EDGAR WINTER: “TELL ME IN A WHISPER – THE SOLO ALBUMS 1970 – 1981″( 4cd box set- 2018 Cherry Red Records/Sony) – TTT¾

9 Apr

Lo sapete, Edgar Winter è uno dei miei artisti preferiti, qui sul blog ne esaltiamo ogni tanto versatilità, songwriting e doti musicali. Lui e suo fratello sono parte delle fondamenta su cui l’essere umano che sono è stato costruito. Non posso dunque che essere assai felice dei due cofanetti recentemente pubblicati dalla Cherry Records su licenza Sony, uno è questo di cui parliamo oggi, il secondo è I’ve Got News For You, box set di 6 cd contenente i lavori registrati con i suoi due gruppi, gli EW’s White Trash e l’EW Group.

Il cofanetto davvero importante è l’altro, di cui parleremo nei prossimi giorni, ma da fan quale sono non potevo farmi scappare nemmeno questo, quello che contiene i suoi album solisti del periodo Columbia/Blue Sky. Gli album sono stati rimasterizzati, le copertine seguono lo stile dei mini lp sleeve, cosa che a dirla tutta non amo molto, visto che replicare esattamente le copertine degli LP originali sul formato cd è roba da matti, le scritte sono illeggibili e l’artwork non risalta a sufficienza. Ad ogni modo, il mini box set è carino, il booklet è discreto, contiene le liner notes del giornalista Malcom Dome che però sono del tipo generico è dunque piuttosto inutili per chi – come me – vorrebbe più sostanza.

DISC ONE
ENTRANCE (1970) – TTT½ 
1. ENTRANCE
2. WHERE HAVE YOU GONE
3. RISE TO FALL
4. FIRE AND ICE
5. HUNG UP
6. BACK IN THE BLUES
7. RE-ENTRANCE
8. TOBACCO ROAD
9. JUMP RIGHT OUT
10. PEACE PIPE
11. A DIFFERENT GAME
12. JIMMY’S GOSPEL

BONUS TRACKS
13.NOW IS THE TIME (B-SIDE)
14.TOBACCO ROAD (MONO EDIT)

Nel 1969 Edgar andò in tour con suo fratello, fu lì che iniziò a maturare l’idea di poter essere anche un cantante oltre che un (incredibile) polistrumentista (Edgar suona Sax, tastiere, batteria oltre che basso e chitarra e altri strumenti). Come Johnny anch’egli fu messo sotto contratto dalla Columbia. I discografici e Steve Paul (manager-consigliere-produttore-non-produttore) gli permisero di fare un primo album come voleva, senza interferenze, con l’accordo che per i seguenti avrebbe seguito i loro consigli. Qui è doveroso rendere omaggio a Steve Paul, è grazie a lui se sia Johnny che Edgar nel periodo 1970/1975 per il primo e 1971/1975 per il secondo sfornarono i dischi per cui sono famosi. Fosse stato per loro due probabilmente avremmo avuto solo album blues da parte di Johnny e album sicuramente meno a fuoco da Edgar. A volte i manager e discografici sono necessari, gli artisti ogni tanto andavano (e vanno) guidati.

Entrance promette tutto quello che EW sarà. Aperture Jazz, rock dilatato, metodo compositivo aperto. Where Have You Gone è figlia del suo tempo, quel modo di scrivere canzoni musicalmente profonde della fine anni sessanta. Non è distante da certe cose dei Chicago. Lo stesso dicasi per Rise To FallFire And Ice, un jazz rock movimentato su cui la voce di Edgar si inserisce con chiarezza; poco dopo metà gran lavoro di sax su intelaiature jazz.

