HARD ROCK FOR HARD DAYS: una dura domenica tra Brian, Udinese-Inter, l’Arcobaleno di Riccardino Lagonero e Davidino Diamante

7 Gen

Domenica sera: finalmente metto a letto Brian ed esco da casa sua, non ne potevo più. Esco dal periodo di festa malissimo, sono stanchissimo e tesissimo, la gestione di un vecchio è davvero dura. Se non ci sono grosse possibilità economiche e se il tuo vecchio non ha una casa sua, per i figli tutto si fa maledettamente complicato. La mattina era cominciata benino, avevo deciso di portare Brian a Borgo Massenzio per non perdere la partita dell’Inter alle 12,30, un rito padre-figlio da consumare in santa pace. La Speedqueen non c’è, è a correre in minimoto da qualche parte. Faccio tutto di corsa, lo vado a prendere, lo porto alla domus saurea, preparo un pranzetto per noi due, uno di quei pranzetti blues che mi riduco a preparare: 4 svizzere coi fagioli (fagioli?), lambrusco Campanone, frutta e sughi d’uva. Alle 12,25 siamo sul divano davanti a SKY. Prima che inizi la partita mi vengono in mente un paio di uscite che mio padre ha fatto ieri.

Dopo che si era messo i jeans: “Tim, devo metterli i rovescini qui?” intendendo i risvolti a fondo gamba quando il jeans è troppo lungo…

Guardandomi con ammirazione “Te t’è sèmper piò bel” e io “Eh magari…” e lui “No, no, te t’en sbàli mia, t’è un Tirelli” (“Sei sempre più bello” “No, non puoi sbagliare sei un Tirelli”).

Mi accorgo poi che  sulla foto di mi madre che ha in casa ha messo un post it con su scritto il suo nome, Mara, per paura di non ricordarselo…tra candore senile e confusione mentale Brian riesce sempre a commuovermi…

Inizia la partita, io, Brian e Palmiro seguiamo con attenzione ogni azione. La prima ora di gioco non è malaccio, creiamo tre ghiottissime occasioni da goal che sprechiamo in modo  i n c r e d i b i l e! Mi chiedo come si possano sbagliare dei goal così, e mentre son lì che ancora maledico Jonathan, Di Natale segna per loro. Ecco, dovevamo essere 3 a 0 per noi e invece siamo 1 a 0 per loro. Juan Jesus poi si fa espellere e loro ne fanno altri due. Bon, UDINESE-INTER 3 – 0, a post! Spengo la TV, non voglio saper niente. Il football fa schifo. Brian è incredulo ma sorride, la prende con filosofia. Io invece annego nella più cupa disperazione….do un’occhiata alla foto di Josè e sospiro.Risaliamo in macchina e lo riporto a Mutina, ed è a casa sua che dentro di me inizio a perdere la pazienza in continuazione, cerco di non darlo a vedere ma è difficile. Rispondere per la ventesima volta alla stessa domanda, toccare sempre quei miseri tre argomenti che gli sono rimasti in testa, sentire declamare l’inizio della DIVINA COMMEDIA per la 17esima volta mi rende teso come una corda della Gibson Les Paul Standard accordata due toni più su. Povero Brian, la malattia di cui soffre è un brutta bestia, non è colpa sua…ma resta il fatto che la sua gestione  rimane complicata. Brian si rende conto del mio nervosismo ed è dispiaciutissimo, così con uno sforzo immane cerco di far tornare il sereno cantando il suo nome sull’aria di Rollin’ rollin’ rollin’ ….Rollin’ rollin’ rollin’…  Rollin’ rollin’ rollin’ rawhide…” Braian Braian Braian…Braian Braian Braian…Braian Braian Braian…Bra-iàn”! questo motivetto sembra divertirlo un sacco…

Gli do il bacio della buonanotte e me ne vado. Sono incazzato e infastidito da sentimenti poco nobili. Inserisco nel lettore LONG LIVE ROCK AND ROLL (1978) dei RAINBOW. E’ stato il primo album del gruppo che comprai, sul finire dei settanta direi. L’hard rock di stampo epico e lirico non è esattamente my cup of tea, ma i RAINBOW con COZY POWELL e RONNIE JAMES DIO erano spettacolari. Con l’hard rock sopraffino di RITCHIE BLACKMORE il mio umore nero trova pane per i suoi denti. Arriva poi RAINBOW ‘S EYES e inizio a quietarmi. Mentre la sento penso al fatto che nei due lenti dei primi Rainbow BLACKMORE ci ha infilato JIMI HENDRIX: l’inizio di HEY JOE qui e il giro di LITTLE WING in Catch The Rainbow. A tratti trovo la cosa imbarazzante e mi chiedo a cosa pensasse il grande Ritchie in quel momento, che enssuno se ne accorgesse? Il mio amico Menny, Blackmoriano di ferro, dice che Ronnie James non canta beneRAINBOW’S EYES, cosa che invece ha fatto in CATCH THE RAINBOW. Non sono D’accordo, in RAINBOW’S EYE quello di Dio è un delicato canto melodioso e medioevale che si sposa in modo perfetto con il mood del pezzo. Infilarsi nella nebbia e nella campagna nera mentre passano queste melodie è una cosa di grande effetto…

