15 Lug

EDGEWATER HOTEL – SEATTLE

CATTIVA COMPAGNIA comeback tour

13 Lug

ZOCCA – 13° Festa della Libertà – VENERDI’ 5 AGOSTO ore 01 Over Stage

Stamattina ero in preda a foschi blues (tanto per cambiare); poco fa ero completamente immerso nel lavoro e cercavo di dimenticare appunto le mie paturnie quando ricevo un email da parte di Lorenz che, con l’intento di annunciarmi che sì suoneremo al Festival della Libertà di Zocca (MO) (la Woodstock della nostra zona),  mi fa ridere fino alle lacrime. Eccolo qui sotto:

Le ultime indiscrezioni danno un ritorno sulla scena live di Tim Tirelli, storico chitarrista della Cattiva Compagnia nato nella notte del solstizio di Inverno tra Nonantola e il Mississippi; infatti è stata pubblicata ufficialmente la scaletta della Festa della Libertà e la Cattiva Compagnia è in cartellone Venerdì 5 Agosto ore 1,00 sull’ Over Stage.
Dopo 4 anni di assenza dal palco l’attesa è grande, gli uffici dell’associazione “Zocca C’è “sono stati presi d’assalto da una folla oceanica di donne che, strappandosi i vestiti e i capelli, inneggiavano il nome dello Smilzo di Nonantola, qualcuna sostiene di essere rimasta incinta dopo avere guardato le foto del chitarrista nella copertina interna di “Cattiva Compagnia”,  l’album italiano più venduto di tutti i tempi.


La Gibson ha messo in produzione un modello signature, sembra infatti che la celebre chitarra “Les Paul” verrà ribattezzata “Nonantola Slim-Tim Tirelli” e costruita secondo le specifiche del geniale musicista. La Fender, storica casa produttrice di chitarre rivale di Gibson, ha annunciato la chiusura del marchio per rispetto al ritorno del torrido chitarrista che ha sempre apprezzato poco i prodotti a marchio Fender.


Sul fronte amplificatori Marshall non è da meno ed ha presentato una serie di amplificatori boutique interamente fatti a mano, con circuitazione interna in oro a 24 carati, coni di platino, legno di cedro ricavato da tre alberi dalle straordinarie venature messi a disposizione dalla Regina Elisabetta in persona, provenienti dai giardini privati di Buckingham Palace, questi amplificatori non saranno destinati alla vendita ma dati in omaggio al Maestro.
Si mormora, anche se non è ancora stato confermato ufficialmente, che lo Special One Josè Mourinho si sia offerto di preparare fisicamente l’artista per il ritorno on stage, a titolo gratuito, ha infatti dichiarato : ” Per tutti i successi che ho avuto nella mia carriera devo ringraziare Tim, ho infatti sempre indossato una maglietta della Cattiva Compagnia sotto la camicia, come portafortuna”, mentre è sicuro che l’Inter, passione del musicista, aggiungerà le lettere T.T. nella parte anteriore delle magliette. Si parla anche di cambiare la Coppa Italia in Coppa Tirelli.


Ultimamente si era parlato di un comeback album da parte della Cattiva, si mormorava infatti che il chitarrista avesse rimesso insieme la band dopo avere passato 4 anni in meditazione, al sicuro in una località segreta impegnato ad affinare una nuova tecnica rivoluzionaria: suonare la chitarra con il pensiero.
A questo punto molti sono gli interrogativi e non ci resta che aspettare il 5 Agosto per avere la conferma

Di seguito il link al programma della Festa della Libertà 2011:

http://www.festadellaliberta.it/programma.php

(foto di repertorio: TT on stage al Wienna di Modena nel 1995)

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13° Festa della Libertà – vieni che ti fa bene! ♥
Venerdì 5 e sabato 6 agosto 2011 – Monte San Giacomo – Zocca (MO

Venerdì 5 agosto

Sabato 6 agosto