Addio a CHRIS SQUIRE

29 Giu

Pigro pomeriggio di domenica di fine giugno, dalle finestre l’estate ormai sbocciata, in casa la penombra rende piacevole il sorseggiare una bibita fredda. Davanti al computer controllo cosa sta succedendo nel mondo. Un post su Facebook di un mio amico scozzese mi getta all’improvviso nello sconforto: è morto CHRIS SQUIRE, il bassista degli YES. Saura sta riposando di là, non posso fare altre che svegliarla e darle la brutta notizia. Siamo entrambi scossi. Da quaranta giorni ormai si sapeva che SQUIRE aveva la leucemia, i primi riscontri dicevano che stava rispondendo bene alle cure, ma la malattia in questione è terribile, non ci si poteva fare grandi illusioni, tuttavia non si è mai preparati a certe cose. Quando uno dei grandi musicisti Rock se ne va, non puoi che fare un primo resoconto di come e quanto la sua musica abbia cadenzato la tua vita. Il basso e la musica di SQUIRE mi arrivarono negli anni settanta, con la cassetta di THE YES ALBUM, terzo disco della band e, al di là dei gusti personali, uno dei top five prog album di tutti i tempi, nonché uno degli album più belli della musica Rock. Ero un ragazzino, non potevo che restare ammaliato dalla ricchezza e dalla profondità di quella musica cosmica, più grande di me, inarrivabile. Il nome CHRIS SQUIRE poi giganteggiava continuamente in tutti i Referendum dei lettori del MELODY MAKER, la prestigiosissima (per quegli anni) rivista inglese a cui tutti facevamo riferimento. Nella categoria bassisti era sempre lui ad arrivare primo. All’inizio del 1980 succede l’impensabile per la mente innocente di un ragazzino tutto dedito al Rock: escono dal gruppo JON ANDERSON e RICK WAKEMAN ed entrano i due BUGGLES TREVORN HORN e GEOFF DOWNES. Da quel momento gli YES terminano di interessarmi in senso stretto. L’album che segue lo faccio comunque mio e il basso di DOES IT REALLY HAPPEN? colora la mia tarda estate di quell’anno (e visto con gli occhi di oggi DRAMA è un album di tutto rispetto).

Nel 1981 SQUIRE ritorna nella mia vita: si hanno fugaci notizie di una nuova band chiamata XYZ formata da lui stesso, ALAN WHITE (batterista degli YES) e JIMMY PAGE. Il chitarrista dei LED ZEPPELIN è ai minimi storici, la morte di JOHN BONHAM ha portato allo scioglimento del suo gruppo e PAGE vaga da mesi in un torpore chimico costante, incapace di riprendere in mano la chitarra. SQUIRE è molto paziente e disponibile, e dovremmo essergli tutti riconoscenti, perché la rinascita (se mai c’è stata) di PAGE passò anche per questo progetto voluto da CHRIS. Si aggiunge anche un tastierista, PAGE sottolina l’importanza di avere un vero cantante, contatta PLANT, lo porta persino in studio, ma il biondo di Birmingham rifiuta. La musica per lui è troppo complessa e dopotutto è ancora in lutto, la perdita del suo caro amico JOHN BONHAM lo spinge verso il basso.

Negli anni ottanta gli YES in formazione di nuovo diversa tornano al successo per poi spegnersi lentamente. Negli anni novanta e negli anni duemila li snobbo, il Rock, quello che intendo io, è in confusione, e io con esso. Sul finire del decennio cambio vita e mi trasferisco alla Domus Saurea, aggiorno la mia discografia dei loro album con versioni più recenti e rimasterizzate, arricchendo il tutto di vari cofanetti. Riscopro il gruppo, passo alcuni mesi di Yessite cronica. Brani come ONWARD diventano capitoli imprescindibili della mia vita.

Saura li riscopre insieme a me e inaspettatamente ne diventa una fan in senso stretto, strettissimo. CHRIS SQUIRE e RICK WAKEMAN diventano nel breve volgere di un autunno le due figure musicali per lei più importanti, la musica del gruppo, e di SQUIRE in particolare, risuona incessantemente nelle campagne in cui vivo, riportando CHRIS al centro della mia vita. Maggio 2014, finalmente lo vedo in concerto, insieme agli YES in formazione rimaneggiata. Ne ho parlato a lungo qui sul blog, biglietti “meet and greet”, seconda fila, gadget e 15 minuti insieme a loro nel dopo concerto. Un’emozione mica da poco stringere la mano al gigante di Kingsbury.

Fin qui le sciocchezze relative al mio legame con SQUIRE, ma tolte le inutili riflessioni individualistiche che ognuno di noi sente di dover esternare cosa rimane?

