Archivio | agosto, 2020

L’estate un po’ sfatta di agosto inoltrato

26 Ago Modena Ovest Blues - foto TT

Passo l’estate così, dentro e fuori dal lavoro, circumnavigando i territori della mia Emilia. L’insoddisfazione di fondo cerca di tenermi inchiodato mentre il fuoco sacro del blues e del rock mi spronano a cercare un’alternativa. Pur avendo lo sguardo che mi scappa lontano oltre le colline, i miei occhi si riempiono dei colori e dei paesaggi proletari della campagna in cui sono immerso: l’erba arsa dal sole, le viti col loro carico d’uva ormai prossime alla vendemmia, i pomodori (o pomidoro) che brillano nel loro colore scarlatto.

La colonia felina della Domus Saurea acquisisce nuovi membri, oltre ai nostri sei gatti altri tre se ne aggiungono ogni giorno all’ora dei pasti, gatti sbandati, dimenticati qui da vicini che se ne sono andati, da storie che non riesco ad immaginare. Nero (da me ribattezzato Rodolfo, per tutti noi Roddy) arrivato tre anni fa con Strichetto (la nostra Stricchi insomma), portato in Emilia dalle Marche da una famiglia che ora appunto non abita più qui, non ebbe la prontezza di Stricchi di accasarsi qui alla Domus dopo aver fatto due più due e ora gatto randagio che vaga sconsolato per le campagne. Roddy ringhia in continuazione, tutti gli altri gatti (Palmiro in primis) gli danno addosso, ma sa che qui ha un porto sicuro, ci conosce, è guardingo ma si fa accarezzare. Ozzy, gatto nero smunto e dai tratti orientali, abiterebbe a poco più di cento metri da qui ma non è amato, sfamato e curato a sufficienza, per questo bazzica sempre qui intorno. Mesi fa girava con una zampina posteriore dolorante, provammo a prenderlo per portarlo dal veterinario ma essendo gatto poco avvezzo al contatto umano non si fece prendere. Oggi zoppica un po’, ma sta abbastanza bene, inizia a farsi accarezzare. Il Rossetto è un gatto bianco e rosso di cui non sappiamo nulla. Si presenta qui alla Domus con atteggiamento circospetto, non riesco nemmeno ad allungargli una ciotola di cibo, scappa appena mi avvicino, dieci metri sembrano essere la sua minima distanza di sicurezza, così deve accontentarsi degli avanzi che gli altri felini della Domus gli lasciano. E’ bello studiare le interazioni dei gatti, vedere che Palmiro, il Ras del quartiere, una volta capito che un nuovo gatto maschio si assoggetta alla suo status di maschio alfa, lo accetta nel gruppo. Maschio alfa … e chi lo avrebbe detto, una cotolettina di pelo arrivata alla Domus grazie ad una peripezia cosmica (qui la storia https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/ ), predisposto alla musica AOR (ma traviato al blues nero del delta), di indole social democratica (lascia che mangino prima tutti i membri della sua colonia aspettando diligentemente il suo turno scrutando l’orizzonte), si è trasformato in un maestoso e per niente comodo felino tutto nero, killer al bisogno, tutore assoluto dell’ordine nei territori intorno alla Domus. Solo alla sera torna a volte ad essere quel gattone sentimentale a cui eravamo abituati, quando mi cerca e si stende su di me come a dire “Sono qui Tyrrell, non aver paura, ci penso io a proteggerti”.

Il Gatto Palmiro – Domus Saurea Estate 2020 – foto TT.

Il gatto Palmiro – agosto 2020

Così, oltre ai gatti, spendo la mia vita tra un salto a Nonatown, la mia amata hometown …

Tim estate 2020 – NNT

NNT Partecipanza Agraria – estate 2020 – foto TT

NNT Partecipanza Agraria – estate 2020 – foto TT

tra sobrie serate (con dress code ben definito) passate con gli amici …

Sobrie serate con gli amici – Tim col costumino del tour del 1977 – estate 2020 – foto Saura T.

e la spesa settimanale alla Coop.

Tim pronto per la spesa settimanale – estate 2020

In pausa pranzo, nonostante temperature esterne proibitive, misuro vecchi quartieri artigiani nel silenzio agostano alla ricerca del blues.

Mutina Ovest Blues - foto TT

Mutina Ovest Blues – foto TT

Mutina Ovest Blues – foto TT

Mutina Ovest Blues – foto TT

SURRA IS THE NAME.

La pollastrella lavora da casa in smart working ormai da mesi e mesi. Arriva un corriere a consegnare un pacco. Suona, legge sul pacco nome e indirizzo e chiede “Surra?“.

