Pronto Soccorso Blues (e la Schelotto state of mind)

25 Feb

Ci son giorni in cui il blues ti prende alla gola, copre la tua anima con un velo di crepe nere, ti lascia obnubilato e confuso. Capita allora che se quei picchi di blues sono ravvicinati sbotti e chiedi alla groupie di portarti al pronto soccorso, perché saranno anche solo i soliti blues feroci ma vuoi vederci chiaro. In macchina durante il tragitto tra la domus saurea e il pronto soccorso di Regium Lepidi ti capita di fare pensieri strani, sghembi, ossessivi, paurosi. Pur in preda all’ansia più subdola ti viene da sorridere nel vedere la groupie padrona della situazione, determinata, pronta e reattiva, guidare con sicurezza la blues mobile e farla sfrecciare per le strade della città con i pneumatici che mordono i cordoli delle rotonde. Tu sei lì con il viso fuori dal finestrino, cercando di controllare il magma emotivo al tuo interno, ma ti senti fortunato di avere un groupie come quella. Che superfiga ragazzi.

Con la groupie al volante sfrecciamo attraverso Regium Lepidi

Con la groupie al volante sfrecciamo attraverso Regium Lepidi

All’accettazione i primi controlli, tutto bene. Tiri un primo sospiro di sollievo. Vieni fatto accomodare nella sala d’attesa, dopo un paio d’ore ti chiamano, rimani su un lettino in un ambulatorio circa venti minuti, una gentilissima e giovane infermiera si scusa più volte per l’ulteriore attesa (il pronto soccorso è pienissimo: è bastata una nevicata per schienare molti reggiani caduti sotto il tiro incrociato del “fare la rotta” davanti a casa). La dottoressa ti rassicura con modo deciso, guardandoti negli occhi, con fare spiccio e risoluto ma senza perdere la tenerezza. L’elettrocardiogramma è a posto, il resto è causato dai  blues della vita e da qualche sbalzo di pressione. Ringrazi tutti, scambi due battute con l’infermiera, esprimi gratitudine al padre dei quattro venti per la Regium-Mutina county e per l’Emilia: tutto sommato qui le strutture basilari funzionano bene.

Sweet Emilia Romagna, where the skies are so blues...

Sweet Emilia Romagna, where the skies are so blue…

Ma il blues del titolo non è rivolto a questa storiella di ordinaria bluesaggine, questo lungo prologo serve a dare carattere alla location e definire il mood del tuo animo che attraverso i tuoi occhi guarda il poveraccio che ti capita di vedere mentre sei in sala d’attesa. Un uomo, un ragazzo, di 45/55 anni, con gli occhiali scuri, con un sacchetto di plastica in mano che si aggira per il pronto soccorso. La prima cosa che vedi sono le sebago ai piedi, uhm scarpe estive in pieno inverno…poi lo metti a fuoco meglio, il cappotto di antica foggia è rammendato vistosamente, i pantaloni e il maglione sono da poveracci. Il tutto però ha un nonsoché di dignitoso. Sembra uno che si sia trovato in brutte acque improvvisamente, che cerchi di mantenere un contegno, che non voglia abbandonarsi alla disperazione. Passa accanto alle 4 macchine dispensa bibite e merendine, controlla se c’è qualcuno si è dimenticato qualche monetina nel buchetto della restituzione del resto, riempie una bottiglietta d’acqua vuota al distributore d’acqua, si guarda in giro attento a non incrociare lo sguardo di nessuno, cerca di entrare in un cortile interno dove è vietato passare, ritorna in sala d’attesa, se ne va. Non ha scocciato nessuno, non ha chiesto l’elemosina, e a schiena più o meno dritta se ne è  andato perso nei suoi blues. Sospiri. Sono anni davvero difficili questi.

Alla domus saurea, spossato ti metti davanti a Sky in attesa del derby. Scambi qualche sms con Paolino Lisoni (di fede rossonera), qualche sguardo obliquo con la groupie (di fede rossonera), qualche tenerezza con Palmiro (di fede nerazzurra). Il primo quarto d’ora è equilibrato, ma poi quel gran giocatore che è El Shaarawi vi fa goal e l’Inter si scioglie. Per mezz’ora restate sotto il tiro incrociato del Milan, se non capitolate oltre è perché in porta avete Batman Handanovic, ad oggi uno dei primi tre al mondo. T’ incazzi, imprechi, smadonni, tiri degli accidenti a Muntari che cerca continuamente lo scontro, la polemica. Quello che gli urli non ti fa onore, cerchi di ricomporti. Temi la debacle completa, ma nel secondo tempo l’Inter che entra in campo è messa meglio, affronta il Milan alla pari. Il Mister fa entrare Schelotto e questi dopo un minuto pareggia. Ora, qualcuno potrebbe dire che se l’Inter per ribaltare le sorti di un derby deve affidarsi a Schelotto significa che è una squadra lofi, d’altra parte se il Milan dura solo un tempo, si fa raggiungere da un goal di Schelotto lasciato solo in area è lofi pure lui. Derby comunque vibrante, se non bello comunque appassionante, e poi vedere certi striscioni ti fa sentire le campane…

INTER - striscione 24-02-2013

Stamattina ti svegli con comodo, Palmiro viene ad infilare il suo muso umido sotto il tuo collo, ve ne state così abbracciati un quarto d’ora. Soppesi il tuo umore, il come ti senti, cerchi di tenere un certo slow down mood per cercare di dribblare i blues feroci di ieri. Tiri su la tapparella e nel farlo ti chiedi come incomincerà la mattina: nevica forte. Non te la aspettavi. E’ un segno. La giornata non sarà niente male. Sali in macchina, velocità di crociera, niente stress, niente corse, niente incazzature oggi. Ti immetti sulla tangenziale di Regium, nel car stereo CHICAGO VII, quello del 1974, quello più jazz rock…

AIRE ti riempie l’anima, sei così contento di essere un appassionato di musica buona. L’abitacolo della blues mobile diventa ancora più accogliente, rolli in pace con te stesso e con il mondo al ritmo di quella musica che sa tenerti in vita.

Verso Stonecity entra in scena la seconda metà dell’album, quella più abbordabile…ti godi anche quella, sei in preda ad una sorta di peacefull easy feeling…

Ti vengono in brividi, scherzi con te stesso “Chicago miglior gruppo di tutti i tempi”. Arrivi in Puccini boulevard. Parcheggi. Guardi il cielo, ti viene in mente tua madre, ti commuovi un attimo, ti ricomponi, arrivi in ufficio, i tuoi soci ti coccolano un po’, ti siedi alla grande scrivania e inizi a lavorare, non prima di aver sistemato la foto di SCHELOTTO  fianco di quella del DARK LORD e del KEYBOARD WIZARD…grazie Ezechiele.

schelotto

Una Risposta to “Pronto Soccorso Blues (e la Schelotto state of mind)”

  1. Eli 26/02/2013 a 18:07 #

    La Saura al volante è proprio come nella foto! Fiummmm!
    Chicago: accarezzano il cuore, quasi fossero un balsamo….
    Da tenere a portata di stereo e somministrare ad alte dosi in caso di blues :-)
    .

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