CLASSIC ROCK ITALIA N.1 – HENDRIX cover (dicembre ? – 2012)

17 Dic

Classic Rock magazine Italia n1   015

Classic Rock magazine versione italiana eh? Non mi sorprende che sia uscito, della versione italiana se ne parlava da tempo, tra amici, tra giornalisti musicali, ognuno pensava a come sarebbe stato bello far partire il progetto in questione, poi all’improvviso eccolo qui; ciò che sorprende è che nessuno sembra sapere chi siano i tipi che compongono la redazione. Tenendo presente che nella mia testolina il Classic Rock Magazine versione italiana avrebbe dovuto vedere coinvolti, tra gli altri. Giancarlo Trombetti e Beppe Riva, il mio approccio alla rivista non è sereno, lo ammetto.

Sì, ho un atteggiamento un po’ snob, sbaglio lo so, ma non ci posso fare niente. Dando un’occhiata alla rivista, leggendo qua e là, possiamo dire che contiene qualche articolo tradotto dall’originale rivista inglese, alcuni articoli scritti da gente della redazione e molte altre cosette sono senza firma. Non è nemmeno citato il mese di uscita. Evidentemente vogliono scegliere gli articoli che ritengono più adatti dagli ultimi numeri di CRMag UK e integrarli con cose nostrane.

Io e Picca avremmo voluto una cosa più legata all’originale, la traduzione più o meno integrale di ogni numero, magari -aggiungo io- con 8 pagine ex novo gestite alla redazione italiana, ma si sa, ognuno vede le cose alla sua maniera.

La grafica si rifà all’originale e anche la impostazione generale. Per il resto non mi sento di dare un giudizio, non ho trovato particolari difetti, ma sento che c’è qualcosa che non va… capisco ad ogni modo che possa essere utile e piacevole per i lettori appassionati di rock classico che hanno poca dimestichezza con l’inglese. Dal canto mio, per ora, temo che continuerò a prendere l’edizione inglese.

Ultima cosa: tra gli articoli tradotti c’è anche quello relativo ai “50 peggiori dischi rock”, tra i quali viene inserito anche LOVE BEACH degli ELP. Divento sempre nervoso quando leggo questi luoghi comuni circa LA SPIAGGIA DELL’AMORE (okay, d’accordo, il titolo non è un granché, ve lo concedo) degli ELP. Certo, è un album che non fa di sicuro parte della storia del rock, che mostra il gruppo in un momento poco brillante, che non è sullo stesso livelli degli altri, ma io proprio non ce lo vedo tra i peggiori dischi rock di sempre. Io credo che sia un album dignitoso, realizzato da un gruppo costretto dalla casa discografica ad entrare in studio senza nessuna voglia dopo un tour estenuante. Se penso alla recensione che ne fece ROLLING STONE – la peggior rivista di musica di tutti i tempi – mi sale una rabbia in corpo che fatico a contenere. Va beh, mi fermo qui. Ma tornerò sull’argomento: LOVE BEACH RULES!!!

19 Risposte to “CLASSIC ROCK ITALIA N.1 – HENDRIX cover (dicembre ? – 2012)”

  1. Pierluigi 17/12/2012 a 14:00 #

    Io sono un Emersoniano della prima ora (beh, facciamo seconda, i Nice li ho conosciuti dopo). Penso di non aver mai ascoltato per intero Love beach, mentre mia mamma, al solo sentire il nome di ELP grida ancora: “abbassa quel frastuono!” . In effetti Welcome back my friends ti the show that never ends ha consumato diverse puntine, diversi fusibili e diversi neuroni nella famiglia.

