Ianuarius blues

23 Gen

Gennaio lo si vive di solito come mese importante: è il primo dell’anno, ha 31 giorni, viene associato all’arrivo del “generale inverno” e così via. Questo del 2019 sembra tuttavia scivolare senza troppa sostanza. Ha fatto freddo un settimana, durante la quale la campagna emiliana si è di nuovo trasformata in tundra, ma poi si è stabilizzato. Giorni e giorni senza precipitazioni, siccità, cimici che ancora infestano le case qui in campagna. Tra oggi e il prossimo lunedì dovrebbe cadere un po’ di neve, ma la sensazione è che sembrano non esserci più i gennaio di una volta.

NEW YEAR DAY BLUES

Il 31 dicembre sarei dovuto andare a vedere la Premiata (la pieffeemme insomma) in concerto in piazza a Parma ma la pollastrella era influenzata e abbiamo così ripiegato su un veloce brindisi con i vicini. Abbiamo accolto dunque il nuovo anno in semplicità e con lo spirito allegro, d’altra parte il Franciacorta agevola le giuste vibrazioni.

Pollastrella – New Year blues – foto TT

Dopo qualche ora di sonno, pranzo da Lucia: cappelletti, coniglio, arrosto, lambrusco, zuppa inglese … insomma, lo strabiliante menù d’ordinanza dei giorni di festa qui in Emilia. La pollastrella è vegetariana e ha virato su altri cibi, io di solito cerco di essere contenuto e di non mangiare (troppa) carne, ma sono così emiliano che trattenermi per Natale, Santo Stefano e primo dell’anno fatico parecchio e inoltre, fino a che ne avrò la possibilità, vorrei godermi questi ritrovi culinari che riportano alla mia infanzia e alla mia giovinezza.

Mentre digerisco il pasto con l’aiuto di liquida liquirizia liquorosa (sciocca allitterazione, lo so), osservo la pollastrella e suo nipote Steve giocare a Rebellion, un gameplay di Star Wars. Sia Saura che Steve sono superfan di questa saga e credo occorra davvero esserlo per affrontare Rebellion, ovvero “un gioco di strategia tattica asimmetrico da 2 a 4 giocatori ambientato nell’universo della trilogia originale, che vede i Ribelli contro l’Impero.”.

Li osservo stupito mentre si preparano ad immergersi in Star Wars versione da tavolo. Ammiro la loro dedizione, il loro confrontarsi usando il lessico starwarsiano, la loro volontà di entrare tra le pieghe di un gioco senza dubbio impegnativo.

Steve – Rebellion : STAR WARS game play – foto TT

Li lascio alle loro fantasie stellari, torno alla Domus e mi godo un po’ di nuove edizioni in vinile. Ho sempre un brivido quando ho in mano il long playing di Works

Sul piatto della Domus Saurea: ELP – foto TT

…torno poi su una delle mie piccole ossessione ovvero Love Beach, album certamente assai superiore a quello che si è detto in giro negli ultimi quarant’anni anni.

Sul piatto della Domus Saurea: ELP – foto TT

Pesco poi Made In Europe, con la sua copertina che “fa tanto Ciao 2001″, come dice il mio amico Picca.

Sul piatto della Domus Saurea: DP – foto TTCome dice

BACK AT THE OFFICE BLUES

Dopo l’Epifania torno in ufficio. Come capita da un bel po’ di mesi a questa parte faccio buon viso a cattivo gioco. Cerco di “tenere alto il mio sorriso” come cantava Tommy Togni e di fronteggiare le paludi lavorative con discreta eleganza.

Tim: Office Blues – gennaio 2019 – autoscatto

CAR WASHING BLUES

In pausa pranzo vado a far lavare la Sigismonda.  Di solito lo faccio a Florianus, paese di 17.000 anime a un metro di distanza da Stonecity; mentre attendo che la blues mobile torni più o meno come nuova mi soffermo a contemplare gli uffici dell’ex stazione di servizio ora lavaggio auto. Questi locali lasciati a se stessi mi affascinano ogni volta. A Mess Of Blues, come cantava Elvis The Pelvis.