Rimane il fatto che abbiamo perso probabilmente il più grande bassista Rock di ogni tempo, il pilastro di un gruppo che ha regalato alla musica Rock almeno tre album di valore assoluto (THE YES ALBUM, FRAGILE, CLOSE TO THE EDGE), un musicista completo e straordinario, un compositore di gran lignaggio. L’uomo non lo conoscevamo a sufficienza per permetterci valutazioni, ma anche dal quel punto di vista doveva essere un essere umano mica da poco.

Addio CHRIS, che il viaggio verso l’ignoto possa esserti lieve.

Chris_squire_1978

13 Risposte to “Addio a CHRIS SQUIRE”

  1. lorri 29/06/2015 a 14:26 #

    Sai Tim mi dispiace un sacco…

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  2. the best guitar in Zianigo.....maybe 29/06/2015 a 19:19 #

    … R.I.P. grandissimo Chris. Che fosse il più grande bassista del rock sarà anche vero, sicuramente il suo modo di suonare , le sue linee mi piacevano più di tutti tra i bassisti. Per esempio quando inizia la parte cantata su “Close to the edge”, chi altri si sarebbe inventato quel modo di suonare….

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  3. Pol 29/06/2015 a 22:28 #

    Bassista dotato di tecnica sopraffina, ma anche di gran gusto e fantasia. Il suono tonante, grezzo ma al tempo stesso raffinato del suo Rickenbacker mi ha sempre colpito. Non si limitava ad accompagnare la musica, ma creava melodie assolutamente indispensabili al sound e agli arrangiamenti degli Yes. Sicuramente un fuoriclasse, senza di lui gli Yes perdono un pilastro portante.
    Quella sua figura massiccia ed imponente, assieme al suo sorriso mansueto da gigante buono, mancherà tremendamente a tutti noi.
    Rest in peace, dear Chris, and thank you…

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  4. Daniele Castacane 29/06/2015 a 23:32 #

    Grandissimo bassista, tra i migliori in assoluto nel panorama rock. Dici bene sul valore di un album come DRAMA, non il loro migliore disco prog in senso stretto ma di assoluto valore in ambito rock, esempio ne sono brani come: DOES IT REALLY HAPPEN?, INTO THE LENS e TEMPUS FUGIT poi il capolavoro assoluto MACHINE MESSiAH. Le linee di basso di CHRIS SQUIRE echeggeranno per sempre nelle nostre menti rendendole immortali… Rock in peace!

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  5. mikebravo 01/07/2015 a 15:30 #

    Primi anni settanta a Badi monte.
    Una compagnia di ragazze e ragazzi sono ospiti nell’antica casa
    di pietra di Virgilio.
    Mio cugino mette sul giradischi FRAGILE e le note inondano le
    antiche stanze .
    E’ estate ma i grandi castagni secolari ci concedono una benefica ombra
    ed è bello rincorrersi nel verde.
    Un’ atmosfera da signore degli anelli e la magica musica degli YES
    che stupisce noi tutti.
    SENTI CHE BATTERIA ! ma chi è? MA DAI, E’ BRUFORD !!!
    E IL BASSO ? MA CHI E’ CHE SUONA COSI’? dai è SQUIRE !!

    RIMETTETE SU QUEL DISCO!!!! che gruppo!!!!! CHE MUSICA!!!!!!

    Il gruppo di ragazzi e ragazze passa un pomeriggio spensierato.
    ROUNDABOUT.

    TUTTO,
    LA NATURA INTORNO,
    LA MUSICA DEGLI YES,
    TUTTO,
    ERA PROMESSA DI FELICITA’.

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  6. Beppe R 05/07/2015 a 11:57 #

    Sicuramente un bassista fra i più grandi, un’icona del progressive, altrettanto sicuramente una perdita dolorosissima: figura-simbolo degli Yes e quindi di un’epoca irripetibile del rock. R.I.P.

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    • saurafumi 06/07/2015 a 13:49 #

      Sì, Beppe… è una perdita immensa… almeno per me, ma credo per tutti gli amanti, sia del prog che del rock in generale… un talento unico, autore di molti dei successi degli Yes e con una tecnica sopraffina… una mano destra così quando la si vedrà più?

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      • the best guitar in Zianigo.....maybe 09/07/2015 a 14:20 #

        … approfitto di questo spazio e del fatto che risulta che per quanto concerne gli Yes sicuramente sei un’autorità. Allora, gli Yes li conosco bene fino a Yessongs, di quello che è venuto dopo, qualche ascolto distratto e incompleto. Discutendo on-line,su un forum ci stà uno che sembra un’enciclopedia e secondo lui il loro capolavoro è “Turn of the Century” (e come album invece “90125”) .Bene io non l’avevo mai ascoltata.Dopo diversi ascolti io dico che è molto bella ,delicata ecc. ma da qui a dire che sia il loro punto più alto…forse lo è “Close to the edge” anche se devo dire che se dovessi sceglierne una dal mucchio (cosa estremamente difficile) direi “Siberian Khatru” : stupenda anche nel titolo,mai saputo cosa significa (non mi stanco mai di sentirla). Ora stò cercando di coprire queste lacune anche se penso che gli Yes abbiano detto tutto nei primi tre dischi. Fermo restando che non è per fare classifiche che lasciano il tempo che trovano, non siamo a Xfactor….ma sarei curioso di sapere che preferenze e giudizi hai al riguardo…se ti va naturalmente…

