ROCK AND ROLL HALL OF SHAME di Paolo Barone e Tim Tirelli

15 Gen

A fine anno (2014) POLBI mi ha mandato questa sua riflessione sulla ROCK AND ROLL HALL OF FAME, spronandomi ad aggiungere il mio pensiero. Lo faccio solo oggi e mi scuso col Michigan Boy, ma un po’ il tempo e un po’ l’incazzatura mi hanno fatto ritardare il mio intervento; incazzatura perché l’istituzione di cui stiamo parlando è ormai diventata piuttosto ridicola. Lo spirito iniziale impresso dal grande AHMET ERTEGUN ormai si è perso, e se il dover fare i conti con fattori esterni all’importanza musicale e al relativo impatto degli artisti sul mondo della musica ci può stare, viviamo in una società fatta così ed è comprensibile (ma non giusto naturalmente) arrivare a compromessi, si ha la sensazione che molti nomi di grandissimo peso siano tenuti fuori da gusti personali di chi ora guida la RARHOF (vedi il direttore della rivista ROLLING STONE, magazine che su questo blog non rispettiamo, malgrado GIANCARLO TROMBETTI abbia le sue ragioni nel difenderlo).

Ecco quindi il punto di vista di POLBI e di seguito il mio. 

Rock And Roll Hall Of Fame

Rock And Roll Hall Of Fame

PAOLO BARONE

A noi in Italia della Rock and Roll Hall of Fame non ce ne importa poi molto.

Qui invece e’ una cosa molto sentita e discussa, sia il vastissimo pubblico del classic rock da radio, che le piccole comunita’ dei veri appassionati, quando arriva questo periodo dell’anno sono e siamo tutti un po’ presi da questa controversa istituzione americana. In genere la discussione si sviluppa in questo modo: Fase uno – Hai visto chi hanno fatto entrare nella Hall of Fame quest’anno?! (accompagnata da un moto di sdegno e disapprovazione); Fase due – Ma come si puo’ chiudere una cosa come il Rock in un museo, ma dai…; Fase tre – Lista di tutti quelli che sono stati inclusi e non lo meriterebbero; Fase quattro – Partono le liste personali dei grandi assenti…

Ci passiamo tutti in questo dibattito, c’e’ poco da fare, su internet, nei negozi di dischi, al bar, a casa di amici, ai concerti, prima o poi la cosa salta fuori!

Fondata dal grande Ahmet Ertegun, per quanto possiamo dire che sia profondamente in contrasto con lo spirito ribelle originale della musica Rock, con il passare del tempo e lo storicizzarsi degli avvenimenti e dei protagonisti, la Hall of Fame di Cleveland e’ diventata un qualcosa con cui in qualche modo bisogna fare i conti.

Tutti i musicisti, anche se non lo ammettono apertamente, sognano di entrarci. Anche quelli che apparentemente dovrebbero essere lontani da certe logiche, in fin dei conti se la fanno sotto dalla voglia di esserci. Che io sappia l’unico ad aver rifiutato l’onore di farne parte e’ stato Johnny (Lydon) Rotten dei Sex Pistols, il quale li ha mandati tutti a cacare dicendo che era una vetrina per vecchie glorie in pensione…Un po’ paraculo e un po’ sincero, ha raccolto (ancora una volta) per un attimo lo spirito di tutti i perdenti del Rock. Ma poi il momento di riscatto e’ passato e il circo della Hall of Fame e’ ripartito. E cosi anche quest’ anno siamo tutti qui a fare le nostre profondissime e articolate riflessioni…per cui, ecco a voi…

I PRIMI QUINDICI SCANDALOSAMENTE ASSENTI DALLA ROCK AND ROLL HALL OF FAME (secondo Paolo Barone)

1 – MC5 – Dico io, ma come cazzo si fa a concepire una cosa del genere?!? Un esclusione cosi grave e cosi palesemente politica, da lasciare senza parole e andare tutti in corteo a Cleveland a occupare la Hall of Fame sulle note di Kick out the Jams…

2 – NEW YORK DOLLS – C’e’ bisogno di dire altro?! Una Rock and Roll Hall of Fame con dentro, tanto per dire, James Taylor, e senza le bambole?!? Mah!

