LED ZEPPELIN In Through The Out Door according to Tim Tirelli

21 Mar

Quante volte l’abbiamo pensato? Come sarebbe stato quell’album se al posto di quel pezzo ci fosse stato quella outtake fighissima? Se ad esempio, per rimaneree nel nostro mondo da teste di piombo, HEY HEY WHAT CAN I DO avesse chiuso LZIII invece di HATS OFF TO(ROY) HARPER, se il pezzo HOUSES OF THE HOLY avesse preso il posto di THE CRUNGE sull’album omonimo, ma soprattutto se DARLENE e WEARING AND TEARING fossero state preferite a SOUTH BOUND SAUREZ e HOT DOG nella songlist di ITTOD. L’ultimo album da studio dei LZ sarebbe stato davvero assai più dignitoso. Devo far presente che comunque è un album che amo moltissimo, che è stato l’unico album storico dei LZ che ho vissuto in diretta e che perciò riverso su di esso tutto il mio affetto giovanile, ma per la storia del rock e il casual fan non è che sia poi ‘sto capolavoro. Eppure, provate a sostituire SBS e HD con D e WAT e come per magia, tutto si fa più coerente, meno sfilacciato, più coeso.

Tim The Winter Album 2011

Ancora non capisco come abbiano potuto scegliere SBS e HD; d’accordo, era un periodo di confusione e di transizione, JONES e PLANT si erano trovati ad avere un potere che mai avevano sognato, ma SBS e HD sono due outtakes (seppur ottime) e non pezzi con la dignità da album (dei LZ). Per la verità anche DARLENE ha il respiro dell’outtakes, testo praticamente inesistente buttato lì giusto per finire il pezzo, esecuzione dell’assolo di chitarra non esattamente a fuoco (benché interessante e gradevolissimo), ma la performance è piena di vigore (seppur decadente) e di uno spirito boogie irresistibile che be si sposa con la copertina dell’album (ma d’altra parte anche SOUTH BOUND SUAREZ ha lo stesso sapore, quel misto di assenzio, rum e Southern Comfort), copertina che richiama alla mente New Orleans o quantomeno il sud degli States.

WEARING AND TEARING poi avrebbe rappresentato molto bene i LZ, seppur un po’ dimessi, nell’atto dell’attraversare il momento d’oro del punk inglese e il momento di transizione per la musica rock in quegli anni tribolati. E’ un rock durissimo, dai contenuti e dai ricami un po’ distanti dall’hard rock classico, scaltro e scarno e comunque ricco di buoni spunti musicali.

Come vedete dalla copertina qui sopra mi sono divertito a ridisegnare l’album, spinto dalle nuove deluxe edition di prossima uscita e dai confronti con Luca nei commenti dei post dedicati ad esse. Luca preferirebbe OZONE BABY rispetto a FOOL IN THE RAIN…ho provato pure quella combinazione, ma non mi convinceva appieno così, dopo un consulto con Picca, sono tornato all’idea iniziale. OZONE BABY mi piace parecchio, ma ha anch’essa la silhouette dell’outtake. Bel pezzo ma non memorabile, assolo di Page non del tutto convincente nell’esecuzione.

Ascoltando in macchina il cd in versione revisited mi diverto come un matto e finalmente godo di ITTOD in modo completo e definitivo. Certo che però la quinta bonus track mi mette scompiglio: è solo una isolated drum track, ma è relativa ad un pezzo mai sentito delle session di ITTOD appunto. Così cerco di immaginarmi il pezzo seguendo il drumming di JOHN HENRY BONHAM.  Speriamo che il DARK LORD la inserisca nel companion disc dell’ottavo disco da studio.

WE LOVE ITTOD!

41 Risposte to “LED ZEPPELIN In Through The Out Door according to Tim Tirelli”

  1. picca 21/03/2014 a 10:05 #

    Se posso rompere ulteriormente i coglioni, nella mia track list metterei All My Love ultimo pezzo prima facciata e Wearing & Tearing prima della finale I’m Gonna Crawl, togliendo così al disco quel senso di discesa malinconica che le ultime due canzoni gli conferiscono.

