CONFESSIONI RETRO – (HARD) ROCK di Beppe Riva

25 Mag

A commento del post sui GHOST BC di qualche giorno fa, Polbi chiedeva a Beppe Riva:

“Mi sa che sono arrivato tardi, peccato, mi sarebbe piaciuto sapere cosa ne pensa il maestro Riva di questo rinascimento hard rock…Purson, Ghost, Uncle Acid, Graveyard, Spiders, Witchcraft, Electric Wizard, Hexevessel…..tanto per dire i primi che mi vengono in mente….mah! Chissa’ magari mi risponde…”

Beppe ha gentilmente risposto, ma preferisco far sì che la sua risposta diventi un post vero e proprio, oltre al valore delle sue parole,  quando posso scrivere in un titolo “di Beppe Riva” mi faccio bello, e  con me il blog. Thank you Beppe, we love you.

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Caro Paolo B, penso che la rinascita hard rock di cui parli sia conseguenza dell’onda lunghissima provocata dal fenomeno stoner-doom d’inizio anni ’90.

Non è un caso che vari gruppi da te citati nel post siano “scoperte” della fondamentale etichetta Rise Above di Lee Dorrian, e che costui sia il leader di un gruppo fra i più seminali in tale ottica, i Cathedral. I Cathedral nascevano da profonde radici doom metal, ma con “espansioni” in senso psichedelico e progressive, più generalmente di rock retrospettivo. Infatti Dorrian ha sempre manifestato uno spiccatissimo interesse per la scena underground a cavallo fra anni ’60 e ’70, ed oggi è senz’altro uno dei più riconosciuti esperti e collezionisti della medesima, non certo limitandosi alla musica heavy. Le Relics della Rise Above (da Necromandus a Mellow Candle, Steel Mill, Comus etc.) sono le ristampe, specie in vinile, più belle e curate in assoluto.

cathedral

Ricapitolando, si può cogliere un evidente continuum storico di tutto ciò, dagli albori dell’hard rock “sotterraneo” ad oggi. Sempre nei ’90, il doom e lo stoner sono spesso stati accostati e seguiti dallo stesso pubblico per i comuni influssi psych… Non dimentichiamo gli Sleep, con il calvario della monolitica “Jerusalem” e più avanti gli Electric Wizard di “Supercoven”, ideali vasi comunicanti fra i due generi, e fra i gruppi più popolari dello stoner, i Kyuss e i Monster Magnet, magistrali nel modernizzare la lezione rispettivamente di Sabbath e Hawkwind.

Il doom è principalmente  considerato una derivazione del metal; ma all’epoca della NWOBHM early ‘80s, i leggendari Witchfinder General (fra le maggiori “influenze” di Dorrian) nel primo album dall’iconica copertina stile Hammer Horror, partivano con l’incredibile “Invisible Hate”: un classico del doom “dilatato” in senso psiche, risolto in lugubri, cantilenanti cori vocali. Dall’altra parte dell’Atlantico i Trouble, fra i prime-movers del metal americano targato ‘80, saranno negli anni successivi rilanciati da Rick Rubin come profeti del nascente movimento stoner.

witchfinder general

witchfinder general

Da queste esperienze nasce la “lunga onda” attuale che prima citavo, e fors’anche temprato (o se preferite, consumato…) da decenni di ascolto di questo genere, non riesco a trovare talmente eccitanti gli Orchid (con un vocalist che replica le pose ed il look di Ozzy epoca “Paranoid”), incensati come pochi altri dalla stampa di settore.

Però mi schiero A FAVORE di una generazione di musicisti contemporanei che porti avanti con successo la rilettura della grande tradizione rock del passato, coinvolgendo un pubblico giovane e talvolta acerbo… ma desideroso di crescere con l’ascolto.

Concludendo con gli emeriti Ghost, al di là dell’immagine d’effetto (ma anche repulsiva per molti) si collocano senz’altro in un ambito musicale caratterizzato da evidente e ritengo, più autonoma personalità.

Beppe Riva © 2013 

13 Risposte to “CONFESSIONI RETRO – (HARD) ROCK di Beppe Riva”

  1. Beppe 25/05/2013 a 10:11 #

    Vecchio Beppe … ti ho scoperto con un articolo sui Judas Priest risalente ad ere geologiche ormai lontane (Rockerilla) e da allora leggerti è sempre un riportare alla luce emozioni che mi appartengono. Alla prossima…
    Beppe

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  2. Paolo Barone 25/05/2013 a 15:57 #

    Grazie della risposta e dell’ottimo approfondimento!
    Condivido in pieno la voglia di supportare giovani band e musicisti che stanno dando nuova vita al vecchio hard. Era dai tempi dello Stoner anni ’90 che non si vedeva una cosa del genere. Magari, come ho già detto in un altro post, mi piacerebbe che si sviluppasse anche una maggiore originalità, un pò più di indipendenza dai clichè…Alcune delle band in questione lo stanno facendo, e i risultati si sentono.