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  2. LucaT. 17/12/2012 a 14:36 #

    Queste edizioni nostrane sono davvero poca cosa rispetto alle originali . Rolling Stone non è assolutamente una rivista ROCK , l’edizione italiana poi fa veramente ridere , in copertina puoi trovarci un mese Tiziano Ferro e quello dopo Mick Jagger , con poco spazio dedicato a band come ELP , King Crimson , Yes … un vero appassionato non può acquistare simile spazzatura . Non hanno fatto altro che lodare gruppi come U2 anche nei loro momenti peggiori (dal ’93 in poi …) .
    Poi questi luoghi comuni verso certi dischi hanno rotto le palle , Love Beach non è un capolavoro ma a parte la copertina , io l’ho sempre trovato interessante (lo preferisco a Works volume 2) , stesso discorso per In Through The Out Door o il live The Song Remains The Same recensiti alla ca**o di cane come lavori mediocri , per il semplice fatto che in Inghilterra o negli Usa , qualche giornalista simpatizzante del punk o new wave ne ha parlato male bollandoli come rock da dinosauri spinti solo dal denaro e da troppa indulgenza sia dei musicisti che del pubblico . In parole povere , secondo loro , I Sex Pistols sono degli eroi mentre gli Eagles sono dei coglioni . Mah …

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    • mauro bortolini 20/12/2012 a 14:33 #

      In through segna per forza un cambiamento nella musica dei
      led per la latitanza dI jimmy. Ma alcune canzoni come In the evening
      ( con un intro pazzesco ) e I’m gonna crawl non sono belle ma molto
      di piu’.
      Avrebbero fatto ancora e meglio se non fosse mancato John.
      Love beach é stato un atto finale per altri motivi.
      Con tutto il bene che voglio agli ELP.
      Riguardo The song remain the same ho disquisito con Tim ma
      aveva ragione lui. E’ un grande live.

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  3. Beppe R 17/12/2012 a 18:54 #

    Si parlava da tempo di un’edizione italiana di Classic Rock, dunque è uscita…Tim, grazie per avermi immaginato idealmente coinvolto in questa testata, ma già che ci sei, puoi riferirci chi sono i giornalisti effettivamente presenti? Per quanto riguarda Love Beach, ovviamente disapprovo fortemente il “trattamento”, ma è un luogo comune considerare questo disco come un esempio negativo, senza inquadrarlo nella giusta ottica (una scappatella nel Pop-AOR di fine carriera, ma ben suonata, è evidente, e pure con melodie accattivanti). Ovvio che non si tratti di Brain Salad Surgery. Sicuramente, come sostiene Luca, è il retaggio di una certa critica comunque influente, tesa a deprimere artisti di portata storica, liquidati come “Dinosauri” a vantaggio del filone punk/wave e conseguenti. Per fortuna negli ultimi anni noto però una tendenza a riabilitare ELP e affini, grazie anche ai giudizi molto favorevoli di attuali prog-stars come Steven Wilson e Mikael Akerfeldt degli Opeth. Siamo destinati ad innervosirci perennemente a causa di commenti e ironie di “critici onniscenti”, ma avendo frequentato l’ambiente temo sia inevitabile; inoltre la competenza specifica di Tim e svariati suoi amici, lo sapete, è superiore a quella di tante penne più o meno ufficiali, specie negli argomenti che stanno a cuore ai lettori di questo Blog…

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  4. mauro bortolini 17/12/2012 a 19:14 #

    Anche Emerson nella sua autobiografia dichiara di aver detestato il titolo che
    dettero all’album,registrato alle Bahamas. Dice che riuscirono a mettere insieme
    6 canzoni che ritenevano adatte alla radio.
    Poi volle aggiungere uno strumentale.
    Greg abbandono’ lo studio durante la registrazione di un altro pezzo.
    Emerson non si sofferma a parlare della qualita’ del disco ma sottolinea che gli
    scatti della copertina furono stile Beach Boys.
    Ma dice testualmente ERA LA FINE DI UN’ERA in quanto sia Greg che e Carl se
    ne andarono senza preavviso.
    La pagina viene conclusa da Emerson con grande tristezza..
    Chi ha modo di leggere il libro che si intitola LUCKY MAN puo’ comprendere
    dalle parole di Emerson cosa significo’ quell’album per il gruppo.

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  5. LucaT. 17/12/2012 a 19:36 #

    In un documentario sul gruppo, Carl Palmer , ha così ironicamente ricordato la copertina di Love Beach “sembravamo i BEE GEES” …
    D’accordo con Beppe , per apprezzare l’album bisogna anche metterlo nella giusta luce , io l’ho sempre visto come un passaggio stile And Then There Were Three dei Genesis , con la differenza del riscontro commerciale , anche se in questo caso realizzato sotto forte pressione della casa discografica che voleva un album con un singolo di successo .
    Se fosse andata come ai loro colleghi chissà cosa avrebbero fatto (reunion a parte) se fossero rimasti assieme ?

