L’angolo della posta: la telecaster di Keith Richards

1 Set

Scrive POLBI: “Ho passato due notti perso nei labirinti sonori dei VAN DER GRAF GENERATOR, poi, a un passo dalla follia, la Telecaster di Keith Richards mi ha indicato la strada di casa. Che esperienza ragazzi, che esperienza.

Risponde l’esperto: “Caro amico, mi stupisco se ripenso alle affettuose critiche che mi fai riguardo il mio amore per gli ELP, quando ti perdi per giorni interi con i VAN DER GRAF…ad ogni modo la Telecaster di Keith Richards è un approdo sicuro per molti di noi. Bentornato allora.”

6 Risposte to “L’angolo della posta: la telecaster di Keith Richards”

  1. mauro bortolini 01/09/2011 a 08:24 #

    Ho visto i van der graaf generator piu’ volte negli anni settanta!
    Ho seguito peter hammill spesso sul palco da solista!
    Un grandissimo gruppo che fu apprezzato piu’ in Italia che altrove.
    Un gruppo forse troppo cerebrale da avere successo.
    Certamente non hanno mai scritto ALL I WANT IS YOU!!!!
    Ma ELP a bologna nel 1973 circa furono immensi!!!!!!!

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  2. timtirelli 01/09/2011 a 09:06 #

    Capisco quello che vuoi dire Mauro, ma io i VDGG non li ho mai digeriti e per quanto riguarda gli ELP dell’ultimo periodo, devo dirti che LOVE BEACH mi piace molto (a parte la suite un po’ noiosa del lato B) e non trovo ci sia nulla da rimproverargli se in quell’album appunto hanno cercato di far musica seguendo la formula canzone. ALL I WANT IS YOU per me è bella. Ciao.

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    • mauro bortolini 01/09/2011 a 10:49 #

      Andrei a vedere ELP anche stasera!
      Li ho visti da vecchietti e sono sempre loro!
      Resta il fatto che come tutti i grandi gruppi
      hanno sofferto della sindrome del
      DINOSAURO ROCK come i led zep
      ed hanno cercato di adattarsi di conseguenza
      ed un po’ forzatamente….

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  3. paolo barone 01/09/2011 a 12:00 #

    A me Van Der Graf e ELP sembrano due cose diversissime….

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  4. BEPPE R 01/09/2011 a 18:38 #

    Certamente ELP e VDGG sono due cose (ed attitudini) diverse, ma altrettanto certamente entrambi hanno spinto i confini del rock “oltre” le consuetudini. Tutti sanno che sono un fanatico di ELP, ma i Van Der Graaf fino a “Pawn Hearts” sono stati enormemente creativi, e più che rispettabili sempre, anche in seguito. Hammill non si è mai compromesso, assolutamente. Ma non credo affatto che il prog-rock e il rock’n’roll vadano posti in antitesi, come ha fatto tanta critica. La penso come Lake, che sosteneva necessario distinguere fra buona e cattiva musica, non fra un’etichetta o un’altra del rock. Per me è indispensabile conoscere e stimare gli ELP come i classici Stones, e a proposito della (sterminata) influenza di questi ultimi, ho riascoltato in questi giorni il primo album solo di David Johansen (voce dei New York Dolls), una mia fissazione d’epoca 1978. E’ un fottutissimo, devastante album di grande R&R americano, impeto e canzoni super, emozioni e riffs saturi. Cari miei, me lo riascolto quando voglio, e subito dopo posso metter sul piatto con altrettanto piacere “H to He” o “Brain Salad Surgery”. A ciascuno i propri desideri…

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  5. paolo barone 02/09/2011 a 19:21 #

    Assolutamente d’accordo, è una vita ormai che passo da un genere all’altro senza ritegno e con grande piacere!

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