L’arrivo di una nuova Les Paul (The Gibson connection)

31 Mar

Credo fosse il 1978, massimo 1979. Frequento l’Istituto Tecnico Commerciale Jacopo Barozzi, il mio amico Biccio il liceo Muratori, due scuole superiori una accanto all’altra. E’ una fredda mattina di autunno. Decidiamo di fare cabò, di marinare la scuola insomma. Biccio è il mio migliore amico, entrambi veniamo dal paesello al di là del fiume, la sua ragazza è la migliore amica della mia, io e lui abbiamo messo insieme una band da poco più di un anno, io amo i LED ZEPPELIN lui i GENESIS, io HUTCH lui STARSKY, io i DAMNED lui gli ULTRAVOX, io MUDDY WATERS lui CHOPIN, entrambi pratichiamo il culto interista, abitiamo in due palazzine una di fianco all’altra, i suoi genitori sono molto amici dei miei, entrambi amiamo anche i FREE, SANTANA, KEITH EMERSON, JOHN MILES, BILLY JOEL, (il primo) VASCO, DE GREGORI, (Edoardo) BENNATO e, diciamolo piano, i POOH.

Siamo due adolescenti alla fine degli anni settanta, jeans Raphael, (simil) Clarks e magliette, siamo già pieni di nostalgie e malinconie immaginarie (quello che poi oggi chiamiamo blues) ma sui nostri Tentation Romeo 4 marce sfrecciamo lungo le freeway del futuro che, siamo certi, sarà luminoso.

Non abbiamo voglia di andare a scuola questa mattina così, prima di rifugiarci in un caffè, che altro possiamo fare se non fare una capatina al MUSIC SHOP, storico negozio di strumenti musicali di Mutina a due passi due dalla stazione delle corriere? Entriamo e la vedo. E’ la prima GIBSON LES PAUL STANDARD Cherry Sunbusrt che osservo da vicino. Rimango irretito. So che non me la potrò mai permettere, così se non altro cerco di  riempirmi gli occhi coi suoi colori e le sue forme. Appoggio gli occhi su una più accessibile EKO C44, col disegno floreale, non è un granché ma chissà perché mi attira e so che forse un giorno quella potrò permettermela.

EKO C44

EKO C44

Esco dal negozio, e da quel momento la Les Paul Standard di quel colore resterà impressa per sempre nella mia maruga.

Col gruppo uso una simil telecaster presa a noleggio da Casalgrandi, la prima elettrica che compro è una FENDER MUSTANG nera, la chitarra che non sta accordata.

Il 26 marzo del 1983 mi congedo da militare e lo stesso giorno vado a PADOVA con Brian, nel negozio di un amico di un mio amico a comprare finalmente la mia prima Les Paul Standard e  il mio primo Marshall. Non hanno la Cherry Sunbusrt così opto per la Tobacco Burst.

TIM (live 1995) - Gibson LP Standard Tobacco Burst 1981

TIM (live 1995) – Gibson LP Standard Tobacco Burst 1981

Nel maggio del 1992 mia madre intraprende il viaggio verso l’ignoto e io per compensare penso di prendere un’altra Les Paul. Non sono anni facili, chiedo un prestito per poterla comprare ma sento che devo farlo. Notari, titolare di un negozio di chitarre, mi mette davanti un paio di LP Standard Cherry Sunburst e una Les Paul Custon Oxblood (che però io chiamo color malva) e stranamente scelgo il Custom. Non so perché ma collego quella a mia madre.

TIM (live 1994) - Gibson LP Custom Malva 1991

TIM (live 1994) – Gibson LP Custom Malva 1991

Sono soddisfatto delle mie Les Paul ma mi rimane la voglia della Cherry Sunburst. Prendo altre chitarre, Gibson Doppiomanico, Danelectro, ma nessuna riesce a sopire il riflesso incondizionato che mi porto dietro dal 1978. A volte mi dico, adesso ne prendo una, ma poi rifletto, cerco di essere razionale e inizio la solita litania “ma che te ne fai, ne hai già due, prima o poi smetterai di suonare, devi venderle le chitarre non comprarle” e paturnie di questo genere.

