Viaggio per il breve tratto di pianura che percorro abitualmente per andare e tornare da Brian, giorni festivi e sabati si susseguono in questo questo periodo di piena primavera. Rollo sulla blues mobile, mi ascolto DUANE ALLMAN, BLUES FROM THE LAUREL CANYON di JOHN MAYALL, SONNY BOY WILLIAMSON con Page e Auger…
Ripensando alle mie cose mi soffermo su una email che il mio amico BILL McCUE di NYC mi ha inviato l’altro giorno:
“How are you, my dear friend? I’m a little worried about you. Please let me know.” Subito ho pensato ad un email spam partita dal suo computer, ma dopo avergli chiesto conferma mi scrive “Yes – hello, caro mio. Just checking in. You seem very sad in your recent posts and emails. Hope everything is ok. I worry about you.”
Billy, dai miei post su facebook e dai commenti che faccio sul forum del LZClub che dirige, pensa che io sia triste.
Gli rispondo che sì, sono sotto pressione…fare il badante di mio padre, la crisi che attanaglia ormai da più di quattro anni l’economia globale e dunque anche il distretto in cui lavoro, l’insicurezza che la parola futuro ci regala ogni volta che la pronunciamo , la disastrosa situazione politica italiana, l’Inter che non va…ma poi, aggiungo anche che I’m getting older and I becoming a bitter man…very sad, but it’s true.
Sì, diventando vecchio mi accorgo che mi sto trasformando in uno di quegli uomini di una (in)certa età amareggiati e rabbiosi. I miei post su facebook sono pieni di giudizi sommari su avversari politici, calcistici, religiosi. Anzi oramai non ho più avversari, ma nemici. Se sei emiliano, di sinistra, tifi Inter e ti piacciono i Led Zeppelin, le serie tv Homeland e il Trono Di Spade bene, altrimenti sei fuori.
Bel modo di ragionare, Tim Tirelli! Proprio tu che nella vita hai intrapreso percorsi di studio coraggiosi (5 anni di piscoterapia non sono uno scherzo), che hai scelto sentieri che gli altri non prendono (cit. No Quarter) , che ti dichiari illuminato e consapevole…bell’ometto miserello che sei diventato. Tu che una volta hai cassato dai tuoi amici di facebook il compagno della tua miglior amica perché aveva pubblicato un clip di youtube intitolato “ODIO L’INTER” e un amico di rock solo perché aveva scritto che forse CARLO GIULIANI quel giorno avrebbe fatto bene a starsene a casetta sua, per poi ritornare mentalmente sulla cosa spesso e sentire di avere sbagliato, tu che riesci a tollerare il fatto che uno dei tuoi mentori su facebook si sia iscritto al gruppo INTERISTA PEZZO DI MERDA, tu che dopotutto sai stare ad ascoltare, che sai consolare, tu che non credi ai miracoli ma li sai fare (cit. De Gregori)…guarda come ti sei ridotto.
Ripiegato su te stesso come un inquisitore del blues qualunque, incapace di elaborare e quindi di dissolvere rabbia, frustrazioni, angosce e dolori.
Ma così fai la fine del giudice di IN PRIGIONE IN PRIGIONE, bel patachèn…
Immerso in questi pensieri faccio ritorno verso il posto in riva al mondo, arrivo, spengo la macchina, lascio lo stereo acceso con CSNY e vado a naufragare nel countryside…
Costeggio fossi, contemplo pioppi, calpesto piscialetti. Circumnavigo la piccola tenuta Ganassi, con gli occhi seguo le evoluzioni di Palmiro che rincorre farfalle, per poi andare a riposarsi sotto a un frassino poco dopo …
Piano piano ritorno in me, seguo il sorriso luminoso della groupie, salgo le scale, pranzo. Un doppio Southern Comfort, gli Allman al Fillmore East, la primavera che arriva in netto contrasto con le stagioni dell’appassimento che regolano il tempo atmosferico della mia anima. Mi chiedo se troverò mai pace…





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