Chris Salewicz “JIMMY PAGE – The Definitive Biography” (2018 Harper Collins Publishers)

11 Set

ITALIANO

Chris Salewicz “JIMMY PAGE – The Definitive Biography” (2018 Harper Collins Publishers) – TTTT

Non credo che questa sia la biografia definitiva come riportato sulla prima di copertina, ma credo che sia comunque una lettura essenziale per il fan navigato. Salewicz sceglie di approfondire gli aspetti meno romantici della vita di Jimmy Page e della saga dei LZ e di analizzare la cruda realtà che fu. Ci si addentra nelle tenebre e da esse fuoriescono resoconti piuttosto forti dove violenza, aggressività, uso di droghe pesanti e occultismo sono onnipresenti.

Alcuni fan non gradiranno questo approccio, concordo con loro che i Led Zeppelin sono stati anche altro, ma di sicuro sono stati anche quello raccontato in queste pagine.

Personalmente preferisco guardare le cose dalla prospettiva più ampia possibile e dunque ho letto questo libro con passione.

L’inglese non è la mia lingua madre, ma mi pare che il libro sia scritto molto bene e questo per me è fondamentale.

Salewicz ha fatto un buon lavoro, si è documentato bene e, avendo intervistato Page più volte, può dire di aver toccato con mano il soggetto di cui parla. Vi sono alcuni errori, errori che per fan come noi sembrano grossolani, ma immagino siano fisiologici. L’autore poi non ha evidentemente la conoscenza delle live recordings che abbiamo noi appassionati, certi giudizi non sono conformi alla realtà, ma in generale Salewicz se la cava egregiamente.

Sono riportate alcune notizie che non sapevo e che mi hanno sorpreso. Un paio di esempi: il matrimonio dei genitori di Page finì nella metà degli anni sessanta, quando si  scoprì che il padre di Page viveva una seconda vita e si era costruito una seconda famiglia. Fu Jackie DeShannon ad iniziare Page al sesso fatto di fruste e manette. A quanto dice l’autore l’uso massiccio di droghe fece la sua comparsa prima di quello che avevo sempre pensato.

Una biografia per essere definitiva deve mettere in campo tutti gli aspetti, qui paradossalmente la magnifica musica universale dei Led Zeppelin non viene affrontata con la dovuta forza, d’altra parte è vero che ci sono già talmente tanti volumi su Page e i Led Zeppelin che ha senso scegliere di approfondire sfumature specifiche.

Libro dunque per il fan con esperienza che già sa tutto della maestosità della musica e della narrazione epica di cui Page e dei Led Zeppelin sono intrisi, e che proprio per questo non ha paura di guardare l’abisso di perdizione in cui il Signore Oscuro si è crogiolato.

(Libro in edizione inglese).

(broken) ENGLISH

Chris Salewicz “JIMMY PAGE – The Definitive Biography” (2018 Harper Collins Publishers) – TTTT

I do not think that this is the definitive biography as reported on the front cover, but I think it is still an essential reading for the sailed fan. Salewicz chooses to deepen the less romantic aspects of the life of Jimmy Page and the saga of the LZ and to analyze the raw reality that once was. We enters the darkness and from them rather strong accounts where violence, aggression, use of heavy drugs and occultism are omnipresent come out.

Some fans will not like this approach, I agree with them that Led Zeppelin were also something else, but certainly they also were what is told in these pages.

Personally I prefer to look at things from the widest possible perspective and therefore I have read this book with passion.

English is not my mother tlanguage, but it seems to me that the book is very well written and this is fundamental to me.

Salewicz has done a good and well documented job, having interviewed Page few times he can say that he has “experienced” the subject of whom he speaks. There are some mistakes, mistakes that for fans like us are coarse, but I imagine they are physiological. The author then obviously has not the same knowledge of the live recordings that we have, certain judgments are not in accordance with reality, but in general Salewicz gets along well.

I did not know some anedoctes reported in the book. A couple of examples: the marriage of Page’s parents ended in the mid-sixties, when it was discovered that Page’s father lived a second life and built a second family. It was Jackie DeShannon who initiated Page on sex with whips and handcuffs. According to the author, heavy drugs appeared before what I had always thought.

A biography to be definitive must field all aspects, paradoxically here the magnificent universal music of Led Zeppelin is not addressed with due force, on the other hand it is true that there are already so many books on Page and Led Zeppelin that it has sense to choose to deepen specific nuances.

It’s a book therefore for the experienced fan who already knows all about the majesty of the music and the epic narration of which Page and Led Zeppelin are soaked, and that precisely for this reason is not afraid to look at the abyss of perdition in which the Dark Lord basked himself.

