MAX STEFANI “Wild Thing” (SE 2012)

27 Mag

A me questo libro è piaciuto, molto.  Lettura assai gradevole, scritto senza tanti filtri e con coraggio, devo dire bravo a Max. In un mondo in cui tanti cercano di parasi il culo, lui evita la cosa e va dritto al punto. Che bello, finalmente.

Sono rimasto molto colpito, non credevo. In comune con Max, ho l’amoreper il Rock, l’anticlericalismo e la passione per Jeremiah Johnson/CorvoRosso non avrai il mio scalpo, anche se musicalmente battiamo sentieri diversi. E’  per questo che nel corso degli anni (dal 1978) non sono mai stato un lettore fedele del Mucchio…un po’ troppa “americana”, un po’ troppe “cose
nuove”…mi sarebbe piaciuto trovare con un minimo di frequenza in più articoli sul rock a me più congeniale; detto questo però sono sempre stato “in contatto” col giornale, un anno mi ero persino abbonato…lo spessore intellettuale e il gran lignaggio rock del Mucchio mi hanno sempre preso.

Probabilmente poi il libro mi è piaciuto tanto anche perché l’argomento in sé mi interessa molto…parlo della editoria musicale italiana, che nel mio piccolo, piccolissimo, ho lambito (con la mia fanzine, scrivendo per Metal Shock, Flash e Classix e con la biografia su Jimmy Page per la Gammalibri). Nel libro si parla della storia delle riviste musicali italiane, molte di queste le ho vissute in diretta. Si parla poi di quello che è successo a casa nostra per quanto riguarda il rock. Il libro è anche la autobiografia di Max e questa cosa viene servita in due modi contrapposti: argomento centrale e argomento di contorno. Molto efficace.

Naturalmente è anche la storia del Mucchio e mai avrei immaginato così tanti problemi all’interno della redazione, che vedevo sempre come un’isola abitata da gente con forti affinità elettive. Pensare oggi che Stefani non ne è più il leader, mi pare inconcepibile…ma lo avranno detto già in tanti. Col Mucchio nel bene e nel male hanno fatto i conti molti di noi, non possiamo non essergli affezionati e riconoscenti, se non altro per aver messo LEOPOLD aka Jimmy5 (https://timtirelli.com/2012/05/15/c-s-i-rock-is-jimmy-page-dead/) in copertina nel 1984 in occasione della sua venuta al festival blues di Pistoia.

WILD THING io ve lo consiglio, è una bella storia rock.

“Wild Thing” è un librone di 330 pagine, a colori, illustrato con 708 foto, cartonato, formato 30×24 cm. E’ ordinabile all’indirizzo libri@suono.it al prezzo di 49 euro, comprese le spese di spedizione a mezzo corriere, in copie autografate e personalizzate.

3 Risposte to “MAX STEFANI “Wild Thing” (SE 2012)”

  1. Giancarlo T. 27/05/2012 a 19:52 #

    Mi hai fregato, Tim. Avrei voluto mandarti una mia opinione del libro…non appena l’avessi terminato. Se ti dovesse interessare te la manderò nonostante il tuo post. Sono a due terzi della lettura: l’impostazione, come hai ben detto tu è duplice e parallela. Le vicissitudini e la scansione temporale delle vicende del Mucchio e contemporaneamente quel che accade in Italia nella carta stampata, in radio, in tv. E anche la lettura è di duplice accesso: quello del lettore che troverà qualche piccolo indizio sui soggetti e sui periodici elencati (e se lo saprà interpretare avrà qualche sorpresa), e quello del cosiddetto “addetto ai lavori” che si scompiscerà, come mi è accaduto, per alcune disorsioni della realtà degli avvenimenti declamate da qualche sprovveduto intervento di chi, forse, pensa che le storie possano essere o riscritte o reinterpretate. Chiamiamoli revisionisti sciocchi. O presuntuosi, se volete. Ma che difficilmente verranno individuati da chi non possiede la mia infame malizia del leggere.

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  2. Paolo Barone 28/05/2012 a 13:18 #

    Ancora non ho recuperato una copia di questo libro ma conto di farlo appena possibile. Credo sia molto interessante e ben scritto.
    Mi viene da fare una piccola riflessione: Quanti libri di musica. E, nella maggioranza dei casi, che belle cose. Io ho appena finito di leggere la bio di Ace Freley (ci sarà’ un H da qualche parte nel nome ma non ricordo dove…), l’alieno chitarra solista dei Kiss. Non sono un fan della band, lui non ha ovviamente lo spessore di un Lennon, eppure sono rimasto a leggere il libro fino alla fine. Mi sono divertito anche molto, specie nella parte iniziale pre Kiss in cui parla della vita nel Bronx nei primi anni ’70.
    Ancora una volta ho passato giorni a leggere un libro di musica rock.
    Piano piano finira’ che la musica la leggo più che ascoltarla! Sara’ che queste rockstar hanno capito il meccanismo e si fanno affiancare da bravi scrittori, sarà che sono io fissato per queste cazzate, ma la quantità’ di tempo passata a leggere di musica e’ senza dubbio cresciuta negli ultimi tempi. Forse semplicemente sono aumentate le uscite e la loro reperibilita’, in fin dei conti e’ tutta la vita che leggo e ascolto il rock, trovare Ciao2001 e comprare i primi dischi e’ stato un tutt’uno. Non ho idea quante volte mi e’ capitato di “ascoltare” una recensione e la musica diventare colonna sonora di parole e foto. Noto che, per quanto mi riguarda, la cosa con gli anni non cambia, anzi! E alla lunga posso dire che alcuni libri, articoli e riviste mi hanno cambiato la vita tanto quanto i dischi a cui facevano riferimento.

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