Nella brevissima recensione dell’episodio 10 pubblicata il 29/05/2025, avevo scritto che il mio rapporto con le indagini dell’ispettore Chen poteva considerarsi concluso, e invece eccomi di nuovo qui a parlare dell’indagine numero 11.
Siamo sempre a Shanghai, l’ispettore-poeta Chen Cao è coinvolto in una doppia indagine che lo porta a muoversi ancora una volta sul sottile confine tra verità, potere e compromesso. Da una parte una serie di delitti senza apparente movente, dall’altra un’indagine sull’inquinamento e sugli ambientalisti che conduce fino ai vertici del Partito.
Qiu Xiaolong, come sempre, usa il giallo per raccontare qualcosa di più: una Cina moderna sospesa tra sviluppo, controllo politico e coscienza individuale. E Chen, con la sua calma malinconica, il suo amore per la poesia e qualche pena sentimentale, continua a cercare una verità possibile dentro un sistema dove non tutto può essere detto. Continuo a comprare questi libri perché il personaggio, l’Ispettore Chen Cao, è – per quel che mi riguarda – un uomo di Blues.
Un noir cinese particolare questo, in qualche modo semplice, più riflessivo che spettacolare, dove Shanghai finisce per essere quasi un personaggio della storia. Mi è piaciuto.
Chen, l’enigmatico ispettore-poeta, dovrà affrontare una nuova, pericolosa doppia indagine – letteralmente mozzafiato – dagli esiti imprevedibili, che va a toccare addirittura i vertici inarrivabili della Città Proibita.
«Non c’è nulla di paragonabile a Qiu Xiaolong per spiegare la Cina di oggi» – Paris Match
Tutti, a Shanghai, pensano che l’ispettore Chen sia un poliziotto ormai leggendario. Perfino qualche alto dirigente del Partito della Città Proibita, a Pechino, come il potentissimo compagno segretario Zhao, che gli ha affidato un incarico a suo dire molto semplice ma in realtà delicatissimo: sorvegliare con discrezione le mosse segrete di un gruppo di ambientalisti e poi presentargli un rapporto dettagliato. Perché, se l’inquinamento è ormai una catastrofe nazionale, il problema va tuttavia risolto tenendo conto solo ed esclusivamente degli interessi del Partito. Come se non bastasse, un’ondata di inspiegabili delitti sta colpendo Shanghai: nessun indizio, nessun movente, nessun sospettato. Chen è come un funambolo costretto a camminare su una corda tesa all’interno di un sistema per il quale i concetti di giustizia e libertà sono subordinati alle esigenze del Partito unico, e ora deve affrontare una nuova, pericolosa doppia indagine – letteralmente mozzafiato – dagli esiti imprevedibili, che va a toccare addirittura i vertici inarrivabili della Città Proibita. Per l’enigmatico ispettore-poeta il prezzo da pagare è sempre più alto, e risolvere il caso senza venir meno ai suoi principi sempre più difficile.
QIU XIAOLONG sul blog:
https://timtirelli.com/2024/01/20/qiu-xiaolong-cyber-china-feltrinelli-marsilio-2017-ttt%c2%be/
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