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  7. mikebravo 09/07/2015 a 16:34 #

    Beh, io non sono un esperto di yes, dico solo che 90125 non è l’album
    piu’ bello degli yes ma il piu’ venduto ( 5,6 milioni di copie ).
    FRAGILE ha 4,3 milioni di copie vendute e CLOSE 3,1.
    Leggevo oggi PROG ( january 2014 ) che comprai per l’intervista a SQUIRE
    sugli XYZ, chris concluse cosi’:
    IF JIMMY EVER DECIDED THAT HE WANTED TO REVISIT THOSE TAPES,
    AND DO A PROPER MIX THEN I’D LOVE TO WORK WITH HIM. WHO KNOWS ?
    PERHAPS ONE DAY XYZ WILL FINALLY GO PUBLIC.

    CARISSIMO CHRISS,le tue parole mi hanno commosso.

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    • the best guitar in Zianigo.....maybe 09/07/2015 a 17:09 #

      Mike, veramente il mio post era (ed é) indirizzato a Saurafumi . Grazie cmq per il tuo intervernto. Riguardo a “90125” del quale conosco solo il famoso e inquietante hit, è sicuramente un album anomalo per gli Yes . Credo comunque che gli Yes stiano tutti nei primi 3 album con Howe, poi sicuramente avranno fatto belle cose ma quel che avevano da dire l’hanno detto là.

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      • saurafumi 10/07/2015 a 23:59 #

        Carissimo the best guitar in Zianigo… grazie per la fiducia riposta.

        Dato che la risposta mi ha letteralmente presa, ho scritto qualcosa come tre pagine che ho preferito caricare su Mokazine perchè come commento sarebbe stato troppo lungo e immagino pesante :-)

        Trovi tutto qui:

        http://www.mokazine.com/read/saurafumi/yesstory

        Sarò curiosa di sapere cosa ne pensi.

        A presto! Saura.

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  8. the best guitar in Zianigo.....maybe 12/07/2015 a 16:10 #

    …Grazie, ho appena letto il tuo resoconto sugli Yes. Chiarissimo e conciso. Ormai sono un ascoltatore indolente (come in tutto): pur avendo a casa un discreto impianto, mi concentro meglio se sono in macchina. Daccordissimo sul tuo giudizio su “Tales of…” e secondo me l’assolo di sinth alla fine della prima facciata è forse il punto più alto. E chi aveva mai sentito prima una cosa del genere? Con calma mi ascolterò quei pezzi che tu evidenzi. Un’ultima cosa, incredibile che Howe sia completamente autodidatta e fare quello che fa, anche a livello compositivo, per esempio “Mood for a day” ( …grrr,solo il titolo mi fa già innervosire, l’avevo imparata tanti anni fa da una tabs che si trovava su Ciao 2001,poi una quindicina di anni fa l’ho re-imparata e adesso stò resistendo da re-re-impararla di nuovo). Difficile pensare che (lui) possa stare più di qualche giorno senza toccare chitarra. Un saluto Tiz

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    • the best guitar in Zianigo.....maybe 08/08/2015 a 18:08 #

      Per Saura : eccomi quà, dopo aver ascoltato qualche estratto dal tuo Trattato sugli Yes (eh si, perchè quello ormai è passato alla storia come “Il Trattato”), mi viene da dire che ,si, gli Yes con la loro classe immensa fanno comunque grandi composizioni, ma sarà che forse necessitano di + e + ascolti per assimilarle bene, adesso chiudo momentaneamente il mio “periodo Yes”. Rimango nostalgico degli Yes classici dei primi album. In chiusura, propongo due ascolti : Dei VDGGenerator ,quello che secondo alcuni è il momento top del prog, non necessariamente il più bello : “A plague the lighthouse keepers”. Bellissimo titolo,sia in Inglese che in Italico. Però….pesantino…. E poi un gruppo misconosciuto e “strano”, i Blue Oyster Cult ,con “The Siege and Investiture of Baron von Frankenstein’s Castle at Weisseria”, fantastico titolo anche qui.Io mi lascio sedurre dai titoli.Niente di speciale, un Rock Heavy (ma l’avranno inventato loro?), la voce ricorda il Ronnie James dei Rainbow, ma al minuto 4.00 ….un coro struggente di…vampironi e draculoni che mi fa la pelle d’oca. Un saluto, Tiz

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