Dave Thompson “TRUTH…Rod Stewart, Ron Wood and the Jeff Beck group” (Cherry Red Books 2006 – £14,99) – TTTT

20 Ott

Libro regalatomi dal Pike boy un po’ di tempo fa, e finito di leggere solo ora. E’ un libro serioso (ed attendibile), ma è comunque uno spasso leggere le peripezie del primo JEFF BECK GROUP. Dentro c’è tutto: l’immenso progresso che la chitarra elettrica proveniente dal blues compie grazie a lui staccandosi dai metodi tradizionali di ERIC CLAPTON e del blues revival inglese, e partendo verso percorsi sperimentali e psichedelici pur sempre all’interno della matrice blues; la creazione del template del quartetto di rock selvatico con un chitarrista solista e un cantante dalle grandi capacità (cosa, quest’ultima,  che mancava agli YARDBIRDS del 1967); l’incapacità del leader, JB appunto, di gestire un gruppo di successo, di avere una visione, di mantenere un equilibrio; le litigate furiose tra i membri del gruppo; i costanti cambiamenti di formazione; i concerti continuamente cancellati e quelli disastrosi; e infine anche le notti magiche di un gruppetto di delinquentelli inglesi alle prese con un hard rock blues spumeggiante e dilagante.

TRUTH book  022

L’inizio del libro è un po’ lento, soprattutto per chi come me non è interessato al periodo inglese della prima metà degli anni sessanta, la fine invece è un po’ precipitosa, il JEFF BECK 2 è liquidato con poche frasette così come il resto della carriera solista di JB. D’altra parte è un libro dedicato al primo JEFF BECK GROUP, quello di TRUTH e BECKOLA, quello che si permetteva di avere due stelle di prima grandezza lì davanti e due mediocri gregari lì dietro. MICK WALLER c’entrava davvero poco con lo stile del gruppo e RON WOOD al basso era davvero scarso (d’altra parte lo era anche con la chitarra); basti ascoltare SWEET LITTLE ANGEL nel materiale bonus di BECK OLA: il lavoro del basso è sconclusionato, mal si prende con la batteria, corrompendo la prova d’insieme. Anche TRUTH non ne è immune: l’album è splendido, ma la sezione ritmica non è all’altezza. E’ vero però che con TONY NEWMAN le cose sembrarono migliorare un po’.

TRUTH book  023

Molti riferimenti agli YARDBIRDS, ai LED ZEPPELIN, a JIMMY PAGE, a JOHN PAUL JONES a PETER GRANT e ai gustosi aneddoti della musica ROCK: JB che va a a fare le audizioni per sostituire MICK TAYLOR nei ROLLING STONES e che se va dicendo “chiamatemi quando avrete trovato una vera sezione ritmica”, BECK che liquida in maniera spavalda il secondo album di HENDRIX e il secondo dei CREAM, l’aver voluto a tutti costi il pianista NICKY HOPKINS nel gruppo per poi accorgersi che quest’ultimo aveva la mentalità da session man e che dunque mal si amalgamava con il groove della vita on the road e on stage; AL KOOPER che va a vedere il JEFF BECK GROUP e che se ne va dopo tre pezzi disgustato dall’approccio musicalmente poco professionale del gruppo. Una vera e propria storia Rock insomma, quel Rock su cui le donne e gli uomini di blues di questo blog tanto sospirano.

Il libro è in inglese.

PS: thank you Picca

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4 Risposte to “Dave Thompson “TRUTH…Rod Stewart, Ron Wood and the Jeff Beck group” (Cherry Red Books 2006 – £14,99) – TTTT”

  1. mikebravo 20/10/2014 a 15:41 #

    Gli ultimi yardbirds ed il primo jeff beck group hanno diversi punti in comune.
    Stesso produttore, mickie most.
    Stesso menager, peter grant.
    Grossi danni most li provoca ai gallinacci seguendo la strada della
    produzione di singoli di facile presa che porta allo scioglimento del gruppo.
    Guida al successo jeff beck con un singolo ” hi ho silver lining ” che lo
    imbarazzera’ vita natural durante ma che restera’ il suo brano piu’
    famoso tornando in classifica in tempi diversi.
    I primi led zeppelin ed il primo jeff beck group hanno in comune ancora di piu’.
    2 grandissime chitarre soliste.
    2 grandi cantanti.
    2 grandissimi album di debutto.
    Lo stesso menager.
    Beck é in anticipo su Page, ma é addirittura il secondo a trarne profitto.
    Ascolta truth e vede il J B G on tour negli usa.
    Beck é genio e sregolatezza dai tempi degli yardbirds.
    Page é lucidissimo, produttore di se’ stesso e privo di scrupoli.
    Sa quello che vuole.
    E la sua chitarra uccide.