Arriva il 2016, l’anno che si porta via Brian. Per quanto fossi preparato all’idea, la cosa mi sbatte a terra con forza imprevista. Mi rialzo in fretta, riprendo la mia vita, ma il vuoto lasciato mi disorienta. Qualche giorno fa mi dico, quasi quasi mi prendo la Cherry Sunburst. La groupie, che per queste cose è un po’ incosciente, invece di frenarmi mi spinge. Mando un messaggio al mio amico Wilko, che lavora da Lenzotti, grande negozio musicale della città. Mi scrive che ne ha una usata, mi invia la foto, da cui si intravedono altre Les Paul. Sono in fustinella. Chiamo il mio amico Lorenz, il Rick Derringer di Vignola, lui sa tutto delle Gibson (e delle chitarre in genere), aveva un negozio di strumenti musicali tempo fa ed è un eccellente chitarrista Rock.

E’ così che in questo pomeriggio di fine marzo mi ritrovo nel negozio in compagnia di WILKO e LORENZ. Siamo tre gibsoniani, stavolta mi sa che non mi salvo. Prendo in mano la chitarra usata, ma non mi convince, così Wilko mi fa provare una traditional nuova color Light Burst, ma i miei occhi sono rimasti sulla Cherry Sunburst esposta lì vicino.

Le chitarre che la Gibson produce oggi sul modello delle Les Paul Standard della fine anni cinquanta si chiamano TRADITIONAL, serie T o HP. La serie HP (High Performance) sono sostanzialmente per i fighetti del giorno d’oggi, per chi è della vecchia scuola l’unico modello possibile è la T. Le STANDARD attuali hanno le camere tonali, due specie di cavità all’interno del corpo, pesano meno dunque, ma chissà come suonano…non mi interessa nemmeno saperlo.

Le due Les Paul Standard di Page sono semplicemente SUNBURST, ma le tante foto dal vivo del nostro DARK LORD, sotto i riflettori, danno alle stesse il riflesso rossastro tipico della CHERRY SUNBURST…

Jimmy Page 1973

Jimmy Page 1973

Oggi non fanno più il colore SUNBURST, oggi c’è la Light Burst, la Tea Burst, l’Honey Burst etc etc e anche se forse sono quelle più simili alle originali di Page, so che se comprerò la Light Burst ad esempio, poi mi rimarrà la voglia della CHERRY SUNBURST e che prima o poi dovrò prendermela. Proviamo la LIGHT BURST. A Lorenz e Wilko come sfumatura piace più questa, forse hanno ragione, a me ricorda la chitarra di PAUL KOSSOFF, e non sono convinto…

La Light Burst

La Light Burst

Wilko ci porta la CHERRY e i pianeti inziano a riallenarsi…

Lorenz prova la Cherry Sunburst

Lorenz prova la Cherry Sunburst

Naturalmente deve sempre esserci un po’ di blues, il pick up al ponte sembra avere un contatto, la portiamo al liutaio che opera sopra al negozio  e che poi, d’accordo con Wilko, sostituirà il pick up. L’operazione porta via più di un ora, che spendo parlando – di chitarre – con Lorenz e Wilko. Ora, quando Lorenz e Wilko parlano di chitarre non ce ne è per nessuno. Sanno tutto, e io mi rendo conto che non so proprio nulla. Wilko è naturalmente il (gran) chitarrista dei RATS, gruppo che ad inizio anni ottanta ed inizio anni novanta ebbe il suo bel dal fare, arrivando anche in classifica.