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  2. bodhran 21/03/2014 a 11:06 #

    quelle tracce isolate di Bonham delle sessions di ITTOD sono una medicina per le orecchie del genere umano

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  3. timtirelli 21/03/2014 a 11:08 #

    BODHRAN: concordo con te. Sentire JHB che suona da solo è un piacere ancestrale, unn ritorno al pulsare cosmisco. una vera meraviglia.

    PICCA: avevo ipotizzato anche una cosa del genere, ma non ho avuto il coraggio.E alla fine WAT dopo i 10 minuti di CAROULSELAMBRA mi pareva un pelo troppo impegnativa.

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    • picca 21/03/2014 a 11:36 #

      Il problema di INTOD è che passa troppa ‘fuffa’ tra le canzoni ‘importanti’ dell’ lp. Da In The Evening a All My Love (che non amo particolarmente ma che è un caposaldo del disco) c’è troppa distanza. All My Love alla fine della prima facciata ti farebbe girare il disco (ragionando in termine di vinile) con animo più ben disposto.
      Adoro queste figadiniche cavolate…

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  4. lucatod 21/03/2014 a 11:33 #

    Probabilmente Ozone Baby è più scontata rispetto a Fool in The Rain , tuttavia la preferisco se non altro perché FIT non mi è mai piaciuta particolarmente . In realtà South Bound Saurez non è niente male , ma in quel caso Darlene è decisamente più piacevole (alle mie orecchie) . Wearing in chiusura del primo lato è perfetta, mentre il secondo va bene lasciarlo così , sono tre pezzi di grande valore .
    Se andiamo a vedere , la strana scelta di Page&Co si riversa anche nella scaletta dei concerti del periodo , come si può proporre Hot Dog a KNEBWORTH ? Senza dubbio avevano uno strano senso dell’umorismo .
    Nonostante tutto anche io apprezzo il canto del cigno dei LED ZEPPELIN , resta un buon album anche con quei riempitivi , anche perché i pezzi validi , sono davvero validi .
    Forse in Italia siamo gli unici 4 o 5 fans a ritenerlo un bel disco … scherzo ………………… …………………

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  5. mikebravo 21/03/2014 a 11:54 #

    La discesa malinconica nell’abisso per me va alla grande.
    Tutto nel disco sembra presagire la fine.
    Il titolo dell’album.
    il titolo della prima canzone.
    E se a ritroso ripensiamo all frase di Keith Moon
    GOING DOWN LIKE A LEAD ZEPPELIN
    ed alla copertina del primo album
    con lo zeppelin schiantato che brucia,
    tutto era gia’ scritto…………

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  6. timtirelli 21/03/2014 a 11:55 #

    Anche io non amo particolarmente ALL MY LOVE, ma come te, Picca, penso sia un caposaldo dell’album. E se invece provassimo una cosa del genere:

    IN THE EVENING
    DARLENE
    WEARING AND TEARING
    ALL MY LOVE

    CAROUSELAMBRA
    FOOL IN THE RAIN
    I’M GONNA CRAWL

    o
    FOOL IN THE RAIN
    CAROUSELAMBRA
    I’M GONNA CRAWL

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    • lucatod 21/03/2014 a 12:11 #

      Ripropongo la mia “cazzuta” tracklist Revisited :

      IN THE EVENING
      DARLENE
      OZONE BABY
      WEARING AND TEARING

      CAROUSELAMBRA
      ALL MY LOVE
      I’M GONNA CRAWL

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    • picca 21/03/2014 a 14:18 #

      La prima. Me la masterizzo e la ascolto in macchina la prossima volta che vengo a Massenzathic

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  7. timtirelli 21/03/2014 a 11:57 #

    Luca, lo dico sottovoce se no Mikebravo sente e mi ammazza, ma io preferisco ITTOD a PRESENCE.
    Non dirlo in giro…

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  8. mikebravo 21/03/2014 a 12:22 #

    No, non mi arrabbio affatto. In effetti penso che tu preferisca i L Z
    stile progressive ed io quelli prettamente hard o heavy.

