Vittorio Zucconi “Il Lato Fresco Del Cuscino – alla ricerca delle cose perdute” (2018 Feltrinelli)

19 Set

Vittorio Zucconi “Il Lato Fresco Del Cuscino – Alla ricerca delle cose perdute” (2018 Feltrinelli) – TTTT

Brian leggeva gli scritti di Guglielmo Zucconi, io – il figlio di Brian – leggo quelli di Vittorio, figlio di Guglielmo. Zucconi (il figlio) poi è nato a Bastiglia, a pochissimi chilometri da Nonatula, il comune dove son nato io, ed ha passato la sua infanzia a Modena. Fino a qualche settimana fa è stato inoltre direttore di Radio Capital, la mia radio di riferimento. C’è dunque un filo che mi lega a lui, ma è chiaro che lo seguo perché i suoi scritti mi sono sempre piaciuti, e ho sempre seguito con dedizione i suoi reportage pubblicati (soprattutto) su La Repubblica e letto alcuni dei suoi – magnifici – libri.

Non potevo perdere dunque questa sua ultima prova dedicata al “blues”, ovvero agli oggetti e ai luoghi del passato che tanto hanno significato per la sua vita. I suoi cani, le sue auto, la riviera adriatica, i suoi lunghi soggiorni da corrispondente in posti come l’URSS, etc etc. Una lettura piacevole e se vogliamo leggera, nella accezione più nobile del termine.

Personalmente Zucconi non mi delude mai. Brèv!

Descrizione: 

https://www.lafeltrinelli.it/libri/vittorio-zucconi/lato-fresco-cuscino/9788807070389

Le nostre vite sono segnate da oggetti che restano impressi nella memoria, come a scandirla con visioni e suoni che sembrano rimasti lì, a fissarci per sempre. Vittorio Zucconi, instancabile inviato che ha percorso molta parte del mondo, affronta senza paura questo viaggio nel ricordo e ricuce i momenti di una vita popolata da personaggi straordinari.  Così anche gli oggetti si animano e animano la scrittura: ci sono il ticchettio della Lettera 22 paterna a cadenzare le insonnie infantili e il videoregistratore Betamax, frutto dimenticato di anonimi ingegneri della Sony, per sfuggire alla noia asfissiante dei plumbei inverni sovietici. Ci sono i dibattiti metafisici sulla piadina perfetta di Milano Marittima e l’aereo scalcagnato della campagna presidenziale di Bush, che sembrava a ogni momento sul punto di schiantarsi ma offriva in cambio un posto in prima fila nello spettacolo della democrazia. E poi c’è l’ossessione ricorrente, la ricerca “illusoria e passeggera” per eccellenza, quella del lato fresco del cuscino. E può essere un ricordo di bambino – le vacanze in Romagna, l’afa dell’Adriatico e i letti intrisi di sudore – o l’alba della liberazione di Kuwait City, mentre in un albergo rovente di Dammam si cercava solo di dormire per non pensare alla “madre di tutte le guerre”. Un viaggio nella memoria, una ricerca archeologica che diventa il romanzo di una vita, con quel poco di nostalgia che tutti ci possiamo concedere, ma qui ammaestrata dall’ironia del giornalista di razza.

 

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