Stonecity car washing blues – foto TT

Stonecity car washing blues – foto TT

Stonecity car washing blues – foto TT

DOMUS FELIS

Sarà anche bello avere dei gatti intorno ma d’inverno capita a volte di averne in casa cinque (su sei). Persino il randagio Arturo viene a ripararsi volentieri, accoccolandosi nella sua scatola o appisolandosi sulla mia sedia. Questo significa pulire e disinfettare in continuazione e aprire e chiudere la porta d’ingresso ogni qualvolta vogliano uscire od entrare. Palmiro, che è il capobranco o meglio il capo colonia, controlla, tollera e mantiene l’ordine. Quando tutto è a posto, non disdegna le comodità della vita domestica, si intabarra sul divano e si gode the fantastic drowse of the afternoon Sundays

Palmiro – “Oggi fa friddo e nun voglio ascì”- foto TT

Anche Raissa, che è la più paziente , nonché matriarca della Domus, amica e collaboratrice di Palmir, non rinuncia mai a qualche momento di relax dinnanzi alla stufa quando la situazione lo consente.

Raissa – Domus Saurea –  Gennaio 2018 – foto TT

Strichetto, la gattina isterica di cui tanto parlo, alterna pisolini nella sua cesta a scorribande improvvise, la ritroviamo in ogni pertugio, in ogni anfratto. Chiede attenzione, di essere intrattenuta, e quando le ottiene si stufa e scappa via.

Strichetto e la TV – foto TT

La Ragni (da Ragnatela) sta sulle sue, principessa un po’ indolente con la paura di essere detronizzata da Strichetto. Spaventina come sempre resta fuori davanti alla porta.

La Ragni – Gennaio 2019 – foto TT

ADIDADS obsession

Intorno al 1974, poco più che bambino, giravo per Canalclear high street a Mutina, credo ci fosse con me mia madre ma non ne sono sicuro. Davanti ad una della tante vetrine di Mazzi, un grosso emporio con le insegne Pirelli, mi bloccai. Mazzi vendeva materie plastiche, arredo casa, abbigliamento sportivo, giocattoli e chissà che altro in un dei punti più noti del centro storico, letteralmente a due passi dal Duomo. Fui immediatamente rapito da una tuta marrone dell’Adidas. Ora, non è che il colore marrone sia esattamente il mio preferito, ma erano i primi anni settanta, le tute da ginnastica erano pressoché tutte felpacce blu, accompagnate poi dalle immancabili Superga blu e bianche (i modelli Allstar non erano ancora diventate di moda qui in Italia, soprattutto nel mondo del Rock), e vedere una tuta così bella, così particolare mi segnò per il resto della vita.

Da allora i modelli vintage Adidas mi incantano sempre (tra l’altro condivido questa passione anche con il Vate di Setubal, Josè Morinho). Di questi tempi non è semplice continuare ad amare questo marchio, entri nei negozi odierni, vieni sopraffatto da rap e trap (per quanto mi riguarda quasi sempre musica-non-musica di pessimo gusto), vieni servito da personale gentile ma sbruffoncello (ragazzi che potrebbero quasi essere tuoi nipoti) mentre l’occhio ti cade sui modelli attuali adatti alle nuove generazioni venute su appunto a rap e a NBA. Con un po’ di pazienza qualcosa che mi piace riesco anche a scovarlo, ma non mi ci ritrovo in quei luoghi e dunque esco e me ne vo.

Così non mi rimane altro che sfogare la mia piccola e dolce ossessione per certe fogge retro’ sul sito dell’Adidas e sfogliare le pagine alla ricerca di qualcosa che si confaccia al mio gusto. Quando lo trovo, magari in saldo, mi sento meglio, proprio come quando ascolto un long playing degli anni settanta di uno dei miei gruppi preferiti. Nel giro di una settimana tre ordini, se non è shopping compulsivo questo … d’altra parte dovrò pur cercare di riempire i vuoti esistenziali in qualche modo, o no?

Acquisti Adidas – foto TT

FILM: Tre Manifesti A Ebbing Missouri – TTTTT

Regia: Martin McDonagh – Gran Bretagna, USA, 2017, 115′ – con Zeljko Ivanek, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Peter Dinklage, Lucas Hedges, Kerry Condon, John Hawkes, Frances McDormand, Caleb Landry Jones, Amanda Warren, Abbie Cornish

Un film che scivola dentro quel genere americano che – da non esperto di cinema – fatico a descrivere … commedia-noir-piuttosto-spiritosa-legata-al drammatico-e-tragico. Film che mi è davvero piaciuto tantissimo.  Visto su Sky Premiere.

