Ritorno al vinile: HOWLIN’ WOLF “The Howlin’ Wolf Album” (1969/2011 Cadet Concept/Geffen/Get On Down) – TTT¾

12 Apr

Come scritto più volte qui sul blog, ho ripreso ad acquistare long playing, vinili insomma, ed è dunque inevitabile parlare delle ristampe più o meno recenti uscite in questo formato; è una scusa per riaccostarci ad album che molto spesso ci hanno messo al mondo.

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Marshall Chess, figlio di Leonard fondatore della leggendaria Chess records, dopo aver lavorato nell’etichetta di famiglia nel 1967 si mette in testa di fondare la Cadet Concept (comunque una divisione della stessa Chess), etichetta con cui inizia a sperimentare e a spingere la psichedelia nelle sue produzioni. Nel 1967 produce l’album dei Rotary Connection, un mix di gospel-soul-pop-R&B cucinato con accenti sperimentali e psichedelici, album peraltro pieno di riletture di brani di Beatles, Rolling Stones, Dylan e soul. Il disco è un successo e arriva nella Top 40 americana. Marshall allora decide di provare a rinnovare le carriere di nomi storici della Chess, Muddy Waters e Howlin’ Wolf, e di far registrare loro due album che possano in qualche modo piacere al pubblico interessato alle nuove band bianche di rock psichedelico. Entrambi gli album non saranno un successo (sebbene Electric Mud toccherà la posizione 129 della classifica USA) e saranno spiritualmente respinti sia da Waters che da Wolf.

Tuttavia The Howlin’ Wolf Album – per quanto quasi sconosciuto ai più anche al giorno d’oggi – risulterà essere un disco di importanza fondamentale per lo sviluppo del British Blues.

Come sostiene il mio amico della Louisiana Douglas Rowe: ” Io dico che The Howlin’ Wolf Album è la stele di Rosetta del British Blues. Prima di quest’album il blues proveniente dal Regno Unito era fedele al blues di Chicago degli anni cinquanta e sessanta, dopo l’uscita di The Howlin’ Wolf Album, il blues e il rock diventarono più pesanti e più funk. Molte bands fecero cover con gli stessi arrangiamenti di quei brani o comunque copiarono gli stessi quando decisero di scrivere le loro canzoni blues. Un Lp dunque dannatamente influente e praticamente sconosciuto al grande pubblico. Solo parlando di un paio di pezzi basti ricordare la versione di Evil fatta da Eric Clapton per le session (poi abbandonate) fatte per il secondo album dei Derek And The Dominos, dai Cactus e più tardi da band più recenti come John Spencer Blues Explosion e Magnet. La stessa Smokestack Lightning fu ripresa dai Led Zeppelin (almeno per quanto riguarda il riff iniziale) e dai Soundgarden. Quando i Faces si misero insieme, durante la prima prova suonarono sia Evil che Smokestack Lightning. E’ un album che i puristi del blues di solito odiano, ma se ci  si immerge in esso sapendo che non è un disco di blues tradizionale, è facile scoprire ed apprezzare grandi groove e riff.”

the howlin wolf album – cadet concept 1969 – photo TT

La Spoonful di Willie Dixon viene in pratica spogliata del suo semplice ma efficace riff originario e gliene viene appiccicato uno non altrettanto funzionale. Il groove tuttavia è intenso e molto funk. I riflessi elettrici dell’effetto wah wah danno al brano quell’inimitabile sound psichedelico fine anni sessanta. Tail Dragger (sempre di Dixon) contiene le formule ritmiche a cui il British blues deve moltissimo. Ancora il wah wah in evidenza. Smokestack Lightning nella versione qui riproposta fu importantissima ad esempio per i Led Zeppelin. Il riff originario viene ampliato e reso circolare in maniera sublime. Il gruppo di Page lo propose dal vivo come introduzione a Killing Floor (che nel secondo album dei Led Zeppelin sarebbe stata rinominata The Lemon Song).

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Importantissima anche perché fu questa a far scaturire a John Paul Jones l’idea del riff di Black Dog. In una intervista dell’epoca Jones disse che lo spunto gli venne ascoltando Electric Mud di Muddy Waters, ma dopo studi ed analisi dove nessuna possibile ispirazione fu colta in quell’album, qualcuno richiese a Jones se fosse davvero sicuro che si trattasse dell’album di Waters e la risposta fu “Beh, posso essermi confuso”, così sembra ormai appurato essere questa versione di Smokestack Lighning la scintille che fece scrivere a JPJ uno dei riff più riconoscibili e di successo della musica rock.

Tornando alla versione di Wolf è necessario sottolinearne il groove irresistibile, il lavoro del flauto e quei colori da blues psichedelico così magnificamente dipinti. Il break sperimentale lascia liberi i musicisti di variare il riff e di cercare passaggi nello spazio-tempo per poi tornare al mantra iniziale.