3 – KING CRIMSON – Ok, il prog a voi americani non piace, o meglio, proprio non avete gli strumenti culturali per capirlo, va bene ci posso pure stare. EL&P, Yes, PFM, Van der Graaf, Caravan… Fate troppa fatica… Ma almeno i King Crimson…eddai!!!

4 – FREE – Chiunque appassionato di Rock, che abbia le orecchie connesse con il cuore non puo’ non capire il valore assoluto e indelebile della band di Kossoff.

5 – HAWKWIND – Hanno semplicemente inventato lo space rock, con ripercussioni nel tempo su generi e stili diversissimi, dalla Tecno al Metal, passando per ogni possibile deriva psichedelica. Ve le devo dire io queste cose signori di Cleveland?!

6 – JOHNNY WINTER – Rock and Roll Hall of Fame senza il chitarrista albino?!? Andate affanculo va’!

7 – DUANE ALLMAN – Probabilmente dopo Hendrix il chitarrista americano piu’ importante di sempre e con tantissime collaborazioni favolose oltre gli Allman Brothers. Un parziale esclusione da riparare al piu’ presto.

8 – THE CURE – Icona internazionale, creatori di un suono unico che ha attraversato e rappresentato diverse generazioni, ispiratore di un intera estetica pop. Certo, se l’americano bigotto della Bible belt li vede si tocca le palle…ma vota lui nella Hall of Fame?!

9 – BLUE CHEER – Assurdamente non avete incluso i Deep Purple e il perche’si puo’ intuire, forse sono troppo “ British Hard rock” per voi… Avete paura di Lemmy, personaggio ingestibile in queste situazioni? E allora almeno i Blue Cheer, inventori dell’ Hard & Heavy li vogliamo accogliere? No, brutti sporchi e cattivi, vi rovinano la vetrina.

10 – BIG STAR – Il gioiello piu’ bello e malinconico del pop rock. La band di Chilton e Bell e’ una delle piu’ importanti e dichiarate fonti di ispirazione per alcuni degli artisti presenti nella Hall of Fame. Ne e’ rimasto vivo uno solo, il buon Jody Stephens, li inseriamo ora o no?!

11 – CAN – Il Rock non e’ stato un fenomeno solo racchiuso fra USA e UK, e la Germania ne ha partorito una delle forme piu’ avventurose e particolari. Dare un posto ai CAN (o anche a Kraftwerk, Ash Ra Temple, Popol Vuh…) e’ un apertura di orizzonti necessaria per dare un respiro internazionale alla storia di questa musica.

12 – TIM BUCKLEY – Lui insieme a Capitan Beefheart, Robert Wyatt, Syd Barrett e altri hanno creato un universo di individualita’ aliene, che nel cuore degli appassionati di Rock in tutto il pianeta ha spalancato spazi di inesplorate bellezze. Almeno Tim, forse il piu’ popolare del mazzo…Almeno lui dico…

13 – PAMELA DES BARRES – La groupie piu’ famosa del mondo deve, e sottolineo deve, entrare in questa Hall of Fame. Secondo me rappresenta un po’ tutti noi fan sparsi nel mondo e nel tempo, che in un modo o nell’altro abbiamo lasciato un bel pezzo di vita e amore in questa musica. E poi, lei e tutte le altre, quante canzoni memorabili hanno fatto nascere ?! Quanti cuori rock hanno spezzato e curato?! Che rock and roll sarebbe senza di loro?!