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  2. mikebravo 22/10/2014 a 08:03 #

    Ho visto di recente qualche video dei concerti di jeff beck e brian wilson.
    Vedere il chitarrista in mezzo ad una vera e propria orchestra arpeggiare
    degli accordi sulle note di surf’s up, preceduto magari da gorgheggi vocali
    e sviolinate mi ha lasciato perplesso.
    Probabilmente convivere con la pazzia geniale di brian wilson dev’essere
    costato molto a livello psico -fisico a jeff.
    Ha definito piu’ tardi l’esperienza un piccolo incubo e c’è da credergli.
    Del resto jeff é attirato da sempre da suoni di chitarra stile ’50 o primi ’60
    e cosi’ ha pagato il dazio.
    Le figlie di wilson hanno preso subito le difese del padre.
    Un tempo cantanti e carine, vederle adesso fa pensare alle diete americane
    ipercaloriche.
    Viene da pensare che i disturbi di cui ha sofferto quest’estate beck siano
    i postumi della convivenza con la follia di brian wilson.
    Uno che per anni ha vissuto in solitudine ed é riuscito a devolvere i suoi
    diritti musicali allo psicoterapeuta di fiducia.

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  3. mikebravo 18/04/2015 a 21:38 #

    Nell’autobiografia di ronnie wood il chitarrista dice di beck che apri’ la
    strada a hendrix.
    Wood afferma che i primi concerti con jeff beck furono a 2 chitarre ma
    soffrendo beck del dualismo, lui passo’ al basso.
    Parla del loro menager, peter grant, come uno che non li trattava bene.
    MA E’ SORPRENDENTE quando afferma che all’inizio grant gli aveva
    offerto la chitarra solista nei NEW YARDBIRDS.
    AVEVO INCONTRATO ALCUNI DI LORO NEL SUO UFFICIO
    COMPRESO QUEL GREZZO DI BONHAM CHE MI SEMBRO’
    UN CONTADINO,JONES E L’INNOCUO PLANT e quindi dissi a grant
    NO STO BENE DOVE SONO grant insistette PRESI IN CONSIDERAZIONE
    LA PROPOSTA PER DUE SECONDI poi ripetei NON SE NE PARLA
    Grant trattava bene solo beck.
    Grant un giorno lo caccia.
    Ronnie wood viene chiamato da kenny pickett dei CREATION che
    avevano perso il solista.
    Ronnie prende il posto che era di EDDIE PHILLIPS e come eddie
    suona la chitarra con l’archetto.
    il gruppo dura poco e grant richiama wood nel jeff beck group
    pagandolo bene.
    Continua ad accusare grant di tirchieria perché non avevano se
    non un roadie.
    All’epoca del quinto tour in america con jeff, stanco di grant e di beck,
    lega con gli small faces ed attende la fine del jeff beck group che
    si scioglie 2 settimane prima di woodstock dov’era in scaletta.

    Commento personale : anche wood nonostante il successo coi
    rolling stones, nell’autobiografia si impegna non poco a sminuire
    i led zeppelin.

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  4. mikebravo 30/04/2016 a 06:41 #

    Questo libro di Thompson é veramente un libro eccezionale.
    Riempe i buchi neri che avevo su beck e svela passaggi
    appassionanti sulla carriera di un musicista che ha buttato
    alle ortiche gruppi come yardbirds e jeff beck group.
    Quando antonioni ripiego’ su di lui per il film blow-up nella
    figura di uno sfascia-chitarre, non sapeva di certo di aver
    scelto il chitarrista piu’ dotato del rock inglese ma anche il
    piu’ scostante, esaurito e mutevole axe-man dello strumento.
    Nei momenti di svolta della sua carriera ha sempre mollato
    per presunti esaurimenti psico-fisici od amori transoceanici.

    Alla fine il suo carattere di merda l’ha tenuto lontano dal
    grande successo ma gli consentito di arrivare ai 70 anni
    ancora in pieno possesso dello strumento.

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