TRAMA: sono passati mesi e l’omicidio di sua figlia è rimasto irrisolto, così Mildred Hayes decide di smuovere le autorità, commissionando tre manifesti alle porte della sua città – ognuno dei quali grida un messaggio provocatorio e preciso – diretti a William Willoughby il venerato capo della polizia locale. Quando viene coinvolto anche il suo secondo ufficiale, Dixon, ragazzo immaturo e dal temperamento violento, la battaglia tra Mildred e le forze dell’ordine di Ebbing è dichiaratamente aperta.

FILM: La Forma Dell’Acqua – TTTTT

Regia di Guillermo Del Toro – USA, 2017 – con Sally Hawkins, Michael Shannon (II), Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg – Titolo originale: The Shape of Water. Genere Drammatico, Fantasy, Sentimentale – durata 119 minuti. Distribuito da 20th Century Fox.

Altro film grandioso, un mix tra drammatico, sentimentale e fantasy. Una sorta di La Bella e La Bestia versione gotica e dark. Visto su Sky Premiere. Da non perdere.

TRAMA: Elisa, giovane donna muta, lavora in un laboratorio scientifico di Baltimora dove gli americani combattono la guerra fredda. Impiegata come donna delle pulizie, Elisa è legata da profonda amicizia a Zelda, collega afroamericana che lotta per i suoi diritti dentro il matrimonio e la società, e Giles, vicino di casa omosessuale, discriminato sul lavoro. Diversi in un mondo di mostri dall’aspetto rassicurante, scoprono che in laboratorio (soprav)vive in cattività una creatura anfibia di grande intelligenza e sensibilità. A rivelarle è Elisa. Condannata al silenzio e alla solitudine, si innamora ricambiata di quel mistero capace di vivere tra acqua e aria.

SERIE TV: Das Boot – Stagione 1 –  TTTT 

Regia: Andreas Prochaska – Germania/Francia 2018 – Lingua Originale: tedesco/francese/inglese – Tratta dai romanzi Das Boot e Die Festung di Lothar-Günther Buchheim – Interpreti principali: Rick Okon: comandante Klaus Hoffmann / Vicky Krieps: Simone Strasser / Leonard Scheicher: Frank Strasser / Rainer Bock: comandante Gluck / August Wittgenstein: Karl Tennstedt / Franz Dinda: Robert Ehrenberg  / Stefan Konarske: Ulrich Wrangel / Pit Bukowski: Pips Lüders / Julius Feldmeier: Eugen Strelitz / Leonard Kunz: Gunther Maas Lizzy Caplan: Carla Monroe / Tom Wlaschiha: Hagen Forster / Fleur Geffrier: Margot Bostal / James D’Arcy: Jack Sinclair

Nuova serie di Sky, riuscita e avvincente.

TRAMA: è il 1942 e il nuovo sommergibile U-612, prodigio dell’ingegneria tedesca dell’epoca, è pronto a salpare dalle coste francesi occupate dai nazisti per una missione nell’Atlantico. A bordo 40 giovani uomini della Marina condividono una missione e gli angusti spazi del sottomarino.

Ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, DAS BOOT, la nuova produzione originale Sky, descrive attraverso gli occhi dei soldati tedeschi il fanatismo cieco che spinge i giovani a una guerra senza senso, un tema ancora di grande attualità.

SERIE TV: Escape at Dannemora

Regia: Ben Stiller – USA 2018 – Tratta da una storia vera – Interpreti principali: Benicio del Toro: Richard Matt / Patricia Arquette: Tilly Mitchell / Paul Dano: David Sweat

La prima puntata parte con From The Beginning degli Emerson Lake & Palmer, e questo non può che predisporti bene. Negli episodi che seguono a sostegno delle narrazione visiva ci sono Whipping Post degli Allman Brothers, Do It Again degli Steely Dan, Take Me To The Pilot di Elton John e, udite udite, nel sesto episodio Bad Company della Bad Company.

Serie dunque da non perdere per noi uomini di blues anche perché c’è un Benicio del Toro in spledida forma, per non parlare della prova convincente di Paul Dano e della stratosferica Patricia Arquette. La regia di Ben Stiller mi sembra davvero niente male, cosa questa che mi sembrava impensabile eppure …

TRAMA: Due uomini sono stati incarcerati per omicidio. Richard Matt, colui che ha pensato alla fuga, un vero e proprio manipolatore che alterna la violenza all’arte dei suoi dipinti; insieme al suo compagno di blocco David Sweat, organizza un ambizioso piano di fuga. Ad aiutarli è Joyce “Tilly” Mitchell, madre e moglie annoiata che lavora nella sartoria della prigione.