14 – LESTER BANGS – (o Nick Kent, Cameron Crowe, Lenny Kaye, Riccardo Bertoncelli, i “nostri” Riva & Trombetti…) Fondamentale il contributo dato da questi e altri scrittori alla costruzione di quel mondo culturale che chiamiamo rock. Hanno scritto pezzi memorabili, spesso piu’ belli delle musiche che raccontavano, e’ impossibile non rappresentare il giornalismo musicale in questo contesto. Bangs e’ stato il giornalista rock and roll piu’ originale, scomodo, e spiazzante di tutti i tempi. Non necessariamente dobbiamo ritrovarci nei suoi gusti musicali, ma il suo talento di scrittore, il suo lavoro e la sua passione “totale” restano come un monumento definitivo a questa musica e a tutto quello che puo’ significare.

15 – JOHN PEEL – Anche lui a rappresentare una categoria, in questo caso quella dei DJ indipendenti e visionari che negli anni sessanta e settanta hanno dato spazio e voce a innumerevoli band emergenti e non, senza seguire le direttive commerciali delle case discografiche, reinventando il ruolo della radio e relazionandosi direttamente con gli ascoltatori. Mi sa che il motivo per cui non lo hanno ancora inserito e’ proprio questo.

Ok, questa e’ una lista personale e parzialissima, ma secondo me questi nomi non si puo’ non inserirli dai, evvabbe’ gli Abba (piacciono anche a me, ma rock?!?) I Beegees….I Greenday…..Earth wind and fire…Ma a tutto c’e’ un limite, Ahmet che sei nei cieli!! Forse e’ ora di andarci di persona a Cleveland alla Rock and Roll Hall of Fame e mettere le cose a posto…quasi quasi…

Paolo Barone ©2014

rock-hall-night-bluejpg

TIM TIRELLI

La lista vergognosa dei nomi non inclusi finisce inevitabilmente per essere, come già ha detto Polbi, “parzialissima”, questo perché tu puoi anche partire con le migliori intenzioni, cercando di essere obbiettivo e di citare solo i nomi pesanti assenti che piacciono a te, ma poi vedendo l’assurda inclusione di certi artisti, ti chiedi “ma allora perché non JOHN MILES, i FIRM, gli XYZ?”

I PRIMI NOMI CHE MI VENGONO IN MENTE SCANDALOSAMENTE ASSENTI DALLA ROCK AND ROLL HALL OF FAME (secondo Tim Tirelli)

1) EMERSON LAKE AND PALMER – Dico io, ma si può? Una delle quattro più grandi band di prog Rock (per me la più grande) esclusa, roba da matti. E dire che gli ELP hanno messo a ferro e fuoco gli States varie volte (specialmente nei tour 1973/74 e 1977/78), hanno inciso per la ATLANTIC Records e soprattutto, soprattutto porca miseria, hanno pubblicato album di musica Rock profonda e  s e n s a z i o n a l e! Certo, non piaceranno a quei fighetti da rock americano che hanno adesso in mano le redini della RARHOF, negli anni ottanta non avranno avuto il successo commerciale dei GENESIS grazie ad una manciata di buoni pop hits, ma eccheccazzo!

2) JOHNNY WINTER – No, fatemi capire, JOHNNY WINTER non c’è? Uno dei grandissimi chitarristi americani, uno che è stato nocchiero della grande barca del blues del nuovo mondo, uno che che ha passato un lustro nel calde acque del Rock per poi far ritorno nelle paludi del blues.  Cioè, C’è GRAND MASTER FLASH e non c’è JOHN DAWSON WINTER III?

3) FREE – Magari il gruppo di RODGERS-FRASER-KOSSOFF-KIRKE non ha fatto il botto, non ha raggiunto le vette dei LZ, ma è innegabile che sia una bona fide band, un band che incarna una delle rappresentazioni più oneste, candide e sincere della musica Rock. Loro no, i BEASTIE BOYS sì!

4) LITTLE FEAT – Stesso discorso fatto per i FREE. C’è una band americana con un coefficiente più squisitamente Rock di loro? Ne dubito. LOWELL GEORGE non è una figura leggendaria per la musica americana? Certo, non hanno avuto l’impatto visivo e commerciale di AEROSMITH e VAN HALEN, ma quanta legacy americana c’è nella musica dei LITTLE FEAT! Loro no e i RUSH, E STREET BAND sì, ad esempio.