Moanin’ at Midnight è la quintessenza di Howlin’ Wolf, qui trattata con effetti simil sitar. Built For Comfort è di nuovo un brano di Dixon (ripreso tra gli altri anche dagli UFO), reso sempre nell’ambito dell’approccio hippie.

the howlin wolf album – cadet concept 1969 – photo TT

The Red Rooster di Willie Dixon viene stravolta rispetto alla versione registrata dallo stesso Howlin’ Wolfnel 1961. Come suggerito da Douglas Rowe se ci estrania per un attimo dal contesto blues è facile lasciarsi andare ed apprezzare questo brano che sarà un template per il blues based rock britannico fine sessanta inizio settanta. Evil è uno dei pezzi storici di Wolf, qui trattato ovviamente in maniera meno tradizionale. I Led Zeppelin di The Lemon Song devono avere ascoltato parecchio questa versione, soprattutto John Paul Jones. Per il sottoscritto è un rifacimento memorabile.

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Down in the Bottom, Three Hundred Pounds Of Joy e Back Door Man sono le tre ultime tracce dell’album e sono tutte e tre a firma Willy Dixon. Le prime due sono forse un po’ ripetitive, ma essendo a fine album è naturale che la formula usata segni un po’ il passo. Back Door Man mantiene un andamento più tradizionale, pur cercando comunque sentieri psichedelici.

Un disco dunque non completamente riuscito ma pieno di riferimenti fondamentali per lo sviluppo del rock inglese basato sul blues, quella musica insomma dalla cui amalgama siamo stati creati. Album forse non per tutti, ma certamente adatto per ogni frequentatore di questo blog.

Edizione americana, dunque il vinile non è di 180 gr. Copertina scarna. L’idea dell’artwork è sciocca, anche vista con gli occhi di allora. Certo contribuì a vendere qualche copia in meno.

the howlin wolf album – cadet concept 1969

A01. Spoonful
A02. Tail Dragger
A03. Smokestack Lightning
A04. Moanin’ at Midnight
A05. Built for Comfort
B06. The Red Rooster
B07. Evil
B08. Down in the Bottom
B09. Three Hundred Pounds of Joy
B10. Back Door Man

GET ON DOWN/CADET CONCEPT/GEFFEN/UNIVERSAL © 1969 (2011)

Recorded November 1968 at Ter Mar Studios – Chicago. Cadet Concept Records, Chicago, Ill., 60616.

Howlin’ Wolf – guitar, harmonica, vocals
Gene Barge – horn, electric sax
Pete Cosey – guitar, bowed guitar
Hubert Sumlin – guitar
Roland Faulkner – guitar
Morris Jennings – drums
Don Myrick – flute
Louis Satterfield – bass
Phil Upchurch – bass, guitar

Chester Arthur Burnett aka Howlin’ Wolf – 1910 – 1976.

 

Howlin’ Wolf sul blog:

https://timtirelli.com/2015/08/08/j-segrest-m-hoffman-moanin-at-midnight-the-life-and-times-of-howlin-wolf-thunders-mouth-2005-ttttt/

 

 

2 Risposte to “Ritorno al vinile: HOWLIN’ WOLF “The Howlin’ Wolf Album” (1969/2011 Cadet Concept/Geffen/Get On Down) – TTT¾”

  1. mikebravo 12/04/2018 a 15:13 #

    E’ bello ricordare i grandi del blues.
    In fondo ormai resta in vita solo Buddy Guy.
    La figura di Howlin’ Wolf la vidi comparire su CIAO 2001 per la recensione delle
    london sessions che videro accorrere i grandi del rock bianco ai piedi del maestro.
    Per quelle incisioni CHESS non voleva fornire i mezzi per la presenza a londra di
    HUBERT SUMLIM.
    Eric Clapton fece sapere che senza HUBERT SUMLIM tutto saltava.
    Allora Chess concesse il denaro e le sessions si fecero.
    Il chitarrista fisso della band di HOWLIN WOLF era HUBERT SUMLIM.
    Adorato da Clapton, Beck, Page e soprattutto da Jimi Hendrix.
    Dietro le grandi incisioni di howlin wolf c’é questo enorme chitarrista nero che
    accompagnera’ howlin per oltre un ventennio fino alla sua scomparsa.
    Sumlim, che per wolf era come un figlio, se ne va nel 2011.
    Richards e jagger pagano le spese del suo funerale.
    Come clapton che aveva pagato la lapide per howlin wolf.

    La cosa interessante per chi suona la chitarra è che Hubert Sumlim negli anni
    sessanta suono’ un modello di chitarra di una ditta di recanati.
    Esistono molte foto di hubert sumlim che suona di fianco a howlin wolf
    con il modello 20 della Bartolini.
    Ispirata alla les paul, la chitarra italiana della Bartolini trovo’ nella scelta di
    hubert sumlim una certa notorieta’.
    Si dice che sumlim l’avesse comprata per 60 dollari…..

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    • Tom 13/04/2018 a 14:30 #

      Bibbia o Vangelo… vivi in eterno….Blues will never die!!

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