(English edition book).

 

16 Risposte a “Chris Salewicz “JIMMY PAGE – The Definitive Biography” (2018 Harper Collins Publishers)”

  1. bodhran 13/09/2018 a 14:10 #

    Che l’incontro con Jackie DeShannon avesse segnato il giovane Page ne aveva accennato anche Barney Hoskyns nel suo libro. Penso che non avere paura di parlare anche dei lati sgradevoli delle rockstar non sia male. Sia per rendere giustizia alla “storia” sia, come in questo caso, per comprendere le cause dela parabola discendente di JP

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  2. lucatod 13/09/2018 a 17:53 #

    Considero il libro di Barney Hoskyns la biografia definitiva di Page/Zeppelin. L’autore è riuscito a creare, montando nuove interviste ad altre prelevate a piene mani da altre fonti, una sorta di documentario su carta. Difficile aggiungere altro. A questo punto se non gli ex componenti della band, solo personaggi come Benji Lefevre o Phil Carlo potrebbero far luce su nuovi interessanti aneddoti.

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  3. mikebravo 14/09/2018 a 05:03 #

    Il cinquantenario del gruppo per ora ha portato ad una raffica di libri.
    Veramente tanti ed altri ancora a venire.
    Poi la deluxe edition di TSRTS che rappresenta l’ennesima presa per i fondelli.
    Cosa si puo’ ancora scrivere di nuovo sui led zeppelin ?
    Cosa puo’ remissare ancora jimmy page ?

    Farebbe molto piu’ scalpore un incontro dei 3 davanti a giornalisti e a qualche birra
    per qualche rimembranza di quell’estate del 1968 che ci é giunta a spizzichi e
    bocconi.
    L’incontro potrebbe avvenire in un pub di londra.
    il servizio di sorveglianza vigilerebbe vietando l’introduzione di qualsiasi chitarra
    acustica che potrebbe mettere in imbarazzo jimmy page.

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  4. mikebravo 15/09/2018 a 15:54 #

    Volevo segnalare un nuovo libro sui led zeppelin comprato stamani.
    Di tiberio snaidero LA FILOSOFIA DEI LED ZEPPELIN.
    Il libro reca una striscietta con la dicitura 50 ANNI dalla nascita della leggendaria
    rock band.

    In questi giorni ascolto KICK OUT THE JAMS degli MC5.
    Inutile dire che é un grande album live.
    In alcuni brani sul finale del disco ho trovato qualche similitudine coi led zep.

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    • Paolo Barone 16/09/2018 a 22:49 #

      Ho appena preso il libro e ho iniziato a leggere saltando fra un capitolo e l’altro. Sembra essere ben fatto….non lo avrei preso se non fosse per la recensione di Tim.
      Kick out the jam è un disco fondamentale per tutto il Rock a venire, spesso in linea Mr. Mikebravo…..

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  5. mikebravo 10/01/2019 a 08:19 #

    E cosi’ Jimmy ha festeggiato ieri 75 anni.
    E se nei primi 15 anni si è formato,
    dai 15 ai 25 ha posto le basi solidissime per il successo,
    dai 25 ai 35 ha raggiunto il massimo iniziando poi il declino,
    dai 35 ai 45 ha cercato di rialzarsi,
    dai 45 ai 55 un decennio in gran parte felice,
    dai 55 ai 65 concerto reunion e cocente illusione successiva,
    dai 65 ai 75 abbandono della chitarra e pubblicazioni di materiale
    vecchio e ripetitivo.

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  6. Tiziano il V° cavaliere dell'apocalisse 10/01/2019 a 14:42 #

    auguri Jimmy. PS. Avevo visto in uno store il librone di foto che è uscito da poco. Era anche in offerta. Foto cosi cosi, a mio avviso un librone inutile. A natale la cognata a sorpresa me lo ha regalato . Sicuramente a prezzo pieno. Ci ho dato una scorsa poi messo via sullo scaffale…

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  7. mikebravo 26/11/2019 a 14:53 #

    Ho comprato il libro solo ora.
    Assieme al libro ho ordinato da ibs un doppio CD intitolato
    Jimmy page and friends .
    Trattasi di un tributo ad Alexis korner del 1984 in Inghilterra.
    Jack bruce al basso, Paul jones all’armonica, Charlie watts alla batteria.
    Per il momento ho scorso velocemente gli inizi dei brani.
    dominano i sax e per quello che ho ascoltato, la chitarra
    di Page non combina nulla.
    Sembra la ripetizione della data di Pistoia 1984.
    Imbarazzante.