5) YES – Per loro il discorso è simile a quello degli ELP. Giganti di quello che oggi viene chiamato Rock progressivo, ATLANTIC Records recording artists, creatori di alcuni album memorabili. Roba da non credere, perchè THE YES ALBUM, FRAGILE e CLOSE TO THE EDGE non devono avere la stessa valenza di certi dischi di SPRINGSTEEN e DYLAN?

6) MOTT THE HOOPLE – Una cult band con un senso Rock profondissimo. Loro no, i REM sì.

7) DEEP PURPLE – Non ci sono i DEEP? Non sono uno dei gruppi Hard Rock più importanti di sempre? Loro no, i BLACK SABBATH, i KISS e gli HEART sì.

… poi ci sono i nomi a noi cari che effettivamente possono anche non avere un posto in prima fila nella storia del Rock, ma mi sembra strano vedere nomi come RUN DMC, MADONNA, o anche GREEM DAY e BONNIE RAITT e non BAD COMPANY e UFO ad esempio…

Mah, meglio lasciar perdere.

Tim Tirelli ©2015

 

 

24 Risposte to “ROCK AND ROLL HALL OF SHAME di Paolo Barone e Tim Tirelli”

  1. saurafumi 15/01/2015 a 11:16 #

    Perfettamente d’accordo. Per quanto mi riguarda, penso agli Yes. Quindi meglio non pensarci, altrimenti mi si scaravoltano le budella dal nervoso…

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  2. picca 15/01/2015 a 11:39 #

    Le Halls Of Fame mi fanno cagare, dal rock al basket o al volley. Mi chiedo perché gli artisti partecipino, è come dire a uno che è già morto ‘grazie, arrivederci e riposi in pace’. Dovrebbero, al massimo, onorare soltanto i defunti. Immagino che ci sia un bel bisnes attorno anche se non colgo quale, dal punto di vista televisivo non è granché seguita, i DVD prodotti fanno pietà, le jams a fine show sono orripilanti…Gli unici momenti divertenti sono quelli davvero imbarazzanti, dove i rockers danno il peggio di se’ e si ripropongono vecchie faide da coltello (Fogerty che snobba gli altri Creedence, Debbie Harry che rifiuta sul palco la richiesta di due ex membri di jammare e soprattutto il folle e scombinato discorso di Mike Love dei Beach Boys da Youtubare ogni settimana tanto è giù di melone). E’ il Festivalbara del Rock, con Jann Wenner che fa il bello e il cattivo tempo. Cenano, si vestono come dei deficienti (il rocker vestito ‘da sera’ è sempre un disastro), improvvisano una jam alla carlona e tornano a casa dopo aver massacrato qualche classico. Personalmente credo che ‘non esserci’ sia un grande onore, come succede nel caso dei miei due Personal Jesuses Little Feat e Warren Zevon.

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  3. mikebravo 15/01/2015 a 12:29 #

    Tranne qualche caso l’entrata nella halls of fame è regolata dal numero
    di dischi venduti.
    E basta leggere la classifica dei dischi piu’ venduti di ogni tempo per
    rendersene conto.
    Gruppi del cavolo o cantanti che non si reggono hanno LP con oltre 40
    milioni di copie vendute.
    Ed é soprattutto il mercato americano a decretare i grossi numeri di vendita.
    E la halls of fame é americana.
    Gruppi anarcoidi di talento come MC5 non vi entreranno.
    Winter purtroppo entrera’ ad memoriam.

    Gli Iron Butterfly, che hanno venduto 25 milioni di copie di inagaddadavida
    ci sono ?

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  4. lucatod 15/01/2015 a 12:43 #

    Interessante riflessione , ovviamente sono d’accordo con entrambi riguardo i nomi esclusi che avrebbero dovuto includere da vent’anni a questa parte .