“Beh in realtà sarebbe Saura”

“Scusa?”

“Sì sì, sono Surra. Grazie”.

Fuori a cena con Surra – foto TT

FEBBRE KEITH RICHARDS

Sono tempi da accordatura aperta in SOL, sono tempi giusti per imparare a dovere i pezzi di Keith Richards. Brown Sugar, (la mia amata) Tumbling Dice, You Can’t Always Get What You Want … una meraviglia. Certo, col capotasto mobile l’intonazione della chitarra è sempre a rischio ma suonare quei pezzi come andrebbero suonati è uno spettacolo.

Danelectro e pedaliera – agosto 2020 foto TT

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L’UOMO CHE ANDAVA D’ACCORDO CON TUTTI TRANNE CHE CON SE STESSO

I tre uomini che sono (il politicamente corretto Stefano, il distruttore preda della furia iconoclasta Ittod e Tim, colui che media tra i due) faticano a elaborare l’idea che vuole che l’uomo che loro tre formano sia visto come un compagnone, un amicone, uno simpatico. La troika che ho dentro di me pensa io sia un cagacazzo piuttosto antipatico e tenebroso e per questo rimase sorpresa un paio di anni fa quando si sentii dire da Mr Pike: “No no, tu sei simpatico, eccome se lo sei!”.

Ne discutevo l’altra sera con Surra a cena. Le riportavo quello che un’amica e collega mi aveva detto la mattina “sei amico di tutti, che fortuna che hai” e divertito le raccontavo le sciocchezzuole che nascono tra me e il mio amico e collega d’ufficio Pavve.

Pavve è d’impostazione uno spiccio, non ha tempo e indole per il sentimentalismo, ma io cerco sempre di portarlo su quel versante e la cosa diverte entrambi.

Esempio di messaggio mattutino che ci scambiamo dai due poli opposti dell’ufficio:

Pavve “dove vai oggi a pranzo?”

Tim: “prima di tutto buongiorno Pavve! Com’è andato il weekend al lago? Oggi andrò a pranzo da Meg” (ristobar della zona).

Pavve: “Mi burisci subito!” (Mi riprendi subito di prima mattina)! Ok, vengo anche io da Meg, amico del cuore, mandami il menù.”

Amico del cuore … ah ah ah.

Sempre a Surra racconto che in pausa caffè a volte capita che ci si ritrovi in alcuni colleghi, tutti con la stessa fede calcistica e con la voglia di sottolinearlo.

Pavve: ”Oh, da quando è arrivato Tim qui in azienda ci sono solo interisti. Prima che arrivasse stavamo tutti “schissi” (termine emiliano che sta per “schiacciati“, inteso come “tutti a testa bassa”) adesso siamo dappertutto e ci facciamo notare”.

Le descrivo un’ultimo rilievo di Pavve “Quando Tim mercoledì se ne andrà la situazione qui sarà questa” (e mostra la foto di un paesaggio desertico, arido, deprivante)

Sperando di non annoiarla le parlo anche dell’ultimo pranzo con i colleghi, sempre da Meg. I titolari, una volta saputo che sarebbe stato il mio ultimo giorno, ci offrono una bottiglia di prosecco e una tazzina personalizzata per me. Una volta usciti, il capo mi prende da una parte e mi dice: “Sono basito dalla gentilezza di quelli di Meg, a te vogliono bene tutti e sei amico di tutti, ma come mai?”.

Io me la rido, ma schiavo dell’autoanalisi, la cosa mi fa pensare. Mi tornano in mente i miei cugini, quando ci troviamo insieme a cena e mi vedono entrare subito in empatica con i titolari dei locali, esclamano quasi all’unisono “Come lo zio Lino!” (Brian insomma).

Chiedo a Surra: “Sono davvero come mio padre? Mi pare così inverosimile. Eppure se mi guardo allo specchio vedo i suoi lineamenti, se la gente mi riporta questo rilievi un fondo di verità ci sarà, ma allora perché credo d’essere sempre preda degli sbalzi d’umore, sempre sul lato sbagliato della strada, sempre dalla parte meno comoda dell’umore?”

Surra mi guarda e dice “L’uomo che andava d’accordo con tutti tranne che con se stesso”! Ecco.

L’UOMO CHE ANDAVA D’ACCORDO CON TUTTI TRANNE CHE CON SE STESSO – TT agosto 2020 Domus Saurea – foto Saura T.

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BARCELLONA BAYERN 2 – 8

Vedere il Barcellona prendere otto goal dal Bayern Monaco durante le fasi finali della Champions League è stato impressionante. La grande era moderna del Barca credo sia davvero finita.