Facciamo dei discorsi che se ci allontaniamo 50 metri dal negozio la gente ci prende per psicopatici. Parliamo della TELECASTER, il modello Fender che preferiamo e Wilko arriva a dire “oh, volete sapere una cosa, per me la FENDER è la TELECASTER”. Mi guardo in giro e dico,”Oh Wil, parla piano, se ci sente qualcuno dire una cosa del genere siamo fritti” I Talebani della STRATOCASTER potrebbero minacciarci di morte.

Finalmente la chitarra è pronta. Aggiungo una tracolla Gibson, e una confezione di 50 penne (plettri) Gibson. Ma il pannetto per le corde è Fender, maledizione.

Usciamo dal negozio. Offro uno Spritz a Lorenz. Finiamo per fermarci nel bar per un’altra ora e mezzo. Fuori c’è il sole primaverile, sto bevendo un aperitivo col mio Gibson Twin, ho appena comprato una Les Paul, anzi LA Les Paul…la vita potrebbe andar peggio. Parliamo ininterrottamente di chitarre, di rock e di Jimmy Poige e del suo incredibile declino come chitarrista, dalle altezze siderali alle terre basse di Leopold *

* https://timtirelli.com/2012/05/15/c-s-i-rock-is-jimmy-page-dead/

Alle 19,30 ci lasciamo. Arrivo a casa, la groupie è ad un corso d’inglese. Apro la custodia… dio (cioè Page), quanto è bella.

TIM - Gibson Les Paul Traditional T 2016

TIM – Gibson Les Paul Traditional T 2016

Mi faccio la doccia, il solito piatto di quando sono a casa solo (spaghetti alle vongole of course), mi bevo una birra e mi rilasso sul divano. Rincasa la Valentino Rossi del rock and roll, corre nello studiolo: “Tyrrell, ma è bellissima!”. La groupie è al settimo cielo. Di donne così, non ce n’è.

Al mattino mi sveglio alle 6. Non riesco a riprendere sonno. Penso solo a lei. Mi alzo, la prendo in braccio e me la coccolo un po’.

Arrivo al lavoro, lavoro ma penso a lei. Ho un “friccico nel core”, lo condivido con alcuni amici. Ogni tanto guardo la foto, mi commuovo, e lo faccio sul serio, la vivo come un segno del blues, del blues e di Brian. Non so se riuscirà a compensare la recente perdita, ma se non altro mi farà sentire vivo. Benvenuta a casa babe, I’m NEVER gonna leave you.

TIM Gibson LP Traditional T 2016

TIM Gibson LP Traditional T 2016

Nome: La Lina

Soprannome: La Braiana

Modello: the Brian Brini Special

What?
Well, let me roll up on to the sidewalk and take a look, yes
Whoa! She’s beautiful!
I’m talking about a Cherry Rose
Ha ha ha ha ha
And she looks wild, wild, wild, wild!

 

9 Risposte to “L’arrivo di una nuova Les Paul (The Gibson connection)”

  1. Tiziano, the best guitar in Zianigo...forse 31/03/2016 a 12:25 #

    …complimenti da parte di un talebano (che non minaccia nessuno però ) per la nuova arrivata. Una frattura storica si è cosi ricomposta : Tim e la cherry sunburst

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    • timtirelli 31/03/2016 a 14:29 #

      Grazie Tiziano. Comunque ho avuto una Strato (che ho dato dentro per comprare il Custom), era una chitarra splendida.

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  2. lucatod 31/03/2016 a 12:56 #

    Tim , auguri per per La Lina , è uno spettacolo . Effettivamente non ho mai avuto la certezza di quale sia la n1 di Page , a seconda delle luci pare proprio un’altro modello (Royal Albert Hall ’70 e MSG 73 .. la prima mi pare più scura .. il pick up…) . Quelle che suona alla O2 poi mi sembrano delle repliche .. un po come JP .