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  9. lucatod 21/03/2014 a 12:42 #

    Pur referendo PRESENCE , ITTOD è un lavoro decisamente più versatile e per questo rischia parecchio . Il coraggio è una caratteristica costante nei LED ZEPPELIN e li amo anche per questo . Personalmente non vedo la band come una band hard rock , ma ROCK con tutte le sue componenti , questo mi permette di apprezzare le loro aperture verso i generi più disparati . HOTH è il miglior esempio del loro eclettismo musicale (il loro album che preferisco in assoluto , seguito per ragioni di cuore da LZ II , musicalmente opposto a HOTH) in questo caso , anche i pezzi più scherzosi non ne alterano la qualità .

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  10. Paolo Barone 21/03/2014 a 14:29 #

    Divertentissima questa cosa!
    PRESENCE e ITTOD sono il blues dei LZ, quello vero vissuto e sentito, non le cover bellissime ma piene di pose dei primi dischi. Non sono i loro album più belli ma i più veri. E non è cosa da poco…Una sensazione questa che ritrovo anche nelle registrazioni live del tour over europe.

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  11. timtirelli 21/03/2014 a 15:58 #

    Mike, mi hai beccato. Non credo però di essere DEL TUTTO d’accordo con te, a me piacciono i LZ più hard rock, ma quello solare e bluesato, e casomai boogie. A te invece piacciono quelli un po’ duri, scuri e grevi del primo album , di presence e del IV. Giusto? D’altra parte sei un gran fan dei BLACK SABBATH, un monolite dai toni grigiastri e neri, io preferisco i colori…CUSTARD PIE/DARLENE/THE OCEAN/TSRTS/NIGHT FLIGHT/HOTS ON FOR NOWHERE/OZONE BABY/BOOGIE MAMA/CELEBRATUION DAY…

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    • mikebravo 23/03/2014 a 13:38 #

      Il mio album preferito in assoluto é il secondo, inarrivabile per chiunque.
      Mi piace molto il primo, il quarto, P G e Presence.
      Custard pie e Night flight le adoro anch’io.
      E’ stupefacente per me la versione di whole lotta love che fecero nel tour 1980, DURISSIMA e INCREDIBILMENTE MODERNA.
      Da giovane ho passato dei momenti veramente dazed & confused ed
      ho trovato nei loro brani piu’ duri un tale rispondenza ( e consolazione)
      che, raggiunta una vita tranquilla e serena, i led zeppelin sono rimasti
      per me il massimo che il rock mi ha offerto.
      Ricordo comunque che Led Zep 3 mi lascio’ interdetto come pure
      Houses of the holy, anche se entrambi contengono delle gemme.
      Bella la tua definizione monolitica dei black sabbath.
      I monoliti attraversano le ere.

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  12. Francesco Boccia 21/03/2014 a 22:50 #

    Leggendo l’articolo, ed i commenti, mi è venuta voglia di fare la classifica degli album degli zeppelin che ascolto con più frequenza (in ordine decrescente). E’ la prima volta che ci penso ed ho riscontrato qualche sorpresa (tipo la posizione così bassa del II), ma ho cercato di non dire bugie.

    Questa è la mia classifica per numero di ascolti dal 1990 ad oggi (anche se i live non valgono direi che sarebbero tutti e tre dopo il quarto album)

    1) Led Zeppelin III
    2) Physical Graffiti
    3) Led Zeppelin IV
    4) Led Zeppelin I
    5) In Through the Out Door
    6) Led Zeppelin II
    7) Coda
    8) Houses of the Holy
    9) Presence

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  13. alexdoc 22/03/2014 a 01:49 #

