CONGREGAZIONE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES: riunione di ottobre

9 Ott

Ritrovo al cinegiappo di Regium Lepidi, per confondere le acque March arriva per primo ed evita così di fare la solita entrata da rock star tipo Rod Steward. Riff, Sutus e Lorenz si avvicinano poco dopo con noncuranza, c’è un che di maligno nell’aria e dobbiamo stare attenti. Io e Picca arriviamo da strade laterali, Jaypee ancora non si vede. Scattiamo una foto anche senza di lui, l’archivio va aggiornato sempre e comunque.

(da sx a dx: Rify Betts,  Lorenz Deville, Timothy Winter, Marcello Van Zant, Picchen Zevon, Sutus Young)

La fotocellula della fotocamera riconosce le nostre iridi, adesso siamo certi, siamo proprio noi.  Ci mettiamo a mo’ di pentacolo, io mi pongo in mezzo, indossiamo i cappucci nero(azzurri) e procediamo col canto d’ordine. Fisso la tonalità e dopo esattamente 666 secondi partiamo tutti insieme a mormorare il riff di DOMINO, cantico strumentale del Dark Lord:

Alla fine inizio a salmodiare i versi sacri:

Now that I’m free
to take it all easy
take all my time
and do what I please
nobody ‘round me
that’s pullin’ me down
building me up,
just to turn me around

gli altri rispondono in coro

Baby I got you
like the summer has the sun
and its all that I can do,
just to walk and not to run
Baby you got me
and thats all I have to give
together we’ll be free,
free to live, free to live

Bene, possiamo procedere alla riunione.

Ci sediamo alla tavola rotonda che Yoyo la cinese che non parla italiano ci ha riservato, ad un lato della grande sala, proprio di fianco allo sgabuzzino/magazzino, perfetto. Siamo in nove, comprese le due segretarie, ordiniamo tre acque naturali fuori frigo, 4 birre cinesi, 2 thè verdi. Cena a buffet. Fissiamo l’ordine del giorno, iniziamo a mangiare e lasciamo la discussione per dopo.

(Lor & Jay )

Verso le 22, lasciamo libere le segretarie e ci trasferiamo nel locale di fronte, il Jake Holmes Pub.

.

Allungo alla cameriera un biglietto da venti in modo da avere il tavolo nell’angolo più oscuro. Due birre bionde, due nere, un rum, un Maccalan single malt scotch whisky per Lor e un infuso caldo ai fiori di ghiaccio per Magister Timotheus.

(Nell’angolo più scuro, da sx a dx Jay, March, Lor e Riff)

Si inizia parlando dei Black Sabbath, ma se da quello che  scrive Riva nel blog si intuisce che il loro satanismo è alla fine solo marketing, se non sono veri, se tutte quelle croci rovesciate sono solo intrattenimento, per un fan, che gusto c’è? Dice Picca, è come se Springsteen dicesse “A me piaceva il progressive rock dei Genesis, ma siccome non c’era spazio mi sono dato ad un altro genere, in realtà di tutta questa bazza del rock americano non me frega più di tanto, a me piace il progressive”, o se Jim Morrison – giù dal palco – si fosse fatto delle insalatine e bevuto dei succhi di frutta. Allora dov’è il fascino dei Sabbath? Come ha scritto Picca ” se si tratta di una posa carnevalesca, sono solo una noiosissima palude di compressione distorta con un cantante scemo che non sa cantare e una ritmica agile come un fermaporta”. Se fosse così ad esempio i Black Sabbath ai COVEN gli fanno una sega.

Visto che siamo in tema, Picca ci ricorda la posa di Crowley (vedi JP con le braccia alzate ad angolo alle prese con Theremin).

(The Dark Lord alle prese col Theremin nel 1975)

Il discorso si inerpica: le peggiori copertine nel rock, il secondo disco mai uscito dei THE LAW, Willie De Ville, la straordinarietà dei doppi ( o tripli) dal vivo degli anni settanta con la copertina dallo sfondo nero… THE SONG REMAINS THE SAME dei LZ, SECONDS OUT dei Genesis, WELCOME BACK MY FRIENDS degli ELP, LIVE di Frank Marino (anche se era singolo) dove ti immaginavi la arena da ventimila posti in una  sperduta città americana, con le luci rosse, gialle, verdi, bianche e blu sopra al palco e i tuoi eroi ad eruttare musica magnifica.

Picca suggerisce a tal proposito il titolo per un ipotetico doppio album dal vivo della Cattiva Compagnia…”DOUBLE LIVE COMPANY”…con “Live In San Martino In Rio” come claim, aggiungo io…

E ancora, l’ultimo album blues di Robert Palmer, gli album degli anni novanta degli ZZTOP, la differenza che c’è tra ispirazione e plagio se prendi qualcosa da un altra canzone a seconda che tu faccia rock o blues oppure pop.

Picca porta doni per tutti, io e Riff facciamo lo stesso, a fine serata a mo’ di eucarestia distribuisco ai confratelli una copia del doppio bootleg dei Cream SUN VANISHES, Detroit Grande Ballroom 15 ottobre 1967.

Usciamo, ci mettiamo in circolo per l’arrivederci, intoniamo il ritornello di HYPNOTIZING WAYS (OH MAMMA) da DEATH WISH II e ci diamo appuntamento alla prossima assemblea.

Arrivo alla domus saurea a notte inoltrata, infilo la blues mobile in garage, stacco il grande adesivo con la scritta Lucifer Rising dal lunotto posteriore, mi tolgo il mantello ed il cappuccio, respiro a fondo nella notte scura.

Stamattina, mi alzo e c’è una bella golden dawn, scendo rimango qualche minuto al sole e ripenso alla serata di ieri notte.

(Golden Dawn a Borgo Massenzio – Foto di TT)

Mentre aggiorno gli archivi della Congregazione mi ascolto PASSPARTU’ della PFM e maledico le soste per la Nazionale, il weekend senza calcio fa schifo.

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