BLOG PEOPLE:

Ogni tanto ricevo email inaspettate da lettori del blog. Nei giorni scorsi è stata la volta di Matteo e Raymond.

Matteo mi scrive: “Buonasera, un entusiasta lettore del suo blog ormai da diverso tempo e approfitto dell’occasione per ringraziarla del suo lavoro. Le scrivo per domandarle se potesse dirmi, qualora non fosse troppo disturbo, se ha avuto modo di ascoltare la riedizione di Outrider uscita in Giappone nel giugno 2016, che pare sia rimasterizzata. Pongo a lei questa domanda perché, vista la recensione di Coverdale/Page in cui cita l’edizione del 2011, so che può avere familiarità con questo genere di ristampe. Grazie in anticipo e cordiali saluti”

Con Matteo poi siamo passati al tu e approfondito la conoscenza, ma resta il fatto che avere lettori che si interrogano se la recente edizione giapponese di Outrider (album solista di Jimmy Page del 1988 mai uscito in una nuova ristampa qui in Europa e in Nord America) sia rimasterizzata come si dice, mi rende orgoglioso. Questo denota interesse all’approfondimento, al dettaglio alle sfumature. Che meraviglia avere gente così intorno.

Raymond mi scrive:  Hi Tim, Just thought i would drop you a few lines to say how much i enjoy your blog. I really enjoy what you put on your blog about music, i can’t believe your taste i love everything you talk about or give your opinion on. All the bands your love i love to … i saw Led Zeppelin five times Preston, twice at Earls Court and both Knebworths an amazing band. I just love that period in music i feel the best music came out between 66 to 77, so many great Artist/Bands. I also like you are an avid collector of live recordings/Bootlegs and have been for over forty years, in fact i’ve just ordered the Bad Company Boston 77 show after reading your view on it. I live in the UK Manchester to be precise and saw many many bands in the seventies at the Free Trade Hall, the Hardrock and the Appllo. i will sign off for now but keep it coming Tim like i said love your Blog. Regards,Ray

Beh, che ci sia un Raymond di Manchester che segue un blog dove di certo non tutti gli articoli hanno la traduzione in inglese, che ha visto i LZ dal vivo 5 volte e che si dice entusiasta degli articoli che pubblichiamo mi sembra davvero meraviglioso. Come mi sembra meravigliosa la comunità che ormai da otto (otto!) anni segue questo blog per l’uomo (e la donna) di blues. Grazie davvero, I love you all.

FRIENDS WILL BE FRIENDS: Riva e Trombetti omaggiano Tirelli

Ad inizio anno due monumenti del giornalismo musicale italiano (Beppe Riva e Giancarlo Trombetti) si ritrovano e decidono di omaggiare il sottoscritto posando per una foto con le due riviste top relative alla nostra musica con i copertina i giganti che una volta camminavano sulla terra. Faccio due conti, sono trent’anni o poco più che conosco i due in questione, trent’anni da quando mi presero sotto la loro protezione nel momento in cui iniziai la collaborazione con le riviste nazionali Metal Shock e Flash. Era il 1988, già, eppure siamo ancora qua che ci sentiamo, ci scriviamo, e ci scambiamo informazioni e sensazione su un mondo, il nostro, quello del Rock, che sta svanendo. A dir la verità con Riva scambio almeno settimanalmente anche riflessioni sulla nostra comune grande altra passione (l’Inter), con Trombetti fatico di più perché, pur essendo anch’egli un gran appassionato di football, ha colori che diciamo così, fanno a botte con quelli della mi squadra, nonostante questo voglio un gran bene ad entrambi ed è bello che dopo tre decenni siamo ancora qui a roccare e a rollare.

PS: Che i due non siano a capo di una delle due riviste che hanno in braccio mi sembra impossibile.