    Ho sempre ammirato l’eclettismo musicale dei Nostri, e l’album che lo dimostra di più (anche perchè doppio) è per me Physical Graffiti, oltre al già citato HOTH. Non ci ho mai pensato, ma credo che siano i due loro dischi che ho ascoltato più spesso. Riguardo ITTOD, direi di essere forse l’unico ad apprezzare “Hot Dog”, proprio perchè nel loro caleidoscopio sonoro che ha toccato tutti i generi mancava giusto il country/rockabilly. Riconosco però che l’album sarebbe più lineare e omogeneo senza questo divertito omaggio a uno stile inconsueto, che avrebbe potuto più giustamente figurare in “Coda”, e di cui ammetto anch’io lo scherzoso “coraggio” nel proporre live. In conclusione, mi iscrivo idealmente anch’io nel gruppo dei fan del loro ultimo lavoro in studio.

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  14. Fausto Tom 22/03/2014 a 14:11 #

    Complimenti per riuscire a discutere ed ascoltare dischi così, io il bombardiere von zeppelin l’ho trovato fuori tempo e fuori rotta già a partire da Phisical Graffiti, qui stavano raschiando il fondo del barile…..viva sempre il Dirigibile comunque, Tom

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    • mikebravo 23/03/2014 a 13:58 #

      Se gruppi come PEARL JAM e BLACK CROWES, per citarne 2 a caso,
      avessero fondi di barile simili da poter raschiare, potrebbero uscire con
      album doppi memorabili.
      Gli scarti utilizzati in PG sono signore canzoni ed il doppio album offre
      la bravura dei L Z nei generi piu’ svariati.
      Ricordo con esattezza il giorno in cui comprai quel doppio album che sta
      all’altezza dei piu’ grandi album doppi.
      Se la grandezza del White Album dei Beatles sta nella frammentarieta’e
      dovuta alla frattura ormai insanabile dei Fab Four, Physical graffiti é la
      dimostrazione migliore che il 1974 per i led zep non fu un anno perso
      ma un anno in cui incisero un altro capolavoro, frutto della coesione e
      della sicurezza del gruppo.

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  15. lucatod 22/03/2014 a 18:36 #

    Rispetto la tua opinione , ma PG fuori rotta e ITTOD fondo del barile no dai ! Capisco l’attaccamento ai classici primi quattro album , ma porca miseria valutare i LED ZEPPELIN per i soliti LZI , LZII , LZIII e il IV mi pare davvero riduttivo , soprattutto se ci si considera fan in senso stretto . Tralasciando per un attimo che si tratta indubbiamente di capolavori assoluti , il resto della discografia non è certamente da buttare !
    HOTH è un album a mio parere più maturo dei precedenti (non voglio dire più bello , perché ovviamente è una questione soggettiva) un cambio di rotta che DOVEVA esserci , altrimenti avrebbero finito per fare il verso a loro stessi . Tutto quello che sono stati i LZ , lo trovi su PHYSICAL GRAFFITI , Ten Years Gone , Custard Pie , Trampled Underfoot , Black Country Woman , In The Light , Kashmir , Sick Again , se erano fuori rotta loro !!!
    Il successivo PRESENCE , decisamente un album monocorde , ma registrato in tempi record con la band non propriamente in forma è un MIRACOLO . In un certo senso potrei capire l’ultimo album , forse inferiore ai loro standard , ma alla fine non me la sento , perché come abbiamo detto , i pezzi buoni sono davvero buoni , cioè non è mica spazzatura ! Sicuramente fuori tempo lo sono sempre stati , non sono classificabili come altre band del periodo , almeno per quanto mi riguarda .

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    • Fausto Tom 23/03/2014 a 14:04 #

      Probabilmente hai ragione tu, ma sai, gli Zeppelin con Jimi Hendrix in testa e Rolling Stones (più i Free) erano per me il meglio del rock-blues, per cui un minimo calo o un cambio di prospettiva musicale (vedi HOTH), ti fanno vedere le cose in modo diverso se non errato.
      Poi a quel tempo 73-75 – come già ho detto – tirava aria di decadenza (troppa droga, dollari, etc.) si poteva quasi fiutare che qualcosa stava finendo, però questo secondo la mia modesta opinione, ciao Tom.