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Hung Up si basa su quel tipo di funk che EW esplorerà con risultati stratosferici nell’album successivo insieme ai sui White Trash. Il brano contiene parti (persino l’intermezzo di batteria) di Frankestein, il pezzo (n.1 in USA) che vedrà la versione da studio solo nel 1973. Back In The Blues pur rifacendosi alla musica citata nel titolo, non è uno dei giri soliti. Il trattamento jazz lo rende appetibile. Nel finale belli gli accordi jazz della chitarra che introducono Re-Entrance la ripresa del tema principale. Questi primi sette pezzi (in origine l’intero lato A) potrebbero essere visti come una suite divisa in vari movimenti basatu su un tema comune. Tobacco Road è suonata con la band di Johnny Winter (come detto EWandò in tour come musicista aggiunto del gruppo del fratello). Dal punto di vista ritmico si nota una certa discrepanza con le prove dei (bravi) musicisti delle precedenti canzoni. In Tobacco Road Edgar inizia anche a mettere a punto quel modo di cantare imputanito che contraddistinguerà (grazie anche all’aiuto di Jerry Lacroix) i suoi lavori seguenti.

Jump Right Out per certi versi sembra provenire da Electric Ladyland di Hendrix sebbene questa sia più marcatamente jazz. Peace Pipe è uno strumentale che dà spazio allo scat tra vocalizzi e organo e alla chitarra solista. A Different Game ripete la formula usata per imbastire i pezzi del disco. Jimmy’s Gospel è un gran momento dedicato al sax. Jazz, blues e gospel si fondono a meraviglia. Grandissimo Edgar al sassofono.

Il materiale bonus è composto dai due brani che uscirono come singolo: Now It’s The Time che finì sul lato B e la versione mono di Tobacco Road.

Album dunque coraggioso e denso di buoni spunti, maturo e acerbo allo stesso tempo. Entrance entrò a malapena nella top 200 Usa. Copertina senza infamia e senza lode, ma è chiaro che quando l’artista ha il particolare aspetto degli albini difficile pensare di non metterlo in copertina e di scegliere di giocare proprio su questa particolarità.

DISC TWO
JASMINE NIGHTDREAMS (1975) – TTTT
1. ONE DAY TOMORROW
2. LITTLE BROTHER
3. HELLO MELLOW FEELIN’
4. TELL ME IN A WHISPER
5. SHUFFLE LOW
6. KEEP ON BURNIN’
7. HOW DO YOU LIKE YOUR LOVE?
8. I ALWAYS WANTED YOU
9. OUTA CONTROL
10.ALL OUT
11.SKY TRAIN
12.SOLAR STRUT

BONUS TRACKS
13.LITTLE BROTHER (MONO EDIT)
14.LITTLE BROTHER (SINGLE EDIT)
15.ONE DAY TOMORROW (MONO EDIT)
16.ONE DAY TOMORROW (SINGLE EDIT)
17.JASMINE NIGHTDREAM (B-SIDE)
18.I ALWAYS WANTED YOU (MONO EDIT)
19.I ALWAYS WANTED YOU (SINGLE EDIT)

Tra i suoi album solisti Jasmine Nightdreams è senza dubbio il più consistente. L’anno di uscita è ancora uno di quelli buoni e in pratica vi ci suona tutto l’EW Group: Chuck Ruff (batteria), Rick Derringer (chitarra), il grandissimo Dan Hartman, oltre che Rick Marotta e Johnny Winter. Dopo il grande successo dei due album They Only Come Out At Night (1973) e Shock Treatment (1974), EW si prende una pausa dal “gruppo rock” e si incammina di nuovo verso la dorsale gospel-jazz-pop, curioso però abbia deciso di farlo col “gruppo rock”.

Quando nel songwriting c’è lo zampino di Dan Hartman si può star certi che si tratta di una gran bella canzone.  One Day Tomorrow riflette in pieno l’assunto. Bella melodia, belle armonie, sviluppo compositivo di pregio. Jazz, pop rock e soul in un mix riuscitissimo.

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Little Brother è un rock funk di matrice nera che si apre al dolce declivio del jazz-blues-soul-pop senza mai diventare troppo insipido. Gran prova vocale di Edgar.