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  6. Giancarlo T. 17/12/2012 a 22:03 #

    Tim tu sei l’ultimo dei Mohicani, un new romantic avanzato da qualche svendita, un amico che sopravvaluta. Sei l’unico in circolazione che ancora ha memoria di due anziani amici, tuoi amici anche, che avevano la passione dello scrivere. Chi cazzo vuoi che se ne ricordi, all’alba del 2013? Chi pensi che sarebbe stato forse utile confrontarsi con chi, quei marosi, li ha già affrontati, magari con un minimo di buona sorte? Ci sono ragazzi che oggi possono permettersi di farlo senza neppure dare uno sguardo fuori dalla finestra; ce ne sono molti, così, in giro. E quasi sicuramente hanno ragione loro. Io, personalmente, come ha fatto l’altra mia metà, ne sono onorato. Un maligno che forse hai sentito nominare (ma forse perché l’ho sentito nominare poco pure io ;) ) ha detto: “Durano sei mesi”. Io non condivido, non glielo auguro.

    …ah…Love Beach? Non ce l’ho. Lo sentii una sola volta e non lo comprai mai. Chi se ne frega: hano fatto così tante cose meravigliose che mi bastano e avanzano.

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  7. Giancarlo T. 17/12/2012 a 22:05 #

    …”onorato dalle tue parole”…m’è rimasto nella tastiera: colpa del sito ballerino. Ma questo te l’avevo già detto.

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  8. alexdoc 18/12/2012 a 16:31 #

    L’articolo sui 50 peggiori album si sempre mi ha incuriosito, perciò sono andato in cerca della versione originale, di cui immagino che sia la traduzione copia carbone. L’ho trovato, e non ho capito se sono in ordine di classifica. Se sì, pur non essendo un grande fan di EL&P, devo ammettere che c’è di molto peggio che “Love beach”, che occupa il 15° posto. Ma in generale tutti i dischi citati “ci possono stare”. In questo senso il Mucchio Extra ha voluto fare la stessa cosa con un risultato molto più discutibile, citando nell’elenco dei dischi da evitare come la peste cose dignitosissime come “Tango in the night”, il canto del cigno dei miei amati Fleetwood Mac “1975-87” (molto più giustamente Classic Rock ci ha messo “Time”, quello sì senza appello, oltre che senza Stevie Nicks e Lindsey Buckingham), “Goat’s Head Soup” degli Stones (qui invece c’è “Dirty Work”, molto più condivisibile) e addirittura “Evolution” dei Journey. Voglio dire, va bene che i gusti sono soggettivi, ma solo perché non vi piace un periodo o un genere musicale non può finire in quella “black list” per partito preso un ottimo disco, sono cose imperdonabili. Ma sono gli stessi che non hanno inserito Stevie Nicks in un elenco delle 100 donne più importanti del Pop Rock, e allora si spiega tutto. Poi penso a Rolling Stone che nella lista dei migliori album dal vivo di sempre al secondo posto mette “Kiss Alive” e al sesto i Daft Punk (!), e questa chiude ogni discorso.

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  9. mauro bortolini 19/12/2012 a 08:36 #

    Comunque il vinile di LOVE BEACH, stampa americana con cut cover,
    é presente nei miei scaffali.
    METAL MACHINE MUSIC invece l’ho dato via.
    Credo che al disco di Lou Reed spetti il titolo di
    DOPPIO ALBUM PIU’ BRUTTO DELLA STORIA DEL ROCK,
    frutto della provocazione di un grande artista, ma chissenefrega…..