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  16. lucatod 23/03/2014 a 14:42 #

    Capisco cosa intendi dire .
    Il mio commento è riferito anche a una certa critica musicale che dopo il 1971 non è andata molto oltre . Mi è capitato di riandare a sfogliarmi un libricino sui LZ di Riccardo Bertoncelli , è la sua idea del gruppo di Page post IV non è tanto lontana dalla tua (che rispetto maggiormente perché si tratta di un parere personale) , ovvero che da HOTH inizia il loro calo artistico .
    Mi sono permesso di andare a estrarre un paio di sue considerazioni riguardo a quest’album e il successivo doppio del 1975 .
    “HOTH è il disco dove si interrompe l’ascesa Zeppelin . E’ un buon lavoro , però statico , senza la polvere che andrà ad insinuarsi dal successivo PG ma anche senza i guizzi e le invenzioni che avevano distinto i primi tre anni in studio”
    “Physical Graffiti soffre la lunga distanza e finisce per rivelarsi un album ineguale …”

    In sostanza quello di RB è un pensiero parecchio diffuso , che io non condivido affatto , lo stesso che bolla il live TSRTS come album mediocre , che vede negli STONES con Brian Jones e i PINK FLOYD di Syd Barrett le loro migliori incarnazioni .
    Un pensiero alla rolling stone .

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    • Fausto Tom 23/03/2014 a 22:53 #

      Bertoncelli ed il sottoscritto hanno in comune l’età avanzata da reduci del rock, e magari qualche volta le stesse opinioni su un artista od una sua creazione, magari siamo solo pessimisti o troppo critici.
      Io sono magari piu’ istintivo e radicale nei giudizi ma mi sembra di poter dire che – salvo casi rari tipo Beatles, Stones pre-post Brian Jones, Who, Dylan, Zappa – un gruppo rock dà il meglio di sè nei primi anni di vita, diciamo per i primi 3-4 max. 5 Lps, poi è quasi fisiologico una certa ripetitività, meno originalità, se poi si aggiungono la droga, l’alcool, i dollari, addio fighi….
      Inutile fare nomi ma io penso che moltissimi gruppi rock avrebbero potuto smettere di far dischi molto prima della loro fine naturale, anche il chewing-gum non può durare troppo a lungo, aria fresca e via andare…
      Sui revival attuali poi meglio stendere un velo pietoso, pare sia morta in Italia perfino L’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci…Good Night, sleep Tight, tOm

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  17. Paolo Barone 24/03/2014 a 03:49 #

    Ok, mi avete fatto pensare a quali dischi Zeps ho ascoltato di più in questi ultimi anni…
    LZIII
    Physical Graffiti
    Presence
    LZII
    ITTOD

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  18. timtirelli 24/03/2014 a 10:00 #

    La mia LZ listening experience di questi ultimi anni (in ordine di preferenza):

    ITTOD
    PHYSICAL GRAFFITI
    CODA (ITTOD outtakes)
    HOUSES OF THE HOLY
    III
    IV
    PRESENCE
    II
    I

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  19. lucatod 24/03/2014 a 11:15 #

    La mia è la seguente :

    HOUSES OF THE HOLY
    LZ II
    PRESENCE
    CODA
    LZ I
    PHYSICAL GRAFFITI
    IN THROUGH THE OUT DOOR
    IV
    LZ III

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  20. bodhran 24/03/2014 a 11:25 #

    Io tutti in ordine sinceramente non ci riesco a metterli, ho il malloppo I-PG che si alterna di continuo, ma diciamo che facendo degli ex aequo esce fuori una cosa di questo tipo:
    I-PG
    III-IV
    II-HOTH
    ITTOD/Coda
    Presence/TSRTS

    la fine classifica è sicura, Presence e TSRTS sono gli album che almeno negli ultimi 20 anni ho ascoltato meno. Pensare invece quanto li ho ascoltati prima… ma è così, cambiano anche le orecchie

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  21. Paolo Barone 24/03/2014 a 14:55 #

