BLUE ÖYSTER CULT “The Columbia Album Collection” (Sony 2012) – TTTTT

1 Mar
BLUE OSYTER CULT - The Columbia Album Collection - foto di TT

BLUE OSYTER CULT – The Columbia Album Collection – foto di TT

14 album originali (uno, il live più famoso, con un dvd in più), due cd di rarità, un buono con un codice per scaricare gratuitamente 4 concerti (1980/1981/1983/1986), confezione più che discreta, costo 67 euro. Ecco, per quanto concerne i box set questa dovrebbe essere la filosofia da seguire. I dischi sono fondamentali, certo non tutti per il casual fan, ma per gli appassionati i COLUMBIA YEARS sono comunque imprescindibili. Alcuni album sono buoni, alcuni meno, altri eccellenti.

blue-oyster-cult-2 Blue Oyster Cult boc

Hard Rock americano che ai tempi (come sottolinea Beppe Riva) veniva chiamato heavy metal, oggi il termine ha assunto connotati diversi e molto estremi e non me la sento di chiamare così la musica dei BOC. Certo che lo spazio siderale in cui si muovono ha un riflesso metallico, sempre e comunque. Hard rock cupo e nero è vero, ma allo stesso tempo brillante, esilarante, interessante e bellissimo. Gran cofanetto questo. Mi inchino davanti alla Sony e ai sacerdoti del culto dell’ostrica blu.

4 Risposte to “BLUE ÖYSTER CULT “The Columbia Album Collection” (Sony 2012) – TTTTT”

  1. Lorenzo Stefani 01/03/2013 a 19:02 #

    Deve essere una delle prime volte che vedo un giudizio a 5 T … E mi fa piacere se lo siano beccati i BOC. Forza della natura all’epoca d’oro, il tour Black and Blue con i Sabbath dell’era Dio deve essere stato veramente impressionante. Questo super confanetto mi tenta, forse mi farebbe rivivere le emozioni del primo concerto della mia vita a Bologna, Palazzo dei Congressi (1986), quando il wall of sound dei BOC (R U Ready 2 rock come ovvia apertura dello show) si abbattè sui giovani padiglioni miei e dei miei amici, imprimendo nelle nostre menti il simbolo del Kaos … Ostriche blu forever!

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  2. Beppe R 02/03/2013 a 10:59 #

    Secondo la mia very ‘eavy very ‘umble opinion, i BOC sono i detentori della più importante carriera discografica, insieme agli Aerosmith, fra le rock bands americane di sempre. Senza ombra di dubbio il loro suono, e la natura misteriosa delle loro liriche, ha aperto la strada ad inquietanti scenari ed esperimenti di rock metallico futuristico (sci-fi proto-metal?). Certamente, come sostiene il nostro incomparabile Tim, quello che oggi si intende per heavy metal è tutt’altra cosa, ma il corso storico, la percezione di ogni fenomeno nel momento in cui si manifesta, ha sempre il suo peso, è ciò che appunto, fa la storia. Comunque, la discografia dei BOC, ha tramandato la straordinaria unicità della loro proposta e della personalità musicale. Anche quando in modo tutt’altro che banale, si sono avvicinati al consenso di massa (giova ricordare l’hit spettrale che fece epoca, “Don’t Fear The Reaper”?) oppure quando hanno manipolato il rock “radiofonico” negli anni ’80. Un decennio che in ogni caso per loro era iniziato con le fantastiche suggestioni preistorico-aliene di “Cultosaurus Erectus” e concluso con le ritrovate tenebre di “Imaginos”. Thank you, Blue Oyster Cult!

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  3. timtirelli 03/03/2013 a 21:25 #

    “rock metallico futuristico (sci-fi proto-metal?)”, Beppe Riva come sempre usa le parole giuste. Definizione perfetta. E poi sì, AEROSMITH e BOC due delle migliori, se non le migliori, band mericane di rock (in senso stretto) di sempre. I primi più legati alla tradizione rock blues, i secondi meno canonici e creatori di tematiche originalissime.
    Boc rules!

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  4. mauro bortolini 04/03/2013 a 13:30 #

    Il mio caro amico Stefano di Pordenone mi ha raccontato che in un teatro di
    Monfalcone ha visto i BOC in concerto ( 1986 ? )e , come suo solito, alla fine
    é riuscito a farsi autografare tutti gli LP che portava seco dai membri del
    gruppo.
    Mi ha raccontato che una sera, alla fine di un concerto di Willy de Ville, che
    é morto alcuni anni fa, il menager ritiro’ dai fans una pila di LP da far autografare
    al cantante.
    Stefano dette un bootleg su CD per l’ autografo.
    Il menager ritorno’ coi vinili autografati e chiese di chi fosse il cd.
    Per farla breve Stefano fu ammesso nel camerino dove De Ville gli disse
    IO TI FACCIO UN RITRATTO E TU MI REGALI IL CD, OK?
    Beh, lo scambio avvenne ma Stefano ha ricercato quel bootleg senza piu’
    trovarlo ed il ritratto che gli fece De Ville, al momento, non sa neppure
    dove l’ha cacciato ( ma è infilato tra le memorabilia di casa sua).

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