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  3. timtirelli 25/05/2013 a 23:21 #

    (Mox Cristadoro, dj e vj di Radio Lombardia, già conduttore “storico” su Rock FM e autore di un libro su questa radio, ci manda via email questo pensiero a commento del post di Beppe. Volentieri pubblichiamo).

    Beppe, questo tuo scritto ha rimandato la mia memoria ai gloriosi entusiasmi che rendevano la musica ancora più fascinosa, con le aspettative che sapevi creare nelle tue descrittive recensioni sulle pagine targate hard’n’heavy, come rubrica di Rockerilla….

    il brano dei Ghost B.C.: l’ho ascoltato due volte e, naturalmente , mi sono ritrovato nelle tue parole, ancora una volta. La song è effettivamente molto bella e degnamente confezionata.

    Il testo: allegorico di certo, nulla di etico in questi frangenti. Le parole suonano indubbiamente assai bene e soprattutto consoni ai riff che le avvolgono .

    Grazie caro Beppe, dei bei momenti. Ora proverò ad approfondire con gli altri brani presenti in rete…

    moX

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  4. saurafumi 26/05/2013 a 10:26 #

    Confesso che si tratta di un mondo a me quasi totalmente sconosciuto, ma grazie ai consigli di Polbi e a queste interessanti considerazioni di Beppe, mi viene proprio voglia di mettermi alla ricerca di questa rinascita hard rock della quale, sinceramente, se ne sente anche il bisogno.
    Beppe, è sempre un piacere leggerti. Grazie. :-)

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  5. Danilo63 26/05/2013 a 14:28 #

    Un ringraziamento al grande Beppe Riva che riesce sempre ad incuriosirmi informandomi di band delle quali (spesso) a malapena ho sentito nominare. Un abbraccio.

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  6. mikebravo 27/05/2013 a 08:13 #

    Beppe Riva, hai anticipazioni sul nuovo album dei Black Sabbath e sullo
    stato della band ?
    Grazie e complimenti ( sei un grande ).

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  7. Beppe R 27/05/2013 a 20:21 #

    Mike: del nuovo album dei Black Sabbath per 3/4 originali, intitolato “13” ed in uscita il 10 giugno, vale la pena evidenziare che il produttore Rick Rubin avrebbe “imposto” ai musicisti di confezionare un disco nello stile del primo “Black Sabbath”. Seppur opinabile il metodo, resta lodevole l’intento, poiché quell’album è la pietra angolare sulla quale è stato costruito il tempio dell’heavy metal e derivati vari. Inoltre, se vogliamo aggiungere una nota gradita ai cultori di questo Blog, si riscontrano proprio nell’esordio le principali radici BLUES dei Sabbath. Resta da verificare se il nuovo materiale è all’altezza del paragone, il che appare realisticamente improbabile. L’antipasto “God Is Dead?” (http://www.youtube.com/watch?v=wVfUimq2KeI) è prolisso seppur credibile nel ricomporre la tetra marcia del suono che sta alla base del doom metal, ma la magia ancestrale che scaturì dal nulla tanti anni fa non sarà mai più riproducibile, tantomeno su commissione. Ringrazio chi ha apprezzato il mio breve intervento e mostra di ricordare contributi che risalgono ad “ere geologiche” lontane…Stimo Tim Tirelli come persona e competente di musica rock, mi piace ogni tanto apparire sul suo Blog, senza essere invadente. Spero…

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  8. Nicolina 28/05/2013 a 11:31 #

    Sono d’accordo con Tim: anch’io questi Orchid non li trovo entusiasmanti; per carità, sono bravi e meritano sicuramente di emergere dal coacervo anonimo degli indistinti. Però trovo, ad esempio, i Kadavar (band scritturata sempre dalla stessa etichetta degli Orchid, la Nuclear Blast) decisamente più meritevoli, più convincenti. Ho recensito da poco il loro ultimo album, Abra Kadavar: certo, lo spirito dei Led Zeppelin e di Ozzy aleggia anche su di loro, ma credo fermamente che abbiano una marcia in più dei loro ‘colleghi’…poi hanno una grinta non indifferente e delle barbe da santoni che li rendono esilaranti!