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  10. picca 19/12/2012 a 08:39 #

    Incazzarsi per le classifiche best/worst dei giornali specializzati è inutile e dannoso. Del resto vi è implicito un riconoscimento: se uno dei tuoi dischi finisce in classifica ‘worst’ vuol dire che gli altri valgono assai, altrimenti manco verresti elencato. Questo tipo di classifica va avanti per cliché, con qualche svolazzo piazzato ad arte proprio per dimostrare che non si ricorre a cliché. Trovo che sia normale, sono pagine da riempire, la redazione si diverte, il lettore leggiucchia al gabinetto prima di passare ad articoli più corposi e impegnativi.
    Segnalo il sito rocklist.net dove c’è un tale Julian che raccoglie liste da ogni dove. Divertente per cazzaggiare in ufficio mentre si scalda la poltrona.

    Tango in The Night è un disco degnissimo, eccheccazz

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  11. mauro bortolini 19/12/2012 a 10:32 #

    Dimenticavo TWO VIRGINS di Lennon & Yoko.
    Peggiore album nella storia del rock !
    Vogliamo parlare anche della copertina ?
    Provocazione di un grande artista ? E chissenefrega……….

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  12. Paolo Barone 19/12/2012 a 17:45 #

    Classic Rock e’ una rivista che conosco poco. Pero’, visto anche il buon cd allegato, ho preso una copia della versione americana. Un numero interessantissimo, con lo speciale su Hendrix, e poi Arthur Brown, Family…una goduria. Gia’ il numero successivo, visto il menu in copertina, l’ho volentieri lasciato in libreria ( le edicole in Michigan non sanno nemmeno cosa sono). Mi lascia sempre un po’ perplesso questa cosa di creare delle edizioni italiane di riviste internazionali….Non so perché, ma a me sta più simpatica Classix con quell’aria da fanzine, imperfetta a dir poco, un po’ casereccia, mi sembra una cosa più sincera. Ovviamente il mio e’ un punto di vista assolutamente personale. Tim, Giancarlo, Picca e Beppe, cosa aspettate a farla voi una rivista?!?
    Le liste degli album peggiori sono, secondo me, una cosa molto divertente se presa come tale e non sul serio. Ricordo quella pubblicata anni fa da Mucchio Extra, la recensione di un disco dei Bee Gees mi ha fatto cappottare dalle risate!

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    • alexdoc 19/12/2012 a 18:00 #

      Paolo, in generale é giusto ma dipende. Classic Rock non ha voluto far ridere, e il risultato finale é (almeno per me) meno discutibile di quella del Mucchio Extra, fatta per divertire a tutti i costi. Risultato centrato se il disco usato per lo sberleffo é veramente brutto (come in vari casi di quella classifica), ma se ci metti dei dischi ascoltabilissimi solo perché detesti il genere o l’artista (non certo i peggiori di quel genere o di quell’artista) non sei in buona fede, e non ha il minimo senso.

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  13. timtirelli 19/12/2012 a 18:46 #

    POLBI: concordo con Alex, fanno ridere quelle relativi a dischi che fanno ridere anche a te. Quando invece getti nel mucchio dei peggiori dischi rock, gli album meno significativi di gruppi o di generi che detesti, ti dai alla “prostituzione intellettuale”…per citare un grand’uomo del mio recente e glorioso passato.
    Io non sopporto più i luoghi comuni usati da giornalisti pigri e superficiali (Non esiste recensione di LOVE BEACH dove non venga riportata la frase relativa al fatto che in quella foto i tre ELP sembrano i Bee Gees). Basta cazzo, perché poi ci si accartoccia lì sopra e si perde di vista il resto.
    LOVE BEACH, TANGO IN THE NIGHT e GOAT’S HEAD SOUP etc etc sono dischi ascoltabilissimi. Se non piace il genere nessun problema, ma che evitino di scrivere cazzate.

    ALEX: sono sulla tua stessa lunghezza d’onda…capirei DIRTY WORK, ma GOAT’S HEAD SOUP? Roba da deficienti. Mah!

    PIERLUIGI (ma sei Pigi?): non so come fai a definirti Emersoniano e non aver ascoltato per intero LOVE BEACH. Sia inteso, lo dico con affetto. Delle band e degli artisti di cui sono fan in senso stretto o più o meno stretto posseggo tutto (soprattutto se è roba anni 70).

    MAURO: sono d’accordo anche con te. I dischi peggiori debbono davvero essere brutti brutti.

