Stanley Clarke: The Complete 1970s Epic Albums Collection (Sony 2012) – TTTT

29 Feb

STANLEY CLARKE, bassista dei RETURN TO FOREVER, formazione straordinaria dedita al jazz/rock anni settanta. ROMANTIC WARRIOR è una album che tutti gli amanti della musica di valore dovrebbero avere.

Stanley Clarke: The Complete 1970s Epic Albums Collection

Ma Clarke è anche un artista solista interessante e poliedrico. Questo cofanetto raccoglie i suoi album relativi anni settanta per la EPIC (il LIVE 1976-77 uscì nel 1991).

STANLEY CLARKE (1974) TTT½: buon primo album (il secondo in realtà dopo il precedente registrato per la Polydor), non ancora rotondo e maturo ma pieno di ottime premesse. VULCAN PRINCESS, LOPSY LU e LIFE SUITE PT 4 su tutte.

JOURNEY TO LOVE (1975) TTTT: con questo disco Clarke raggiunge uno dei punti più alti della sua carriera solista. Il basso Alembic di Stanley fa meraviglie E’ bene ricordare che album jazz/rock del genere arrivarono al 34esimo posto della Billboard 200 (la classifica generale, quella che conta, non la classifica jazz o sottoclassifiche simili). SILLY PUTTY è un esercizietto basso/batteria (STEVE GADD) dalle venature funk. JOURNEY TO LOVE è sognante e rimane un bel momento malgrado l’uso criminale delle tastiere, quell’uso tipico della metà anni settanta, uso trasversale che ammantò di pattume sdolcinato certo JAZZ/ROCK, la discomusic e altre cosucce tipo gli ultimi album degli EAGLES. Il Jeff di HELLO JEFF è naturalmente Beck. Il brano parte come una sorta di hard rock sperimentale per poi trovare dimensioni tutte sue. SONG TO JOHN PT I e PART II è scritta e suonata insieme a CHICK COREA, ed è arricchita dalla chitarra acustica di JOHN MCLAUGHLIN. La PART I è squisitamente spirituale mentre la seconda si butta nel jazz più puro. CONCERTO FOR JAZZ/ROCK ORCHESTRA è un maestoso affresco jazz/rock appunto. Gran disco.

SCHOOL DAYS (1976) TTTT½:

Altro album a raggiungere la Top 40 di Billboard 200. Probabilmente il suo album più riuscito. Dal punto di vista del basso questo è un lavoro incredibile, alcune prove lasciano a bocca aperta, il tutto senza diventare tediose e fine a se stesse e anzi rispettando quasi sempre il fine supremo della musica. SCHOOL DAYS si basa su un riff che deve molto al rock, riff che poi a gettarsi in un mare di splendide improvvisazioni. Con QUIET AFTERNOON i toni si quietano un poco, torna Steve Gadd alla batteria e fa capolino il bel moog di DAVID SANCIOUS. Accenti sudamericani per THE DANCER mentre per DESERT SONG si torna a ricerche spirituali sotto forma di aria sonora. CLARKE, JOHN McLAUGHLIN e il percussionista MILTON HOLLAND per un momento intimo e al contempo pieno di lussuria virtuosistica. Quasi sette minuti di estasi. HOT FUN si dà a un ritmo quasi danzereccio mentre LIFE IS JUST A GAME ha BILLY COBHAM alla batteria come motore per quello che potremmo definire il festival del jazz/rock. Ottima prova.

 

Stanley Clarke: The Complete 1970s Epic Albums Collection

MODERN MAN (1978) TTT : il sei questo album se lo porta a casa solo per ROCK AND ROLL JELLY, un bel pezzo rock suonato insieme a quel bel delinquente di JEFF BECK e a quel meraviglioso uomo kitsch di CARMINE APPICE. Hard Rock strumentale con riflessi vagamente jazzati. Forse sono troppo DarkLordcentrico ma questo pezzo mi ricorda certi momenti di DEATH WISH II. Il resto del disco è piuttosto deludente, musica commerciale, cantata così così, stucchevole. Suonata bene certo (nel primo pezzo Clarke suona il basso divinamente…niente sleghi da virtuoso solo un eccellente bassista al servizio della canzone) ma davvero mediocre. I due dischi precedenti finiti al 34esimo posto della classifica generale USA diedero probabilmente alla testa a Clarke.

I WANNA PLAY FOR YOU (1979) TTT : disco non proprio riuscito, un mix di pezzi da studio e dal vivo, l’esperienza d’ascolto quindi ne risente. La produzione è discutibile, compressione fastidiosa, suono del basso poco naturale, gli anni ottanta sono dietro l’angolo. Alcuni pezzi da studio vertono pericolosamente verso la discomusic o verso musichetta nera commerciale. ALL ABOUT non è male, JAMAICAN BOY ha JEFF BECK alla chitarra, reggae giamaicano che se non avesse EL BECKO non ascolterei. I pezzi dal vivo non convincono del tutto. Si tratta di roba suonata bene, intendiamoci, ma sembra manchi una direzione precisa, così non rimane che ripararci tra le battute familiari di BLUES FOR MINGUS

LIVE 1976-1977 (1991) TTT½ : è il disco che secondo me SC avrebbe dovuto far uscire al posto del precedente, invece di pubblicarlo nel 1991 con una copertina orribile tipica dei tardi anni ottanta e con una produzione troppo anni novanta che finisce per penalizzare i pezzi registrati appunto tra il 1976 e il 1977. DAYRIDE e THE MAGICIAN sono riletture di brani dei RETURN TO FOREVER. 8 pezzi dal vivo e una outtake tratta dalla session di SCHOOL DAYS, la suadente DESERT SONG con JOHN McLAUGHLIN all’acustica. Momento sublime.

Buon box set dunque, con fondamentale libretto interno.

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