    Personalmente trovo questo evento abbastanza inutile . Ad ogni modo anche se artisticamente vuoto , ha dato modo di rivedere assieme ex componenti di storiche band nuovamente sullo stesso palco . Certo , quello che aleggia la maggior parte delle volte è un mix di commenti imbarazzanti (Mike Love) e tanto risentimento o feroce ironia (Paul Simon ai danni del suo storico compagno , ma anche il fastidiosissimo Plant) , seguito da session non certo memorabili . Non tutte ovviamente . Alcuni , tra i quali , i CREAM , gli Eagles al gran completo e i Police pre-reunion , non erano certo da buttare .
    A me sarebbe piaciuto , più che altro per curiosità , vedere i tre ex Beatles on stage .
    Riguardo gli assenti , lo avete scritto anche voi , credo sia dovuto perlopiù è al diffuso pensiero “rolling stone” che a me non è mai garbato , anzi .

    Tutto sommato , ha fatto bene John Lydon , non so se a livello finanziario possa giovare loro qualcosa , ma alla fine trattasi di una specie di cerimonia funebre del rock , con il solo scopo di creare un po di gossip e intrattenimento attorno ai ricchissimi mecenati del rock .

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  5. mikebravo 15/01/2015 a 14:01 #

    Sono andato a leggermi la sequela dei nomi degli artisti incoronati.
    Il prog non é stato considerato per nulla.
    Forse perché il prog é prettamente inglese ?
    D’altro canto devo prendere atto che michael jackson, mariah carey e
    i backstreet boys, nonostante le enormi vendite ( hanno diversi LP oltre
    i 40 milioni di copie vendute ) non ci sono per fortuna.
    Ho visto i clash, sex pistols e stooges.

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  6. Francesco Boccia 15/01/2015 a 15:23 #

    Oltre ai “miei” amati Scorpions, che comunque di dischi in America ne hanno venduti abbastanza, mancano anche altri gruppi che hanno venduto davvero tanto, per esempio i Def Leppard e gli Iron Maiden.

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  7. Francesco Boccia 15/01/2015 a 16:33 #

    Accidenti, mi sono accorto, solo ora, di una mancanza veramente imperdonabile: i Blue Öyster Cult.

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    • timtirelli 15/01/2015 a 22:20 #

      Giusto Francesco, i BOC, cazzo!

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      • Lorenzo Stefani 17/01/2015 a 22:51 #

        Quando sento parlare di BÖC mi risveglio dal letargo: Eric Bloom e Buck Dharma non sfigurerebbero per nulla nella Hall of Shame (mentre purtroppo li vedo un po’ decaduti a frequentare certe crociere Classic Rock, peraltro bazzicate anche dalla sacra PFM, nella variante per croceristi prog) e neppure Dave Coverdale con i suoi Whitesnake, con l’unica difficoltà di riuscire ad invitare i tanti compari che nel corso degli anni lo hanno affiancato; se hanno fatto entrare i Green Day, a maggior ragione ostrica blu e serpente bianco dovrebbero essere lí.

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  8. alexdoc 15/01/2015 a 18:40 #

    Non gli ho mai dato molto significato, a partire da quando per l’ammissione dei Van Halen suonarono Sammy Hagar, Michael Anthony e tre passanti presi a caso. Non è vero che il criterio è solo la quantità di dischi venduti, altrimenti Hall & Oates e Kiss (i primi li amo, i secondi no) non avrebbero dovuto aspettare 40 anni di carriera per entrare a farne parte. Ma ce l’hanno fatta forse in quanto americani, mentre istituzioni come Deep Purple, Free e Iron Maiden, presenze per me d’obbligo oltre ogni “parzialissima” lista dei preferiti di ognuno di noi, devono aspettare in eterno e pagare la “colpa” di essere britannicissimi. In compenso ai Nirvana spetta un inaudito record di velocità, 25 anni dal primo album che all’epoca non comprò nessuno. Con l’apertura a entità come pop, black music, dance e hip-hop (e anche qui appaiono nomi meritevoli come Earth Wind & Fire e altri oggettivamente molto meno anche per gli appassionati dei vari settori) avrebbero dovuto cambiare il nome della rassegna, capisco che per molti “Rock & Roll” è termine generico omnicomprensivo per indicare la musica leggera contemporanea, ma in realtà “Pop Rock” sarebbe molto più calzante e adeguato.