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In Hello Mellow Feelin’ la batteria trascina alla maniera del rock più viscerale, altro ottimo momento. Per Tell Me In A Whisper torna in pista il duo compositivo E. Winter- Dan Hartman; musica notturna da grande città americana, tutto eccellente non fosse per quell’uso delle tastiere un po’ sconsiderato che all’epoca stava prendendo piede e che caratterizzerà tutta la seconda metà degli anni settanta.

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Shuffle Low è un bluesaccio sciamannato duro e impudente. Di nuovo piena di pathos rock la batteria. Johnny Winter alla slide. Le tracce di John Lee Hooker e ZZ Top sono evidenti. Keep On Burnin’ è un esercizio in stile Led Zeppelin. Black Dog è il riferimento. Di nuovo un intermezzo simile a quello di Frankenstein (pubblicato due anni prima). Derringer alla chitarra suona gli interventi della solista in chiaro stile Page.

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How Do You Like Your Love veleggia verso l’easy listening di qualità, così come I Always Wanted You, entrambi pezzi meritevoli, quest’ultimo con un gran assolo di sax. Con Outa Control si torna al rock. Di chiara matrice hendrixiana, il brano ha un groove efficace, peccato per i riferimenti troppo evidenti. All Out si concede al jazz swingato. Strumentale con un bel piano e un bel sax. I vocalizzi di Edgar sono un tantinello scontati, il brano va a buttarsi tramite qualche sperimentazione in Sky Train, altro strumentale dove le tastiere cercano di esplorare le profondità cosmiche. A sua volta questo va a sciogliersi in Solar Strut, un bel ritmo sostenuto su cui fiati e tastiere sono ancora protagonisti. Strumentale anche questo, con un assolo di chitarra davvero stimolante. Gli ultimi tre pezzi sono dedicati dunque alle velleità dei musicisti che in modo elegante fanno sfoggio di talento, contenuti musicali ed improvvisazioni.

Il materiale bonus è composto dai lati A e B dei due singoli tratti dal disco. Jasmine Nightdream non è un inedito ma bensì All Out editata da singolo. Disco dunque eterogeneo e ben costruito, evitando certi riferimenti come detto un po’ troppo marcati sarebbe stato un album da 5 stelle. Jasmine Nighdreams arrivò alla 69 posizione della classifica americana. Riuscita la copertina.

DISC THREE
THE EDGAR WINTER ALBUM (1979) – TTT
1. IT’S YOUR LIFE TO LIVE
2. ABOVE AND BEYOND
3. TAKE IT THE WAY IT IS
4. DYING TO LIVE
5. PLEASE DON’T STOP
6. MAKE IT LAST
7. DO WHAT
8. IT TOOK YOUR LOVE TO BRING ME OUT
9. FOREVER IN LOVE

BONUS TRACKS
10.ABOVE AND BEYOND (EX BACKING TRACK)
11.ABOVE AND BEYOND (EXTENDED)
12.ABOVE AND BEYOND (SINGLE EDIT)
13.IT’S YOUR LIFE TO LIVE (SINGLE EDIT)

 


Album che non entra nemmeno nella Top 200 americana. Il genere – mi duole scriverlo – è prossimo alla disco o comunque all’easy listening ballabile. It’s Your Life To Live non è affatto male. Above And Beyond gioca un po’ sulle tastiere “spaziali” che andavano nel 1979. Siamo nei territori della musica da discoteca, ma anche questo è un bel pezzo, al di là che il genere possa piacere o no. Gran assolo di chitarra di  Graig Snyder.