Beppe Riva & Giancarlo Trombetti – gennaio 2019

FRIENDS WILL BE FRIENDS ( Stefano & Carlo Alberto’s songwriting blues)

A proposito del tempo che passa e degli amici che ritornano. A inizio anno mi metto sulla chitarra e mi arriva d’improvviso un riff che capisco sin da subito essere niente male. Si basa su un paio di accordi uno dei quali lo rendo in una posizione inusuale che non so nemmeno se esista ma che mi piace parecchio; dopo poco aggiungo altri quattro accordi. Scrivere canzoni, me lo dico spesso, è la cosa che più mi piace fare al mondo. Capisco immediatamente però che il riff di cui sopra è diviso (per accenti e per tempo) in maniera non convenzionale, che lo sviluppo dell’ipotetico pezzo è troppo articolato per poterlo cantare e/o finire da solo. Ci penso qualche minuto e poi mando un whatsapp al mio songwriting pard di un tempo: Mr Charles Albert Thompson. Ci conosciamo dal 1981, nel periodo 1988/1993 ci eravamo messi a fare sul serio per quanto riguarda lo scrivere canzoni ma poi il progetto naufragò. Ci ritrovammo nel 1995 e scrivemmo altre cose a mio avviso molto carine. Tutto finì lì, ognuno prese altre strade, tuttavia, anche in questo caso, dopo il mio messaggio eccoci di nuovo qui, in una sera qualunque di gennaio a buttar giù qualcosa insieme.

Davvero buffo, sono trascorsi 24 anni dall’ultima canzone scritta eppure sembra che il tempo non sia passato, ci approcciamo alla cosa con la familiarità e le dinamiche di un tempo. Gli faccio sentire il riff e il giro alcune volte, lui guarda per aria, attende l’attimo propizio e si mette a canticchiare e a scribacchiare qualcosa. Alla fine della serata abbiamo due strofe pressoché complete. Nell’appuntamento successivo completiamo la canzone con ponte e ritornello. Niente di che naturalmente, l’ennesima canzone destinata a rimanere chiusa nel cassetto, però che bella sensazione.

Studiolo – Domus Saurea – Gennaio 2018 – foto TT

FRIENDS WILL BE FRIENDS (Stefano & Stefano’s football blues)

INTER – SASSUOLO un sabato su DAZN. Mi viene il blues. La squadra della città in cui lavoro ormai è la nostra bestia nera, in più guardarla sullo schermo del PC tramite DAZN mi dà l’orticaria: la connessione non è mai perfetta, i commenti sono spesso desolanti e finisco sempre per sentirmi a disagio. Mi salva un messaggio del Pike boy? “Cinegiappo?”, mi scrive, meno male … qualcuno che si fa vivo nel momento del bisogno.

Il ristorante cinegiappo dove siamo soliti andare, non troppo distante dalla Domus Saurea, è stato completamente rinnovato. Non è più a buffet ma alla carta. Niente male. Ci incontriamo alle 19,15, siamo entrambi puntualissimi per non perdere poi la partita. Antipasto ai frutti di mare, spaghetti di riso ai gamberetti alla piastra, anatra con ananas, birra cinese … solita ordinazione da uomo di blues. Anche in questo caso faccio due conti: conosco il Pike boy da quasi 38 anni, da quando le nostre relative band di allora suonarono al festival Modena Rock del 1981. Condivido con lui il nome proprio (sebbene i soprannomi abbiamo preso il sopravvento già dagli anni settanta) e l’amore e la visione del Rock. Oggi siamo due uomini di una incerta età che non smettono un secondo di parlare di long playing, del Dark Lord (James Patrick Page insomma), della musica intorno alla quale le nostre stesse esistenze girano intorno.

Bluesmen al CineGiappo – Gennaio 2019 – Foto Saura T

Tanti anni passati ma sembriamo ancora i due cinni (come si dive qui nella Mutina-Regium county) o pischelli (come direbbe Polbi) che si infiammavano per le copertine del doppio live The Song Remains The Same e del triplo Wings Over America, ah!

Stasera DAZN funziona più o meno bene. Lo schermo 27 pollici non è poi male, il divanetto da due soldi dello studiolo non è il massimo ma guardare una partita in compagnia di Pike è sempre bello e la serata passa liscia, non fosse per lo 0 a 0 con cui termina la partita. Rassegnati e amareggiati, affoghiamo la delusione nella Pelmosoda.

Tim & Pike: bocche cucite e facce lunghe dopo Inter – Sassuolo – Foto Saura T.

