Ad un certo punto, quando ci sembra di aver già sondato per intero il nostro mondo, ci si mette a cercare album ed artisti che vanno un po’ al di là dei nostri confini. DOUBLE FUN l’ho visto uscire, ai tempi qualcosa per radio devo anche averlo ascoltato, ma solo oggi me lo sento nella sua interezza. Ho sempre avuto un vago interessa per PALMER, la sua voce, la sua eleganza, il suo personaggio, non mi sono mai stati indifferenti. Nella prima metà degli anni ottanta JOHNNY AND MARY e il progetto POWER STATION ebbero un clamore mica da ridere anche qui in Italia. Musichetta un po’ troppo tronfia ed elettronica per i miei gusti da rocker di allora, ma mai fastidiosa.
In molti definiscono la musica di ROBERT PALMER “soul dagli occhi blu”, ovvero soul fatta da bianchi…forse è così ma il nostro ha spesso contagiato il tutto con discrete dosi di ROCK e di altre forme musicali. DOUBLE SHOT fu un buon successo, arrivò nella TOP 50 americana, e il singolo EVERY KINDA PEOPLE, scritta da ANDY FRASER ex bassita dei FREE, addirittura nella TOP 20 dei singoli. In questo caso l’etichetta di cui sopra si presta abbastanza bene…
…ci sono altri brani nell’album che portano avanti lo stesso discorso, magari sono solo più vicini al funk che al soul. Essendo un gran fan degli EDGAR WINTER’S WHITE TRASH, posso dire che il funk bianco (sposato col rock e con il blues) è decisamente nelle mie corde. Questo di RP non è così imputanito, ma si difende bene. In COME OVER ci sento addirittura il PAUL RODGERS dei FREE, NIGHT PEOPLE invece si avvicina decisamente al gruppo dell’albino di Beaumont appena citato. La riuscitissima cover di YOU REALLY GOT ME dei KINKS si inserisce nello stesso filone…bei pezzi, bel groove…
Ci sono poi due episodi più leggeri, WHERE CAN IT GO e YOU OVERWHELM ME, entrambi fanno l’occhiolino alle atmosfere della disco un po’ soft che andava in quegli anni. Niente di che, ma mentre si va al lavoro in una bella e fresca mattina primaverile come quella di oggi, anche questa robetta puo’ risultare gradevole.
BEST OF BOTH WORLDS e LOVE CAN RUN FASTER sono due episodi reggae e risentiti oggi paiono piuttosto datati. Negli anni settanta i musicisti inglesi (e non) iniziarono a scoprire il reggae e questi due brani sono di sicuro figli di quella spinta.
YOU’RE GONNA GET WHAT’S COMING rappresenta bene il rock secondo ROBERT PALMER, niente di memorabile, niente di troppo impegnativo, ma assolutamente godibile.
Insomma un bel disco, senza picchi particolari ma solido e di di buona qualità.




Anche io l’ho recentemente riscoperto , apprezzandone la voce e la grande classe , devo dire che i Power Station non mi sono mai piaciuti , ma come solista ha pubblicato dei lavori interessanti .
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Anche il suo disco d’esordio non è male, “Sneakin’ Sally Trough The Alley” del ’74
sonorità tra l’Elton John dei tempi migliori e i Little Feat
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E’ interessante il fatto che nel periodo dal 1981 in poi un nostalgico come me
si sia interessato a tutto quanto riecheggiava o plagiava il suono dei
led zeppelin e cito POWER STATION, DREAD ZEPPELIN , GREAT WHITE,
WHITESNAKE, KINGDOM COME, QUEEN e altri .
I power station incrociano la storia dei led per diversi motivi.
Oltre a qualche attinenza musicale, alcuni membri del gruppo hanno ruoli
marginali nella saga del dirigibile.
Michael de Barres che prende il posto di palmer in tour, é stato cantane dei
DETECTIVE che hanno un album della SWAN SONG prodotto dallo stesso page.
Inoltre de barres é il marito di una famosa groupie amata anche da page.
Il batterista Tony Thompson entra nella formazione LIVE AID dei led zeppelin.
Non solo, prova col gruppo per una reunion stabile che salta, si dice, per le
intemperanze di plant.
Page che interrompe le prove per un cambio di pile e Plant che fa le valige e
se ne va ricorda tanto la fine di un menage tra due amanti,
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Eh sì, Mauro, diverse stradine incrociano la via maestra. Mi permetto di segnalare che Page non produsse il primo dei DETECTIVE. Alcuni brani hanno l’inconfondibile drum sound di John Bonham, ma furono prodotti da Jimmy Robinson. E’ una cosa che comunque abbiamo creduto in molti. All’epoca, ascoltando la cassetta, non avevo dubbi, ma poi approfondendo…ho capito che non era il nostro Jimmy a produrre.
http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Robinson_(recording_engineer)
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Grazie della precisazione Tim. Io non lo sapevo.
La mia piu’ grande illusione riguardo Jimmy Page e le sue partecipazioni é stata
la presenza alle sessions di WHITE ALBUM ed in particolare in helter skelter.
Purtroppo la notizia, sostenuta da diversi giornalisti, é frutto di fantasia forse legata
al contenuto della canzone.
Se cosi’ fosse stato, Jimmy avrebbe coronato quella che é fuor di ogni dubbio la
carriera del piu’ grande session-man di ogni tempo nella storia del rock.
Una carriera che non ha eguali per numero ed importanza delle partecipazioni.
2 vinili che non ho mai ceduto e conservo gelosamente sono J. P. session man
vol 1 e J P session man vol 2 ( che uscirono sotto forma di bootleg doppio negli anni
ottanta ).
La cosa divertente è che per anni credetti che la dazed and confused ivi compresa
fosse suonata da page, in realta’ era la canzone originale incisa da holmes .
Tornando alle sessions del nostro Jimmy ( essendo io innamorato del periodo
1968-1969 ) in diversi album é possibile trovare la chitarra di Jimmy gia’ matura
e pronta a decollare.
Alcuni di questi dischi sono il primo album di joe cocker , hurdy gurdy man di
donovan, love chronicles di al stewart ed un disco di proby che contiene
la prima canzone incisa dai led zeppelin in formazione tipo, JIM’S BLUES. .
Da notare poi che se la chitarra di page nel 1968 era pronta a decollare nel
migliore hard-rock della storia, in innumerevoli sessions il nostro si distingueva
per un uso della chitarra acustica ( vedi i lavori di donovan ) pregevole.
Quando ci lamentiamo, ed io sono il primo a farlo, della pigrizia attuale di Page
dovremmo voltarci indietro e vedere lo straordinario monumento musicale che
Jimmy ha saputo costruire dal 1962.
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