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Take It The Way It Is è in linea con l’indirizzo musicale dell’album e contiene un buon assolo di moog. Dying To Live è il rifacimento del bellissimo brano contenuto in origine su EW’s White Trash del 1971. Qui tutta la band entra in campo, l’arrangiamento tuttavia non convince, certi anticipi sono troppo banali così come le formule scelte. Che dire di Please Don’t Stop? Quando sento cantare e suonare EW provo sempre qualcosa, ma è un genere che non fa per me benché io sia cresciuto negli anni in cui queste sonorità erano in massima espansione. Per Make It Last vedi quanto appena scritto. Do What si sviluppa tra un battimani piuttosto fastidiosi e un giochetto di tastiere miserello. E’ un brano suonato bene intendiamoci, ma …

It Took Your Love To Bring Me Out è portata a spasso dal basso. Robetta disco fine settanta. Forever In Love è la ballatona zuccherosa e romantica. Alla fin fine la si ascolta, però…

Tra le bonus track ben tre versioni di Above And Beyond tra cui la “extended backing track” e la “Extended”, roba per mentecatti. In copertina Edgar sembra uno di quei produttori di disco music ricconi.

Certo che vedere un artista dedicarsi con tale facilità alla musica commerciale dopo aver scritto pagine di valore di musica rock non è facile. Probabilmente Edgar fu influenzato dal buon successo che stava ottenendo Dan Hartman con i singoli tratti dagli album del 1978 e 1979. Il singolo Above And Beyond lambì le ultime posizioni della US Dance.

DISC FOUR
STANDING ON ROCK (1981) – TTT½
1. STAR GARBAGE
2. STANDING ON ROCK
3. LOVE IS EVERYWHERE
4. MARTIANS
5. ROCK AND ROLL REVIVAL
6. IN LOVE
7. EVERYDAY MAN
8. TOMORROWLAND

BONUS TRACK
9. LOVE IS EVERYWHERE (SINGLE EDIT)

Lo si capisce dal titolo dell’album che con Standing On Rock Edgar tornò al genere per cui è conosciuto. Star Garbage è un hard rock di buon livello con  accenti sci-fi, Standing On Rock (con Winter alla batteria) resta sulla stessa scia con in più qualche apertura melodica. Il momento romantico è intitolato Love Is Everywhere. Martians continua con le pulsioni sci-fi, peccato che il brano sia una copia di “Frankenstein” (il singolo strumentale di cui abbiamo già accennato che nel 1973 arrivò primo in classifica in Usa). Per Rock And Roll Revival l’immenso Jerry Lacroix contribuisce al testo. Sarà un caso ma per certi versi il pezzo ricorda Keep Playing That Rock And Roll dall’album EW’s White Trash del 1971 (album in cui Jerry Lacroix giocò un ruolo fondamentale). In Love pur essendo sostenuta da un tempo di batteria non certo lento, è in pratica una ballata di nuovo dedicata all’amore; questo tipo di cose sul finire dei settanta per Edgar diventarono discutibili, troppo zuccherose e a tratti imbarazzanti. Pur amando certi suoi passaggi melodici c’è troppo romanticume da strapazzo. Everyday Man è un hard rock alla EW nella media. Il riff di chitarra è doppiato dalle tastiere. Tomorrowland chiude il lavoro in maniera ben più che dignitosa. Riflessioni musicali, sci-fi e intermezzi riusciti

Album dunque giusto discreto. Neppure questo riuscì ad entrare nella Top 200 americana. Gli anni d’oro dei fratelli Winter durarono giusto un lustro, dalla seconda metà degli anni settanta in poi i dischi si fecero meno imprescindibili.

Dovendo scegliere è l’altro il cofanetto da avere assolutamente, ma per chi ama o perlomeno per chi non disdegna l’artista in questione anche questo (visto il prezzo abbordabile) si può prendere.

 

Una Risposta to “EDGAR WINTER: “TELL ME IN A WHISPER – THE SOLO ALBUMS 1970 – 1981″( 4cd box set- 2018 Cherry Red Records/Sony) – TTT¾”

  1. mikebravo 10/04/2018 a 12:51 #

    Non sono riuscito a risalire alla data in cui lo vidi a bologna qualche
    decennio fa.
    Comunque Edgar Winter in un video del 2014 si esibisce con la sua band
    in una bella versione di NOBODY’S FAULT BUT MINE.
    PRESENCE deve essere uno dei dischi che preferisce.
    Ne sono certo.

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