SNOWBOUND IN BORGO MASSENZIO (…zio can se fiocca)

23 Feb

Sabato ore 13, dopo aver sbrigato le faccende con Brian infilo il muso della blues mobile in garage. Inizia a cadere qualche fiocco. E’ da giovedì mattina che sulla Regium-Mutina county nevica, ma non ne ho mai abbastanza, mi basta vedere questi fiocchetti leggeri e frivoli per sentirmi un po’ meglio. Sento per telefono Polbi che mi racconta un episodio carino capitato a lui e a Margaret (his garage-rock star wife) ad un concerto di JOHN SPENCER BLUES EXPLOSION (presto sul blog), sento poi Dan per il solito aggiornamento circa i bootleg e i dischi che ci siamo procurati nell’ultima settimana. Alle due mi appoggio sul letto, riemergo alle 16 quando la groupie mi dice “Ti stai perdendo una nevicata straordinaria”. Vado alla finestra. Zio can se fiocca…

View from the domus surea windows - Foto di TT

View from the domus surea windows – Foto di TT

View from domus saurea's windows - foto di TT

View from domus saurea’s windows – foto di TT

Un thè caldo con una pasta  diplomatica, la stufa di fuoco accesa, Palmiro che sonnecchia, la neve che scende, i CHICAGO in sottofondo…beh, mica male.  A proposito dei CHICAGO, parte il nono pezzo, GENTLY I’LL WAKE YOU, e la groupie si fionda qui nella cameretta-studiolo: “Chi sono?”, “I CHICAGO” faccio io, “Quando è uscito questo disco?” “CHICAGO X è del 1976, non ho dubbi era l’anno di IF YOU LEAVE ME NOW che ebbe un gran successo anche in Italia” le rispondo, “Uhm, NEWS OF THE  WORLD è del 1977, quindi sono i QUEEN ad aver copiato la melodia per SPREAD YOUR WINGS” asserisce la groupie andandosene  rabbuiata. In effetti…

Mi riguardo (e mi risento) il video: che cazzo di gruppo erano i QUEEN negli anni settanta “…that’s because you’re a free man… c‘mon honey …fly with me…”

Scendo mentre cala la sera, scuoto i rami più bassi degli alberi, do un’occhiata in giro…

Shake my tree - foto di TT

Shake my tree – foto di TT

Luci fioche in lontananza, quiete, il rintocco di campane, il peccato originale che si scioglie dinnazi al candore della neve…non c’è nulla da fare, questo è il mio elemento…I’m a snow (blues) man baby.

Torno in casa, mi metto in cuffia (CHICAGO VIII…è chiaro no, in questi giorni sono nel buraccione CHICAGO), la groupie è di là che guarda uno dei tre canali di Sky che funzionano (guarda caso ESPN classic, ridanno un gara del moto mondiale del 2008, la speed queen per un po’ è a posto).

Mi viene in mente Paolino Lisoni l’altra sera alla cena della Congregazione, si parlava della relazione tra la nostra passione per la musica e i doveri famigliari, e Paolino dice “Mi ritaglio un momento per me, sono lì in cuffia che ascolto la mia musica, arriva mia moglie, vedo che dice qualcosa, non capisco, mi tolgo la cuffia… mi chiede di mettere i panni nell’armadio…adesso, in questo momento, ma zio can!” Rido di gusto tra me e me, la vedo la lovely Anna confrontarsi con l’espressione stranita di Paolino. A chi di noi non è capitato un momento del genere?

Però ragazzi, in cuffia a volte ci si sta proprio bene. Soprattutto se sono cuffie importanti collegate ad un stereo come si deve. E’ un ritorno nel ventre di madre musica, lì al calduccio, con il cordone ombelicale attaccato direttamente all’amplificatore di TERRY KATH mentre suona OH, THANK YOU GREAT SPIRIT, il suo omaggio a HENDRIX…

Con l’ultimo pezzo dell’album, OLD DAYS, ritorno alla mia adolescenza, malinconicamente felice mi lascio andare alla nostalgia, al dolce ricordo dei miei Happy Days, spensierati, felici appunto, dove ogni giorno scoprivi un gruppo, un disco, un suono nuovo e cazzo erano gruppi, dischi, suoni della madonna. Che cazzo di anni gli anni settanta!

Nel frattempo si è fatta sera, cerco di riprendermi, non posso sempre guardare indietro anche se quel che vedo davanti non sembra granché.  Nell’immediato poi…elezioni, la crisi che continua, il derby di domani sera (neve permettendo)…la vedo grigia. Guardo fuori dalla finestra, ora c’è un mezza tormenta…venti che soffiano freddo, folate di neve che sferzano l’anima, la campagna nera appare bianca ma sono blues pesanti e metallici quelli che risuonano in lontananza, adesso è tempo per l’hard rock baby…

…Let me feel the frost of dawn
Fill my dreams of flakes of snow
Soon I’ll feel the chilling glow…

2 Risposte to “SNOWBOUND IN BORGO MASSENZIO (…zio can se fiocca)”

  1. Lorenzo Stefani 24/02/2013 a 03:08 #

    Giornatona di neve intensa a Modena … consigli di ascolto nevosi (oltre a Snowblind dei Sabs che probabilmente era neve di altro genere, ma è un grande pezzo e si sente sempre volentieri): “Before the frost … Until the freeze” dei Black Crowes e “King Animal” dei redivivi Soundgarden, album con molta carica e fantasia, voce stellare e batteria instancabile; e con una cover che più invernale non si può.
    Rock on, ciao

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  2. lucatod 24/02/2013 a 12:43 #

    Effettivamente i due pezzi , per quanto riguarda la strofa , si somigliano parecchio , tuttavia continuo a preferire il brano dei Queen . John Deacon pur non avendo doti canore , aveva un orecchio formidabile per le canzoni dal potenziale successo commerciale e con i suoi gusti sempre poco rock e molto funky/pop , è stato senza dubbio il principale artefice della svolta musicale dei Queen negli anni ’80 .

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