Passo poi a DIAMOND DAVE di DAVID LEE ROTH, dall’epic hard rock passo a quello bluesy, swingato e stradaiolo e l’animo inizia a trovare le giuste coordinate…

diamonddave_

Sono ormai a casa, sul cavalcavia che collega la tangenzialina campagnola alla tangenziale vera e propria di Regium Lepidi noto che l’amministrazione comunale ha deciso di spegnere i lampioni, i soldi non ci sono e da qualche parte bisogna tagliare. La notte nera prende il sopravvento su quella zona e sembra di stare nel cupo buco del culo del mondo, stacco il car stereo per un momento e – parafrasando gli UFO – mi metto a cantare “Lights Out, Lights Out Gavassa…”.

Arrivo, apro il garage e sul tavolo da lavoro trovo la minimoto della Speedqueen reduce dalle gare odierne…scuoto la testa e mi dico …“ma che cazzo di groupie mi son trovato…”

La minimoto della Speedqueen - foto di TT

La minimoto della Speedqueen – foto di TT

I RAINBOW e DAVID LEE ROTH hanno comunque sortito l’effetto desiderato, sono più calmo e i pensieri foschi stanno svanendo. Mi chiedo però se non avessi il Rock come cavolo farei ad andare avanti….meglio non darsi risposte, il rock intanto ce l’ho e me lo tengo stretto.

4 Risposte to “HARD ROCK FOR HARD DAYS: una dura domenica tra Brian, Udinese-Inter, l’Arcobaleno di Riccardino Lagonero e Davidino Diamante”

  1. saurafumi 07/01/2013 a 14:59 #

    Da notare almeno il simbolo sul codone dietro la sella… ah, no? :-D

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  2. mikebravo 11/05/2016 a 21:05 #

    Noi hard-rockers dei seventies non potevamo crescere senza complessi
    in quanto a quei tempi nonostante un successo di pubblico indiscutibile,
    la critica specializzata si accaniva sui suoni duri dell’hard rock privilegiando
    il prog, il rock-jazz, il kraut-rock e tutto quanto aveva l’aria di musica colta,
    d’avanguardia,e non rozza, sparata ad alto volume come il rock duro.
    Non a caso un gruppo come i led zeppelin si é trovato spesso in collisione
    con la stampa specializzata.
    Tanto che fare uscire copertine senza il nome del gruppo alla faccia dei
    giornalisti, diveniva una sfida vinta a suon di record, uno schiaffo alle
    penne a sfera che denigravano la loro musica.
    Anch’io devo confessare che l’ascolto dei primi vinili bootlegati dei led
    zeppelin mi ha fatto dubitare della qualita’ sonora del gruppo dal vivo.
    Ma erano stampe indegne di essere pubblicate che trassero d’inganno
    lo stesso paolo giaccio che le recensi’ per ciao 2001.
    Erano altri tempi sicuramente.
    Spesso era una fatica enorme reperire dischi.
    Ricordo una spedizione a milano con il mio amico giordano, l’esperto dei
    beach boys, nel 1977.
    Chi tra voi ricorda un negozio di nome NEW KARY o qualcosa del genere.
    Faceva inserzioni su CIAO 2001.
    L’ arrivammo intorno alla primavera del 1977.
    Viaggio in treno.
    Pochi i soldi a disposizione.
    Da NEW KARY io trovai un vinile degli yardbirds, roger the engineer.
    Era una copia devastata, venduta pure ad alto prezzo.
    Non la comprai saggiamente ma mi pianse il cuore.
    Andammo anche mi pare da BONAPARTE se non erro.
    Vendeva i dischi a peso d’oro.
    Guardammo solo le figure.
    Erano comunque bei tempi, eroici.
    Che cosa é rimasto di allora.
    Una grande passione.
    E non é poco.

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    • tiziano the V° cavaliere in Zianigo...naaaaa 13/05/2016 a 16:58 #

      …si, New Kary non mi suona nuovo, naturalmente comperavo il Ciao2001. Non saprei dire però cosa costasse all’epoca nel ’77 un LP, anche perchè avevo smesso di comprarne già un anno o due prima…

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