    PICCA: magari hai ragione. è inutile e dannoso incazzarsi, ma – ed è un discorso valido per tutto – negli ultimi anni tendo a non sopportare tutto questa superficialità, qualunquismo e luoghi comuni. E poi lo sai, ho un debole per i dischi fine anni settanta (o giù di lì) dei grandi gruppi alle prese con la fase “orizzonti perduti”( Love Beach / Rough Diamonds della Bad Company / ITTOD dei LZ / etc etc).

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  14. picca 19/12/2012 a 21:15 #

    Il problema di Love Beach è la copertina, anche se non c’è nulla di male a sembrare i Bee Gees i quali nel ’79 erano il più grande gruppo del mondo. Se fossero apparsi vestiti da armadilli li avrebbero presi per il culo lo stesso. Cazzo volete che facessero EL&P nel ’79?!?! Disco punk? Sbagliato. Disco funky? Sbagliato. Tarkus volume 2? Sbagliato. Disco country? Sbagiato. Love Beach? Sbagliato. Non si fossero sciolti sarebbe stato un disco di transizione e via andare, ma hanno lasciato quel ricordo lì per un bel po’. Come se Elton si fosse ritirato dalle scene dopo Victim Of Love. Rod dopo Body Wishes, Clapton dopo Behind The Sun o Neil Young dopo Landing On Water, ma questi sono solisti e non hanno il problema dello splittarsi.

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  15. LucaT. 19/12/2012 a 22:36 #

    Io reputo GOAT’S HEAD SOUP uno dei migliori album dei Rolling Stones , così come il successivo IORR , ugualmente bistrattato dalla critica e dagli stessi componenti della band e sono i loro dischi maggiormente influenzati dalla chitarra di M. Taylor . Some Girls , il disco che segna il ritorno degli Stones alla loro miglior forma , secondo me non è al loro livello . Sono gusti .
    Per quanto riguarda Love Beach , la maggior parte dei suoi denigratori non s’è preso nemmeno la briga di ascoltarlo , per non parlare di band rock che hanno deciso di virare verso altre sonorità per evitare di ripetersi all’infinito , spesso e volenti bollati come commerciali o venduti .

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  16. alexdoc 19/12/2012 a 23:11 #

    Mi sono preso la briga di andare a ripescare quel vecchio Mucchio Extra, per trovare conferma ai miei dubbi di prima. Tra i primi 20 da evitare, degli EL&P (potevano mancare, per dei nemici giurati del Prog, definito sempre e immancabilmente “onanismo musicale” quando non proprio “pippe”?) figura non l’ormai “solito” Love Beach, ma nientemeno che “Pictures at an exhibition”. Cito solo le prime righe della lunga feroce e spietata recensione, per non fare arrabbiare troppo Tim: “Che gli EL&P non potessero non figurare in questa lista e in una posizione di tutto riguardo era assolutamente scontato, visto che si può dire che siano stati loro a ispirarci alla dissennata avventura”. Ho detto tutto.

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  17. Maurizio 28/02/2013 a 15:08 #

    Insomma…per me: Viva Classic Rock versione italiana. Non so l’inglese al punto di godere della lettura della rivista originale e il mercato non offre certamente di meglio: Rolling Stones Italia e’ vergognoso( ma nessuno della rivista originale ha mai preso in mano la versione italiana? No perché’ non si capisce come mai non abbiano già preso le distanze, ammenoche’ pensino che noi italiani siamo comunque rimbambiti!) ed altre riviste non ci sono proprio. Ho acquistato Suono nella nuova versione con Max Stefani, l’ex direttore del Mucchio Selvaggio, e secondo me come risultato hanno fatto solo un gran casino e non mi piace…quindi, ben venga Classic Rock.
    Gli EL&P, a me molto cari: sono d’accordo, non è poi cosi male Love Beach, e non lo avrei certo catalogato nei 100 dischi peggiori, ma neanche altri della lista se è’ per questo, ma non mi disturba, ognuno ha la sua opinione. Insomma, in generale ho trovato la rivista molto bella e sono contento che sia uscita.
    Maurizio

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