Barca – Bayern 2 – 8 – august 2020

JUST MY IMAGINATION (RUNNING AWAY WITH ME) – DDR Blues

Alla continua ricerca di un’alternativa al capitalismo spietato, rifletto sul passato e me lo dipingo con i colori che più mi fanno comodo. La DDR è sempre nei miei pensieri.

The Brühl Project, Leipzig, designed by architect Harry Müller, GDR, 1968

FILM

Balloon – Il Vento Della Libertà TTT½ a proposito della DDR ecco un buon film tratto da una storia vera, una famiglia con un solo desiderio, scappare all’Ovest. Il tenente colonnello che li insegue si lascia andare a qualche amara verità.

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1917 – TTTT½ film sulla prima guerra mondiale di produzione angloamericana. Spettacolare.

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Puzzle – TTTT versione americana del 2018 di un film argentino del 2010. “Mettere ordine al caos“. Bello.

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7500 – TTT½ produzione tedesca-austriaca-statunitense, anno 2019. Tentativo di dirottamento da parte di terroristi islamici.

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Equipaggio Zero / Troop Zero -TTTT½ produzione statunitense del 2019 – Georgia 1977 un gruppo di bambini outsiders alle prese con un sogno. La musica Rock è ben presente nel film. Molto bello.

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The Deep -TTTT – produzione norvegese-islandese del 2012. Tratto da una storia vera. “Una storia che apre una breccia sui limiti del corpo umano.” Paesaggi nordici, la vita in mare, il dramma. Ottimo film.

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SERIE TV:

Alias Grace / L’Altra Grace -TTT½ – miniserie canadese del 2017.

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Designed Survivor – TTTT – triller politico di produzione americana (2016-2019). Ho appena terminato i 21 episodi della prima stagione. Designed Survivor è imbevuto della retorica USA e dei buoni sentimenti che piacciono al pubblico patriottico a stelle e strisce, avrebbe tutto per non piacermi eppure mi tiene incatenato ad essa. L’avevo accantonata dopo il primo episodio, ma l’amico Jaypee mi ha detto di insistere e così eccomi qui prigioniero di Kiefer Sutherland

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Sul piatto della Domus

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Tim in Abbey Road – agosto 2020

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PERDERE LA FINALE DI EUROPA LEAGUE BLUES

Depresso, senza voglia di far nulla, l’accidia che spinge, è così che vivo questo post finale. Il mio amico Mario si diceva tranquillo, ma io non lo ero per niente, speranzoso sì, ma preoccupato. La vita è questa, raramente vinci, l’ho elaborato da tempo, eppure ogni sconfitta fa male. Conte ci ha portato a un passo dallo scudetto e dalla Europa League, niente male certo ma la stagione ci lascia l’amaro in bocca, specialmente dopo i malumori messi in piazza dall’allenatore a quanto parte ora accantonati. Tornando alla partita … il Siviglia non mi è piaciuto, perdere da una squadra così brucia parecchio e Banega mi è diventato molto antipatico. Gli spagnoli tirano a non far giocare l’avversario, si lamentano in continuazione, si buttano a terra … avranno anche vinto la coppa ma sono dei poveretti. Sono stati più freddi e cinici, ma il loro football è davvero misero. Noi non siamo stati gli stessi delle ultime settimane e abbiamo pagato l’inesperienza ma siamo stati anche sfortunati e poco precisi. Ad ogni modo la stagione è finita, tra un mese si riparte, con che giocatori, con che spirito si vedrà.

Siviglia Inter 21-8-2020

Sono comunque già passati alcuni giorni da questa maledetta finale ma ancora tribolo a ricollocarmi nel mondo. Vivo sul divano, fisso lo schermo spento della TV mentre Saura – preoccupata – mi prepara qualcosa da mangiare là in cucina.

Fissare la televisione spenta – foto TT

Mi butto sul letto in questi pomeriggi afosi e perdo ore a fissare i riflessi del sole che filtrano attraverso le tapparella della finestra.

Fissare i riflessi del sole che filtrano dalle tapparelle – foto TT

Verso sera scendo a scrutare la Borgo Massenzio skyline in cerca di risposte.

Fissare i tramonti estivi alla Domus – foto TT

poi sulla balconata osservo la pioggia di temporali estivi cadere pesante.

Minnie, in apprensione, mi viene vicino e medita sui blues che stanno scuotendo il suo umano di riferimento.

Minnie cerca di consolarmi – foto TT

Inter, io ti amo alla follia, però non farmi sempre soffrire.