    A quanto pare Physical Graffiti e’ il disco Zeps piu’ amato in questo Blog…

    White Album, Physical, Exile, Blonde on Blonde, London Calling…Hanno tutti qualcosa in comune pur nella loro ovvia diversita’. Ragazzi che bello che ci siano dischi doppi come questi…

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  22. alexdoc 24/03/2014 a 15:04 #

    E’ vero quello che fa notare Paolo, c’è qualcosa in comune tra tutti questi doppi album, tanto belli quanto diversissimi tra loro (personalmente aggiungo “Tusk” dei Fleetwood Mac). Non mi aspettavo che PG fosse il disco dei LZ più amato dai lettori di questo blog, la scoperta è per me una sorpresa assai gradita, essendo anche il mio.

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  23. Elisa 24/03/2014 a 20:58 #

    Ha ragione Barone quando dice che Presence e ITTOD rappresentano i blues degli LZ, sono i più veri. Nel periodo di ITTOD gli zeppi erano in una fase cruciale della loro carriera. Però Tim io non riesco a metterlo per primo…gli sono affezionata come te perché lo abbiamo vissuto “dal vivo” quando uscì (ricordo ancora il primo sconvolgente ascolto) ma il mio primo posto va ancora a LZ III.
    Quindi..
    III
    Houses
    IV
    I
    Physical
    II
    ITTOD
    Presence
    Coda

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  24. Paolo Barone 25/03/2014 a 02:02 #

    Pero’, pure LZIII se la cava mica male….direi testa a testa con Physical nelle preferenze di questo Blog, o sbaglio?

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  25. mikebravo 25/03/2014 a 08:52 #

    La mia classifica

    L Z 2 hard-blues termonucleare
    L Z 1 testoterone giovanile all’ennesima potenza
    LZ 4 perfezione quasi toccata
    PG un doppio che é un’enciclopedia del rock
    PRESENCE nuove vette chitarristiche
    LZ 3 julienne di folk e hard alla salsa di yardbirds
    HOTH i riff sostengono nuove costruzioni
    ITTOD l’addio struggente
    CODA una coda troppo corta

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  26. timtirelli 25/03/2014 a 09:48 #

    per rispondere a Eli e per chiarire ulteriormente la cosa: non è la classifica dei miei dischi preferiti dei LZ ma semplicemente di quelli che più ho ascoltato in questi ultimi tempi. Tutto qui. Adoro ITTOD, ma non può competere con II III IV HOTH PG …

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    • Fausto "Tom" Tomelleri 25/03/2014 a 14:40 #

      la mia, poor tom:

      2° stukas in picchiata
      1° il fokker parte
      3° arrivo nel valhalla
      4° stairway to heaven
      houses… beh la cover è un obbrobrio…la musica 6=
      phy-pre-ittod-coda.. addio fighissimi..la musica è finita
      ciao poor tom

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  27. timtirelli 25/03/2014 a 15:06 #

    Beh Tom , trovo ben peggiore quella del secondo album: in bianca di cover una foto della Jagdstaffel 11 (“No 11 Fighter Squadron”) taroccata con le facce dei nostri e di qualche altro personaggio a mo’ di comica, e l’interno di pessimo gusto marmoreo e autocelebrativo. La musica è finita, d’accordo, il rock è morto, senza dubbio, ma non nel 1971 come dici tu.

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  28. mikebravo 25/03/2014 a 16:00 #

    I led zeppelin erano un gruppo che per le copertine e la cura che vi
    dedicavano hanno rimandato spesso l’uscita dei dischi.
    La copertina del 3°, del 4° sono notevoli come concezione.
    Quella di P G e’ stupenda ed apre una finestra, anzi tante finestrelle
    sul modo di fare copertine.
    Quelle di Houses e Presence a me piacciono perché sono misteriose
    ed autocelebrative.
    Di ITTOD mi piacciono tutte e sei ( non é facile metterle insieme ).
    Ma quella per me mitica é del secondo disco che riesce nell’intento
    di anticipare il contenuto BOMBASTICO dell’album.
    Page poi, raggiunto il successo, non voleva neppure il nome del
    gruppo stampato sulla copertina.
    Una vera sfida.
    Come chiamarsi Zeppelin e metterlo schiantato nella copertina del
    primo album.