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  8. mikebravo 27/12/2019 a 08:01 #

    Questo libro mi sta piacendo moltissimo.
    Credo che l’autore abbia messo nel computer la successione di avvenimenti
    noti e meno noti che riguardano Jimmy page.
    E poi ci abbia ricamato sopra.
    Ottenendo un buon lavoro.
    Per di piu’ ha incontrato Jimmy page di persona.
    Non è da tutti.
    130 pagine prima del periodo zeppelin !
    Notevole anche per questo.

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  9. Tiziano il V° cavaliere dell'apocalisse 05/01/2020 a 10:31 #

    comperato ieri : in italiano.

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  10. lucatod 28/02/2020 a 14:06 #

    Ho terminato qualche giorno fa la lettura di questo libro in versione italiana e trattandosi del primo libro sui LZ/JP che leggo da almeno cinque o sei anni l’ho praticamente divorato.
    Detto questo , non trovo affatto corretto il titolo “la biografia definitiva” dato che a mio parere l’autore non ha fatto altro che saccheggiare Stephen Davis , Mick Wall e Barney Hoskyns , ritagliando poi la classica storiella arcinota.
    Certo non è un libro da buttare via , le prime 130 pagine sono un fiume in piena sugli anni della formazione del chitarrista , molte informazioni , forse anche troppe , forniscono un quadro a tratti anche inedito del periodo pre-zepp. Al contrario la parabola della band l’ho trovata scontata , spesso poco precisa e con numerosi copia-incolla dal martello degli dei. Anche le sue interviste dell’epoca le ho trovate davvero poca cosa.
    Il post-zepp (che poi è il periodo che a me interessa maggiormente) come al solito viene sbrigato velocemente. Avrei preferito qualche indagine più approfondita sulle registrazioni di Death Wish 2 , i veri problemi legati al suo rapporto con gli ex soci , il tour ARMS e sopratutto i FIRM (primo e unico vero tentativo di Page di allontanarsi dai LZ!!). Come al solito pochissimi dettagli sul suo rapporto con Paul Rodgers.

    In definitiva una biografia troppo maliziosa , perché non cerca di scoprire nulla di nuovo (al contrario delle già citate) ma insiste sui classici cliché come la sua passione per l’esoterismo (il chitarrista non ha mai nascosto i suoi interessi e anzi in quel senso ha sempre fornito delle spiegazioni molto più intelligenti di quelle create dai vari romanzieri della band) , le donne , la droga e la sua generale paranoia. Il Darklord meriterebbe di più.

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    • mikebravo 28/02/2020 a 14:53 #

      Credo sia difficile ormai scrivere un libro su page & company.
      Io ne ho tantissimi.
      Ogni tanto mi fisso su uno che non ho ancora letto.
      Credo che manchi ancora la biografia di john paul jones.
      Mi ha rattristato molto leggere che Dave Lewis soffre di depressione. .

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  11. Marco Campanella 20/04/2020 a 13:56 #

    in lettura in questi giorni… avevo acquistato l’edizione originale appena uscita, per metterla, non letta, in compagnia delle altre biografie su Page. Solo qualche mese fa ho ordinato quella in italiano… Il libro è interessante e concordo con Tim sul giudizio da dare al complesso dell’opera. La versione italiana è penosa per la traduzione agghiacciante in molti passaggi e per l’enorme presenza di refusi.

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    • mikebravo 21/04/2020 a 12:22 #

      Io che sono compulsivo ho messo insieme un notevole
      numero di libri sul dirigibile e annessi.
      E non ne sono pentito perché li leggo con soddisfazione e piacere.
      E penso agli anni settanta quando le notizie su page & company
      arrivavano su ciao 2001 saltuariamente ed un po’ a caso.
      Oramai per scrivere sui led zeppelin si punta molto sul prima e sul
      dopo il periodo 1968 – 1980.
      .

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      • il v° cavaliere dell'apocalisse 22/04/2020 a 04:48 #

        si, allora ci sognavamo tutto questo. Ricordo anche che nei primi ’90 ad una fiera del disco comprai ( a peso d’oro) un paio di VHS sui LZ letteralmente inguardabili…copie delle copie delle copie… avete presente il 3D senza occhiali? no, mooolto peggio…eppure ero contentissimo…ah, che tempi…

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  12. mikebravo 22/04/2020 a 11:59 #

    CIAO 2001 era sul pezzo a luglio 1971 quando ci fu il Vigorelli.
    Copertina stupenda.
    Servizio bellissimo.
    Tante foto.
    Per me il piu’ bel numero di CIAO 2001 nella sua storia.

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