JULIA says goodbye, il primo “titulo” grazie al TROFEO TIM & i BIG ONES live in Borgo Massenzio

24 Lug

Sabato mattina ho salutato Julia, le nostre vite personali ci portano su continenti diversi. E’ sempre difficile per me staccarmi dalle persone con cui ho avuto un rapporto profondo, subito dopo l’addio mi gira la testa e qualche minuto più in là precipito giù per il dirupo della nostalgia. Ho conosciuto Julia un luglio di 5 anni fa e facendo un conto di queste stagioni passate mi accorgo di aver attraversato bayou paludosi e pieni di insidie. Sono inciampato da qualche parte e poi sono ripartito da zero, ho salutato  la stella del mattino, ho incontrato quella che sa pescare un uomo caduto nel mare, e ho tirato avanti nascondendomi durante il temporale per poi rialzare la testa e bestemmiare quando tornava il sole…

Divento sentimentale quando è l’ora degli addii, così cerco di non incontrare nessuno. Me ne cammino tra le vie meno battute di Mutina, mi fermo a bere un caffè da solo (perché povero me stamattina non ho nemmeno un amico qualunque con cui berlo), corretto (col Southern Comfort naturalmente) anche se sono solo le nove. Guardo la gente, controllo che non sia già uscito il nuovo numero di CLASSIC ROCK, mi metto sotto la Ghirlandina e la guardo in tutta la sua bellezza. Guardo il cielo, respiro, cerco di cogliere la modenesità che mi sembra stia sparendo. Abbasso la testa sotto il peso di blues grevi e solenni, ma devo andare da Brian, la devo smettere con le mie malinconie. Mi volto un’ ultima volta, addio Julia.

(Goodbye yellow grey road – foto di TT)

Sistemo Brian e verso mezzogiorno mi dirigo alla Coop di Regium Lepidi per un’altro momento della serie an s’è mai vest Son House fer la spesa alla Coop…mi metto a tavola alle 15. Un paio d’ore a cercar di recuperare le forze da settimane spese sempre avanti e indietro, inutilmente…il gatto Palmiro non vuole mica dormire, lui vuole bruciare. La sera il trofeo TIM mi porta le prime gioie calcistiche della stagione: un goal alla J** su cappella di Lucio (che ridere ragazzi) e due golletti alla seconda squadra di Milano, quella che non vende i suoi gioielli.

Domenica da Brian, tutto il giorno, ma alla sera riesco a metterlo a letto in tempo per essere alla festa di Borgo Massenzio per le 22,15 a vedere i BIG ONES, la tribute band degli Aerosmith. Se non altro non hanno chiamato solo le ormai insopportabili tribute band  dei soliti 5 nomi: Liga, Vasco, Queen, U2 e Nomadi (zio can, la tribute band dei Nomadi…già facevano cagare gli originali, figuriamoci la tribute band!).

(Big Ones a Borgo Massenzio 22/07/2012 – foto di LST)

Son lì con Jaypee e le due groupie. Il primo colpo d’occhio è impressionante: Renzo D’Aprano – il cantante – visto da 5/10 metri di distanza sembra davvero quel gran figo di STEVE TYLER. Subito la band non mi prende tanto, ma verso la fine riesce a farmi ricredere. Grande versione di I DON’T WANT TO MISS A THING e grandissima versione di TOYS IN THE ATTIC (bis finale). E’ Renzo comunque quello che ti riporta al senso, al colore, alle sfumature degli Aerosmith. Davvero bravo, e che showman poi! Ottimo anche il tastierista. Il repertorio è uno di quelli da fighe, solo 4 pezzi pre 1987 (se ricordo bene), ma gli Aero li porto nel cuore e dunque mi va bene anche così. I BIG ONES nel corso della serata presentano anche tre loro pezzi. Sul loro sito avevo dato un’occhiata al loro video (Grido Al Mondo…o qualcosa di simile) e proprio non mi era piaciuto (il pezzo). Invece quei tre brani  proposti domenica sera mi hanno solleticato non poco, tanto da farmi ordinare il Cd su Amazon la notte stessa. D’ora in poi li tengo d’occhio i BIG ONES.

Le note di costume sono simili a quelle che scrissi l’anno scorso: molti uomini in braghe corte e ciabatte. Persino il bassista dei BIG ONES era sul palco con braghe corte sotto al ginocchio, calzino e canottiera! Mah, non credo ci sia più speranza. Parecchi giovani pronti ad applaudire la band, diverse proto-groupie vestite ad hoc, ragazze e ragazzine pronte a sbocciare, e i soliti tipi e tipe improbabili con indosso la maglia blaugrana di Piquè a ballare fuori tempo per tutto il concerto.

Dietro a Jay ad un certo punto compare una suora, la squadro: sembra sorpresa e terrorizzata dal concerto rock che si sta tenendo sui gradini della chiesa. Sta pregando, chiedendo scusa al suo signore, invocando pietà…invece che decapitarla con la spada infuocata del demonio, provo pietà per lei. Get a grip, sister.

(la suora terrorizzata dal rock – foto di TT)

(Tim & Jay al concerto dei Big Ones – foto di LST)

Saluto Jaypee e la sua groupie, e mi incammino con la mia lungo la buia stradina che porta nel posto in riva al mondo…campagna nera, oscurità, gli ululati dei cani del destino, sassi sul mio sentiero…sì, sono a casa.

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