Evitiamo di stare a sentire il mister nel post partita e ci trasferiamo in sala a ritemprarci con video bootleg dei Led Zeppelin periodo 1972/1973.

Ci godiamo la “rumba” dei Led Zeppelin fino alla mezza. L’Inter è un fastidio ormai lontano, ci auguriamo la buonanotte con il sorriso: il Rock è una medicina potentissima.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=TSm94npExzU

10 Risposte to “Ianuarius blues”

  1. lucatod 23/01/2019 a 13:26 #

    Come spesso accade leggendo i tuoi post mi ritrovo a sorridere per la quantità d’interessi che ci accomunano, magari piccole cose però fa sempre piacere, si tratti di album, libri, Page B-bender , gatti, film o serie tv. Proprio questi giorni seguendo Escape at Dannemora ero convinto che ne avresti scritto sul blog. Già l’incipit con From the Beginning di Greg Lake lascia intravvedere la bontà dell’operazione ma con l’omonimo pezzo dei Bad Company hanno messo la ciliegina sulla torta su una serie davvero ottima. Non parliamo poi del film Tre manifesti.. una di quelle storie ambientate nella provincia degli states così lontana dai film fracassoni del momento.
    Recentemente ho visto la seconda stagione di Deutschland 83 (D-86) ambientata negli anni ’80 della guerra fredda tra DDR etc.. l’ho trovata più debole rispetto alla prima ma comunque piacevole.

    Piace a 1 persona

  2. timtirelli 23/01/2019 a 14:29 #

    Grazie per il commento Luca, e si lo so, abbiamo tantissimo in comune. Non per niente ti considero una delle colonne di questo blog.

    D-86 ha dato la stessa impressione anche a me, ne ho guardata qualche puntata poi ho abbandonato. Magari la riprenderò, ma come hai scritto è più parecchio debole rispetto alla prima stagione.

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    • lucatod 23/01/2019 a 15:26 #

      Deutschland ’86 si riprende verso le ultime quattro puntate dove si respira di nuovo aria di DDR. La mia sensazione è che si tratta di una serie tv a basso budget e purtroppo si vede.

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      • timtirelli 24/01/2019 a 18:49 #

        Avevi ragione Luca. Oggi ero a casa e mi sono rivisto le puntate mancanti. Le ultime sono migliori rispetto alle prime. Il finale è aperto… mi chiedo se avranno modo di fare un’altra stagione magari dedicata all’89, anno della dissoluzione della DDR.

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  3. lucatod 24/01/2019 a 20:10 #

    Dovrebbe essere una specie di trilogia, almeno così avevo letto da qualche parte, quindi un ultima stagione ambientata nel 1989 sarebbe davvero interessante. Peccato per questa, le poche sorprese sono arrivate dai comprimari (come il padre burocrate o i fuggitivi), non certo dai protagonisti che non si avvicinano neanche lontanamente a Philip ed Elizabeth Jennings.

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  4. Lorenzo Stefani 25/01/2019 a 12:53 #

    DOCTOR, DOCTOR PLEASE [prova tecnica di funzionamento commenti blog]

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  5. Lalli 25/01/2019 a 17:51 #

    Bel post Timo. La foto con Picca è uno spettacolo :-)

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  6. lucatod 30/01/2019 a 14:45 #

    Vorrei segnalare un bel filmetto visto l’altro giorno su dvd : LUCKY (2018) di John Carroll Lynch, ultima pellicola con il grande Harry Dean Stanton (se non era un uomo di blues lui..) , David Lynch e una piccola (ma intensa, almeno per il sottoscritto) parte per Tom Skerritt. Un po commedia, un po dramma, ma soprattutto bellissimi dialoghi. Mi ha ricordato quel Paris,Texas di Wim Wenders, anche se la storia non c’entra nulla. Posto il trailer anche se non dice molto..

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  7. timtirelli 30/01/2019 a 15:17 #

    Grazie della dritta Luca. Vidi Paris Texas da giovane e mi intrigò parecchio. Vedrò di trovare questo Lucky. Io invece segnalo THE BRIDGE, serie TV scandinava davvero accattivante. ne parlerò nel prossimo articolo “personale” di Febbraio.

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    • lucatod 30/01/2019 a 17:51 #

      Tutta colpa di Ry Cooder..
      La serie The Bridge la vedrò sicuramente anche perché disponibile su Netflix.

      Piace a 1 persona

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