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  9. timtirelli 15/01/2015 a 22:26 #

    E’ vero anche per me Alex, se la chiami ROCK AND ROLL HALL OF FAME, un certo criterio devi averlo. D’accordo usare il termine in senso lato, ROBERT JOHNSON, LED ZEP, CLASH, FLEETWOOD MAC, HALL & OATES etc etc, ma poi ad un certo punto bisognerà devi fermarti…non ci può stare gente come madonna, grand master flash e schifezze simili…

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  10. Tom 15/01/2015 a 23:37 #

    Visto l’elenco degli Eletti – in certi casi un onore esserne esclusi come per i Free ed i Jethro Tull (65 milioni di dischi venduti) – non vedo tra i bluesmen neri Howlin’ Wolf, Little Walter, Sonny Boy Williamson II°, etc.etc… mentre nel rock non vedo Dire Straits (120 milioni di dischi venduti), Joe Cocker…..ma forse è solo una delle tante infantili americanate…meglio dormirci su…good night….Tom

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  11. bodhran 16/01/2015 a 09:06 #

    Concordo con Tom, sono “americanate”, un po’ come gli Oscar, in primis molto legate al mercato USA, poi certo, leggi che tizio ha vinto, speculi su perchè caio non abbia vinto e ti domandi anche perchè sempronio non vinca mai. Dopo di che è roba che a parer mio vale quel che vale, poco. Una cosa è l’arte, altra cosa il mercato, altra cosa ancora premi, onorificenze e simili.

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  12. mikebravo 16/01/2015 a 18:56 #

    I deep purple meriterebbero di esserci, chiaramente.
    Ma quando penso a blackmore, al suo pessimo carattere, a come ha
    trattato i musicisti che hanno suonato con lui, a come ha trattato i fans
    ( me compreso ) in molte occasioni, a come si è ridotto penso per
    amore di una donna, ritengo che il calzamagliato menestrello medievaliz-
    zatosi meriti di restare fuori.

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  13. massimo 1 17/01/2015 a 12:27 #

    Se non vi interessa perche’ ne parlate?
    La lista degli insigniti e’ larghissima, cani e porci no?
    Ho sempre adorato i Purple e i King Crimson, pensate che Blackmore o Fripp soffrano di questa mancanza?
    E i Grammy Awards allora con tutta quella celebrata monnezza?
    Ma checcefrega!!

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  14. timtirelli 17/01/2015 a 17:06 #

    Beh Massimo 1, su questo blog facciamo considerazioni musicali, se dobbiamo parlare solo di quello che ci piace e che ci convince (e mi sembra che lo si faccia già abbastanza) la faccenda diventerebbe sterile; credo sia importante anche essere liberi di criticare e dire la nostra su cose che ci riguardano ma di cui non condividiamo la gestione…perchè se no allora chiudiamo il blog e siamo a posto.

    E comunque, a meno che tu non sia uno come Johnny Lydon, va là che ti tira il culo se non sei nella R’N’R Hall Of Fame e se fai parte di una rock band storica.

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  15. Paolo Barone 18/01/2015 a 19:32 #

    Concordo in pieno con quanto scritto da Tim, e in più direi anche che parlare di queste cose , leggere cosa ne pensano gli altri e ragionarci un po’ su tutti insieme sparando pure quattro cazzate e’…Divertente!! O no?!