    Io una volta ogni paio di anni ho l’impulso di prendermi un’altra Telecaster sunburst , ma non quella normale che posseggo bensì il modello vintage con i contorni bianchi (tipo quelle suonate da Andy Summers – David Gilmour nei 70s) . A dire il vero sono anni che non suono con un gruppo , il mio è più un capriccio quindi rinuncio . Prima o poi avrò una nuova ricaduta e magari sarà la volta buona . Sono dello stesso parere di Wilko , anche se la chitarra ROCK definitiva rimane la Les Paul .

    Ho letto che finalmente Jimmy Page ha ritrovato la sua Black Beauty , sarà vero? Che cosa ci farà?

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  3. timtirelli 31/03/2016 a 14:35 #

    Luca, le due Les Paul principali di Page sono semplici Sunburst e tutto sommato sembrano simili nelle sfumature del colore. Credo sia i riflessi dei faretti e della luce farcele vedere più scure o più rosse. Poi è chiaro … ne ha tante altre, certo anche delle riedizioni. Recentemente ha dichiarato di possedere più o meno 120/130 chitarre.

    Sì, è confermato, ha ritrovato la Black Beauty. la userà capovolta come base per un tavolino dove ci appoggia le tazze di thé che beve mentre aspetta che Ross Halfin vada a prenderlo per portarlo nell’ennesimo evento dove sarà riverito senza essere costretto a suonare.

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  4. Francesco Boccia 31/03/2016 a 18:19 #

    Sono sicuro che te la meriti e che lei merita te, anzi, da quanto scrivi, sembra proprio che sia stata lei a scegliere te.
    Le passioni, nella vita, vanno sostenute, lo dico in primo luogo a me stesso, anche se non sempre è semplice. Auguri Tim,

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  5. Tiziano, the best guitar in Zianigo...forse 31/03/2016 a 19:08 #

    …ma, io la Lp storica di Page l’ho sempre vista Honeyburst, color miele, boh

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    • Tiziano, the best guitar in Zianigo...forse 01/04/2016 a 10:55 #

      …sorry, mi correggo : credo di confondere la finitura Honeyburst con la finitura Cherry , con le Gibson proprio non ci azzecco…

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      • timtirelli 01/04/2016 a 11:44 #

        Tiziano, le due storiche chitarre sono Sunburst, colore che non producono più ma che si avvicina molto all’Honey Burst di cui parli. Il fatto è che, come ho scritto più volte, in molte foto e in alcuni video, la chitarra pare più rossa di quel che è in realtà, dunque per moltissimi fan, come il sottoscritto, il colore di riferimento è Cherry Sunburst, anche se in realtà non è così.

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  6. mikebravo 01/04/2016 a 08:14 #

    C’è stato un momento in cui ho pensato di suonare la chitarra e me la sono
    comprata ma non ci ho cavato fuori molto.
    Nonostante tutto, sono passati piu’ di 20 anni, l’ho portata in montagna e la
    tengo nella camera da letto all’ultimo piano della casa e quando salgo in
    quella stanza, la imbraccio, fingo qualche accordo blues e la ripongo.
    E’ una chitarra folk della Washburn.
    L’altro giorno al Carrefour per poco piu’ di 100 euro sono stato tentato
    dalla combinazione di chitarra elettrica giapponese + piccolo amplificatore.
    Era un’ offerta stracciata.
    Poi ho pensato che il tutto sarebbe finito in montagna come l’altra chitarra.
    Ho desistito.
    Ma invidio chi sa suonare.
    Se sapessi suonare avrei 10 chitarre di sicuro.
    Le passioni vanno coltivate.

    Chiaramente, negato per la chitarra, suono bene la racchetta da tennis
    che nella mia mente malata, quando sono in forma e vinco, viene suonata
    a mo’ di chitarra.
    Di racchette ne ho una ventina ed il tennis è l’unico sport che mi ha
    regalato un piacere che dura tuttora.
    In fondo il tennis è come la musica, la racchetta è come la chitarra.
    La puoi usare dolcemente o picchiare hard fino al metal.
    Calcio visto in tv?
    Mille volte meglio il tennis giocato di persona.
    In tv non mi piace.

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