MIDWEST BLUES di Paolo Barone

26 Nov

Ho già scritto più volte come siano gustose le email che Polbi mi invia da Detroit, il problema è che poi non posso fare a meno di chiedergli il permesso di pubblicarle sul blog. Polbi subito rifiuta, a volte i suoi sono solo sfoghi, di quelli che fa uno con un amico, ma poi per cortesia cede. Io credo che un blog debba seguire l’istinto, se è l’istinto di persone illuminate, perché è senza tanti filtri che i contenuti gustosi saltano fuori. Ecco quindi una nuova puntata delle “LEZIONI AMERICANE” del nostro Paolino Barone.

POLBI 1°: Eccomi qui, che come sempre dopo un mesetto di america vengo preso da una crisi di rifiuto e la vengo a raccontare a te….dai poche righe di
pazienza che poi mi passa. Il midwest americano e’ un posto terribile, brutto di una bruttezza irrimediabile, definitiva e tragica.


Tutte ‘ste casette del cazzo, tutte uguali nella loro diversità apparente, nel loro mediocre benessere dai piedi di vetro, che tristezza…e poi i parcheggi, i centri commerciali, le freeway…hai presente il vuoto che ti comunicano i nostri outlet, quella sensazione di smarrimento interiore? Beh, qui e’ tutto così. Tutto tristemente semi nuovo, anonimo, senza anima. Tutti col culo incollato alle macchine che vanno, vanno, vanno, da un parcheggio all’altro, da un meganegozio all’altro. Una tragedia totale, una noia mortale. Poi si stupiscono che sono pieni di serial killer, alcolismo e suicidi di massa…

Dico io, ma lo vedete come cavolo vivete?!? No, non lo vedono e non lo sanno, non sanno nulla, pensano che tutto il mondo sia così, o aspiri ad esserlo! Bigotti, religiosi di una
religiosità infantile, superficiale e stupida. Come disse il mitico MARIO SOLDATI “ una nostra puttana e’ mille volte più religiosa di una bigotta americana

Tutti che fan finta di credere in qualcosa, la patria (bandiere ad ogni angolo che a me fanno venire l’orticaria) la famiglia, la costituzione, l’inno, i nostri ragazzi….Che disastro,
…mangiano cibo orribile ad orari assurdi in quantità impossibili, bevendo ettolitri di tutto tranne che acqua. Si gonfiano di un obesità per noi scandalosa, da circo, e continuano a trascinarsi come elefanti marini tragici tra un fast food e un altro.

Razzisti, odiano la cultura, gli intellettuali, i libri. Passano ore a guardare New York nei loro smisurati televisori con trecento e passa canali e un cazzo di buono da vedere. Madonna ragazzi che paese di merda…menomale che c’e’ il rock and roll altrimenti ero un uomo finito….Ok, m’e’ passata, mi sento meglio, ora sono apposto per un altro mesetto….
Grazie della pazienza!!!
M è a suonare in un club con una band di amici, io a casa con Cook (il cane ndtim) causa raffreddore americano (dieci volte più potente del nostro).

POLBI 2° (dopo la mia richiesta di pubblicazione): Ma no dai, e’ solo uno sfogo fra me e te, ovviamente le cose qui sono infinitamente più complesse e anche ricche di aspetti positivi…..No, ok, ricche e’ troppo, diciamo che anche nel midwest americano c’e’ del buono! Io a volte me la spasso, a volte mi girano le palle (come d’altronde in Italia) ed ecco che in quei giorni e momenti neri i lati negativi spiccano prepotentemente su tutto. Giorni fa eravamo a Chicago, un posto molto interessante, vivibile e ricco di storia. Così come Detroit vecchia, ne ho già parlato mille volte, e’ un posto estremamente affascinante. E’ tutto il resto, questo infinito paesone chiamato midwest che fa proprio…e va be’, non ricomincio.

(Chicago)

A proposito a Chicago ho preso Mojo di dicembre con LZ in copertina e lunghe interviste su  CLEBRATION DAY…Mi ha trasmesso una vaga sensazione di disagio e tristezza, specialmente Plant, ma anche gli altri. E’ la prima volta credo, che i LZ mi trasmettono questo tipo di sensazioni. Qui praticamente si vive immersi nel culto nazional popolare del dirigibile, la cosa credimi alla lunga stanca, domani sera JASON BONHAM suona con la sua Experience a cinque minuti da casa mia, costa pure poco, ma non mi viene proprio voglia di andare. Ho invece visto LEZ ZEPPELIN, queste fiche più o meno lesbiche che siano e mi sono (sorpresa!) divertito da matti. Mi son sembrate molto credibili e divertenti, si prendono sul serio ma sono anche strapiene di ironia come e’ giusto che sia. Tutto esaurito, pubblico in delirio, audio perfetto…insomma finalmente uno può permettersi di vedere Page/plant come due belle gnocche, scusa se e’ poco, dopo una vita a cantare come i tifosi della roma ” semo tutti froci dei lezzeppelin!!! ” e’ stata un esperienza in qualche modo liberatoria!