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  16. massimo 1 19/01/2015 a 16:43 #

    Veramente credevo di aver risposto a Tim ma non vedo la mia replica.
    Siamo in democrazia e ognuno dice la sua, spero anche in questo blog.
    E non mi prendo di sicuro troppo sul serio in certi dibattiti pur rispettando il parere di tutti e dicendo la mia, anche se Tirelli continua a ribadirmi il contenuto e la filosofia del blog.
    Non mi sembra con questo di censurare nulla, chi sono io per farlo!!

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  17. Giancarlo T. 12/02/2015 a 13:12 #

    Ciao Tim e Paolo…leggervi è sempre un divertimento. Perché se scrivere di musica è troppo spesso superfluo, scrivere raccontando e riflettendo è cosa da pochi…Un giorno apriremo un dibattito sulla valenza (o meno) del Rolling Stone, quello vero non la nostra copia sbiadita, ma vorrei permettermi di dire la mia su Bangs, spesso citato ma mai realmente letto. Non parlo di voi, ovviamente…
    Se diamo per corretto l’assunto di Zappa per cui “Scrivere di musica è come danzare di architettura”, Bangs è un vero, unico, stellare genio. Fortunato. Perché solo lui è riuscito a dire cose cattivissime senza giustificarle se non con il proprio personalissimo gusto…e vedersele pubblicate. Bangs ha massacrato chiunque e comunque esprimendo opinioni al limite della decenza e del buon gusto. Geniale, ironico e con una grande dimestichezza della lingua scritta. Uno scrittore, non un giornalista musicale.
    Se invece decidessimo di ottenere da uno scrittore qualcosa di più, di capire e di farsi indirizzare…beh allora Bangs non serve a un beneamato cazzo. Isterico e dozzinale, volgare e cattivo, non ha mai non suggerito, ma nemmeno indirizzato nessuno con le sue recensioni. Basate sull’istinto soggettivo e sull’umore del momento.
    Ho letto Bangs come si può leggere Bukowski e me lo sono goduto. L’ho letto come desiderio di farmi aiutare e l’ho giudicato peggiore dell’ultimo dei ragazzini presuntuosi che insozzano le pagine su web o su carta di una qualsiasi rivista. Non molto tempo fa pubblicai e raccolsi su Outsider….a proposito, mi piacerebbe che se ne parlasse un poco in questo posto che giudico importante, dato che ha chiuso e sta facendo crowdfounding…. una serie di scritti di Bangs. Sarebbe bello pubblicarli e discuterne. Utile, soprattutto.

    Una cosa su cui pensare, direi, visto che davvero molti – io che sono malizioso dico quasi tutti – lo nominano senza conoscerlo.
    Le Hall of fame ? Per giudicarle basti dire che Zappa venne introdotto da…Lou Reed. Ed ho detto tutto. :)

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    • Lorenzo Stefani 12/02/2015 a 19:28 #

      Caro Giancarlo, è davvero un gran peccato che Outsider non sia più disponibile, ci stavo prendendo davvero gusto a leggerlo. Dunque questo crowfunding è partito il 9 febbraio e durerà 2 mesi; come funziona la cosa, tanto per capire meglio? Ciao

      Mi piace

    • Tom 13/02/2015 a 09:47 #

      OUTSIDER per me vale moltissimo, sarebbe una brutta perdita, spero – male che vada – prosegua on line come già fa IL BLUES di Marino Grandi a Milano, anche solo ogni 3-4 mesi, sarebbe già qualcosa…Auguri, Tom