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  29. Fausto "Tom" Tomelleri 26/03/2014 a 11:31 #

    Led Zeppelin II° è stato (per me) un disco epocale, peccato voi giovani leve l’abbiate ascoltato anni dopo, non più propriamente attuale, perdendo così la reale entità del bombardamento, solo Who at Leeds ed Are You Experienced lo superano nei miei gusti personali.
    Sentirsi sparare da juke box e giostre in fiera una Whole Lotta Love od una Heartbreaker nell’inverno 1970 era una scarica di adrenalina pura, spariva pure il freddo.
    Deep Purple, Black Sabbath e compagnia brutta sono solo brutte copie malriuscite.
    Comunque, Tim, avessero messo in copertina una gallina nel pollaio o un topo morto sarebbe lo stesso, è sempre la musica a “firmare” anche la cover, che sarà kitsch ma la musica è “granitica” ancora oggi, e quel richiamo a von Richtofen parla da solo.
    Ci sono cover bellissime con musica da schiaffi (uhm mi vengono in mente gli Yes con Yes Album musica decente, cover zero, di contro “Tales” cover stupenda e…lasciamo perdere. Auf wiedersehen, Tom

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  30. timtirelli 26/03/2014 a 12:41 #

    D’accordo con te Tom circa il contenuto comunque esplosivo dei LZ II. Io parlo dal punto di vista grafico, del valore artistico. I gusti sono gusti, niente da dire, ma la ricerca artistica dell’artwork appunto era ed è importante e deve essere valutata con uno sguardo d’insieme
    . LZIII, HOTH, PG, ITTOD sono copertine artistiche di un certo valore, il resto meno.

    Il primo propone una visual di grande effetto, ma è pur sempre una foto. Del II ho già detto, il IV ha una cover bruttina, oggi è una icona da venerare, ma un quadretto di poco valore trovato da un rigattiere e la foto di un grattacielo del 1971 non è che sia poi tutto ‘sto colpo di genio. L’interno è più studiato e descrive in pieno la musica del gruppo.

    Con PRESENCE hanno voluto scimmiottare i PINK FLOYD di WISH YOU WERE HERE, risultato non soddisfacente.

    Immagino cosa debba essere stato vivere in diretta l’avvento dei LZ. Chissà che colpo per il giovane Tom :-)

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    • Lorenzo Stefani 26/03/2014 a 23:52 #

      Nessuno parla mai di HOW THE WEST WAS WON; d’accordo, non fa parte dei classici, è uscito 23 anni dopo lo scioglimento degli Zep, ma per me è un live di altissimo livello. Anche in questo caso, copertina discutibile … Ma pure le copertine del Plant solista dal mio punto di vista lasciano a desiderare (penso a PICTURES AT ELEVEN, a FATE OF NATIONS con la terra semisciolta, a WALKING INTO CLARKSDALE, molto banale, o a MIGHTY REARRENGER che almeno è un po’ più fantasiosa e recupera uno dei four symbols), per non parlare di quelle di Page (OUTRIDER e soprattutto COVERDALE PAGE con il cartello stradale). Per fortuna la musica è sempre stata molto superiore all’aspetto estetico delle copertine

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  31. lucatod 27/03/2014 a 12:01 #

    HOW THE WEST WAS WON è un live di altissimo livello questo è vero , ma ad essere pignoli bisogna dire che JP l’ha rimaneggiato non poco , oltre ad essere notevolmente pompato da Kevin Shirley , che ha fatto subire lo stesso trattamento alla ristampa di TSRTS (a mio parere inferiore all’originale , salvo che per i pezzi extra) .
    Se Page fosse stato meno pignolo , avremmo potuto godere non solo di HOW THE WEST , ma anche di tante altre registrazioni , magari non impeccabili , ma di estremo interesse per noi collezionisti .

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