Il contrario di quello che traspare dalle pagine di Mojo. Mi viene da pensare che in fin dei conti questi ex ragazzi prima del dirigibile non avevano praticamente fatto nulla di rilevante e dopo il dirigibile ancora meno. Si, Page in studio….ma fosse stato tutto li’ sarebbe finito come Big Jim, che e’ morto un mesetto fa e non se lo ricorda quasi nessuno. Ok, Yardbirds: un gruppo fantastico che ha dato il meglio con Beck, ha fatto cose buone con Clapton e un disco ai limiti della decenza con Page. No, secondo me i nostri hanno fatto tutto in meno di 10 anni e passato il resto della vita a perdere tempo.

D’altronde, e’ un po’ il destino di tutti i grandi gruppi. Pero’ almeno non ricevono quel tipo di pressione per reunion e cazzate varie, la cosa e’ meno pesante. Con i LZ secondo me si e’ persa la misura. Vabbe’ dai, ste fesserie le vado dicendo da anni, divento ripetitivo e pedante!

Adoro leggere le avventure di Brian, non mi stanco di dirtelo.

Ok, passo e chiudo.

7 Risposte to “MIDWEST BLUES di Paolo Barone”

  1. Avatar di picca
    picca 26/11/2012 a 11:26 #

    Bello lo sfogo di Polbi. Dovrebbe pubblicare la Polbi’s United States Travel Guide scritta esattamente così. Gli Stati Uniti sono in gran parte un posto del cazzo. Quello che li salva è che quando andiamo là abbiamo gli occhi pieni di cinema e di musica e vediamo l’invisibile. Per fare del rock è fondamentale il posto del cazzo, altrimenti è dura. Io sostengo da tempo che se hai mangiato almeno una volta le lasagne della mamma o i tortelloni burro e salvia non potrai mai fare del rock. Per fare del rock con le palle devi crescere a cheeseburgers davanti a una centrale nucleare, altrimenti parti rocker e arrivi Lando Fiorini. Leggevo di tutti i rocchettari dei seventies che compravano casa in California. Sole, mare, tette sode, fumo, notti tiepide…nel giro di due anni tutti introspettivi e inariditi. Il motivo? Stavano troppo bene, non avevano più un cazzo da scrivere, giravano attorno al loro ombelico tanto per dire qualcosa. Che Dio ci preservi l’orrore della suburbia USA e i fantastici reportages di Mr. Polbi.

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  2. Avatar di picca
    picca 26/11/2012 a 11:29 #

    …del resto anche se prendiamo un americano e lo portiamo a Rozzano, al Laurentino 38 a Roma o a Sassuolo fa fatica a ritrovarci Raffaello, Leonardo, il Bernini e il Rinascimento

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  3. Avatar di Sara Crewe
    Sara Crewe 27/11/2012 a 14:39 #

    Polbi, quello che scrivi tu del Midwest è più o meno quello che io scrivo e penso tutti i giorni del luogo in cui vivo qui… in scala ridotta, ovviamente, ma ci arriveremo, se non saremo decimati prima dalla crisi. E una volta tutto questo mi ispirava, ora non più. Odio la gente al punto che nessuno, proprio nessuno, sembra più degno di diventare un personaggio di storie come quelle che scrivevo prima… sto disegnando storie mute di fantasmi, adesso, perchè davvero mi sembra di vivere in mezzo a un popolo di ombre. E ci si mette anche la nebbia… Grazie e alla prossima! :-)

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  4. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 27/11/2012 a 15:55 #