OUTRO

Cerco così di distrarmi e dunque di sbarazzarmi di me stesso cercando bevande che mi facciano volare e di cui mi ha messo a conoscenza il mio amico Paolino P.:

LED ZEP Luglio 1973 – The Starship

LED ZEP Luglio 1973 – The Starship

LED ZEP Luglio 1973 – The Starship

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Brevi racconti di Ferragosto: “Bigliettini”

15 Ago

A pranzo ero solito andare allo Zippo Café, un ristorantino tavola calda vicino al posto in cui lavoravo. Il locale non era niente male, design semplice e dignitoso, cucina discreta. Spesso me ne andavo lì da solo, bevevo un’acqua frizzante fredda, ordinavo spaghetti alla carbonara, prosciutto e melone o secondi tipo petto di pollo con spinaci, e pensavo ai fatti miei. Avventori andavano e venivano, occupando e liberando i tavoli così velocemente che, se filmata, la cosa poteva essere trasmessa in loop in una di quelle mostre dedicate all’arte moderna col titolo “la pausa pranzo”.

Le ampie vetrate davano su di un ampio parcheggio dove ogni giorno lasciava la sua macchina il mio amico e collega Mario Bruce Corradinsteen. Lo avevo conosciuto trent’anni prima, ero appena arrivato nell’azienda in cui lavorava e, malgrado il suo approccio sempre un po’ sgrauso, dopo poco diventammo amici, a tal punto che fu l’unico con cui rimasi in contatto quando me ne andai dieci anni più tardi. Nel corso del tempo diventò più che un fratello e una delle presenze su cui si fondava la mia vita. Condividevamo visione del mondo, della politica e un’amore smisurato per la stessa squadra di calcio, un’entità sportiva che ci faceva palpitare il cuore. Spesso guardavamo le partite trasmesse dalla televisione insieme, tra imprecazioni, bestemmie, disperazione e improvvisi scoppi di gioia cosmica, il tutto col gusto delizioso che solo lo sport (e una paio di bicchierini di Rum Legendario) che tanto amavamo sapeva darci.

Durante questi pasti veloci come mio solito ponderavo il senso della vita, il caos esistenziale in cui eravamo immersi, il caso che aveva dato origine a tutto. Mi passavano di fianco donne incorniciate nelle loro vesti estive: ampie gonne svolazzanti, leggeri pantaloni alla Capri sfrangiati appena sotto il ginocchio, canottiere da cui maliziosamente correvano in parallelo le spalline dei reggiseni, camicette fru-fru fatte di nastri e pizzi e di una foggia decisamente fuori dal tempo per le giovani donne del sud che le indossavano. Il problema erano le calzature. A parte qualcuna che indossava scarpe estive degne di nota con tacco medio, intreccio blu e greige e magnifico cinturino che correva intorno al collo del piede, e qualcun’altra che portava sneakers della mia marca preferita, quasi tutte avevano i sandali, calzatura contro la quale, con i miei amici, avevo iniziato da anni una campagna denigratoria. C’erano sandali e sandali, vero, ma troppo spesso la gente finiva per indossare modelli, dal punto di vista estetico, irricevibili. Pensavo inoltre che se si decideva di indossarli la cura del piede doveva essere assoluta, quando tutto quello che vedevo era pelle trascurata e talloni screpolati.

Una volta terminati gli spaghetti, finito il melone e sorseggiato l’ultimo goccio di acqua frizzante come fosse la mia Belgian Blanche preferita, me ne rimanevo appollaiato sullo sgabello qualche minuto cercando di sbarazzarmi di me stesso prima di tornare in ufficio. In quel frangente lo sguardo tornava a cadere sulla macchina di Corradinsteen e iniziai ad elaborare l’idea di lasciargli sul finestrino dei bigliettini, utilizzando pezzetti della commessa riposta sul tavolo. La cosa si protrasse per diverse settimane ogni qualvolta mi fermavo a pranzo allo Zippo. Mi divertiva immaginare le facce che avrebbe fatto il mio amico un volta che – a fine turno – sarebbe arrivato alla macchina e, nell’atto di aprire la portiera, si sarebbe trovato il bigliettino davanti al naso.

I messaggini che gli lasciavo erano di stampo calcistico, volutamente infantili, e alludevano ai personaggi cardine che preferivo della nostra squadra del cuore.

Ripensandoci oggi scuoto la testa, sorrido tra me e me e mi chiedo che cosa avrà mai pensato Mario Bruce. Molto tempo dopo venni poi a sapere che il mio sodale conservò negli anni tutti i bigliettini; lo fosse venuto a sapere il mio amico Paolino P. ci avrebbe dato delle “nase fruste*.

(©Stefano Tirelli 2040)

 

 

*modenese per “ultra gay”.