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  9. Alberto 25/06/2014 a 19:30 #

    E’ la prima volta che provo a rivolgermi a sua ‘santità’ Beppe Riva, per ragioni anagrafiche ho iniziato a leggere assiduamente riviste metal dal 1992, ma negli anni ho recuperato numeri usati di Metal Shock dove scriveva Beppe, oltre all’imprescindibile enciclopedia Hard&Heavy dell’Arcana…Detto questo vorrei chiedere a Beppe (in ritardissimo) cosa pensa di 2 dischi su queste coordinate, che a me hanno fatto letteralmente impazzire (ammesso che li abbia sentiti): l’esordio omonimo degli Avatarium del 2013, e The Thousandfold Epicentre dei The Devil’s Blood del 2011. Sarei curioso di sapere se condividiamo la stessa eccitazione.
    ps: ringraziamento d’obbligo a Tim Tirelli per quello che sta facendo!

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  10. Beppe R 26/06/2014 a 20:55 #

    Ciao Alberto, mi fa piacere che un genere risolutamente anti-commerciale come il doom, che a mio avviso resta una delle rare tendenze musicali creative d’attualità, raccolga appassionati molto attenti alle sue ramificazioni. Per quanto riguarda gli Avatarium, eretti sul pilastro portante dei Candlemass, Leif Edling, non meraviglia che aggiornino il genere epicus doomicus che impose il gruppo svedese negli ’80. Da sottolineare che nella lunga “Moonhorse” vengono esplicitamente citati i Rainbow di “Stargazer” (certamente una delle più elevate HM performances di tutti i tempi). Di differente c’è però questa voce femminile che aleggia in modo persino etereo sul tuonante contesto. L’eccezionalità (invero da un pò di anni a questa parte) è la quantità di donne protagoniste delle parti vocali in un ambito musicale tanto oscuro e profondo…Penso a Jess And The Ancient Ones, Jex Thoth, Purson, Blood Ceremony, The Oath. Naturalmente anche agli olandesi Devil’s Blood (con la cantante chiamata The Mouth Of Satan…), particolarmente interessanti per la loro commistione di doom ed acid-rock. Fra l’altro proprio quest’aspetto fa ripensare agli indiscussi capostipiti “diabolici” della stirpe, i Coven di “Witchcraft Destroys Minds…” (1969), guidati dalla sinistra bellezza di Jinx Dawson. Il disco che citi dei DB è notevole, certamente erano fra i migliori della loro generazione, ma la recente morte del loro ispiratore Sem Lemouchi ha tragicamente chiuso la vicenda. Il doom di matrice “satanista” è certamente specchio di un’epoca di crisi e di acuti disagi sociali. Musicalmente è più evoluto rispetto a quello degli ’80, ma a livello contenutistico bisognerebbe aprire un capitolo a parte su questi concetti di negatività esasperati. Preferisco ricordare le fantasie medievali dei Witchfinder General…chiudo qui.

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  11. Alberto 26/06/2014 a 23:49 #

    Grazie davvero Beppe, m’hai fatto esaltare come quando comprai il mio primo Metal Shock, numero che proponeva un’intervista agli Iron Maiden, miei eroi 22 anni fa come oggi…Non voglio farti perdere altro tempo, comunque volevo dirti che non sono così ferrato come te sul doom, perchè cercando (invano) d’ascoltare tutto lo spettro dell’hard ‘n’ heavy che presenti una componente melodica, mi manca poi il tempo materiale per sentire tutti dischi che meriterebbero attenzione.

    Avatarium: non sapevo di questa ‘connection’ con Stargazer…Bellissimo, sembrava impossibile stimarli ancora di più, ma è successo! Pensa che li ho scoperti spinto sì da una recensione ma soprattutto per la presenza tra le loro fila di un ex Royal Hunt (il chitarrista Markus Jidell). Amore al primo ascolto, confermato dalla sbalorditiva performance live a cui ho avuto la fortuna di assistere 2 settimane fa in Svezia. …Poi c’è quella Lady In The Lamp già scolpita nella pietra per l’eternità, che ci riporta alla magia dei primi Uriah Heep..

    Devil’s Blood: hai ragione, rimpiangeremo il povero Lemouchi per sempre, quel ragazzo era proprio un genio…A volte negli incroci delle loro chitarre sento arrivare echi epici di provenienza Morriconiana.

    Ogni volta che ascolto i 2 dischi citati è come se assistessi alla materializzazione di un miracolo. Comunque grazie per le citazioni di gruppi recenti e passati che saranno materiale per una prossima ricerca.
    Ciao!

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  12. Paolo Barone 27/06/2014 a 16:21 #

    Il post di Beppe e’ uno degli articoli più interessanti usciti sulla stampa musicale italiana in questo periodo.

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  13. Alberto 29/06/2014 a 20:27 #

    Paolo fai te che ho un raccoglitore dove metto le interviste più belle che trovo in internet, dopo averle stampate. Per ora ci stanno quella in 2 parti di Tim con Beppe, quell’altra su Truemetal.it (+ quella di Trombetti e PG Brunelli) e…John Wetton e Steve Howe!

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