    L’ america dev’essere un brutto posto davvero se ti induce a tali pensieri.
    Gli ex-ragazzi prima dei L Z, Jones e Page, avevano suonato,arrangiato
    scritto e prodotto per gente come Rolling Stones, Them , Kinks, Nico,
    Mayall e centinaia di altri.
    Non solo esperienza di studio. Jimmy aveva suonato in tutto il mondo con
    gli Yardbirds.
    Il triplo album bootlegato a Los Angeles nel maggio 1968 LAST RAVE UP
    mostra un gruppo in forma smagliante con un Page scatenato alla chitarra
    ed un Relf che gli tiene testa con la voce e la sua straordinaria armonica
    ( Relf aveva un polmone solo ).
    Una band che rivaleggiava con i gruppi americani della west coast.
    I 45 giri leggendari PSYCHO DAISIES, HAPPENINGS TEN YEARS AGO,
    THINK ABOUT IT ispirarono molti gruppi americani come i COUNT FIVE
    che divennero famosi con PSYCHOTIC REACTION che imita gli
    Yardbirds.
    Todd Rundgren chiamo’ la sua prima band ,ispirandosi a NAZZ ARE BLUE
    degli Yardbirds, con il nome NAZZ.
    Se non sbaglio Tyler fece il roadie per una tournée degli Yardbirds e
    nel futuro TRAIN KEPT A ROLLIN e THINK ABOUT IT entrano nel
    repertorio degli Aerosmith e vengono incise.
    In diversi successi David Bowie riprende pari pari il sound dei gallinacci
    e rivela di essere loro grande fan quando reinterpreta loro canzoni
    nell’album di cover.
    L’album LITTLE GAMES, rovinato dalla produzione di MOST, é
    un album fondamentale perché Page vi introduce elementi che
    saranno portanti nel sound dei Led Zeppelin ( uso dell’archetto,
    oriente che si sposa all’ occidente in WHITE SUMMER ed altro).
    Insomma con queste esperienza alle spalle Page potra’ diventare
    una leggenda della chitarra ed uno straordinario PRODUTTORE,
    colui che da L Z 1 mise in primo piano la batteria come strumento.
    Ed alla batteria c’era John Bonham che nella sua lunga gavetta
    si era fatto notare per il suo drumming iper-potente.
    Per quanto riguarda Plant ascoltalo con Alexis Korner nella canzone
    OPERATOR nel doppio album BOOTLEG HIM e sentirai gia’ il Plant
    dei futuri led.

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    • Avatar di picca
      picca 27/11/2012 a 18:58 #

      Beh, per quanto riguarda l’underground americano anni ’60 gli Yardbirds sono stati l’ispirazione top. Nel cofano Nuggets della Rhino il 95% dei gruppi sembrano tribute bands degli Y.

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  5. Avatar di Paolo Barone
    Paolo Barone 28/11/2012 a 05:01 #

    Carissimi…da fan degli Yardbirds ( e dell’underground americano anni ’60 ) non posso che essere totalmente d’accordo. Sono stati una band immensa, e hanno ispirato tantissimi altri in america, europa e nel mondo…e ad esser sinceri direi che ancora oggi, a tanti anni di distanza, in molti seguono la loro scia.
    Per quanto mi riguarda considero il periodo con Clapton interessante, quello con Beck fantastico, vertice assoluto della band e del buon Jeff, mentre la fase Page mi sembra la meno valida. Certo Mauro, i 45 del periodo Beck/Page sono fra le cose migliori senza dubbio, ma Little Games e’ un disco fiacco, secondo me il peggiore fatto dagli Yardbirds. Ovviamente qualcosa di buono c’e’ anche li’, così come le mille collaborazioni di Page e Jones pre Zeps sono spesso cose bellissime…Ma ho la netta convinzione che senza l’epopea LZ tutto questo verrebbe visto in un altra prospettiva. Per non parlare dei disastrosi anni ’80….O no?!

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  6. Avatar di mauro bortolini
    mauro bortolini 28/11/2012 a 15:32 #

    Lo scorso mercoledi’ entro in un negozio di musica sito in via Oberdan
    a Bologna. Acquisto la versione deluxe del celebration day e mi fermo
    a curiosare tra gli scaffali.
    Dopo un po’ entra una bella signora con due figli sui 6/7 anni che corrono
    davanti ad una bacheca dove sono in mostra i modellini di chitarre famose.
    Il maschio esclama MAMMA MI COMPRI LA CHITARRA DI JIMMY PAGE ?
    Io lo guardo incuriosito e gli chiedo MI SAI DIRE QUAL’E’ ?
    Lui mi scruta con un po’ di pena e ne indica una E’ LA GIBSON,
    QUELLA ROSSA ! POI NON VEDI LA SCATOLA DIETRO ?
    C’E’ SCRITTO JIMMY PAGE ! La mamma dice NON CE L’HAI GIA’ ?
    Poi la signora si sofferma sullo scaffale zeppelin e chiede del box di
    celebration day E’ NUOVO ? io le dico E’ USCITO LUNEDI’ .
    Lei lo compra. Che altro aggiungere ?
    Non erano americani !

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