      Mi piace

  18. Giancarlo T. 16/02/2015 a 12:28 #

    Vedo di spiegare velocemente come funziona un crowdfunding. Esistono agenzie specializzate che “prendono in carico” la tua richiesta. Ti chiedono una spiegazione alla raccolta, ti fanno girare un clip, ti mettono a disposizione uno spazio…e lasciano che sia tu a gestire la cosa, essendo loro i garanti dell’operazione. Se l’obbiettivo minimo viene raggiunto, bene; in caso contrario il denaro viene restituito (o non raccolto, non mi è ben chiaro). In cambio prendono una percentuale. Il cui importo vi dirò a raccolta terminata. Per partecipare basta entrare nella pagina e scegliere il genere di fondo che si vuole destinare. Sostanzialmente vengono offerte diverse modalità di “scambio”, tutte basate, grosso modo, sulle modalità di abbonamento. E’ molto facile leggere e capire visitando lo spazio. Molti troll scatenati da un paio di fessi convinti di aver avuto passati danneggiamenti da Max, cercano al momento – non ho idea se riuscendoci o meno – di deviare non solo l’attenzione, ma di sputtanare l’operazione.
    Difficilissima da portare in porto, peraltro.
    Perché non dedicarsi al solo spazio on line ? Per un paio di motivi, parere mio, ovviamente. In primo luogo perché nonostante si viva il secolo 2.0 il target adulto che noi ricerchiamo…una volta si diceva “vecchi rincoglioniti” ma dicono che non sia carino… è ancora estremamente legato al supporto cartaceo. Io per primo, leggo il giornale in pdf ma poi ho bisogno della copia su carta per “capire” come sia venuto fuori….e, no, lo ammetto : mi rifiuto di leggere i libri su quelle macchinette digitali del cazzo. Il libro me lo sfoglio e poi lo metto in biblioteca.
    Il secondo motivo è psicologico. Sul web tutto DEVE essere gratuito. Se ti faccio pagare per accedere a uno spazio, tu te ne vai da un’altra parte. E’ concetto di libertà assoluta scatenato da certi geni che hanno, volontariamente o meno, dato inizio alla valanga che sta seppellendo la musica. Parlo del formato mp3, scaricabile, trasferibile, gratuito, privo di qualsivoglia diritto. Le generazioni del web non hanno mai formato, né lo formeranno mai, il concetto di “proprietà” intellettuale….un po’ come quelli di cui sopra non hanno sviluppato il concetto di offesa e querela. Pare che qua dove siamo adesso ci si trovi su di un pianeta dove tutto è permesso: dal furto all’offesa. E chi non si adegua non ha capito un cazzo.

    Per cui rubare un cd in un negozio è furto; scaricartelo da un sito è naturale. Dare dello stronzo in un bar a un tizio come minimo ti fa guadagnare una carica di legnate; farlo sul web è libertà di espressione. E pare che nessuno riesca a sottostare a un minimo di legalità. Anzi.

    Tornando ad Outsider, si, forse – forse – potremmo continuare a venderlo su un suo sito on line, lasciando uno spazio accessibile ed uno a pagamento. Forse proveremo. Per ora stiamo cercando di trovare il modo di farlo sopravvivere alla vecchia maniera, su carta.

    Grazie dello spazio e della pazienza.

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  19. giannino 21/09/2015 a 16:54 #

    Rory Gallagher come al solito non è stato cagato nemmeno di striscio, peccato perchè con una stratocaster per le mani lui era “Dio” ben più di Clapton. I Motorhead per attitudine sono più rock’n’roll di tutti gli altri messi insieme, ma nella hall of fame non ci sono… però vi è Donna Summer (ehh???). Per loro (gli ammaricani) i deep purple sarebbero una “one hit band” che avrebbe fatto solo smoke on the water e basta. Si può essere così tanto ignoranti da non conoscere pezzi storici del rock come Highway Star, Burn, Black Night, Fireball, Child in Time, Perfect Stranger…? Poi vabbè, l’assenza dei Blue Cheer che hanno fatto heavy metal prima di tutti, prima dei led zeppelin. E i Roxy Music? Quando poi vedo che c’è Madonna e mancano i King Crimson… vabbè dai, a sto punto meglio non esserci in una tale porcata dai. Secondo me vista la situazione è meglio che i gruppi che stanno fuori restino fuori, perché è ben più edificante non esserci.

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  20. giannino 21/09/2015 a 17:10 #

    ah… dimenticavo, la NWOBHM è stata saltata completamente. Iron Maiden, Saxon, Diamond Head, Judas Priest… tutti dimenticati. La cosa migliore l’hanno fatta i Sex Pistols.

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