Les Paul (Lester William Polsfuss – 9 giugno 1915 / 12 agosto 2009) chitarrista americano, pioniere delle registrazioni multitraccia, dell’overdubbing e di vari effetti e creatore della più bella chitarra elettrica mai creata da essere umano: la Gibson Les Paul. Lui e Robert Johnson sono i padri putativi dei chitarristi illuminati. Les Paul, un mito. Senza dubbio.
(Jeff Beck, Les Paul e Jimmy Page a New York nel 1987)
Per onorare questo gigante della chitarra scomparso a 94 anni nel 2009, Jeff Beck la scorsa estate ha suonato un concerto tributo nel club di New York dove Les Paul era solito suonare quasi tutte le settimane. Ora nel 2011 esce la registrazione di quel concerto.
(la Gibson Les Paul Jeff Beck signature)
(il fighissimo Jeff Beck degli anni settanta con la sua Les Paul)
L’album parte un po’ in sordina ma non appena IMELDA MAY sale sul palco la serata si accende e si inizia a fare sul serio. Le canzoni provengono dagli anni cinquanta e sessanta, parecchie delle quali portate al successo dallo stesso Les Paul e cantate oggi da Imelda May con l’aiuto di basi vocali pre-registrate per imitare le tecniche di registrazione usate sui pezzi cantati da Mary Ford moglie di Les.
Il materiale è una riuscita miscela di easy jazz-pop, di country, di rock and roll e rhythm and blues. Oltre alla brava Imelda tra gli ospiti segnalo il grande BRIAN SETZER. I pezzi più riusciti: CRY ME A RIVER, HOW HIGH THE MOON, BYE BYE BLUES, THE WORLD IS WAITING FOR THE SUNRISE, VAJA CON DIOS, TIGER RAG, PETER GUNN THEME, APACHE, SLEEP WALK e WALKING IN THE SAND.
(Jeff Beck e Imelda May: tributo a Les Paul)






Bellissimo anche il DVD che immortala la serata.
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Bel concerto, bel disco.
Ottimo da ascoltare mentre si guida in autostrada, guardando le campagne emiliano-romagnole, che a volte sanno tanto di Luisiana, che ti sfilano a fianco…
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Nessuno é stato capace di battere Robert Plant che col disco HONEYDRIPPERS VOL 1
ha salito la vetta delle classifiche facendo rifacimenti di brani anni 50 ( non a caso al
disco partecipo’ anche Beck ).
Per essere sincero quando lo comprai dissi CHE ROBA E’ QUESTA ?
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Mauro, mi fai venire i brividi, il mini LP degli HONEYDRIPPERS è davvero fantastico. 5 pezzi, il rock and roll, Robert Plant, Jimmy Page, Jeff Beck e tanta scanzonata eleganza rock.
E’ un peccato che sia morto Ahmet Ertegun anche per questo: Plant stava per partire con il Volume 2 insieme a Brian Setzer sempre con la supervisione di Ertegun appunto.
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Amare Plant, Page e Beck ( che ho visto 6 volte in concerto )
non vuol dire apprezzare tutto quello che fanno.
Imitare con estremo gusto i chitarristi ed i cantanti del passato,
anche andando al numero 1 come Plant, non cambia
il fatto che negli ottanta io e milioni di fans
ci aspettavamo ben altro che SEA OF LOVE .
Resta il fatto, caro Tim, che il tuo sito é bellissimo,
e me lo godo tutti i giorni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Caro Mauro, sono d’accordo con te che negli anni ottanta la nostra generazione di appassionati di rock si aspettava ben altro che i dischi fatti dai nostri musicisti preferiti (vogliamo parlare ad esempio dei Firm, di Right By You di Stephen Stills, di Flash e Hot Space dei Queen, dei dischi solisti di Jagger etc etc?) ma pur rispettando la tua opinione, io ribadisco che HONEYDRIPPERS VOL ONE è un grandissimo disco di rock and roll anni 50 e 60. Certo c’è Sea Of Love, quadretto un po’ melenso, ma a me tutto sommato piace anche quello e trovo brutto solo il relativo video. All’epoca l’album in questione mi sorprese e mi piacque molto.
Il fatto è che ci aspettavamo troppo da musicisti che ormai avevano dato il meglio. Sono stati anni duri…I Rainbow di Stone Cold, Mick Jones dei Clash che fa i Big Audio Dynamite, Plant con Shaken An Stirred e Manic Nirvana, La Bad Company alle prese con pseudo hard rock scialbo e commerciale con Brian Howe alla voce, Jeff Beck con Flash che a parte People Get Ready è un disco bruttissimo, i Rolling Stones di Undercover e Dirty Works, gli Emerson Lake and Powell e iThree etc etc…ma siamo ancora qui, nonostante tutto attaccati alle mammelle della grande dea del rock.
Grazie per i complimenti e per essere uno di noi qui nel blog.
For those about to rock, I salute you!
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